Destra di Popolo.net

PAUL, FUGGITO DALLE TORTURE IN NIGERIA PER FINIRE IN CARCERE NELLA “LIBERALE” AMERICA DI TRUMP

LA STORIA DEL GIORNALISTA NIGERIANO RAPITO E TORTURATO NEL SUO PAESE, FINITO IN MEZZO ALLA GUERRA CRIMINALE TRUMPIANA AI MIGRANTI

«Sono venuto in America perché è la terra della libertà. Non credevo di poter provare qui il terrore che ho vissuto in Nigeria». Paul Dama, 47 anni, faceva il giornalista quando è fuggito dal suo Paese dopo essere stato sequestrato e torturato dai terroristi di Boko Haram. Nel 2019 ha raggiunto negli Stati Uniti la sorella Cecelia, pluripremiata chef del ristorante africano Suya Joint, punto di riferimento della scena culinaria del New England. In quel ristorante Paul è diventato un manager molto amato da clienti e colleghi. Eppure, una domenica di giugno 2025, la sua vita è tornata indietro alla pagina più buia: «Stavo
guidando verso la chiesa e all’improvviso sono stato “attaccato” da cinque auto diverse, mi hanno bloccato in tutte le direzioni. Ero terrorizzato perché non capivo cosa stesse succedendo». Quella mattina Paul è stato arrestato da una decina di uomini incappucciati appartenenti all’ICE, l’agenzia federale incaricata di far rispettare le leggi sull’immigrazione. «Mi hanno detto di mettere le mani dietro la schiena. L’ho fatto. Poi mi hanno ammanettato e portato via», racconta a Open, finalmente al sicuro sul divano del suo ristorante. «È stato spaventoso. Mi ha riportato alla mente quello che mi era successo in Nigeria: il rapimento, le violenze, il terrore di non sapere cosa mi sarebbe accaduto».
L’arresto e la detenzione in carcere
Dopo la cattura, Dama è stato trasferito in una struttura dell’ICE in Massachusetts con l’accusa di non avere lo status legale per restare negli Stati Uniti. In realtà la sua richiesta di asilo — presentata alle autorità appena arrivato — risultava ancora “pendente”: a distanza di sei anni non era stata processata dal tribunale per l’immigrazione. «Mi hanno concesso subito l’autorizzazione per lavorare e il numero di previdenza sociale: entrambi erano ancora validi al momento dell’arresto. Tutti i miei documenti erano validi. Ho sempre pagato le tasse in questi anni». Forte di queste certezze, Paul ha chiesto di uscire su cauzione, ma la richiesta è stata respinta a causa di due condanne per guida in stato di ebbrezza.
L’ex giornalista è stato quindi trasferito in carcere, dove ha trascorso cento giorni, fino a quando un giudice gli ha riconosciuto lo status di rifugiato atteso per sei anni. «In quei lunghissimi giorni ho pensato molto ai pericoli che avrei affrontato se fossi tornato nel mio Paese: probabilmente avrei perso la vita, perché Boko Haram non dimentica. Pensare a questo, e sentire il sostegno che ho ricevuto da clienti e amici, mi ha incoraggiato ad andare avanti». In cella Dama ha ascoltato molte storie: «Molti avevano casi simili al mio, con richieste di asilo in sospeso. Alcuni, senza pendenze penali, sono usciti pagando la cauzione. Ho conosciuto persone incarcerate per una multa per eccesso di velocità o altre infrazioni minori: non certo per condotte criminali come si sente in tv».
Paul sa di essere stato fortunato: «Molti hanno firmato per lasciare volontariamente il Paese perché non potevano permettersi un avvocato o non avevano il sostegno economico e morale necessario per restare rinchiusi nell’incertezza». Nonostante tutto, non prova risentimento verso il Paese che l’ha detenuto per cento giorni: «L’amministrazione Trump è arrivata con una politica chiara: hanno detto fin dall’inizio che avrebbero deportato gli irregolari. Certo, hanno anche promesso di stanare “i peggiori dei peggiori”, e invece vediamo molte persone prese a caso». I timori di Paul oggi si riflettono anche sull’attività economica: «Il nostro ristorante, frequentato da tantissimi immigrati, sta registrando un calo. Molti preferiscono ordinare online piuttosto che sedersi al tavolo senza sapere se, uscendo di casa o dal locale, potrebbero essere arrestati», racconta. Eppure,
quello che è successo ha non cambiato la sua percezione dell’America: «Continuo a credere che il sistema giudiziario sia ancora forte, indipendentemente da ciò che sta accadendo là fuori. E ringrazio il governo per avermi concesso l’asilo».
La caccia agli immigrati
