Destra di Popolo.net

IRAN, LA GUERRA SPAVENTA ANCHE I TRUMPIANI

PARLANO DUE EX COLLABORATORI DEL GOVERNO: “TRUMP HA SBAGLIATO I CALCOLI, ORA RISCHIA IL PANTANO”

L’ex responsabile Medio Oriente del dipartimento di Stato David Shenker e Gabriel Noronha, ex inviato speciale sull’Iran durante la prima presidenza Trump, spiegano a Open come il regime di Teheran sia ferito e indebolito ma ben lontano dalla sconfitta: «Non ci sono fratture nel regime». Operazione poco pianificata e non c’è via di uscita.
A tre settimane dall’inizio dei bombardamenti in Iran, sono in tanti a chiedersi se la guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro il regime degli ayatollah sia destinata a diventare un nuovo pantano globale.
Nonostante le rassicurazioni della Casa Bianca che continua a raccontare al mondo di una imminente vittoria americana, nazioni alleate e cittadini temono le ripercussioni economiche e sociali di una crisi che va avanti senza un obiettivo chiaro. Un disagio che si manifesta anche dentro al mondo di Trump, una coalizione eterogenea che mette insieme neoconservatori, repubblicani e Maga, in cui iniziano a sollevarsi le prime voci critiche. Le dimissioni del direttore del centro
Usa antiterrorismo Joe Kent sono il primo segnale chiaro di malumori all’interno della coalizione ma non l’unico. «Il presidente aveva inizialmente parlato di cambio di regime, ma non stiamo vedendo fratture e divisioni, né defezioni dalle forze armate», spiega a Open David Schenker, che durante la prima amministrazione Trump è stato responsabile della politica mediorientale del Dipartimento di Stato. Secondo Schenker è molto difficile riuscire a rovesciare un regime senza prevedere un attacco via terra, quello che in gergo militare si definisce “boots on the ground”: «Uno dei pochi casi è stata la guerra del Kosovo – racconta dal suo ufficio del Washington Institute dove è tornato con la fine del primo governo Trump – ma anche lì la campagna aerea del 1999 non portò a un cambio immediato: Milosevic cadde solo più di un anno dopo».
Un regime ferito, non sconfitto
Il diplomatico loda l’impresa militare di Usa e Israele, ma non nasconde scetticismo sulla capacità di controllo della risposta iraniana: «Alcuni obiettivi sono stati raggiunti, ma lo Stretto di Hormuz è chiuso e molto pericoloso, i nostri partner del Golfo sono stati colpiti, così come obiettivi civili, nodi energetici e infrastrutturali». Da un lato, dunque, attacchi precisi capaci di mettere in ginocchio l’architettura nucleare e la struttura del regime, dall’altro l’ombra della guerriglia di un nemico caparbio che, spiega Schenker, «emerge ferito ma ancora pericoloso».
Anche Gabriel Noronha, che durante la prima amministrazione Trump seguiva il dossier Iran come inviato speciale, ha un approccio ambivalente sull’operazione. Il regime è stato «fortemente indebolito e il programma nucleare quasi distrutto», ma ci sono due rischi all’orizzonte: «Il primo – illustra a Open – è il costo di lungo periodo per il commercio globale e l’impatto sui consumatori in tutto il mondo. Il secondo riguarda la capacità degli Stati Uniti di porre fine alla guerra alle proprie condizioni visto che il regime iraniano ha già fatto capire che sono pronti a continuare per anni».
L’orologio economico della guerra
I trumpiani non vogliono un altro Iraq, ma – con le elezioni di Midterm dietro l’angolo – ancora di meno un’economia globale in crisi per le scelte interventiste di un presidente che aspirava al Nobel per la pace. Da quando Usa e Israele hanno attaccato Teheran, il traffico marittimo nello stretto di Hormuz – dove passa un quarto del petrolio via mare – è crollato del 90%, facendo schizzare i prezzi della
benzina, al punto che i principali Paesi importatori sono stati costretti ad attingere alle riserve strategiche. Come ha scritto Mohsen Khezri sulla rivista della London School of Economics, lo Stretto di Hormuz è diventato «l’orologio economico della guerra»: «Una chiusura di breve durata provoca uno shock petrolifero, ma una chiusura prolungata si traduce in uno shock inflazionistico e demografico. Sebbene le riserve strategiche di petrolio possano far guadagnare tempo, non renderanno una guerra prolungata economicamente innocua».
Dalla “massima pressione” all’attacco militare
Noronha è stato tra gli architetti della cosiddetta strategia di “massima pressione” contro l’Iran. «Il nostro approccio – spiega – aveva tre pilastri: pressione economica, isolamento diplomatico e minaccia credibile di deterrenza militare. Era una politica di dissuasione, oggi si è scelta la coercizione militare». Ma cosa ha spinto l’amministrazione a cambiare strategia? Secondo l’esperto, in questi anni l’Iran «ha sviluppato missili balistici a lungo raggio che potrebbero colpire sia l’Europa che gli Stati Uniti» e ha «rifiutato negoziati seri con Washington». Ma non è tutto: «Il regime ha ripetutamente cercato di uccidere il presidente e i suoi principali consiglieri. Il Dipartimento di Giustizia ha arrestato diverse persone coinvolte in complotti contro il governo americano. Questi episodi hanno contribuito a cambiare la percezione di Trump del regime iraniano: da minaccia regionale a minaccia quasi esistenziale».
Una ricostruzione confermata da Morgan Ortagus, fino a pochi mesi fa vice inviata speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente sotto la guida di Steve Witkoff. Intervenuta a un incontro alla Harvard Kennedy School, Ortagus ha affermato che ad accelerare la decisione di Trump sarebbero stati proprio «i complotti per assassinare il presidente Trump, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton e l’ex segretario di Stato Mike Pompeo». Prima della guerra dei 12 giorni dello scorso giugno, «il presidente desiderava un accordo con il regime ed era disposto a concederglielo», ha affermato Ortagus, che ha partecipato in prima persona ai negoziati. «Ma poi ha realizzato che l’Iran stava semplicemente prendendo in giro gli Stati Uniti».
Perché Trump ha cambiato idea sull’Iran
Nelle interviste a Open, Noronha e Schenker ridimensionano l’interpretazione di Joe Kent secondo cui Trump sarebbe stato trascinato in guerra da Netanyahu. Se per Noronha, «sono stati i continui massacri della popolazione iraniana e la minaccia dei missili balistici a convincere il presidente ad attaccare Teheran prima del previsto», Schenker azzarda che «la narrativa secondo cui Netanyahu starebbe manipolando Trump è una forma più o meno esplicita di antisemitismo».
Durante la conferenza stampa del 16 marzo, per la prima volta Trump ha dichiarato che nessuno aveva immaginato un attacco iraniano agli Stati del Golfo. Una dichiarazione che non convince gli esperti: «Non penso che si siano preparati adeguatamente. La pianificazione militare è stata molto buona – sottolinea Noronha – ma la pianificazione economica e logistica molto meno. Si è fatto poco per evacuare gli americani dalla regione o per scortare le petroliere nello Stretto di Hormuz».
Schenker, che da anni segue la politica di tutta la regione, incalza: «Sono decenni che gli iraniani minacciano di chiudere lo Stretto di Hormuz quando vengono attaccati». Anche colpire «obiettivi finanziari, energetici, infrastrutturali e civili» del Golfo è da sempre uno strumento di pressione del regime iraniano: «Molti di questi Stati – continua – avevano cercato negli ultimi anni di ridurre l’escalation. Avevano lavorato per ristabilire relazioni diplomatiche con l’Iran, riaprire ambasciate, sviluppare scambi economici e relazioni più normali. Ma niente di tutto questo li ha protetti. E ora c’è da chiedersi se Dubai continuerà ad essere percepita come la “Monaco del Golfo Persico”».
Il “giorno dopo” che nessuno ha pianificato
Di certo, la squadra del presidente ha avuto un ruolo importante nelle scelte della Casa Bianca: «Trump ha un segretario alla Difesa che esegue le sue decisioni invece di cercare di frenarlo e un esercito più assertivo e meno vincolato dalla burocrazia», spiega Noronha. Emerge un modo di operare molto diverso da quello che ha caratterizzato la prima amministrazione: «Le persone che si occupano della pianificazione sono state ignorate, ridimensionate o indebolite. Il Dipartimento di Stato, le agenzie di intelligence, da quello che so, non sembrano aver avuto alcun ruolo nella campagna».
Una lettura condivisa da Schenker: «La leadership di allora, e certamente quella del Dipartimento di Stato sotto Pompeo, era composta in gran parte da repubblicani tradizionali. Pompeo riempì il Dipartimento di esperti e ascoltò i loro consigli. Quelle persone non erano “guerrafondai da salotto”, credevano nell’uso della forza
quando necessaria per difendere gli interessi americani, e nella cooperazione con gli alleati». Nella nuova amministrazione Trump – che in politica estera vede un triumvirato composto dal presidente, dal ministro degli Esteri Marco Rubio e dal ministro della Difesa Peter Hegseth – il processo decisionale sarebbe invece «concentrato nelle mani di cinque o sei persone che non hanno grande esperienza». L’ambasciatore lo spiega così: «Hanno ridotto il cosiddetto “red teaming”: la fase in cui gli esperti discutono scenari alternativi e confrontano i piani per migliorarli, analizzando tutte le conseguenze».
Cinque persone al posto di un sistema
Schenker ricorda quando il Pentagono pianificò per un anno intero l’invasione dell’Iraq: «Costruimmo una coalizione, cercammo il sostegno di tanti Paesi e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. E comunque fu difficilissimo». Trump stavolta ha cercato gli alleati solo per chiedere loro di difendere lo stretto di Hormuz, ricevendo indietro dei sonori no. Una reazione che non sorprende gli ex collaboratori del presidente: «Pochissimi alleati sono stati consultati. E molti capi di Stato non sapevano nemmeno cosa stesse per succedere», dice Schenker. A chi sostiene che Trump in fondo non faccia altro che portare avanti la tradizione interventista dei falchi neocon, uno degli uomini chiave di quella fase risponde così: «Nell’amministrazione Bush c’era una base intellettuale per quello che si faceva. Si poteva essere d’accordo o meno, ma esisteva. Avevamo avuto l’11 settembre, migliaia di persone morte in un solo giorno, eravamo stati attaccati sul territorio americano. Credevamo nell’idea che bisognasse porre fine agli Stati che sponsorizzavano il terrorismo». Non andò bene, e in molti temono che anche stavolta l’America non abbia imparato dai suoi errori.
(da Open)

