Destra di Popolo.net

SONO STATO A UN INCONTRO DEL PD A VERONA SUGLI ABUSI DI POLIZIA, SEMBRAVA UN EVENTO DI FRATELLI D’ITALIA

FIDUCIA ACRITICA NEI CONFRONTI DELLE FORZE DELL’ORDINE E RIMOZIONE DELLE VIOLENZE E TORTURE AVVENUTE NELLA QUESTURA DELLA CITTA’

Ieri sono stato a un incontro organizzato dal Partito Democratico di Verona dal titolo “Sicurezza, diritti, giustizia”. L’incontro si svolgeva in una sala anonima di un grosso centro sportivo, il Payanini center, era stato chiamato, dichiarava il volantino stesso, a partire “dai fatti che hanno coinvolto alcuni agenti della Questura” e dal “recente episodio d’aggressione alle Forze dell’ordine in piazzale XXV aprile davanti alla stazione Porta nuova”.
Già dall’invito poteva sembrare chiara la cornice dentro la quale era stato pensato il confronto. Probabilmente molti sanno di cosa si parla quando vengono citati i fatti della questura, ossia un’inchiesta molto estesa, in cui ventisette – su 104, più di un quarto dunque – agenti della questura di Verona sono stati accusati di reati di tortura, lesioni, falso in atto pubblico, abuso di autorità, omissione di atti d’ufficio e abuso di ufficio.
Diversi di loro sono stati arrestati o indagati per aver picchiato e torturato alcune persone, soprattutto persone in condizione di vulnerabilità, mentre erano in custodia all’interno della questura, o per non aver denunciato avvenimenti di questo tipo di cui erano a conoscenza o anche per non averli impediti quando ne avevano avuto l’occasione (qui c’è una buona ricostruzione dello stato dell’arte dell’inchiesta).
La dimensione del caso è evidentemente nazionale; per un’altra indagine così ampia che comprenda il reato di tortura, negli ultimi anni, dobbiamo andare al caso delle indagini sugli agenti penitenziari di Santa Maria Capua Vetere.
L’aggressione, citata dal volantino, davanti Verona Porta nuova, ossia alla stazione di Verona, è invece un episodio locale di lievissima entità. Un uomo fermato che si era rifiutato di dare i propri documenti, ha cercato di resistere anche fisicamente al fermo. L’episodio ha attirato l’attenzione di altre persone presenti che vedendo l’uomo a terra tenuto dagli agenti che si lamentavano, chiedevano di chiamare l’ambulanza.
Gli invitati all’incontro erano tre uomini: Davide Battisti, segretario provinciale del sindacato Siulp; don Carlo Vinco, garante delle persone detenute di Verona, e Antonino Condorelli, magistrato in pensione ex procuratore generale della corte di appello di Venezia. Tra i rappresentanti del Pd presenti c’erano Alessia Rotta, che è consigliera comunale e segretaria cittadina di Verona, Franco Bonfante che è il segretario provinciale, e Riccardo Olivieri, giovane presidente della terza circoscrizione veronese.
Proprio quest’ultimo faceva da moderatore dell’incontro. il segretario Bonfante l’aveva introdotto invitandolo a fare “domande anche imbarazzanti per fare chiarezza su quello che è successo” aggiungendo subito però, come in una strampalata par condicio, che “poi sono successe altre cose: poliziotti che facevano il loro dovere e sono stati accerchiati da decine di persone, qualcuno magari era curioso, qualcuno non con prospettive molto rassicuranti”.
Sempre secondo Bonfante, anche a causa delle indagini e soprattutto dei cinque arrestati, “oggi le forze dell’ordine si sentono meno forti di come erano prima, e anche questo non va bene”. Bonfante metteva nel calderone anche altri temi: le baby gang, e una generica “sicurezza percepita soprattutto per la microcriminalità” (nonostante i dati di reati a Verona siano bassissimi, molto al di sotto della media nazionale, e secondo quanto comunicato da poco dal questore negli ultimi mesi siano anche scesi del 4 per cento rispetto all’anno precedente). Bonfante invece glissava sul tema della criminalità organizzata, anche se solo pochi giorni fa il nucleo operativo del Ros ha dato notizia dell’inchiesta antimafia che coinvolge 43 persone appartenenti o vicine al clan calabrese dei Megna in tutta la provincia veronese.
