L’ITALIA È L’UNICA DEMOCRAZIA AL MONDO IN CUI A OGNI ELEZIONE SI DISCUTE COME CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE A SECONDA DELLE CONVENIENZE DI CHI HA LA MAGGIORANZA IN QUEL MOMENTO
ALDO CAZZULLO SULLA RIFORMA VOLUTA FORTEMENTE DA MELONI: “IL CRITERIO È SEMPRE LO STESSO: LA CONVENIENZA PERSONALE E DI PARTITO. CHE CREDIBILITÀ HA UNA DEMOCRAZIA COSÌ? ABBIAMO IL DIRITTO DI STUPIRCI SE I CITTADINI PARTECIPANO SEMPRE MENO ALLA VITA PUBBLICA E AL VOTO?”
L’Italia è l’unica democrazia al mondo in cui a ogni elezione si discute come cambiare la legge
elettorale, a seconda delle convenienze di chi ha la maggioranza in quel momento. Cominciò Berlusconi nel 2006, con una legge definita «una porcata» dal suo stesso autore Calderoli, e nessuno ha mai smesso.
La formula è la stessa che era in vigore fino al 1992. Fu cancellata da un referendum in cui l’abolizione delle preferenze multiple vinse a valanga.
L’anno dopo si affermò altrettanto nettamente un referendum che aboliva il proporzionale. Venne fatta una legge maggioritaria, basata sui collegi uninominali, con cui si votò per tre volte: sempre si ebbe una maggioranza definita, e se la coalizione di centrodestra del 1994 si sfasciò subito, seguirono due legislature in cui governarono per cinque anni prima il centrosinistra dal 1996 al 2001, poi il centrodestra dal 2001 al 2006.
Collegi piccoli, da circa centomila elettori consentivano ai rappresentati di conoscere il loro rappresentante, e decidere se confermarlo o mandarlo a casa. Si fece anche un referendum per
abolire la quota proporzionale: stravinse il Sì, ma mancò il quorum per un soffio. Oggi al Senato ci sono collegi da un milione di abitanti: assurdo. Li si vorrebbe abolire, per introdurre un premio di maggioranza, su cui però non tutti sono d’accordo. E il criterio è sempre lo stesso: la convenienza personale e di partito. Che credibilità ha una democrazia così? Abbiamo il diritto di stupirci se i cittadini partecipano sempre meno alla vita pubblica e al voto?
(da Corriere della Sera)
Leave a Reply