La storia di Paul Dama è una delle tante che raccontano la nuova America di Donald Trump. Da quando il presidente ha annunciato la stretta migratoria, le strade delle città principali sono presidiate da migliaia di agenti dell’ICE in cerca di “criminal aliens” da arrestare e rimpatriare. Secondo il Dipartimento della Sicurezza Interna, dall’inizio della seconda amministrazione Trump più di 500.000 persone sono state deportate nei Paesi d’origine e 1.600 hanno lasciato volontariamente gli Stati Uniti. Non esistono dati governativi aggiornati sulle detenzioni, ma, secondo il centro di ricerca TRAC della Syracuse University, sono circa 60.000 immigrati in custodia dell’ICE: di questi quasi il 70% non ha condanne penali a carico.
Jessica Vaughan, direttrice del Center for Immigration Studies — considerata tra le menti della nuova strategia migratoria di Trump — spiega a Open la condotta dell’agenzia federale che, grazie al presidente americano, ha ricevuto un importante rafforzamento finanziario e operativo: «In passato gli agenti ignoravano chi non era il bersaglio principale. Oggi la politica è cambiata: se scovano qualcuno che si trova illegalmente nel Paese, anche se non è l’obiettivo dell’operazione, devono
comunque arrestarlo». Secondo Vaughan, questo vale in particolare nelle cosiddette “città santuario”, che limitano per legge la cooperazione con le autorità federali sull’immigrazione. Negli Stati Uniti se ne contano almeno 300, tra cui Boston, Chicago, New York e San Francisco. «Metà della popolazione che vive illegalmente negli Stati Uniti risiede in questi luoghi, dove la polizia locale non può collaborare con l’ICE, e questo complica le cose».
Nei primi dieci mesi dell’amministrazione Trump moltissime persone sono state fermate in luoghi pubblici e privati, con operazioni spesso spettacolari e violente. Su TikTok e Instagram circolano video da tutto il Paese che mostrano agenti mascherati, taser, gas urticanti, manganelli e droni usati per catturare persone in strada. Per Vaughan, una parte della responsabilità ricade proprio sulla scarsa collaborazione delle polizie locali: «Negli Stati che non collaborano, l’ICE è costretta a operare sul campo: cercare le persone nei quartieri, arrestarle nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro, nei tribunali o perfino per strada. Non amano lavorare così, ma sono costretti a farlo».
Lo scontro con le “città santuario”
Il Massachusetts, governato dalla democratica Maura Healey, è considerato tra gli Stati più ostili alle politiche federali sull’immigrazione. Qui, solo da giugno a settembre, ci sono stati 1.400 arresti condotti dall’ICE, più della metà ha riguardato persone senza precedenti o accuse penali. A Cambridge, sede dell’università di Harvard, il Consiglio comunale ha
recentemente rafforzato la Welcoming Community Ordinance, che, tra le altre cose, invita i cittadini a non collaborare con i federali, a segnalare alla polizia locale la presenza di agenti e fornisce assistenza legale e abitativa ai rifugiati. La vicina Boston — dove la sindaca democratica Michelle Wu, quarantenne figlia di immigrati taiwanesi, è stata appena rieletta — è al centro di una causa con il Dipartimento di Giustizia per via del Boston Trust Act, un’ordinanza che proibisce alla polizia di chiedere lo status migratorio di una persona o di trattenerla su richiesta dell’ICE senza un mandato o motivazioni penali. L’obiettivo, sancito dall’ordinanza (approvata nel 2014 e rafforzata nel 2019), è evitare che le persone senza documenti abbiano paura di denunciare reati o di rivolgersi ai servizi pubblici. L’amministrazione Trump respinge questa impostazione: «Boston e il suo sindaco — ha dichiarato la procuratrice generale Pam Bondi — sono tra i peggiori trasgressori di questo sistema di protezione in America: applicano politiche che indeboliscono l’applicazione della legge e proteggono gli immigrati clandestini dalla giustizia».
Il governo federale sostiene che il Trust Act violi la “Supremacy Clause” della Costituzione, secondo cui la legge federale prevale su quella statale o locale. Una questione così spinosa da far emergere dubbi anche negli ambienti più conservatori del diritto costituzionale. «La nostra Costituzione non consente al governo federale di impartire ordini agli Stati», spiega a Open Josh Blackman, docente e giurista, tra gli autori del Project 2025 della
