PER FINANZIARE IL DECRETO CARBURANTI IL GOVERNO INTENDE TAGLIARE 86 MILIONI ALLA SANITA’ PUBBLICA
IL TAGLIO PIU’ CONSISTENTE SARA’ ALA MINISTERO DELLA SALUTE
Il dl Carburanti, pubblicato oggi – 19 marzo – in Gazzetta Ufficiale, introduce una riduzione temporanea delle accise di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio e 12 centesimi al chilo sul prezzo del Gpl. Ma a quale prezzo? Quello di un piano di coperture finanziarie che penalizza duramente il ministero della Sanità. Per sostenere un taglio delle accise valido per circa 20 giorni, il decreto prevede infatti riduzioni lineari di spesa, e quindi una percentuale di riduzione fissa, sul budget dei diversi ministeri. Tra queste, la voce più consistente riguarda proprio il ministero della Salute, con un taglio di oltre 86 milioni di euro.
Pesanti riduzioni anche per il ministero dell’Economia (che perde 127,5 milioni) e per quello delle Infrastrutture e dei Trasporti 96,5 milioni, seguiti a catena dal ministero delll’Interno (30,17 milioni), dell’Istruzione (25,691 milioni), degli Esteri (25,148 milioni), dell’Università e Ricerca (25,382 milioni), dell’Agricoltura (25,355 milioni), della Cultura (25,012 milioni), e così via per gli altri dicasteri. Il decreto è già entrato in vigore con la pubblicazione, ma dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni.
Le misure oltre i tagli
Accanto al taglio dei prezzi alla pompa, il decreto rafforza i meccanismi di controllo lungo la filiera. Le società petrolifere dovranno infatti comunicare quotidianamente agli esercenti i prezzi consigliati e pubblicarli sui propri siti, trasmettendoli anche al Garante per la sorveglianza dei prezzi e all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. In caso di violazione è prevista una sanzione pari allo 0,1% del fatturato giornaliero. Per i distributori viene anche introdotto il divieto di aumentare i prezzi nell’arco della stessa giornata dopo la comunicazione.
Il testo istituisce inoltre un regime speciale di monitoraggio: il Garante per i prezzi potrà individuare anomalie tra l’andamento dei prezzi alla pompa e le quotazioni internazionali, segnalando i casi alla Guardia di finanza per verifiche sui costi lungo
tutta la filiera, fino all’acquisto del greggio. Gli esiti degli accertamenti saranno trasmessi anche all’Antitrust e, in presenza di ipotesi di reato, all’autorità giudiziaria entro due giorni, con riferimento anche al reato di “manovre speculative su merci”. Le disposizioni su trasparenza e prezzi si applicheranno per tre mesi dall’entrata in vigore.
Le reazioni
La reazione di Pd, Avs e M5s è compatta. I 5 stelle parlano di un “ridicolo tentativo di pannicello referendario”, i dem di una misura “ampiamente insufficiente”. Angelo Bonelli di Alleanza verdi e sinistra definisce le misure del governo “una colossale presa in giro per gli italiani”. “Le notizie di oggi ci confermano quanto abbiamo sostenuto già ieri sera – incalza Bonelli – Le misure contenute nel Dl carburanti varato ieri dal Cdm sono insufficienti. L’aumento del prezzo del petrolio ha, di fatto, già mangiato l’effetto delle misure del decreto”.
Insoddisfazione anche da Assotir. “Il decreto carburanti è un provvedimento positivo, ma incompleto”. Così l’Associazione Italiana delle Imprese di Trasporto, che sottolinea che adesso il ministero dei Trasporti e il ministero dell’Economia debba “varare al più presto” il decreto interministeriale che “riconosce il credito di imposta ai Tir euro V e euro VI. “È un tassello fondamentale dell’intervento”, afferma il segretario generale di Assotir Claudio Donati.
(da L’Espresso)
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