La prima domanda che Olivieri poneva a Battisti riguardava l’indagine sulla questura: visto che sui media locali vengono riportati da settimane una serie di episodi raccapriccianti, “la prima domanda che mi viene in mente è cercare non di dare una giustificazione, ma di capire le motivazioni che possono aver portato a questi episodi di tortura da parte di quelli che dovrebbero essere deputati alla sicurezza di tutti noi”.
Se non fosse stato chiaro il senso della domanda ipersuggestiva, Olivieri specificava ancora chiedendo: “C’è una matrice umana, personale, oppure c’è un clima, c’è un sottofondo di esasperazione, c’è un sottofondo di giustificazione all’interno delle questure che va a alimentare questi comportamenti? E se sì, questo clima è aumentato per colpa di carenze di personale o per mancanza di formazione degli agenti che si trovano a far fronte a episodi in cui sono fortemente provocati, come l’episodio in stazione e tanti altri?”.
La domanda era talmente autoresponsiva che più che “anche imbarazzante”, sembrava imbarazzata o imbarazzante per chi la pronunciava, se non parodistica. Ma Olivieri non era evidentemente soddisfatto dell’acritica e sperticata dichiarazione di sostegno appena espressa nei confronti della polizia e chiosava con “una curiosità, un po’ così”, come lui stesso la definiva: “L’utilizzo del taser, può essere uno strumento valido come alternativa, come via di mezzo tra manganello e la pistola?”.
La prima domanda insomma prescindeva totalmente dall’attenzione rispetto alle persone che hanno subito gli abusi, dalla condanna della violenza sistematica, dalla richiesta di trasparenza.
Il segretario del sindacato di polizia Siulp, Davide Battisti, aveva gioco facile nel rispondere. Premetteva che non voleva entrare nell’ambito dell’indagine e poi confezionava a uso della platea, che finora non aveva nessuna sintesi dei fatti, la sua versione: sono sette episodi, diceva, di cui quattro a partire dalle ricostruzioni delle parti offese, “a fronte, abbiamo stimato, di 5 o 6mila accessi negli uffici della questura”.
Utilizzava per tutti i suoi interventi una retorica circolare, fatta di molti preamboli, di molte concessive e di molti però. Così dopo aver minimizzato la questione, usava un’altra formula retorica: “Se poi vedremo da quello che verrà dimostrato che ci fosse stato anche un solo episodio, sarà un episodio grave, da attenzionare, che però non coinvolge il resto delle forze dell’ordine”.
Apparentemente esaurito il merito dell’indagine sulla questura in due battute, Battisti coglieva l’assist di Olivieri per spostare il fuoco del dibattito e traduceva, senza nemmeno troppo sforzo, le sue domande in una rivendicazione, a suo dire professionale, di strumenti e pratiche “negli interventi su strada, per operare in quelli che poi sono secondi o frazioni di secondi”.
Senza rifare un esplicito riferimento alle indagini, diceva che i colleghi coinvolti sono giovani e molto giovani e vengono da un percorso formativo accidentato dal covid, perché, secondo Battisti, nelle videoconferenze della formazione durante la pandemia forse non ci si è concentrati come era opportuno nella pratica degli interventi su strada.
(In realtà l’età degli indagati varia, dai 20 ai 50 anni, e la maggior parte sono in polizia da molto tempo).
Sempre premettendo che non voleva entrare nel merito dell’indagine, Battisti sosteneva che le parti offese sarebbero tutti pregiudicati e che vengono fermati “in forte stato di agitazione psicofisica”.
Piuttosto che il taser, Battisti reclamava le bodycam, “per gli agenti che vivono quotidianamente le aggressioni che ormai non solo di tipo verbale, nell’80 per cento dei casi sfociano in aggressioni di tipo fisico”.
Smentiva categoricamente qualunque tipo di sistema (di violenza o copertura) all’interno dei corpi di polizia, e – con una consecutio traballante – chiosava: “Sempre di esseri umani si tratta sia nei casi delle presunte parti offese sia nei casi dei poliziotti che si trovano a difendersi da accuse gravi”, ricordando che Verona paga un tributo di vite umane importanti: “Sono morti dei poliziotti per la sicurezza di questa città”, affermava con enfasi.
Seguendo il suo filo, scoprivamo che l’ambizione che manifestava Battisti rispetto al cittadino, “il nostro primo azionista”, è quella di “far comprendere che quando si vedono volanti di polizia accerchiate si tratta di un attacco allo Stato. E quando la polizia indietreggia di fronte a una manifestazione di violenza, è lo Stato che indietreggia”.
