SALUTI E BEZOS DA GIORGIA MELONI: PER LA PRIMA VOLTA PALAZZO CHIGI FIRMA UN CONTRATTO CON AMAZON: SGANCERÀ 90 MILA EURO IN DUE ANNI, CON LA POSSIBILITÀ DI AGGIUNGERE 45 MILA EURO PER IL TERZO ANNO, PER LA FORNITURA DI MOBILI DA UFFICIO, MATERIALE DI CANCELLERIA, CINEPRESE ED ELETTRODOMESTICI
UNA SCELTA CHE FA DISCUTERE PERCHÉ ARRIVA DA UN GOVERNO DI “PATRIOTI” CHE A PAROLE DIFENDE LA RETE DEL PICCOLO COMMERCIO E I NEGOZI TRADIZIONALI CONTRO LE GRANDI PIATTAFORME COME AMAZON
La presidenza del Consiglio di Giorgia Meloni ha deciso per la prima volta di autorizzare
acquisti di beni utili a Palazzo Chigi sulla piattaforma Amazon business invece che sui tradizionali portali della pubblica amministrazione.
La scelta è destinata a fare discutere perfino nella maggioranza di governo, dove non sono stati pochi in questi anni (soprattutto
la Lega) a difendere la rete del piccolo commercio e i negozi tradizionali messi a rischio dall’assalto di multinazionali come quella fondata da Jeff Bezos.
La svolta è firmata da Gabriella Salone, che dall’aprile scorso è coordinatrice dell’ufficio gare e contratti all’interno del dipartimento servizi strumentali della presidenza del Consiglio, anche se al momento è limitata negli importi: 90 mila euro massimo spendibili più Iva su Amazon nel prossimo biennio, con possibilità di aggiungere un terzo anno con altri 45 mila euro da spendere oltre Iva.
Con Amazon business Palazzo Chigi ha firmato un vero e proprio contratto a scalare secondo il consumo con il quale assai diversamente dal solito ha dovuto accettare tutte le clausole contrattuali imposte dalla società di Bezos.
Palazzo Chigi ha fatto anche un’altra eccezione: «considerato il valore dell’appalto, la natura delle prestazioni e la verificata solidità della Società, stante la remota possibilità che un inadempimento che possa verificarsi in sede di esecuzione contrattuale ed arrecare significative ripercussioni alla stazione appaltante, si ritiene di non richiedere all’Operatore economico la produzione della cauzione definitiva, ai sensi di quanto previsto agli artt. 53, comma 4 del d.lgs. n. 36/2023».
Con quei 135 mila euro più Iva nel prossimo triennio i collaboratori della Meloni (e anche quelli di chi guiderà il governo dopo di lei) potranno acquistare un paniere di beni di
consumo già determinati e puntualmente elencati nella delibera.
«È autorizzata l’adesione», si spiega infatti, «alla Piattaforma Amazon al fine di procedere all’acquisto di prodotti rientranti nelle seguenti aree merceologiche come meglio dettagliate nelle premesse: fotografia, ottica, audio e video, libri e pubblicazioni, ferramenta, consumabili da copia/stampa, carta, piccoli e grandi elettrodomestici, arredi per ufficio e complementi di arredi, prodotti informatici, periferiche e accessori, necessari per le esigenze funzionali della Presidenza del Consiglio dei ministri»
(da Open)
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