IN ARRIVO L’OK DI TONINELLI AL TERZO VALICO
DOPO ILVA E TAP ALTRO TRADIMENTO DEGLI ELETTORI GRILLINI
Non costruire il Terzo Valico comporterebbe un miliardo e mezzo di euro di penali da pagare da parte dello Stato.
Ecco perchè, come per l’ILVA, il governo gialloverde darà l’ok all’opera con buona pace delle promesse elettorali del MoVimento 5 Stelle agli attivisti contrari all’opera. Che così passa nella lista di ILVA, TAP e dove prossimamente si troverà anche la TAV: spiega oggi Il Messaggero che il ministro Toninelli è arrivato a questa conclusione dopo aver letto i risultati dell’analisi costi-benefici e dell’Avvocatura dello Stato
Le valutazioni fatte dai tecnici non consigliano di rinunciare all’infrastruttura, ma non lesinano critiche al progetto. Per esempio, gli economisti interpellati sono convinti che i costi complessivi, 6,2 miliardi di euro, si ammortizzeranno in tempi lunghi e con un traffico ferroviario triplicato. Contemporaneamente hanno confermato che aumenterà il numero di portacontainer destinati al porto di Genova, riducendo così le emissioni di gas e riducendo di oltre 20 minuti i tempi di percorrenza in treno tra il centro ligure e Milano.
Ancora più articolato il lavoro dei giuristi della struttura di missione del Mit, che hanno presentato più scenari: nessuna modifica all’opera, modifiche al progetto fino al recesso del contratto. Complice l’avanzamento dei lavori — è stato concluso circa il 27 per cento del tracciato-i rischi per lo Stato non possono che essere elevati.
Lo scioglimento del contratto senza un accordo con il general contractor darebbe vita ad un lungo contenzioso e a richieste di risarcimenti da parte delle aziende vincitrici degli appalti e dei subappalti, lo Stato potrebbe dover staccare un assegno da 1,5 miliardi in su.
Cifra che, a quanto pare, sarebbe addirittura «prudente» per gli Avvocati dello Stato. Da qui la “necessità ”di mandare avanti i lavori.
(da “NextQuotidiano”)
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