ORBAN HA LA FACCIA COME IL CULO! DOPO CHE JD VANCE È VOLATO IN UNGHERIA PER AIUTARLO NELLA SUA CAMPAGNA ELETTORALE, ORBAN SENZA VERGOGNA AFFERMA: “L’OPPOSIZIONE COMPLOTTA CON I PAESI STRANIERI PER MANIPOLARE IL VOTO” ED EVOCA PRESUNTI “BROGLI ELETTORALI” MA L’UNICO CHE BRIGA CON GLI USA PER MANTENERE IL POTERE È LUI
IERI TRUMP SI È APPELLATO AI CITTADINI UNGHERESI: “VOTATE ORBAN, È UN LEADER FORTE” – IL 12 APRILE IL PAESE VA ALLE URNE E IL PREMIER RISCHIA DI NON ESSERE RICONFERMATO: I SONDAGGI DANNO IN VANTAGGIO LO SFIDANTE PÉTER MAGYAR – LO SCANDALO DEL MINISTRO DEGLI ESTERI UNGHERESI CHE SPIFFERAVA A LAVROV COSA DICEVANO I LEADER EUROPEI

L’opposizione “complotta con servizi di intelligence stranieri, senza fermarsi davanti a nulla” per “impadronirsi del potere”. Lo ha detto il premier ungherese
Viktor Orban in un video pubblicato su Facebook, accusando gli avversari a due giorni dal voto.
L’opposizione sta portando avanti un “tentativo organizzato di usare il caos, la pressione e la demonizzazione internazionale per mettere in discussione la decisione del popolo ungherese”, ha evidenziato Orban, denunciando “minacce di violenza” contro i suoi sostenitori, “accuse di brogli elettorali completamente inventate” e “manifestazioni pre-organizzate” prima dello spoglio.
“Il premier ungherese Viktor Orban è un leader forte. Il 12 aprile votate per lui. E’ un vro amico, un combattente e ha il mio totale sostegno”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth rivolgendosi direttamente agli ungheresi. Orban “lavora duro per proteggere l’Ungheria, far crescere l’economia, creare posti di lavoro e fermare l’immigrazione illegale”, ha messo in evidenza Trump.
Nei poster elettorali che tappezzano le vie di Budapest imperversano uno Zelensky arruffato accanto a un Péter Magyar invecchiato con la fronte rugosa (prodezze dell’Ai) e sotto l’ordine: «Fermiamoli». In altri cartelloni campeggia una von der Leyen cupa, nemica del popolo ungherese. La retorica anti ucraina e anti Ue è stata il grido di battaglia di Orbán e del suo partito, Fidesz, durante tutta la campagna elettorale.
E Vance in visita a Budapest ha enfatizzato questo messaggio, portandosi a casa, tra le altre cose, un accordo da 500 milioni di dollari per l’acquisto di petrolio da parte del gruppo energetico ungherese Mol, e 700 milioni in sistemi missilistici Himars.
Ma a ridosso del voto che i sondaggi danno sempre più a favore del leader dell’opposizione, sembra che questa strategia non stia funzionando. Una nuova rilevazione condotta dall’European Council on Foreign Relations, think tank paneuropeo con sede a Berlino, rivela un’Ungheria diversa da quella che Orbán presenta all’Europa e ai suoi amici nel mondo.
Il sondaggio, realizzato tra fine di marzo e inizio aprile, mostra che la maggior parte degli ungheresi non condivide la visione del primo ministro secondo cui l’Ue è un nemico: tre quarti degli ungheresi si fidavano dell’Unione «completamente», «abbastanza» o «un po’»; solo il 15% non si fida affatto.
Non stupisce di conseguenza che il 68 per cento degli interpellati ritenga che l’attuale politica ungherese verso I’Unione vada modificata. La richiesta di cambiamento è più forte tra gli elettori di Tisza (91%), ma anche nel campo di Fidesz il 45% desidera un nuovo approccio. Il 43% di loro si dichiara addirittura favorevole all’introduzione dell’euro, percentuale che a livello nazionale sale al 66.
(da agenzie)
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