PIÙ SONO PASTICCIONI, PIÙ SONO ARROGANTI: GIUSI BARTOLOZZI AVREBBE DOVUTO ESSERE AUTORIZZATA PER INTERVENIRE ALLA TV SICILIANA “TELECOLOR”, DOVE LE È USCITA QUELLA VERGOGNOSA DICHIARAZIONE SUI MAGISTRATI (“VOTATE SÌ COSI CE LI TOGLIAMO DI MEZZO, SONO PLOTONI DI ESECUZIONE”)?
STANDO ALLE DISPOSIZIONI MINISTERIALI, SÌ: A VIA ARENULA È PRASSI COMUNE FARSI DARE IL VIA LIBERA PER EVENTI PUBBLICI. NON È CHIARO SE L’ABBIA CHIESTO, ESSENDO LEI PIÙ POTENTE DEL MINISTRO (NORDIO SI È SCUSATO PER LEI, MANCO FOSSE LUI IL CAPO DI GABINETTO)
I leghisti ricordano che le interviste in televisione, come quella sciagurata fatta da Bartolozzi a Retecolor, devono essere tutte autorizzate. «Lo dicono le regole. Lei era stata autorizzata?», chiede un big della Lega. Al ministero non ne sanno nulla, ma la risposta, forse, la conosce solo Nordio.
L’insofferenza nei confronti della capo di gabinetto sta crescendo. Eppure di dimissioni non se ne è mai parlato. Neanche nel caso di vittoria del Sì al referendum. In quel caso sarebbe proprio Bartolozzi a doversi sedere al tavolo per concordare i decreti attuativi della riforma con la magistratura che voleva «togliere di mezzo». Sarebbe «un problema, più che un imbarazzo», sostengono nel governo. Lei, oltre a Nordio, può contare solo sull’appoggio del sottosegretario Andrea Delmastro, di FdI. Un tandem che sarebbe nato – malignano nel centrodestra – per reciproca utilità: da una parte Bartolozzi avrebbe ottenuto una copertura politica dal partito di maggioranza relativa, e dall’altra l’esponente di Fratelli d’Italia avrebbe ricevuto aiuto dalla capo di gabinetto, che ha le chiavi del ministero, per poter tenere più facilmente un occhio su Nordio.
Un capo di gabinetto deve essere espressamente autorizzato prima di rilasciare interviste?
Secondo il Codice di condotta ministeriale (articolo 13 comma 2), “i rapporti istituzionali con i mezzi di informazione sono tenuti dal Ministro della giustizia e dal suo Ufficio Stampa, nonché dalle persone espressamente autorizzate”.
La regola vale anche per i capi gabinetto? In base al succitato Dpr sembrerebbe di sì. Ma va precisato che sullo stesso punto il Dpr è sostituito dall’articolo 2 commi 1 e 2 del Codice ministeriale con ulteriori disposizioni specifiche che ne precisano il perimetro.
All’art 2 comma 1 si legge: “Le disposizioni del presente Codice si applicano al personale amministrativo, dirigente e delle aree funzionali, con contratto a tempo indeterminato e determinato, nonché al personale amministrativo contrattualizzato e non, che presta servizio in posizione di comando, distacco o fuori ruolo, alle dipendenze del Ministero della giustizia, compreso il personale assunto a tempo determinato, rientrante nelle linee progettuali del Pnrr come declinate dal decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2021, n. 113, nell’Amministrazione centrale e periferica nonché negli uffici giudiziari”; e all’art. 2 comma 2 “le disposizioni del Codice si estendono, in quanto compatibili, a tutti i collaboratori esterni o consulenti, con qualsiasi tipologia di contratto o incarico e a qualsiasi titolo, nonché ai collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’Amministrazione”.
Insomma, dalle disposizioni sembrerebbe che Bartolozzi avrebbe dovuto essere autorizzata, e in effetti al ministero è prassi comune farsi dare il via libera per eventuali interventi pubblici.
Ma in questo caso che cosa è successo? Dal ministero della Giustizia non fanno sapere se Bartolozzi abbia effettivamente chiesto l’autorizzazione e nemmeno se il ministro Nordio gliela abbia concessa.
(da agenzie)
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