IL SONDAGGIO SWG SUL DECRETO SICUREZZA RIVELA CHE QUALCOSA STA CAMBIANDO
I DUE PARTITI DI GOVERNO GODONO DEL 58% DEI CONSENSI, MA APPENA IL 43% SUL DECRETO SICUREZZA STA CON SALVINI E BEN IL 38% COI SINDACI E LE REGIONI CHE SI RIBELLANO: UNA PERDITA SECCA PER IL GOVERNO DI 15 PUNTI
Sulle polemiche tra sindaci, Regioni e Viminale relative all’applicazione del decreto la spunta di pochissimo il ministro dell’Interno, segno di forti divisioni tra gli elettori.
Il sondaggio Swg, oltre a rilevare una perdita di consensi di Lega e M5S a vantaggio di Pd e Forza Italia (in calo invece Fdi) affronta anche il tema della settimana, ovvero il decreto sicurezza e il relativo scontro tra sindaci e presidenti di Regione e il ministro degli Interni.
Ed emerge un’Italia spaccata con il 43% che si schiera con Salvini, il 38% con i sindaci e il 19% che non si esprime.
Il dato che fa riflettere è che l’elettorato grillino non sta con Salvini: se i due partiti di governo raggiungono insieme il 58% di consensi e i favorevoli al decreto si fermano al 43% vuol dire che un 15% non è d’accordo.
Non a caso a favore dei sindaci si dichiara il 38% degli italiani mentre il Pd è al 17% e la sinistra nel suo insieme arriva al 25%.
Quindi 13 punti arrivano da altri elettori.
Se anche sommiamo tutti i partiti del fu centrodestra si arriva al 44-45%, quindi Salvini non ha fatto il pieno nemmeno nell’area a lui attigua, considerando una percentuale di Cinquestelle che si saranno espressi a favore del decreto, mentre molti altri si saranno rifugiati nel “non saprei” e una buona fetta a favore dei sindaci.
Sono i primi segnali di un certo risveglio dell’opinione pubblica civile trainata (altro elemento interessante) non tanto dai toni poco incisivi del Pd, quanto da quelli più combattivi di Orlando e De Magistris.
A dimostrazione che Salvini va affrontato con la sciabola e non con il fioretto.
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