PER BELPIETRO “L’INTERCETTAZIONE SU SIRI NON ESISTEâ€, MA IL CORRIERE DELLA SERA CONFERMA E PUBBLICA LE CARTE DEL PM PALAZZI
“LA VERITA’” CITA UNA FONTE ANONIMA CHE COME TALE HA ATTENDIBILITA’ PARI A ZERO… CHISSA COME MAI UN GIORNALE LEGHISTA HA CREATO UN ASSIST ALLA LEGA
“Ci è costato 30mila euro”. L’intercettazione che inchioderebbe il sottosegretario Armando
Siri, nell’inchiesta per corruzione sull’eolico, non esisterebbe.
A sostenerlo è il quotidiano La Verità , secondo il quale la frase che nel racconto dei giornali si riferirebbe al compenso dell’esponente della Lega per il suo presunto tentativo di modifica di provvedimenti legislativi, attraverso emendamenti, per accontentare l’imprenditore Paolo Arata, figlio di Francesco, nel settore dell’eolico non è presente negli atti.
Il giornale diretto da Maurizio Belpietro ha raccolto le parole di una fonte all’interno della Procura di Roma, che sarebbe rimasta incredula quando ha appreso dalla stampa di una dichiarazione captata dalla Dia sul sottosegretario leghista, di cui non avevano però memoria.
Un inquirente dice quindi alla Verità che “le intercettazioni sui giornali sono false. Quelle frasi non ci sono nel fascicolo”. Secondo le stessi fonti del quotidiano, “la sensazione è che fosse un modo per spingere” il lavoro dei magistrati, e che dietro gli articoli apparsi sulla stampa ci siano “spinte e controspinte”.
Il Corriere della Sera, che per primo ha dato la notizia del presunto (e tentato) scambio di soldi tra Arata e Siri, ha confermato invece quanto ha scritto una settimana fa.
E, pubblicando le immagini degli atti, cita un intero passaggio del provvedimento scritto dal pubblico ministero Mario Palazzi:
“Armando Siri è indagato del reato previsto dagli articoli 318, 321 c.p. perchè senatore della Repubblica e sottosegretario di Stato, in tale duplice qualità di pubblico ufficiale, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, asservendoli a interessi privati – tra l’altro proponendo e concordando con gli organi apicali dei ministeri competenti per materia – l’inserimento in provvedimenti normativi di competenza governativa di rango regolamentare e di iniziativa governativa di rango legislativo, ovvero proponendo emendamenti contenenti disposizioni in materia di incentivi per il cosiddetto «minieolico» – riceveva indebitamente la promessa e/o la dazione di 30.000 € da parte di Paolo Franco Arata amministratore della Etnea srl, della Alqantara Srl, dominus della Solcara srl (amministrata dal figlio Francesco Arata) e dalla Solgesta srl (amministrata dalla moglie Alessandra Rollino) imprenditore che da tali provvedimenti avrebbe tratto benefici di carattere economico»
Al tempo stesso, continua il Corriere:
I magistrati hanno formulato l’accusa dopo aver ascoltato le intercettazioni delle conversazioni tra Paolo Arata e il figlio Francesco. A destare l’attenzione è in particolare un colloquio captato in macchina durante il quale l’imprenditore spiega che cosa è stato fatto per cercare di far passare i provvedimenti e parla di un’operazione che è costata 30 mila euro, riferendosi a Siri.
Il resto lo hanno fatto le verifiche degli investigatori della Dia che hanno individuato le proposte di legge presentate da Siri e che invece sono state bloccate sia al Mise, sia in Parlamento.
La conferma è arrivata dagli interrogatori del capo di gabinetto del ministro per lo Sviluppo Economico Vito Cozzoli, della sua vice Elena Lorenzini, del sottosegretario Davide Crippa che sono stati
interrogati dal pubblico ministero e hanno confermato le «pressioni» di Siri.
(da agenzie)
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