Se quindi non si può parlare assolutamente di sistema, si può invece parlare, secondo Battisti di un diffusissimo “grado di frustrazione che pervade le forze dell’ordine”. Uno dei pochi dati da lui forniti (ha rifiutato, a esplicita richiesta, di condividere le fonti di questi dati) è che in un anno ci sono state 400 notizie di reato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, e che nel 94 per cento di questi casi non si è arrivati nemmeno alla fase dibattimentale.
Per Battisti, ovviamente, questo dato non significava un abuso sistematico e assolutamente distorto del ricorso al reato resistenza e all’oltraggio a pubblico ufficiale, ma al contrario mostrava e forse dimostrava l’impunità dei fermati che sarebbero aggressori.
La conclusione di Battisti era un singolare e agghiacciante capolavoro di retorica sullo stato di diritto: “Fare il nostro lavoro in una situazione del genere diventa un attimo complicato. Il rischio è quello di sovvertire l’ordinamento. Se noi non riusciamo a colpire in maniera certa coloro che aggrediscono le forze dell’ordine, ma abbiamo una risposta decisa nei confronti dei poliziotti che, per ipotesi, sbagliano; io credo che sia questo il vero focus”.
La sua tesi, che aveva potuto esporre senza nessuna richiesta di chiarimento o critica, era limpida: sono i poliziotti a essere permanentemente sotto attacco. Addirittura riportava che alle volte gli agenti, quando hanno a che fare con “una situazione borderline” (intendendo evidentemente un intervento in cui le responsabilità della violenza potrebbero non essere chiare), preferiscono magari tenersi un dito rotto, non chiarire l’accaduto, stare a casa due settimane finché recuperano la lesione.
La violenza nei confronti della polizia secondo Battisti è l’emergenza: due volte e mezza al giorno a Verona, secondo i suoi calcoli, ci sono episodi di questo tipo. Esponenzialmente di più, proseguiva il suo pseudoragionamento, che in qualsiasi altro settore, dai medici agli insegnanti.
La sua conclusione si spingeva persino verso una riflessione di tipo antropologico riguardo la “frustrazione della polizia”: “L’essere umano”, postillava, “ha un livello di tolleranza, è noto c’è chi ce l’ha più alto e chi può basso. Certo la polizia viene formata per questo, ma anche il Santo Padre, che ha fatto il giro di tutto il mondo, in un momento di nervosismo, a una fedele che gli strattonava la tonachella, si è girato in malo modo”.
A questo punto qualcuno gli faceva notare che forse l’elastico del paragone era stato tirato oltre il pensabile – gli agenti accusati di torture avvenute in un sistema di apparente impunità e connivenza avvicinati al papa che toglie nervosamente la mano da una fedele incalzante – ma Battisti insisteva e concludeva il suo lungo intervento così: “Era solo per far comprendere che l’animo umano può degenerare con la stizza in momenti di debolezza”.
A quel punto, con il papa appena citato, era Don Carlo Vinco a essere chiamato in causa dalla segretaria comunale del Pd Alessia Rotta. Don Vinco è il garante delle persone detenute, o meglio: delle persone private della libertà. Certo, è strano che sia un sacerdote a svolgere questa funzione, ma Vinco in varie interviste si è legittimato in questo ruolo per il suo rapporto “non da prete ma da amico con molti detenuti”.
Rotta gli domandava cosa abbia provato nella lettura delle notizie sulla questura di Verona, e in particolar modo riguardo la matrice razziale. (Di fatto la totalità delle vittime è straniera o di origine straniera): “Lei crede che ci sia un’intolleranza diffusa nella società?”
Don Vinco rispondeva che le questioni poste meriterebbero varie “branchie” di approfondimento, e ammetteva che secondo lui esiste un’effettiva componente razziale: chi finisce in carcere spesso sono stranieri o persone di origine straniera. Per avvalorare questa tesi faceva l’esempio dei ragazzi di seconda generazione, le baby gang evocate a inizio incontro, “anche se in questo momento in carcere una squadra di una baby gang sta vincendo il torneo di calcio”.
Sui fatti della questura sottolineava come al di là delle responsabilità individuali, non si poteva nascondere la dimensione strutturale che ha scoperchiato l’indagine, e ricordava che persino nel Vangelo c’è un momento di violenza gratuita dei tutori dell’ordine, quando prima del processo i centurioni sputano e si spartiscono le vesti di Gesù.