Heritage Foundation. «Il presidente non può ordinare alla polizia locale di arrestare gli immigrati clandestini». Tuttavia, precisa Blackman, neppure gli Stati possono interferire con l’applicazione delle leggi federali: «La polizia statale, ad esempio, non può circondare un edificio federale per impedire l’ingresso o l’uscita delle persone. Gli Stati possono cooperare con il governo federale, ma hanno anche il diritto di non farlo». Nel frattempo, mentre al Congresso è fermo un disegno di legge che smonterebbe l’architettura delle città-rifugio (tagliando i fondi a chi limita la cooperazione con le autorità federali), oggi sono i tribunali a respingere o avallare le politiche di Trump.
L’attivismo delle comunità
Il risultato è un clima crescente di incertezza tra le comunità di immigrati. «Le famiglie sono spaventate: alcuni non mandano i figli a scuola, altri si nascondono o preferiscono lasciare spontaneamente l’America», conferma a Open Jillian Philipps, responsabile dell’Office of New Americans di Worcester, in Massachusetts, e coordinatrice locale di Luce, una rete di volontari nata per aiutare i migranti senza documenti. Ogni giorno Luce riceve circa cento telefonate che segnalano la presenza di agenti mascherati nelle città. I volontari valutano le segnalazioni, decidono dove inviare i volontari per documentare gli arresti ed avvisano la comunità. «Abbiamo rafforzato la presenza nelle scuole — continua Philipps — e le partnership con associazioni locali che si occupano di assistenza materiale: fondi, tracciamento dei detenuti, biglietti per rimpatri volontari,
collegamento con legali». Philipps lavora da anni con “i nuovi americani”, ma il suo sguardo è cambiato a maggio, quando ha visto agenti federali inseguire una donna con un neonato in braccio: «Vedere bambini strappati alle madri sul ciglio della strada è stato per me un punto di non ritorno», afferma con gli occhi lucidi.
Jillian Philipps, l’altra America che difende i migranti
Decine di festival e iniziative comunitarie sono state cancellate per paura di attirare gli agenti, mentre le scuole segnalano assenze crescenti tra gli studenti figli di immigrati. Anche le chiese sono sotto pressione. A East Boston, Holy Redeemer, una parrocchia cattolica che serve una comunità di circa 3.000 latinoamericani, ha sospeso la distribuzione gratuita di cibo dopo diverse retate. A pochi isolati di distanza c’è la chiesa protestante del reverendo Don Nanstad, diventata un punto di riferimento per rifugiati: «Le persone bussano ancora alla nostra porta sul retro: una madre con un bambino, un uomo che chiede di caricare il telefono per chiamare un cugino. Non possiamo risolvere la questione dell’immigrazione; possiamo solo continuare ad aprire una porta», spiega il pastore a Open.
I racconti che si alternano in questa piccola chiesa — con una grande cucina in acciaio e disegni alle pareti — hanno in comune la fine di un sogno: «Qualche mese fa — racconta Rafaela Radcke, collaboratrice della chiesa — è arrivata una madre single con un figlio adolescente in cerca di rifugio. L’ICE la stava cercando. Per quanto avremmo voluto dire sì, non
potevamo: era troppo rischioso. Nascondere un minore comporta enormi rischi legali». I religiosi non si sono tirati indietro: hanno trovato un alloggio alternativo e coperto la quota mancante per l’affitto. Tra le persone che hanno bussato alla loro porta c’è anche una donna marocchina, in attesa della green card: «Aveva un dolore fortissimo a un dente e non voleva andare in ospedale. Abbiamo trovato un dentista disposto a curarla in sicurezza». C’è una madre latino-americana, che ha chiesto preghiere e aiuto per il figlio, arrestato in Arizona mentre era in vacanza con la moglie americana e rilasciato solo dopo il pagamento della cauzione.
«Siamo arrivati a raccogliere fino a 30.000 dollari per aiutare chi è in difficoltà», racconta il reverendo Nanstad. Quei fondi non servono solo agli aiuti materiali. «Abbiamo avviato un percorso di formazione sulle leggi dell’immigrazione e un gruppo di sostegno con tutto ciò che serve: consulenti, traduttori, avvocati». L’attivismo della sua chiesa — insieme a quello di molti gruppi e organizzazioni — è parte della storia di East Boston: «Qui l’organizzazione comunitaria ha radici profonde — dal movimento italoamericano contro l’espansione dell’aeroporto negli anni ’50 e ’60 alle reti latinoamericane di oggi. A pochi metri da noi viveva Gene Sharp, il padre della non violenza che ha ispirato migliaia di giovani nel mondo». Il reverendo sa che la sua chiesa può essere un bersaglio, ma non ha paura: «Ho sempre detto che siamo la “chiesa di Janis Joplin”, perché la vera libertà è non avere più niente da perdere».
(da Fanpage)

