“NOI STUDENTI ERASMUS COSTRETTI A TORNARE IN ITALIA SU VOLI CARISSIMI E A RISCHIO CONTAGIO”
L’ACCUSA A DI MAIO: “LA SICUREZZA ERA L’ULTIMA COSA A BORDO, ALTRO CHE PARLARE DI 80.000 ITALIANI RIMPATRIATI IN SICUREZZA”
ll suo Erasmus in Spagna si è concluso nel peggiore dei modi. Con un biglietto aereo pagato di tasca
propria e un volo sul quale le distanze di sicurezza non sono state adottate. Una studentessa salentina denuncia su Facebook la sua odissea, per far ritorno a casa: “In partenza da Siviglia, con scalo tecnico a Milano Malpensa e ultima destinazione Roma”, un volo operato da AirDolomiti sul quale i passeggeri erano troppo vicini, nonostante le mascherine.
Un volo costato centinaia di euro che – scalo compreso – è durato cinque ore, e che non l’ha portata a destinazione: una volta a Roma, la studentessa ha dovuto prendere un altro aereo per avvicinarsi alla Puglia, e aspettare che sua sorella andasse a prenderla in auto a Bari, per poter finalmente tornare a casa.
La studentessa era a bordo del Siviglia-Roma insieme con altri Erasmus, e nel suo post se la prende con il ministro degli Esteri Luigi di Maio: “Vorrei far notare le parole scritte in un recente post su Instagram dal ministro degli Esteri – dice – in cui afferma: “Quasi 80mila connazionali rimpatriati in sicurezza in Italia””.
Dopo quello che è successo a lei, la ragazza non ci sta: “Caro ministro, la sicurezza era l’ultima cosa presente in questo rimpatrio e inoltre vorrei sottolineare i costi esorbitanti che ogni persona è costretta a pagare per tornare nella propria residenza”.
E ancora: “Trascorrere cinque ore di volo in questo modo è stato un incubo, costretta a stare molto vicina a persone a ma sconosciute, posti a sedere attaccati e un corridoio di meno di mezzo metro che divideva le due file sull’aereo. Dunque si può immaginare il grande rischio corso da ogni passeggero durante il viaggio”.
(da agenzie)
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