IL JOBS ACT E’ SERVITO SOLO ALLE IMPRESE PER INCASSARE I CONTRIBUTI STATALI: IN DUE ANNI I NUOVI POSTI DI LAVORO FISSI REALI SONO STATI APPENA 17.000
I DATI INPS: CONSIDERANDO ANCHE QUELLI A TERMINE SI ARRIVA A MALEAPENA A 322.000… TUTTO COME PREVISTO: FINITI GLI SGRAVI FISCALI, FINITE LE ASSUNZIONI
Saldo positivo tra assunzioni e licenziamenti nei primi tre mesi dell’anno, ma con i contratti a termine che si confermano sempre più determinanti a fronte di una inchiodata di quelli stabili, che ormai dalla fine del 2015 non godono più dell’incentivo della piena decontribuzione.
Secondo i dati dell’Inps, vonsiderando le cessazioni di contratti stabili nello stesso periodo,, il saldo dei “nuovi” posti fissi è in attivo per sole 17.537 unità .
E’ un risultato magro se confrontato al saldo positivo di 41.731 dei primi tre mesi 2016 e del boom di 214.765 contratti dei primi tre mesi 2015, quando erano previsti sgravi contributivi totali.
L’aggiornamento dell’Istituto della previdenza permette anche di tracciare un saldo annualizzato, ovvero la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi: nel complesso di tutti i contratti, alla fine del primo trimestre del 2017 risulta positivo per 379.000 unità .
Anche questo numero si può scomporre e conferma la dinamica dei mesi scorsi: da quando è finita la decontribuzione per le nuove assunzioni – valida nel 2015 a pieno regime, poi calata – l’attenzione degli imprenditori è tornata a spostarsi sui contratti a termine.
Sempre nell’ambito del tempo indeterminato, il numero complessivo dei licenziamenti del trimestre è stato di 143.200, in leggero aumento rispetto al dato di gennaio-marzo 2016 (+2,9%); significativa la contrazione delle dimissioni: -3,5% rispetto a gennaio-marzo 2016.
Sulla distribuzione delle cause di cessazione tra licenziamenti e dimissioni, ha significativamente inciso l’obbligo della presentazione on line delle dimissioni, introdotto a marzo 2016, dice l’Inps.
Quanto infine alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-marzo 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.500 euro (32,7% contro 35,4% di gennaio-marzo 2016).
(da agenzie)
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