SULLA SCISSIONE PESA LA GRANA DEI DEBITI: PASSIVO DI QUASI 4 MILIONI
RESTA ANCHE IL PROBLEMA DEI DIPENDENTI… CONVERREBBE CERTAMENTE FARSI UN NUOVO PARTITO CHE EREDITARE UNA SITUAZIONE FINANZIARIA DISASTROSA
A meno di 24 ore dal congresso che sancirà la (ri)nascita di Forza Italia resta aperto, tra i tanti, un interrogativo: che ne sarà del Pdl.?
Se da una parte Berlusconi e i suoi vorrebbero metterlo per sempre in soffitta (quella sigla – ha detto tante volte il Cav – non mi piace, suona male) dall’altra gli alfaniani più intransigenti vorrebbero rompere con Silvio e tenerlo in vita: “Distanze enormi – dice Nunzia De Girolamo in una intervista al Corriere – ma Silvio vuole unità “.
Quel che sarà lo si vedrà domani, intanto sulla scelta incombe una scure non da poco: la situazione finanziaria di un partito nato appena 6 anni fa (era il 18 novembre del 2007). “Se qualcuno pensa di scalarlo fa mal di conto – spiega a il Giornale Maurizio Bianconi, deputato tesoriere del Pdl – gli conviene farsene uno nuovo”.
A un Pdl deberlusconizzato – come spiga il quotidiano del Cav – rimarrebbero un sacco di grane.
I debiti in primis: perchè, seppur il partito debba incassare 18 milioni di euro rimborsi elettorali, deve far fronte ai debiti correnti.
E questi sono da pagare subito e sono tanti: 9,4 milioni di euro.
A questo vanno aggiunti i fornitori (altri 8 milioni circa).
Al netto di una chiusura dell’ultimo bilancio in perdita di 3,7 milioni di euro.
I problemi per chi decidesse di tenere in vita il Popolo della libertà non finirebbero però qui.
La grana maggiore riguarderebbe infatti il personale: che fine faranno – si chiede il Giornale – i 180 dipendenti del Pdl? Se il Pdl si trasforma in Forza ItItalia i problemi passerebbero in mano a Berlusconi, diversamente sarebbero i nuovi reggenti ad accollarsi il tutto. Con una grande, enorme incognita: chi farebbe fronte alle spese? E senza il Cav che garantisce con quali soldi?
E dunque almeno nella partita finanziaria tra Pdl che è stato e Forza Italia che sarà sembra proprio non esserci partita.
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