NEL “RETROSCENA” SULLA POSSIBILE INDAGINE CONTRO ARIANNA MELONI, AD ALESSANDRO SALLUSTI È SFUGGITO UN DETTAGLIO: IL TRAFFICO DI INFLUENZE, POSSIBILE IPOTESI DI REATO SU CUI SAREBBERO AL LAVORO I MAGISTRATI ANTI-DUCETTA, È STATO MODIFICATO PROPRIO DAL GOVERNO MELONI, CHE L’HA DEPOTENZIATO
LA NUOVA VERSIONE STABILISCE CHE NON È PUNIBILE IL “MEDIATORE” CHE TRAE UN VANTAGGIO POLITICO DALLA SUA AZIONE (UNA NOMINA, PER ESEMPIO), MA SOLO QUELLO CHE NE TRAE UN VANTAGGIO ECONOMICO
Arianna Meloni come Silvio Berlusconi: perseguitata. Il paragone definitivo è arrivato direttamente dalla sorella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, amareggiata nonostante la vacanza in masseria e il pranzo col vicepremier Matteo Salvini.
La giornata era cominciata col titolo in prima pagina del Giornale, in maiuscolo: “Vogliono indagare Arianna Meloni”. Un “retroscena” firmato dallo stesso direttore Alessandro Sallusti, che ha un ottimo rapporto con la premier di cui, dicono fonti di Fratelli d’Italia, avrebbe raccolto le preoccupazioni, aumentate dopo le accuse e le allusioni su Arianna di Matteo Renzi e dei suoi accoliti.
Giorgia Meloni ha finito per confermare: “Purtroppo – ha detto all’Ansa alle 18 – reputo molto verosimile quanto ha scritto” Sallusti e d’altronde “è uno schema visto e rivisto soprattutto contro Silvio Berlusconi: un sistema di potere che usa ogni metodo e sotterfugio pur di sconfiggere un nemico politico che vince nelle urne la competizione democratica. Hanno setacciato la vita mia e di ogni persona a me vicina senza trovare nulla”.
Sallustilascia intendere “una manovra occulta, campo in cui Renzi da sempre eccelle”. Per il direttore del Giornale […] sono “segnali che gli occhi esperti leggono come una calma foriera di tempesta”, “ovviamente giudiziaria”. Il nostro conosce pure il reato: traffico di influenze. Al suo sguardo navigato sfugge però che quella fattispecie di reato è stata modificata (depotenziata) proprio dal governo Meloni.
La nuova versione stabilisce che non è punibile il “mediatore” che trae un vantaggio politico dalla sua azione (per esempio una nomina), ma solo quello che ne trae un vantaggio economico in denaro o altra utilità.
Tant’è, l’uscita dell’articolo ha innescato una – ovviamente coordinata – raffica di dichiarazioni di dirigenti di Fratelli d’Italia: dal genero di Ignazio La Russa Marco Osnato al castigatore di Peppa Pig Federico Mollicone, passando per la ministra (lei sì, imputata) Daniela Santanchè.
Il tutto “nell’aria afosa di questa apparentemente calma estate italiana”, come la definisce Sallusti. Un clima ideale per una “cospirazione di giornalisti, politici di sinistra e magistrati compiacenti”, ha chiosato Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo FdI. A sera le dichiarazioni in serie erano oltre 30: il meloniano non riposa neanche in agosto.
(da agenzie)
Leave a Reply