“IN 1.418 GIORNI ERAVAMO A BERLINO, MENTRE ORA…NON C’E’ BISOGNO DI DIRE NIENTE” : I BLOGGER RUSSI SPERNACCHIANO PUTIN, CHE DOPO OLTRE 4 ANNI DI GUERRA NON È RIUSCITO A CONQUISTARE L’UCRAINA E NEL 2025 HA OCCUPATO SOLO L’1% DEL TERRITORIO
GLI IMPIETOSI PARAGONI TRA LA SUA “OPERAZIONE MILITARE SPECIALE” E LA LOTTA DELL’UNIONE SOVIETICA CONTRO LA GERMANIA NAZISTA
«Dopo 1.418 giorni di guerra, la nostra reputazione militare è gravemente compromessa», ha scritto ieri il pubblicista russo Maksim Kalashnikov, comparando la recente operazione di regime change statunitense in Venezuela con il fallito Blitzkrieg di Mosca all’inizio della guerra in Ucraina.
Mille e 418 giorni: una cifra dal significato simbolico difficile da ignorare in Russia. È la durata della Grande Guerra Patriottica, come qui viene ricordata la lotta dell’Unione Sovietica contro la Germania nazista.
È proprio il culto di quella “guerra sacra” – nella quale morirono oltre venti milioni di sovietici – a costituire uno dei pilastri dell’ideologia della Russia putiniana. E la propaganda del Cremlino ha spesso accostato quel conflitto alla guerra in
Ucraina per fornire un fondamento morale all’invasione del 24 febbraio 2022: non un’aggressione contro uno Stato sovrano e un popolo fratello, ma un nobile intervento in difesa della “Madre Patria”, minacciata dai “nazisti” insediati a Kyiv.
Ieri, però, la ricorrenza non è stata ricordata dai canali della propaganda ufficiale, probabilmente perché il paragone in questo caso non gioca a favore del Cremlino: mentre a questo punto l’Armata Rossa celebrava la vittoria a Berlino, l’esercito di Putin è ormai da oltre quattro anni impantanato in un conflitto senza una fine in vista, con modesti risultati.
Nel 2025 – l’anno con il maggior numero di conquiste territoriali dall’inizio della guerra – la Russia ha occupato circa 5.600 km², meno dell’1% dell’intero territorio ucraino. Le difese ucraine, per quanto logorate, non collassano e la coalizione che sostiene Kyiv, sebbene frammentata, continua a garantire il proprio appoggio.
Se i canali televisivi e i principali quotidiani hanno ignorato la ricorrenza, non è però passata inosservata tra gli influenti blogger Z su Telegram, voci diventate centrali nel dibattito pubblico e che talvolta si concedono caute critiche nei confronti della leadership russa. «L’8 maggio le nostre truppe presero Berlino e fu firmata la capitolazione della Germania nazista. Dopo 1.418 giorni dall’inizio dell’operazione militare speciale noi… ma qui tutto è già evidente, non c’è bisogno di dire niente», scrive il canale ultranazionalista Rusich, che conta quasi 250.000 iscritti.
Come fanno notare altri blogger, il paragone tra le due guerre è improprio soprattutto per quanto riguarda le risorse umane ed economiche impiegate: l’Urss aveva fatto ricorso alla mobilitazione totale della popolazione e dell’economia per vincere una guerra esistenziale; invece, quella di Putin resta un’operazione militare tutto sommato circoscritta, combattuta in gran parte da volontari, mentre il resto del Paese continua una vita civile quasi normale.
«Non paragonate mele con pere: durante la Grande Guerra Patriottica l’intero Paese lavorava per la Vittoria», polemizza il canale Dva Mayora, che conta oltre 1,2 milioni di iscritti, «mentre nell’operazione militare speciale la maggior parte della popolazione, alla vista dei volontari, alza nervosamente gli occhi al cielo»
(da agenzie)
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