“QUELLE PERSONE VANNO PRESE A CALCI E MANDATE VIA”: GUIDO CROSETTO PRENDE LE DISTANZE DAI GIOVANI DI FRATELLI D’ITALIA CHE A PARMA SI SONO ESIBITI NEL LORO SOLITO REPERTORIO DA AVANSPETTACOLO DI CORI FASCISTI E INVOCAZIONI DEL “DUCE”: “NON HANNO NULLA A CHE FARE CON IL PARTITO”
I VERTICI LOCALI DI FDI INVECE LI DIFENDONO: “SONO BRAVI RAGAZZI, NON TERRORISTI” – E IL “GABBIANO” RAMPELLI MINIMIZZA: “EPISODI ISOLATI E FOLKLORISTICI…”
Dice Priamo Bocchi, esponente di punta e ariete di FdI Parma, che Jacopo Tagliati «è un bravo ragazzo, non è un terrorista, un violento o un poco di buono». Per la cronaca: Tagliati è l’ormai ex responsabile di Gioventù Nazionale Parma appena commissariata per “incompatibilità” dopo i cori fascisti nella sede di Borgo del Parmigianino, due vetrine sulla strada (su una adesso campeggia la scritta a spray “merde”), da ieri pomeriggio presidiate da polizia e carabinieri.
Priamo Bocchi invece è consigliere comunale e regionale del partito di Giorgia Meloni. Uno che cinque anni fa pubblica su Facebook la foto di un sedere maschile mentre è in corso una discussione in Consiglio comunale, convocato in streaming, sulla violenza sulle donne. E che a febbraio scorso se ne esce con un altro guizzo sfortunato, «il motivo dei femminicidi è perché l’uomo ha perso virilità».
Chi sono, davvero, quelli di Gn Parma? Chi è il loro capo ora destituito dai vertici tricolori, quel Tagliati «bravo ragazzo»? Che rapporti hanno coi quadri provinciali e regionali di FdI?
«Gli autori di quei cori sono quattro sfigatelli che forse avevano bevuto troppo, hanno sbagliato, noi ci dissociamo da sta roba». Parla Giuseppe Tramuta, anche lui consigliere comunale in opposizione alla giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Michele Guerra. «Hanno fatto senza dubbio una cosa grave e infatti siamo subito intervenuti commissariando Gn. Saranno cacciati. Ma non penso che i ragazzi di Gn siano tutti così».
Con i giovani militanti meloniani Tramuta ha volantinato, «non hanno mai fatto cose così, non so cosa sia successo l’altra sera, adesso non drammatizziamo e non strumentalizziamo».
Tramuta: «Mi preoccupano di più quelli che attaccano la polizia e sfondano le vetrine, non questi quattro sfigati…». Sarà pure, e però. I «quattro sfigati» diretti da Jacopo Tagliati, qui a Parma, non sono atomi o meteore impazzite. Forse non era nemmeno la prima volta che si lasciavano andare a canti neofascisti. Né si può dire che il «bravo ragazzo» Tagliati – «lui non c’era l’altra sera», ancora Tramuta – è o era un leaderino di sé stesso.
In decine di foto e video social il leader locale di Gn appare a eventi politici pubblici insieme ai maggiorenti parmigiani di FdI. Gli sponsor politici di Tagliati? Due, soprattutto. Priamo Bocchi e la parlamentare Gaetana Russo. Altro pezzo da novanta è Fabio
Pietrella, anche lui deputato, imprenditore, già presidente di Confartigianato Moda e di Confexport.
La galleria Facebook di Tagliati – da ieri pomeriggio il profilo è privato – lo mostra insieme a Pietrella, Russo e Bocchi. E poi coi “suoi” ragazzi, lì, nella sede di Borgo del Parmigianino. Tra i tricolori e la fiamma che arde sulla tomba del duce a Predappio. I suoi ragazzi, «la mia forza più grande, tutto il resto è noia», scrive parafrasando Califano. «Decisamente troppo veri per piacere a tutti».
«I ragazzi di Gn guidati da Tagliati sono un gruppo di giovani fantastici che stanno lavorando con passione e dedizione per il territorio e la comunità», scriveva prima del 28 ottobre Giuseppe Tramuta. Risposta di Tagliati: «Grazie Beppe, la stima è reciproca.
Ci aspettano tante battaglie».
(da La repubblica)
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