IL SACRESTANO DECORATORE DI SAN LORENZO IN LUCINA SUL FATTO CHE IL SUO NOME COMPAIA IN PASSATO COME CANDIDATO CONSIGLIERE DEL I MUNICIPIO DI ROMA CON LA DESTRA – FIAMMA TRICOLORE: “NON ERO IO. AVRANNO MESSO IL MIO NOME A MIA INSAPUTA”
AVEVA FATTO LAVORI DI RESTAURO ANCHE A VILLA MACHERIO PER BERLUSCONI
Sorride e nega. Smentisce e ride. Poi ammette a mezza bocca che quell’angelo
«somiglia a Giorgia Meloni». Ma insiste sornione: «Somiglia, ma non è lei». Bruno Valentinetti è il sacrestano della chiesa di San Lorenzo in Lucina, nel cuore di Roma, a pochi metri da palazzo Chigi. Vive qui ed è il restauratore che nel 2023, con un lavoro durato un anno, è intervenuto per ripristinare un suo dipinto, datato 2000, che raffigura due angeli che affiancano il busto marmoreo di Umberto II di Savoia. Adesso uno dei due cherubini raffigura la premier, in ogni dettaglio.
Lo ammette anche il parroco Daniele Micheletti, tanto da dire: «È bravissimo Valentinetti, non è certo un imbianchino». Aggiunge che in effetti non è proprio di sinistra. E questo coincide con un dettaglio che spunta dal suo passato, dal 2008 per l’esattezza, anno della candidatura come consigliere del I Municipio di Roma con la Destra – Fiamma tricolore. Ma il diretto interessato smentisce anche questo: «Non ero io. Avranno messo il mio nome a mia insaputa. Anzi, in banca, in effetti, una volta mi hanno detto che c’è un mio omonimo, una persona che si chiama proprio come me. Sarà lui. E poi io non voto da anni».
Gli si illuminano gli occhi quando ricorda Silvio Berlusconi e i lavori di restauro che è stato chiamato a fare a villa Belvedere di Macherio: «Mi raccomandò una principessa. Lì viveva la moglie, Veronica Lario, ma il Cavaliere arrivava in elicottero il sabato e la domenica. Era l’anno dei mondiali e un giorno mi chiese se volevo i biglietti per la nazionale, ma io gli risposi che per me c’era solo una nazionale, la magica Roma. Lui rideva, voleva che diventassi del Milan».
«Ma perché hai raffigurato Meloni?», lo rimprovera una donna. Lui perde un po’ la pazienza: «Io posso disegnare chi voglio, è sempre stato così nell’arte, lo faceva anche Caravaggio. E chi ha mai detto nulla a Caravaggio? E comunque non è Meloni», insiste sbracciando.
Il rebus è capire chi sia l’altro volto raffigurato nel dipinto. Se lo chiedono tutti. C’è chi immagina sia l’ex premier Giuseppe Conte, che non abita lontano da qui, e chi pensa ad Arianna Meloni, la sorella della premier. Valentinetti nega e racconta: «Era una mia vecchia fiamma, molto più giovane di me. Una donna bellissima che voleva diventare un’attrice, ora vive all’estero».
L’altro angelo, spiega, in origine era un’amica di questa donna. Ora, nonostante Valentinetti neghi, è la premier. E un altro amico si avvicina a lui: «Bruno, sei di Fratelli d’Italia?». «Ma quale Fratelli d’Italia e Meloni», sbotta: «Io vivo qui con la pensione sociale, sono ospite, sopravvivo con 600 euro, Meloni non mi ha dato nulla. Non mi piace. Non ho nulla a che fare con lei».
(da agenzie)
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