Questa premessa però veniva immediatamente rovesciata; Vinco concordava con Battisti che spesso è una violenza che nasce da violenza, e faceva un caso personale: “Io sto in una chiesa del centro. E anche stasera ho dovuto chiudere con una mezz’ora di anticipo, perché c’erano due che stavano rubando le cassettine. È chiaro che anche a me sarebbe venuta voglia come al papa, diciamo così, di strattonargli e magari di dargli una sberla”. Don Vinco, ricordiamolo, in questo incontro non parlava da prete di quartiere, ma da garante delle persone private di libertà, quindi – si intendeva – anche i fermati che sono stati coinvolti come parti offese dell’inchiesta.
Sul tema del carcere e del personale, Vinco metteva l’accento sulla formazione degli agenti che dovrebbe essere permanente, e oltre la bodycam richiesta da Battisti, chiedeva il codice identificativo per gli agenti.
Come riconoscere e come affrontare la violenza sistemica?, sarebbe venuto da chiedergli, ma Vinco passava a altro: descriveva le stanze pulite all’interno della questura perché inutilizzate che sarebbero dedicate alle persone straniere da rimpatriare (“Cosa che non accade mai”, brusio di indignazione in sala) e poi descriveva le sette celle, i box, le stanze di sicurezza della questura dove avviene la custodia dei fermati – e dove secondo le indagini sarebbero accaduti gli abusi e le torture – e lamentava il fatto che siano brutte, messe male, che gli andrebbe ridata una imbiancata che non vedono da decenni.
Ma aggiungeva, anche lui indulgendo in paradossali par condicio, che anche gli uffici accanto – anche questi al centro delle indagini, perché qui sarebbero stati gli agenti accusati di non essere intervenuti – suscitano pena. Questo fa parte, sintetizza Vinco, di una dimensione che definisce di “trascuratezza generale”, che accostava in qualche modo a un senso generale di violenza intesa come mancanza di cura. Ha poi presentato positivamente il fatto che insieme al questore ha incontrato gli studenti della scuola di polizia e in quell’occasione il questore ha detto a tutti di “essere gentili”.
Sulle condizioni del carcere è stato più generico. Ha accostato alla violenza strutturale evocata dalle indagini, le abitudini della polizia penitenziaria a aggiungere pene di privazione del silenzio, del sonno, del fumo.
Il terzo ospite, l’ex procuratore Antonio Condirelli, è stato chiamato in causa di nuovo dal giovane Riccardo Olivieri, con una domanda anche questa autoeloquente: “La domanda che mi viene da fargli, un po’ la vox populi è: sì, arrestano uno per il tale reato, ma poi il giorno dopo è libero! C’è da parte della magistratura italiana del lassismo? L’impressione dei cittadini è che spesso il sistema penale non funziona, che spesso non è misurato ai reati?”. Insomma Olivieri faceva sua – senza un dato, e senza più toccare il tema degli abusi della polizia – un’accanita richiesta di populismo penale.
Condirelli per fortuna provava a scartare le domande suggestive di Olivieri e a fare un discorso più ampio. Prima ricordava che esiste una convenzione internazionale datata 10 dicembre 1984, 40 anni fa, e ratificata dopo 3 anni dallo stato italiano. In quella convenzione c’era già un riferimento alla formazione rispetto al reato di tortura. Citava l’articolo 10. Lo citiamo anche noi per intero:
“Ogni Stato Parte provvede affinché l’insegnamento e l’informazione sul divieto della tortura siano parte integrante della formazione del personale civile o militare incaricato dell’applicazione delle leggi, del personale medico, dei funzionari pubblici e delle altre persone che possono intervenire nella custodia, nell’interrogatorio o nel trattamento di qualsiasi persona arrestata, detenuta o imprigionata in qualunque maniera”.
La formazione su questo campo, sosteneva Condirelli, è totalmente assente.
Poi Condirelli ricordava che la legge sulla tortura, approvata nel 2017, e già dopo pochi anni messa in discussione (il governo e il parlamento attuali vorrebbero abolirla), ha portato a indagare sia i reati di violenza privata sia un caso eclatante di tortura di Stato: quello di Santa Maria Capua Vetere.
Poi puntualizzava, per rispondere a Battisti, che il delitto di resistenza a pubblico ufficiale non è un gesto di stizza ma richiede tutta una serie di elementi costitutivi (tra cui, per esempio, l’intenzionalità), e quel 94 per cento di denunce che non arriva nemmeno in tribunale, cosa sono: reati non perseguiti, con dita rotte automedicate, oppure denunce infondate?
Poi sottolineava che l’attenzione verso i fenomeni di abusi è bassa, non è alta o esagerata, e ricorda come anche l’indagine sui fatti di Verona sia venuta fuori per un caso, ossia per un’intercettazione casuale, una di quelle che l’attuale ministro Nordio vorrebbe abolire, quelle in cui si scoprono altri reati rispetto a quelli che si stanno indagando. “Purtroppo c’è una pressione sulla polizia indebita da parte della politica”, diceva Condirelli, ricordando le condanne per la Corte europea dei diritti dell’uomo per i fatti del G8 di Genova.
Rispetto alla domanda sulla non commisuratezza delle pene ai reati posta da Olivieri, Condirelli dava una risposta di segno opposto alla brama di populismo penale di cui il rappresentante del Pd si faceva portavoce: spiegava che alcuni reati vengono giudicati con leggi che hanno un secolo. “Voi non sapete cosa rischia una persona che fa un furto in appartamento?”. I magistrati si trovano costretti spesso, secondo Condirelli, a usare il loro potere per mitigare, magari in appello, gli eccessi di pena che oggi ci paiono inaccettabili per il nostro senso di giustizia e quindi devono provare a correggere attraverso i loro strumenti giudiziari come il ricorso alle attenuanti generiche o simili.
I mancati dibattimenti e le mancate condanne per i reati di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, argomentava sempre Condirelli, sono la normalità per fortuna, “a meno che non ci siano dei disperati senza avvocati che si ritrovano condannati anche a due, tre anni di reclusione”.
Alla fine concludeva che il rigore o il lassismo penale sono categorie determinate dal consenso politico e questo rende inutile molto spesso una riflessione sull’azione penale.
Le parole di Condirelli erano pacate e contrastavano il quadro che hanno provato a delineare e a giustificare i rappresentanti del Pd insieme a Battisti e in parte anche a Vinco.
Sembrava che l’obiettivo principale se non unico dell’incontro fosse mostrare la vicinanza del Partito Democratico agli agenti della questura di Verona dopo la crisi di credibilità per la pesante inchiesta sugli abusi in divisa.
Le tre posizioni di Battisti, Vinco e Condirelli sembrano rispondere alle uniche posizioni espresse nel dibattito sulla giustizia: il populismo penale, il paternalismo penale, l’elogio della magistratura. Tre posizioni, essenzialmente anti- o prepolitiche ognuna a suo modo, che una classe politica democratica dovrebbe interrogare e sfidare, e che invece non riesce nemmeno a fare interagire tra loro.
Negli ultimi interventi Vinco e Battisti hanno aggiunto altre questioni singolari, eludendo ancora il merito del dibattito.
Don Vinco per esempio ha detto che ci vorrebbero meno italiani tra gli agenti penitenziari per fare da mediatori – confondendo ovviamente tra non italiani e persone di origine straniera: “Siamo razzisti anche nella scelta delle forze dell’ordine. Non ho mai visto un poliziotto in carcere proveniente dal Marocco o dall’Africa”.
Battisti ha voluto tranquillizzare Don Vinco, perché tra gli agenti in forze alla questura di Verona “ce ne sono vari con fonie non italiane”.
Rispetto alla formazione ha detto che gli agenti hanno fatto sei giornate di formazione sugli interventi nell’ultimo anno, ma che poi ci sono tanti casi psichiatrici in cui sono chiamati a intervenire ed è assurdo che “la polizia debba riuscire a gestire quello che non riescono a gestire gli psichiatri”.
Sui codici identificativi, ha usato la solita formula retorica: “Non sto a dirvi che siamo contrari”, per poi dirsi contrari, citando il fatto che il riconoscimento degli agenti anche nelle indagini sul caso di Verona è avvenuto attraverso il confronto fotografico. “Ricordare un codice di sei cifre rispetto a ricordare un viso, non è più difficile?… La lancio come una riflessione, questa”.
Ha poi voluto prendersi ancora qualche minuto per assicurare che non esiste nessun razzismo tra le forze dell’ordine, e che “a molte persone sono i poliziotti durante i fermi che acquistano le sigarette, il panino, fa parte dell’abitudine dire Vuoi un caffè? La dico come nota di colore”.
Gli interventi dal pubblico, tra applausi e piccole prese di parola alla fine, confermavano che il sentimento che i militanti o – genericamente i sostenitori, gli interessati – alla questione del Pd concordavano con l’impostazione data al dibattito dall’inizio. I poliziotti sono buoni e vanno difesi. “Supereroi”, come veniva esplicitato in un intervento verso la fine di un signore che sposava lo sguardo di sua figlia piccola rispetto allo zio poliziotto.
Quando io ho chiesto se negli anni precedenti, dai vari osservatori, per caso avessero immaginato che potesse esistere una situazione simile, Battisti mi ha risposto assolutamente no, ed è proprio per questo che pensava che essenzialmente il caso si sgonfierà; mentre Vinco mi rispondeva: solo qualche sberlone, e chiedeva a me in modo un po’ inquisitorio se io ne fossi a conoscenza.
L’impressione agghiacciante che questo dibattito suscitava è quella di una duplice mancanza di cultura democratica. Da una parte l’assoluta sottovalutazione al limite della rimozione di questo gigantesco caso di denunce per abusi della polizia.
(Sia don Vinco che Battisti hanno risposto, tra l’altro, a una domanda precisa che non avevano assolutamente avuto nessun sentore della possibilità di questo sistema di violenze, ma nemmeno di casi isolati).
Dall’altra parte il degrado culturale sulle nozioni basilari stesso dello stato di diritto, dall’habeas corpus, alla divisione dei poteri, fino al principio di uguaglianza di fronte alla legge. Che questo spettacolo di diseducazione pubblica sia stato messo in scena dal Partito democratico in una città dove sta nella maggioranza di governo, in un momento di crisi democratica così grave come quello squadernato dall’indagine sulla questura, riempie di una rabbia infinita. Se fossi stato a un incontro di Fratelli d’Italia mi sarei sentito meno arrabbiato e spaesato, sono sincero.
(da Fanpage)

This entry was posted on sabato, Luglio 1st, 2023 at 22:18 and is filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

« PERCHE’ DOPO IL TENTATO GOLPE DI PRIGOZHIN IL REGIME DI PUTIN E’ ENTRATO IN FASE DI PRE-AGONIA
ALTRA GAFFE DEL GOVERNO: SUBITO PRIMA DELL’ODG SANTANCHE’ IL GOVERNO AVEVA PROMESSO PURE UN PROVVEDIMENTO SUL SALARIO MINIMO »

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.

  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.959)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (409)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Aprile 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
    « Mar    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • L’INTERVISTA A TUTTO CAMPO DI SILVIA SALIS A “VANITY FAIR ITALIA”: “LA MIA VISIONE SU SANITA’, LAVORO, SICUREZZA E PRESSIONE FISCALE”
    • MARINA D’ASSALTO! DOPO AVER COMMISSARIATO TAJANI, MARINA BERLUSCONI, REGISTA DEL NUOVO CORSO ANTI-MELONI DI FORZA ITALIA, TIENE APERTO IL CONTATTO (MEDIATO DA LETTA) CON MATTARELLA E DA’ ORDINE DI FRENARE SULLA LEGGE ELETTORALE RIBADENDO IL NO AL PREMIO DI MAGGIORANZA (CHE TOGLIEREBBE 10-15 PARLAMENTARI A FI)
    • “IDIOTA PATENTATA, UNA CATTIVA DONNACCIA, VERGOGNA DELLA RAZZA UMANA, HA TRADITO TRUMP”: RAFFICA DI INSULTI SULLA TV RUSSA A GIORGIA MELONI
    • SULL’IRAN TRUMP E’ IN UN CUL DE SAC: TEME DI FALLIRE COME JIMMY CARTER. IL “WALL STREET JOURNAL” METTE IN LUCE I DUBBI SULLE CAPACITA’ DI GESTIRE LA CRISI DA PARTE DEL “NERONE DELLA CASA BIANCA”
    • LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI “DIOSCURI”, BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: LA MINORANZA INTERNA E LA STESSA MARINA BERLUSCONI VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES
    • FILIPPO MOSTICONE, GIOVANE MILITANTE DI FDI A SORA, QUERELA MASSIMILIANO BRUNI, DIRIGENTE PROVICIALE MELONIANO E ASSISTENTE LOCALE DELL’EURODEPUTATO NICOLA PROCACCINI: “MI HA COLPITO CON UNO SCHIAFFO”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA