KIEV: “DOPO BELGOROD NUOVE AZIONI IN ALTRE TRE REGIONI”
MOSCA COSTRETTA A RIVEDERE I PIANI… IL CAPO DELLA WAGNER: “LE FORZE RUSSE NON SONO PRONTE A RESISTERE ALLE INCURSIONI”
«Ci saranno dei passi avanti in altre regioni di confine della
Russia finché il regime criminale di Putin non porrà fine alla sua guerra contro l’Ucraina». Lo ha detto durante un’intervista televisiva il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa di Kiev, Oleksiy Danilov, sottolineando come «i russi non si sentiranno al sicuro in nessun angolo della Federazione».
Per il funzionario ucraino, Bryansk, Kursk, Voronezh e altre regioni «non possono essere sicure, dato il numero di cittadini russi che sono contro il regime», ha concluso Danilov. Nel frattempo, a Belgorod – stando alle parole del governatore della regione – ci sono stati nella notte numerosi attacchi con droni.
Il gasdotto
«Un gasdotto è stato danneggiato nel distretto di Grayvoron, è in corso incendio. Si stanno ripristinando le reti elettriche, danneggiate durante l’ingresso del gruppo di sabotaggio lunedì scorso. Tutti i lavori di ripristino dell’alimentazione elettrica nel distretto di Grayvoron saranno completati oggi. Successivamente saranno ripristinati l’approvvigionamento idrico e le comunicazioni cellulari», ha detto Vyacheslav Gladkov, spiegando inoltre come al momento nella regione le forniture di servizi continuano a essere interrotte e oltre 500 persone sono sfollate. «Ho anche ricevuto ulteriori informazioni dal distretto di Yakovlevsky. Di notte, ordigni esplosivi sono stati sganciati due volte dai droni nel villaggio di Tomarovka su due edifici amministrativi. Non ci sono stati incendi, morti o feriti», ha scritto su Telegram.
Mosca rivede i piani
I raid a Belgorod «da parte di militanti russi che combattono al fianco dell’Ucraina potrebbero costringere Mosca a schierare un maggior numero di forze lungo il confine invece che in prima linea, dove è attesa la grande controffensiva di Kiev». Lo ha detto Andriy Zagorodnyuk, un ex ministro della Difesa ucraino, oggi consulente del governo di Kiev, come riporta il New York Times. Secondo il funzionario ucraino – che definisce le operazioni nella regione russa una «una pietra miliare» della guerra – «i russi vedranno che ci sono problemi tra i loro stessi cittadini, quindi l’idea di una Russia unificata sarà seriamente danneggiata».
Sullo stesso tono anche il commento del capo politico dei militari russi della legione “Libertà della Russia”, l’ex deputato Ilya Ponomarev, secondo cui ora si dovrà «riconsiderare la situazione e dispiegare più forze lungo il confine ucraino», ha detto in un’intervista al Nyt, aggiungendo che il gruppo ha catturato una decina di guardie di frontiera russe
Il capo della Wagner
Anche per il capo della Wagner, Yevgeny Prigozhin, in un’intervista al blogger filo-Cremlino, Konstantin Dolgov, citata dal Kyiv Independent, «le forze di Mosca non sono pronte a resistere alle incursioni nella regione russa di Belgorod da parte di gruppi anti-governativi che combattono al fianco dell’Ucraina». Prigozhin ritiene inoltre che l’Ucraina abbia attualmente uno degli eserciti più forti del mondo. Gli ucraini, ha spiegato, sono «altamente organizzati, altamente addestrati, la loro intelligence è ai massimi livelli e possono operare con uguale successo con qualsiasi sistema militare, compresi quelli sovietici e della Nato».
Putin: «Cresce l’instabilità»
Con gli attacchi nella regione russa di Belgorod «cresce l’instabilità globale», ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, citato dalla Tass, secondo il quale «i vecchi focolai di tensione si espandono e ne emergono di nuovi in varie regioni». Il leader del Cremlino ha poi accusato (nuovamente) Stati Uniti e Paesi occidentali di aver provocato «la crisi energetica». Intanto, a chiudere a una soluzione pacifica del conflitto è Dmitry Peskov che all’agenzia di stampa russa ha ribadito che «non esistono i presupposti per un processo di pace, evidentemente», aggiungendo che «l’operazione militare speciale continua». Rispondendo poi alla domanda se il Cremlino è pronto a negoziare con qualcuno del governo in carica a Kiev, Peskov ha risposto: «Questo è difficilmente possibile, perché qualsiasi trattativa con la Russia è vietata (in Ucraina, ndr)».
(da Open)
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