TOSSICODIPENDENZA TRA SANZIONE E LIBERALIZZAZIONE
PER RIDURRE I COSTI SOCIALI DELLE CONSEGUENZE DELL’USO DI DROGHE E ALCOOL OCCORRE PUNTARE SULLA PREVENZIONE
E’ innegabile che la società occidentale stia vivendo una fase di profondo cambiamento, dovuto
principalmente sia all’imperante crisi che attanaglia l’economia europea (e italiana in particolare) che alla pressione dei flussi migratori provenienti dall’Africa, afflitta da guerre e povertà .
In questo contesto le categorie sociali più deboli sono gli anziani e i giovani, che subiscono gli effetti devastanti di politiche inique, che non affrontano i problemi, ma tendono a sottovalutarli o, peggio ancora, ad ignorarli.
In particolare, le ripercussioni si stanno drammaticamente manifestando sui più giovani attraverso un incremento del consumo di sostanze stupefacenti e di sostanze alcooliche, individuati dai più deboli come estremo rifugio e come fuga da una realtà difficile, costellata spesso da una collocazione incerta nel mondo del lavoro o dalla carenza di attenzione da parte del nucleo familiare.
I tossicodipendenti spesso attribuiscono un alto valore al vivere il presente, prestando scarsa attenzione al loro futuro.
Di conseguenza aumentano i piccoli reati connessi all’uso di stupefacenti e vi sono riflessi negativi su tutti i tipi di “investimenti personali” (es. la formazione scolastica, il lavoro, uno stile di vita sano che includa una corretta alimentazione, l’esercizio fisico e le cure mediche), che vengono considerati meno importanti.
Tutto ciò determina anche un incremento del “costo sociale” per l’ intera comunità .
L’utilizzo di stupefacenti in Italia è in crescita mentre le istituzioni annaspano sia in termini di prevenzione sociale e culturale che in termini repressivi dei grandi interessi economici che tale commercio muove.
Il 19° rapporto Eurispes segnalava gia negli anni scorsi un numero di pazienti consumatori abituali di cocaina, in carico presso le strutture delle ASL, più che raddoppiato.
Al fenomeno è interessata soprattutto la popolazione maschile compresa tra i 25 e i 34 anni, con una tendenza progressiva alla diminuzione dell’età degli utilizzatori, che si è abbassata sotto i 20 anni.
Questo effetto è dovuto alla riduzione costante del prezzo di vendita della cocaina, che ne ha facilitato la diffusione.
Se guardiamo agli Stati che hanno visto “nascere” il fenomeno si può constatare che negli Stati Uniti la cocaina è la seconda sostanza stupefacente maggiormente utilizzata dopo la marijuana, ma è al primo posto per il numero di accessi ai pronto soccorso degli ospedali.
A dimostrazione che l’uso di sostanze stupefacenti si associa spesso ad un elevato ricorso ai servizi sanitari ed a costi in crescita, soprattutto in relazione agli accessi in pronto soccorso.
Da uno studio effettuato da un gruppo di studiosi statunitensi del Department of Epidemiology and Public Health e della Univeristy of Miami School of Medicine, emerge che soggetti affetti da problemi di tossicodipendenza hanno usufruito di cure in ambito ospedaliero per una quantità significativamente più elevata rispetto al resto della popolazione, con un costo di circa 1.000 dollari per individuo.
Questo per evidenzare un aspetto spesso poco considerato dagli analisti, ovvero l’elevato costo sociale del fenomeno.
Un elemento che dovrebbe indurre le istituzioni a investire sulla prevenzione e sulle comunità di recupero, avendo come obiettivo la riduzione del numero dei consumatori che vuol dire anche minori costi per l’intera comunità nazionale.
La formazione di personale qualificato in grado di assistere psicologicamente i giovani dediti all’abuso di alcool (in costate aumento) dovrebbe essere un’altra delle priorità del governo.
Lo sballo del fine settimana porta con sè una lunga serie di incidenti stradali e di lutti per tante famiglie: un fenomeno su cui occorre intervenire con misure a tutela dei giovani, spesso minorenni.
Misure preventive, non solo repressive, attraverso il coinvolgimento di strutture sanitarie, mondo scolastico e famiglie.
Il dibattito in corso sulla liberalizzazione o meno dello spinello non risolve il problema e finisce per essere fuorviante se non si parte dalle radici psicologiche causa-effetto.
La politica troppo spesso si schiera per “rappresentare” mentalità o interessi di parte, dimenticando che il soggetto principale ha bisogno di aiuto, non di giudici di parte.
Blu per l’Italia dovrebbe iniziare dal recupero della libertà del’individuo e dalla sua responsabilizzazione sociale: un approccio diverso che, laddove è stato sperimentato da strutture qualificate, ha dato esiti positivi.
Per una politica al servizio dei cittadini.
Guido Verdi
Referente Lombardia
Blu per l’Italia
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