UFFICIALE: LUC MONTAGNIER E’ MORTO
DAL NOBEL PER GLI STUDI SULL’AIDS A IDOLO NO VAX… NEGLI ULTIMI ANNI UNA CAZZATA DIETRO L’ALTA… LA FAMIGLIA NON COMUNICA LA CAUSA DELLA MORTE
È morto Luc Montagnier, premio Nobel diventato icona del movimento No Vax. 
La notizia, rivelata da France Soir ieri sera, è rimasta a lungo senza conferme ufficiali. È il quotidiano Libération che ha avuto accesso al certificato di morte depositato presso il comune di Neuilly in cui c’è l’ospedale dove era ricoverato lo scienziato di 89 anni. “Se n’è andato in pace, circondato dai suoi figli”, ha detto il dottor Gérard Guillaume, uno dei suoi più stretti collaboratori, parlando con France Soir, diventato uno dei media di riferimento della galassia No Vax.
La scomparsa del virologo, noto per aver scoperto il virus dell’Hiv, resta avvolta dal riserbo assoluto e non si conoscono le cause del decesso.
In prima linea nella contestazione contro la vaccinzione anti-Covid, Montagnier era stato invitato a metà gennaio nella manifestazione organizzata a Milano dal senatore Gianluigi Paragone. “Saranno i non vaccinati a salvare l’umanità”, aveva detto dal palco lo scienziato accolto da un’ovazione del migliaio di presenti. “All’interno dei vaccini – aveva proseguito – è contenuta una proteina tossica. Ci sono tanti morti e numerosi giovani sportivi hanno problemi cardiaci importanti”.
Le polemiche sui vaccini e sul Parkinson
Montagnier era stato emarginato dalla comunità scientifica francese negli ultimi anni. Ancora prima della pandemia, nel 2017, era stata lanciata una petizione firmata da centinaia di esperti indignati dalla sua crociata contro la legge francese che aumentava i vaccini obbligatori per i bambini.
Il grande scienziato che girava il mondo per conferenze, con una lunga lista di premi e onorificienze, invitato all’Eliseo da Nicolas Sarkozy, era diventato un infrequentabile Oltralpe. Marc Gentilini, membro dell’Accademia di Medicina, aveva denunciato una “patetica deriva”.
Nel 2009, un anno dopo aver ricevuto il massimo riconoscimento dall’accademia svedese, Montagnier aveva sostenuto che un buon sistema immunitario poteva bastare a proteggersi dall’Aids. Poi aveva proposto di curare l’autismo con gli antibiotici, di combattere il Parkinson di Papa Wojtyla con il succo di papaya.
L'”esilio” in Cina
Nato nella Loira, figlio di un commercialista, con una militanza comunista in gioventù, aveva scelto di accompagnarsi negli ultimi anni a personaggi controversi, come il paladino anti-vaccini, il medico ultraconservatore Henri Joyeux. È stato amico di Jacques Benveniste, l’autore di una presunta “memoria dell’acqua” per dimostrare l’efficacia dell’omeopatia. Ogni volta che veniva attaccato, Montagnier si difendeva presentandosi come una vittima del “sistema”. E spesso rifiutava di parlare ai giornalisti accusati di “deformare il suo pensiero”. Dopo aver denunciato un “clima di terrore intellettuale” in Francia, aveva scelto di “esiliarsi” in Cina, creando una fondazione di ricerca nell’Università Jiao Tong di Shanghai. Il suo obiettivo, spiegava allora, era costruire un “approccio pluridisciplinare”. Nella terra del Dragone, diceva, c’era più “apertura e dinamismo” che in Francia.
Alla fine anche il sogno cinese era finito. Nel frattempo le varie società che gestivano i suoi brevetti in Francia sono quasi tutte chiuse o fallite.
L’Unesco ha tolto gli stanziamenti alla fondazione mondiale per la ricerca e la prevenzione dell’Aids creata nel 1993 e di cui era presidente. Montagnier viveva in una dimora ottocentesca a Plessis-Robinson, placida campagna a sud di Parigi. All’Institut Pasteur, dove Montagnier ha lavorato alla scoperta dell’Hiv ed era ancora professore emerito, non era più il benvenuto.
L’imbarazzo più forte era quello di Françoise Barré-Sinoussi con cui Montagnier ha scoperto il virus dell’Aids al Pasteur e poi ha condiviso il riconoscimento del Nobel. La virologa non ha più voluto avere rapporti con il suo collega. Ed è stata chiamata da Emmanuel Macron a presiedere uno dei comitati scientifici consultati regolarmente sull’emergenza sanitaria.
(da agenzie)
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