NO, IL GOVERNO NON HA RAGGIUNTO ALCUN RECORD SUL LAVORO: LA MINISTRA CALDERONE ESULTA PERCHE’ IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE A NOVEMBRE È SCESO AL 5,7%. PECCATO CHE NELLO STESSO MESE SIANO CALATI GLI OCCUPATI E SALITI GLI INATTIVI, CHE IL LAVORO NON CE L’HANNO E NON LO CERCANO (+72MILA)
SIGNIFICA CHE QUALCUNO HA PERSO IL POSTO
Il tasso di disoccupazione, sceso a novembre al minimo storico in Italia del 5,7%, fa esultare il governo. «Dato senza precedenti, al di sotto della media Ue e dell’area euro. Cala anche la disoccupazione giovanile. Un grande risultato del Paese».
Così commenta Marina Calderone, ministra del Lavoro. Trascurando però di aggiungere che nello stesso mese calano gli occupati e salgono gli inattivi che il lavoro non ce l’hanno e non lo cercano.
Una specie di travaso, visto che i 72mila inattivi in più equivalgono più o meno ai 34mila occupati e ai 30mila disoccupati in meno.
Significa che qualcuno ha perso il posto e qualcun altro è troppo scoraggiato per trovarne uno nuovo. Non un bel risultato. Gli inattivi in Italia sono in totale 12 milioni e 440mila, pari al 33,5% della forza lavoro. Un milione e mezzo tra 25 e 34 anni, ben due milioni tra 35 e 49 anni, altri 4 milioni e 200mila tra 50 e 64 anni.
Avere oltre un terzo di inattivi è un altro record dell’Italia in Europa. Di cui però nessuno sembra occuparsi. Vero è che in tre anni di governo Meloni, tra novembre 2022 e novembre 2025, gli inattivi sono calati di 289mila, un punto percentuale in meno. Mentre gli occupati sono cresciuti di quasi un milione (952mila per l’esattezza).
Ma dov’è cresciuta questa occupazione? E dove sono calati gli inattivi? Tutto e solo in un’unica fascia di età. Gli over 50 contano un milione e 166mila occupati in più, di cui 250mila addirittura over 65. Gli inattivi tra gli over 50 sono scesi di 286mila, coprendo quasi tutto il calo di questa categoria. Le altre fasce di età, soprattutto giovani e intermedie, invece soffrono.
(da agenzie)
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