MARIA, STORIA DI UN AMORE COME NON NE ESISTONO PIU’
CHI E’ LA COMPAGNA DI VITA DI ENNIO MORRICONE: DALL’INCONTRO PER CASO ALLE DEDICHE AGLI OSCAR
“A lei il più doloroso addio”. Si commiata così, con un necrologio scritto di suo pugno, Ennio Morricone, il compositore scomparso a Roma a 91 anni. E tra gli affetti della vita, quelli ai quali dire ciao per sempre, a Maria Travia, la moglie sposata 63 anni fa, lascia il posto d’onore.
“A Lei rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare”, scrive il maestro. Parole da brividi per un amore iniziato a Roma nel 1950 quando i due giovani si conobbero per caso nell’ “Anno Santo”.
Maria è nata nel 1932 a San Giorgio di Gioiosa Marea, Messina, ma l’anno successivo la sua famiglia si trasferì a Roma, dove Maria è cresciuta.
Era amica di Adriana, la sorella di Ennio, e “a me piacque subito moltissimo”, raccontava il compositore.
“Poi Maria ebbe un incidente, con la macchina di suo papà . Un attimo di distrazione, e andò a sbattere. La ingessarono dal collo alla vita, come si faceva allora – ha raccontato Morricone – Soffriva moltissimo. Io le sono rimasto vicino. E così, giorno per giorno, goccia dopo goccia, l’ho fatta innamorare”.
Si sposarono a Roma, dove hanno sempre vissuto, nel 1956 e dal loro matrimonio sono nati quattro figli, Giovanni, Marco, Alessandra e Andrea.
Il loro è stato un amore lungo e straordinario come spiegò lo stesso Morricone: “Nell’amore come nell’arte la costanza è tutto. Non so se esistano il colpo di fulmine, o l’intuizione soprannaturale. So che esistono la tenuta, la coerenza, la serietà , la durata. E, certo, la fedeltà “.
Con parole di “grande gratitudine”, una decina di anni fa Morricone ammise anche che per almeno cinquant’anni lui e la moglie si erano “visti pochissimo”: mentre lui componeva e creava musiche per il cinema lei accudiva i quattro figli. Maria è stata per lui la musa ispiratrice e per certi versi la sua principale collaboratrice dietro le quinte: “E’ Maria che giudica prima di tutti”.
A lei Morricone aveva voluto dedicare sul palco degli Academy Awards l’Oscar alla carriera nel 2007: “Dedico questo Oscar a mia moglie Maria che mi ama moltissimo e io la amo alla stessa maniera e questo premio è anche per lei”.
Anche per il secondo Oscar, quello del 2016 per le partiture del film di Quentin Tarantino “The Hateful Eight”, il maestro alzò la statuetta e in onore della donna della sua vita disse: “Lo dedico a mia moglie Maria, mio mentore”.
Un amore fatto di grandi soddisfazioni, di passioni ma anche di difficoltà che Ennio Morricone spiegava così: “Maria è stata bravissima a sopportare me. È vero, qualche volta sono stato io a sopportarla. Ma vivere con uno che fa il mio mestiere non è facile. Attenzione militare. Orari rigorosi. Giornate intere senza vedere nessuno. Sono un tipo duro, innanzitutto con me stesso e di conseguenza con chi mi sta attorno”.
(da “La Repubblica”)
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