This entry was posted on mercoledì, Marzo 18th, 2026 at 14:45 and is filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

« EFFETTO TRUMP: IN EUROPA NON DIAMO PIÙ PER SCONTATA L’ALLEANZA CON GLI STATI UNITI: IL 90% DEI CITTADINI EUROPEI CREDE CHE GLI AMERICANI POSSANO STACCARE LA SPINA AI SERVIZI DIGITALI CHE OFFRONO A NOI EUROPEI. PER QUESTO, È ORA CHE NEL VECCHIO CONTINENTE CI SI DIA UNA SVEGLIATA VERSO UNA MAGGIORE AUTONOMIA TECNOLOGICA (OLTRE CHE MILITARE)
LE PAROLE DEL SENATORE DI FRATELLI D’ITALIA ZAFFINI: “FINIRE DAVANTI ALLA MAGISTRATURA E’ COME UN CANCRO” »

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.

  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.268)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (355)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Marzo 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Feb    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • NON SOLO BENZINA: TUTTI I PREZZI CHE AUMENTERANNO PER LA GUERRA
    • LA NORMALIZZAZIONE DELL’OMICIDIO POLITICO
    • “GIORGIA MELONI NON È UN PONTE PER L’AMERICA CON L’ESTABLISHMENT POLITICO EUROPEO”: IL “VAFFA” DELL’EX CONSIGLIERE DI TRUMP, STEVE BANNON, CHE SMASCHERA IL CAMALEONTISMO DELLA DUCETTA, DOPO IL NIET DELLA PREMIER ALLA RICHIESTA DEL TYCOON DI AIUTARE GLI STATI UNITI A RIAPRIRE LO STRETTO DI HORMUZ
    • TUTTI ALL’INFERNO APPASSIONATAMENTE
    • DALL’ITALIA ALL’UNGHERIA: ORBAN, MELONI E LA POLITICA DEL TERRORE SENZA IDEE
    • LE PAROLE DEL SENATORE DI FRATELLI D’ITALIA ZAFFINI: “FINIRE DAVANTI ALLA MAGISTRATURA E’ COME UN CANCRO”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA