UNA RIFORMA “VENERABILE”: NORDIO È DI NUOVO AL CENTRO DELLE POLEMICHE PER AVER DETTO CHE “SE L’OPINIONE DI LICIO GELLI SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA ERA GIUSTA, NON SI VEDE PERCHÉ NON SI DEBBA SEGUIRE, SOLO PERCHÉ L’HA DETTO LUI”
L’EX MAGISTRATO ARMANDO SPATARO: “SONO SENZA PAROLE. QUEL PIANO DELLA P2 ERA UN PROGETTO EVERSIVO DI DOMINIO DEL PAESE. È INACCETTABILE L’IDEA DI CITARE GELLI COME SE FOSSE UN ARGOMENTO NEUTRO”
Armando Spataro, procuratore in pensione, giurista, un pezzo della storia della
magistratura di questo Paese. Ha sentito il ministro Carlo Nordio? Dice che, in fondo, Gelli sulla separazione aveva ragione.
«Sono senza parole. Il ministro Nordio ricerca spesso il consenso attraverso battute che ritiene brillanti, ma è evidente che certe uscite diventano insopportabili quando vengono da chi ha responsabilità di governo. Io non mi sono mai occupato di P2, ma è pacificamente accertato che quel piano era un progetto di dominio del Paese, che favoriva non i diritti dei cittadini ma gli interessi di pochi, sul piano economico e politico.
Per questo trovo inaccettabile l’idea di poter citare Gelli come se fosse un argomento neutro. È una banalizzazione della storia. Richiamare la P2 non è un pretesto: non si può non ricordare che c’è stato un disegno eversivo».
Lei cosa ritiene più sbagliato in questa riforma?
«Mi servirebbero tre pagine di giornale, perché penso che sia tutto sbagliato. Questa riforma, che è della magistratura e non della giustizia, si fonda su un presupposto totalmente falso.
Basta guardare con gli occhi aperti il contesto internazionale per accorgersi quanto sia gratuita e priva di fondamento l’affermazione secondo cui la separazione delle carriere si impone anche in Italia poiché si tratterebbe dell’assetto ordinamentale esistente o nettamente prevalente negli ordinamenti degli altri Stati a democrazia avanzata, Stati Uniti inclusi, senza che ciò comporti dipendenza del pm dal potere esecutivo e condizionamento delle indagini.
La realtà è un’altra, e lo dico da tempo: in tutti gli stati dove, ad eccezione del solo Portogallo, la carriera del pm è separata da quella del giudice, non solo il pm dipende dall’esecutivo, ma esiste un giudice istruttore indipendente. Anche in quei sistemi, quindi, si avverte la necessità di un organo investigativo totalmente indipendente dall’esecutivo.
E non vale neppure l’argomento inglese, perché in Inghilterra il pm non esiste neppure: è la polizia che fa le indagini e poi chiede a un avvocato di sostenere le proprie conclusioni davanti a un giudice. Sono dati che i sostenitori della riforma evitano: si tratta di argomenti su cui rispondono con il silenzio (o con errori clamorosi), per ignoranza o per incapacità di confutare».
Il ministro Nordio ha detto che su un caso come Garlasco la giustizia dovrebbe avere il coraggio di arrendersi. È d’accordo?
«È un’affermazione inaccettabile. Una sentenza può anche essere sbagliata, e si cerca di evitare che questo accada, ma ai possibili errori c’è rimedio, per questo ci sono tre gradi di giudizio. Ma no, la democrazia – e dunque la giustizia – non può mai arrendersi davanti a nulla. E la magistratura deve andare avanti senza fermarsi in nome della sua indipendenza ed autonomia».
(da Il Fatto Quotidiano)
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