RENZI TENTA IL BLITZ: VOTO IN PRIMAVERA CON IL MATTARELLUM CON QUALCHE AGGIUSTAMENTO
NECESSITA’ DI VOTARE PRIMA DEL REFERENDUM SUL JOBS ACT… LO SCHEMA DI COALIZIONE: PD, LISTA DI SINISTRA CON PISAPIA E CUPERLO, CENTRO MODERATO… VERDINI D’INTESA CON RENZI FUNGE DA POLIZZA SULLO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO
C’è uno schema di gioco che l’ex premier Matteo Renzi considera, al momento quello su cui
puntare. Magari scoprendolo già domenica, all’Assemblea del Pd.
Lo schema del Mattarellum subito.
Proporre, con qualche aggiustamento, la legge il cui padre, negli anni Novanta, è l’attuale capo dello Stato. La legge dell’Ulivo, nell’immaginario della sinistra.
Per la serie: chi può dire di no? Suonerebbe come un atto di sfiducia verso Sergio Mattarella.
E portarla subito in Parlamento. La Lega ci sta. Ma è in atto anche una caccia al voto di sinistra, tra i Parlamentari di Sel.
Ma andiamo con ordine. I tempi sono cruciali.
A margine del voto di fiducia, parlando in Transatlantico con i parlamentari, qualche neo-ministro spiegava: “Renzi ha fretta. Qua dura tre mesi massimo”.
La ragione è che vorrebbe che si sciogliessero le Camera prima del referendum sul jobs act.
Che rischia di essere un nuovo plebiscito del popolo contro l’establishment. La Cassazione ha dato già il via libera alle firme. Ora, sui tre quesiti su cui la Cgil ha raccolto tre milioni di firme, si attende il pronunciamento della Corte Costituzionale. Sempre secondo qualche informato ministro, la previsione più accreditata che si svolgerà entro primavera, tra il 15 aprile e il 15 giugno.
Perchè il governo non può tirarla tanto per le lunghe.
Per quella data, anzi prima, Renzi vuole una nuova legge elettorale.
Così da puntare al voto: “E’ ancora convinto che ha il 40 per cento e può vincere” spiegano i suoi.
Dunque, il Mattarellum. Sono giorni che è in atto un approfondimento con i suoi . Ma di qui a domenica l’ex premier sta verificando i numeri. Il partito di Salvini ci sta, anche perchè vuole andare subito al voto.
Ma è in atto un lavoro sottotraccia dentro Sinistra Italiana, con l’obiettivo di portare un po’ di parlamentari e senatori a votarlo.
E questo sarebbe il primo atto del “nuovo Ulivo”, che è lo schema che ha in mente Renzi al momento.
Una lista a Sinistra con Pisapia, Cuperlo, pezzi di Sinistra Italiana. E un centro potabile
Le fanfare sull’operazione non sono partite proprio perchè al centro le cose sono più complesse. Alfano, ormai, si è affidato a Renzi, ma chiedere ai parlamentari centristi di votare il Mattarellum è un po’ come chiedere ai famosi tacchini di votare il famoso Natale.
Si capisce però perchè Verdini non sia entrato al governo, d’intesa con l’ex premier.
È inconciliabile con la schema del nuovo Ulivo.
E serve a garantire che al Senato si balli.
È un po’ la polizza sullo scioglimento anticipato.
(da “Huffingtonpost”)
Leave a Reply