This entry was posted on domenica, Novembre 9th, 2025 at 16:00 and is filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

« DOVE STA LO SCANDALO?
COP30, INTERVISTA AL CLIMATOLOGO LUCA MERCALLI: “IL CLIMA NON ASPETTA, ORA DOBBIAMO DECIDERE SE VOGLIAMO AGIRE O SUBIRE” »

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.

  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.984)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (71)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Marzo 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Feb    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • L’IRA DI GIORGIA MELONI VERSO CROSETTO E NESSUNA SOLIDARIETÀ DA FDI (ANZI!) , PESANO I DISSAPORI TRA IL MINISTRO E I VERTICI DELL’INTELLIGENCE, COMPRESO MANTOVANO CHE NE HA LA DELEGA?
    • IL GRANDE GELO TRA MELONI E CROSETTO, LA DUCETTA È INCAZZATISSIMA PER LA VERSIONE CONTRADDITTORIA FORNITA DALL’ESPONENTE DI FDI
    • LA GUERRA IN IRAN STA DILANIANDO IL PARTITO REPUBBLICANO AMERICANO. IN MOLTI CREDONO CHE TRUMP ABBIA TRADITO L’IDEALE DELL’AMERICA FIRST PER ANDARE DIETRO A NETANYAHU (CHE, DICONO, LO RICATTEREBBE CON I FILE DI EPSTEIN, PRESUNTA SPIA DEL MOSSAD)
    • “CON L’ATTACCO IN IRAN, TRUMP RISCHIA LA PRESIDENZA”. IL “NEW YORK TIMES”: “IL TYCOON STA CORRENDO LA PIÙ GRANDE SCOMMESSA DELLA SUA PRESIDENZA, METTENDO A REPENTAGLIO LA VITA DEI SOLDATI AMERICANI, ULTERIORI MORTI E INSTABILITÀ NELLA REGIONE PIÙ INSTABILE DEL MONDO, NONCHÉ LA SUA STESSA POSIZIONE POLITICA”
    • MACRON LANCIA IL PROGETTO DI UN OMBRELLO ATOMICO CON OTTO PAESI EUROPEI, PER RISPONDERE ALLE FOLLIE DI TRUMP E ALLE MINACCE DI PUTIN
    • ALTRO CHE ITALIA“PROTAGONISTA” COME VA CIANCIANDO GIORGIA MELONI: IL CASO DEL MINISTRO CROSETTO BLOCCATO A DUBAI È LA DIMOSTRAZIONE CHE NON CONTIAMO UNA CEPPA. CON TANTI SALUTI ALLA NARRAZIONE DELLA DUCETTA E AL SUO POSIZIONAMENTO STRATEGICO, QUELLO DI PONTIERA VERSO TRUMP
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA