UN SENESE PER “AMICO”. DALL’INCHIESTA “HYDRA” DEL 2023, EMERGE COME GIOACCHINO AMICO, IL BOSS ORA PENTITO, SIA AL CENTRO DI UNA FITTA RETE DI CONTATTI, TRA CUI SPUNTANO UNA QUINDICINA DI POLITICI LOCALI E NAZIONALI, IN ALCUNI CASI ANCORA IN CARICA, TUTTI DEL CENTRODESTRA
IN “RAPPORTI CON AMICO” CI SAREBBERO STATE PAOLA FRASSINETTI E CARMELA BUCALO, ENTRAMBE DI FRATELLI D’ITALIA. MONICA RIZZI, EX ASSESSORE REGIONALE E FONDATRICE DEL GRANDE NORD, SILVIA BOTTICHIO, CANDIDATA SINDACO A OSSIMO E NOMINATA RESPONSABILE DEL GRANDE NORD IN VALCAMONICA E ROBERTO CAON, EX DEPUTATO ELETTO NEL VENETO, PRIMA DELLA LEGA E POI DI FORZA ITALIA. E ANCORA PIETRO TATARELLA
Passa attraverso i rapporti con la politica la “‘crescita imprenditoriale’ delle
organizzazioni criminali di tipo mafioso” che in questo modo, infiltrando “l’apparato istituzionale”, riescono ad “inquinare il tessuto economico” e sociale tramite il cosiddetto “capitale sociale”.
E’ quanto emerge dalla monumentale informativa del 2023, migliaia di pagine, agli atti dell’indagine ‘Hydra’, della dda di Milano, che ha tra i protagonisti Gioacchino Amico, presunto referente del clan Senese in Lombardia ora pentito.
Nell’atto si riportano i nomi di una quindicina di politici locali e nazionali, in alcuni casi ancora in carica, tutti del centrodestra. In “rapporti con Amico”, si legge nell’informativa, ci sarebbero state Paola Frassinetti e Carmela, detta Ella, Bucalo, entrambe di Fratelli d’Italia e non indagate: la prima è deputata e sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, la seconda invece è componente della commissione cultura del Senato e vice responsabile del Dipartimento Istruzione del partito guidato da Giorgia Meloni.
Sempre secondo l’informativa, in “rapporti” con Amico, ora collaboratore di giustizia, ci sarebbero stati oltre a Monica Rizzi, ex assessore regionale e fondatrice del Grande Nord, Silvia Bottichio, candidata sindaco per il comune di Ossimo e
nominata responsabile sempre del movimento Grande Nord in Valcamonica. E ancora, tra gli altri, Roberto Caon, ex deputato eletto nel Veneto, prima della Lega e poi di Forza Italia, che ha concluso il mandato nel 2023. Nessuno dei politici nominati nell’atto è tra gli indagati nell’indagine che ipotizza un’alleanza strutturale tra Camorra, Cosa Nostra e ‘Ndrangheta per fare affari sul territorio lombardo.
“Asseriti” anche i rapporti tra Pietro Tatarella, l’ex consigliere regionale azzurro, è il presunto referente del clan Senese in Lombardia il quale, in uno dei verbali resi di recente, dopo la sua decisione di collaborare all’inchiesta, ha raccontato di essere stato coordinatore a Canicattì, comune della Sicilia, per il ‘Movimento Fare’, fondato dall’ex sindaco di Verona Flavio Tosi.
Un verbale, questo, in gran parte omissato, evidentemente, per non svelare, la rete creata con i politici. Oltre a lui, nell’informativa depositata tempo fa dai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, che coordinano l’inchiesta con il procuratore di Milano, Marcello Viola, emergono anche i contatti di Paolo Errante Parrino, referente della mafia trapanese in Lombardia e punto di “raccordo tra il sistema mafioso lombardo e Matteo Messina Denaro”, con Giovanni Sparacia, fondatore e promotore di un club di FI di Gallarate, comune del Varesotto di cui è stato ex assessore e per il quale si è candidato nell’ottobre 2021 nella lista ‘Forza Italia – Berlusconi Presidente’.
E poi con Cesare Francesco Nai, dal 2017 sindaco di Abbiategrasso, nel Milanese, e con i suoi assessore e consigliere Flavio Lovati e Francesco Chillico. Giancarlo Vestiti, altro luogotenente del clan Senese, avrebbe avuto “rapporti” con l’avvocato “collegato al gruppo parlamentare Fratelli d’Italia” Mario Silvio Claudio Marino, anche lui estraneo all’indagine, con l’ex sindaco di Cologno Monzese, Angelo Rocchi, di area Lega. Tra gli altri nomi di politici riportati nell’atto c’è pure Giuseppe Cesare Donina, ex deputato leghista non indagato.
(da ANSA)
Leave a Reply