NON SOLO ACCISE: LA STRANA ABITUDINE DEL GOVERNO MELONI, CHE SI SVEGLIA SEMPRE A POCHI GIORNI DAL VOTO
A QUATTRO GIORNI DAL REFERENDUM, IL GOVERNO DECIDE DI TAGLIARE 25 CENTESIMI DI ACCISE PER SOLI 20 GIORNI: E’ SOLO L’ULTIMO DI UNA LUNGA SERIE DI REGALI ELETTORALI DEL GOVERNO MELONI
E così il governo ha deciso giusto ieri , con un consiglio del ministri straordinario, di abbassare le accise sul carburante di 25 centesimi, per i prossimi venti giorni. Quattro dei quali, dicono i maligni, sono quelli che separano dal voto per il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.
Noi non vogliamo essere malfidenti, sia chiaro: la guerra in Iran c’è malgrado loro, la crisi energetica pure.
Però le coincidenze a volte sono curiose.
Come quando, ad esempio, il governo ha sentito l’impellente bisogno di riaprire i termini di un condono edilizio vecchio di vent’anni, quello del governo Berlusconi del 2003, per “risarcire i cittadini campani” che ne furono esclusi a causa della contrarietà dell’allora presidente di Regione Antonio Bassolino. Il tutto, curiosamente, con un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio. a pochi giorni dal voto regionale in Campania,
O come quando – altra curiosa coincidenza, pure qua – il governo ha annunciato l’istituzione di una Zona Economica Speciale nella Marche – tradotto: semplificazioni e agevolazioni per le imprese – a pochi giorni dal voto regionale, facendolo annunciare alla stessa premier Giorgia Meloni durante un evento elettorale.
O come quando il governo ha annunciato il rinnovo e l’ampliamento della platea della social card “Dedicata a te”, 500 euro a testa per 1,33 milioni di beneficiari, a quarantotto ore dalle elezioni europee del 2024.
Che per vincere si debbano utilizzare “anche i vecchi metodi clientelari”, del resto, non l’abbiamo teorizzato noi ma il deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia, a un evento elettorale per il Sì al referendum, giusto qualche giorno fa.
E del resto, già è stato detto che la prossima legge di bilancio, sarà la più generosa di tutte, dopo anni di vacche magre e promesse non mantenute. Che si è risparmiato oggi, nonostante una crescita asfittica e il potere d’acquisto ancora sottoterra, per riempire la cornucopia domani. A pochi mesi dal voto.
E se il clientelismo e le mancette non bastassero, ovviamente, il governo cambierà pure la legge elettorale, togliendo quei fastidiosi collegi uninominali che potrebbero far vincere le opposizioni.
In nome della governabilità e della stabilità, ci mancherebbe. Ma a pochi mesi dal voto, anche è questo giro.
A volte, davvero, le coincidenze.
(da Fanpage)
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