“QUESTO MELONISMO ODORA DI DEMOCRISTIANERIA”. GIORDANO BRUNO GUERRI SMASCHERA IL CAMALEONTISMO ABILE E PARACULO DI GIORGIA MELONI: “QUALCHE VOLTA LA PREMIER SI TRAVESTE DA ‘DESTRA REAZIONARIA’. PERCHÉ IL DOPPIO RUOLO LA COSTRINGE A FARE DUE PARTI IN COMMEDIA. RESTA LO SFONDO DEMOCRISTIANO”.
LA STOCCATA DELLO STORICO DEL FASCISMO AL MINISTRO DEL PENSIERO SOLARE (E LECCACULO), ALESSANDRO GIULI: “È UN BENE CHE MELONI NON MI ABBIA CHIAMATO, LEI HA BISOGNO DI UNA SQUADRA COMPATTA E SOPRATTUTTO CON UNA FEDE ENORME NEL SILENZIO ASSERTIVO”
«Comunque questo melonismo odora di democristianeria. L’odore è pungente. Qualche
volta, ma solo qualche volta, la premier si traveste da». Da? «Un po’ da quella roba lì, un po’ da destra reazionaria. Perché il doppio ruolo la costringe a fare due parti in commedia. Resta lo sfondo democristiano. Fratelli d’Italia a me sembra un po’ RaiUno e viceversa».
Giordano Bruno Guerri, storico e saggista oltre che studioso del ventennio fascista, risponde così al Fatto Quotidiano che gli chiede cosa pensa del governo Meloni. Lo studioso segnala che «è un bene che Giorgia Meloni non mi abbia chiamato. Un bene sia per lei che per me. La premier ha bisogno di una squadra coesa, compatta e soprattutto con una fede enorme nel silenzio assertivo, nell’esercizio conciliativo della parola. Io amo la polemica, l’audacia, l’individualità».
«Da un anno e mezzo non ho neanche più una collaborazione giornalistica. Devo dire che in un certo senso me lo merito
(metta le virgolette, però)», aggiunge. Alle europee ha votato per Antonio Tajani: «Mi è parsa Forza Italia una sopravvissuta meritevole di un atto di affetto e di considerazione».
Alla festa di Atreju non l’hanno invitato: «Mentre c’ero negli anni che furono, quando il confronto dialettico era vivacissimo. A quei tempi Atreju sembrava davvero un campo hobbit».
E ancora: «La convinzione che questa premier sia forte induce il sentimento adulatorio che fa strage di cuori anche tra voi giornalisti. Quando poi si proietta il potere della Meloni anche oltre questa legislatura, allora la famiglia di ciascuno diviene il valore da tutelare».
(da Open)
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