RAFFICA DI ATTACCHI UCRAINI NELLA NOTTE, CENTINAIA DI DRONI SU CITTA’ RUSSE, FUOCO ALLA CENTRALE NUCLEARE DI KURSK, CHIUSI GLI AEROPORTI RUSSI, NEI VILLAGGI CONQUISTATI DAI PATRIOTI UCRAINI ISSATA LA BANDIERA DI KIEV
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Un attacco notturno con drone ucraino ha provocato un incendio nella centrale nucleare russa di Kursk. Le difese aeree russe hanno abbattuto il velivolo, che «è esploso» all’impatto danneggiando un trasformatore ausiliario. L’incendio «è stato domato dai vigili del fuoco», secondo il comunicato ufficiale pubblicato su Telegram dall’operatore della centrale.
L’incidente ha causato una riduzione della capacità di un reattore, ma le autorità assicurano che «il livello di radioattività nel sito della centrale nucleare di Kursk e nell’area circostante non è cambiato e corrisponde ai valori naturali». Non si registrano vittime o feriti, ma l’episodio solleva nuove preoccupazioni sulla sicurezza degli impianti nucleari in zona di guerra.
Attacchi simultanei su territorio russo lontano dal fronte
La campagna di droni ucraini si è estesa oltre le regioni di
confine, raggiungendo aree tradizionalmente considerate sicure. Sul porto di Ust-Luga, vicino a San Pietroburgo, l’intercettazione di 10 droni ha provocato un incendio in un terminal petrolifero del gruppo russo Novatek. Le autorità regionali russe riferiscono di intercettazioni multiple durante la notte, dalla regione del Volga fino alle coste del Mar Baltico. Solo nella regione di Bryansk, le difese aeree hanno abbattuto 21 droni ucraini in una singola notte, secondo il governatore Alexander Bogomaz.
Bandiere ucraine sventolano nei territori conquistati
In occasione della Giornata della Bandiera nazionale, le truppe ucraine hanno issato simboli blu-gialli nei villaggi russi sotto controllo. I soldati del battaglione ‘Rugby Team’ della 129ma brigata hanno piazzato le bandiere a Gornal e Guyevo, nella regione di Kursk. «Ora sventolano su Gornal e Guyevo, come segno di invincibilità, come promemoria per il nemico: l’Ucraina non dimentica mai e si riprende ciò che le appartiene», ha dichiarato la brigata su Facebook. Un gesto simbolico che sottolinea la presenza ucraina nei territori di etnia ucraina oltre confine.
Caos negli aeroporti: chiusi quelli di Mosca e San Pietroburgo
Gli attacchi con droni hanno provocato la chiusura temporanea di numerosi aeroporti russi, inclusi quelli delle due principali città del paese. L’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo ha deviato oltre 30 voli su scali alternativi, mentre più di 50 collegamenti hanno subito ritardi. Le compagnie aeree Aeroflot, Rossiya e Pobeda hanno dovuto rivedere i propri orari. Anche gli aeroporti di Nizhny Novgorod, Tambov, Samara, Nizhny Kama,
Izhevsk, Ulyanovsk, Kirov, Kazan e Penza hanno temporaneamente sospeso le operazioni, dimostrando come gli attacchi ucraini stiano influenzando la vita civile russa ben oltre le zone di combattimento.
Il Pentagono blocca i missili a lungo raggio ucraini
Una svolta significativa arriva dagli Stati Uniti: il Pentagono ha bloccato l’uso di missili a lungo raggio da parte dell’Ucraina per colpire obiettivi in territorio russo. Secondo il Wall Street Journal, una procedura di approvazione ad alto livello impedisce a Kiev di utilizzare gli Atacms dalla tarda primavera. Il processo decisionale dà al capo del Pentagono Pete Hegseth la parola finale sull’impiego di questi sistemi d’arma.
Una mossa che di fatto ribalta la precedente autorizzazione di Joe Biden, che aveva consentito all’Ucraina di colpire all’interno della Russia con i missili americani. Il cambio di strategia potrebbe influenzare significativamente le capacità offensive ucraine nelle prossime settimane.
(da agenzie)
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