INFLAZIONE, A GENOVA (E NON SOLO) I PREZZI CONTINUANO A SALIRE: IN UN ANNO +4,4% SUI PRODOTTI ALIMENTARI
IN DIECI ANNI IL COSTO DELLA VITA E’ AUMENTATO DEL 27,3% , I BENI ALIMENTARI DEL 38,7%, LE BOLLETTE DEL 43,7%: IL GOVERNO SI RENDE CONTO CHE IL CETO MEDIO E’ PROSSIMO ALLA POVERTA’?
L’inflazione rallenta ma continua a gravare sui portafogli dei genovesi. Specialmente per i prodotti alimentari, che a luglio fanno registrare un +4,4% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Nel complesso il paniere preso in considerazione dall’osservatorio statistico del Comune di Genova registra una variazione congiunturale del +0,2% su base mensile e una variazione tendenziale del +1,8% su base annuale.
Si tratta di un dato pressoché in linea con quello nazionale (+1,7%), con Genova che si scrolla di dosso il primato di città più cara d’Italia, ampiamente superata adesso da Rimini (+2,8%), Padova (+2,3%) e Napoli (+2,3%). Anche l’inflazione della Liguria è allineata con quello di Genova, nella “parte sinistra” della classifica ma comunque inferiore rispetto ai primati di Puglia (+2,2%), Calabria (+2,1%) e Veneto (+2%).
In sintesi, però, i prezzi continuano a salire, nonostante la frenata rispetto all’esplosione degli anni scorsi. Nell’ultimo anno solo tre volte si è registrata una diminuzione da un mese all’altro: ottobre e novembre 2024 (rispettivamente -0,5% e -0,2%) e maggio 2025 (-0,1%). Il confronto annuale risultava ancora più impietoso ad aprile, con rincari nell’ordine del 2,6%.
Se si fa il paragone con giugno, in realtà i prodotti alimentari sono in calo (-0,3%) trascinati soprattutto dalla frutta (-4,9%) e verdura (-0,9%), mentre sono in aumento ad esempio il pesce (+0,8%), uova e latticini (+0,6%). Costano di più gli affitti (+0,4%), le bollette (elettricità +3%, gas +0,3%, gasolio per riscaldamento +1,9%) e i trasporti (+0,9%) con un prevedibile aggravio su aerei (+4,6%) e traghetti (+3,1%) dovuto ovviamente al periodo delle vacanze.
Rispetto a un anno fa si riscontra un aumento generalizzato dei prodotti ad alta frequenza di acquisto (in pratica l’intero carrello della spesa, affitto, utenze e tutto ciò che serve nella quotidianità) pari al 2,4%. Oltre ai rincari sugli alimentari pesano bevande alcoliche e tabacchi (+2,4%), abitazione ed energia (+1,5%), servizi ricettivi e di ristorazione (+2,4%). L’unica voce nettamente in calo è quella delle comunicazioni (telefonia, internet e simili) col -3,3%.
Guardando addirittura a dieci anni fa, gli alimentari costano oggi il 38,7% in più, le spese per la casa e le bollette il 43,7% in più, i trasporti il 27,2% in più, bar e ristoranti il 36,6% in più. Complessivamente il costo della vita è salito del 27,3%.
(da Genova24)
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