VANNACCI FISSA LA DATA DELLO STRAPPO: IL16 FEBBRAIO TOGLIERA’ IL DISTURBO
SI RIUNIRA’ IL DIRETTIVO DEL MONDO AL CONTRARIO
Negli ambienti vicini a Roberto Vannacci ne sono sicuri, il generale uscirà dalla Lega. Hanno cerchiato una data in rosso sul calendario: il 16 febbraio. Per quel lunedì, l’europarlamentare e vicesegretario del Carroccio ha convocato il direttivo dell’associazione Mondo al contrario ed è lì – dicono – che impartirà i suoi ordini per aprire la nuova fase. Nel frattempo, ha già smesso di usare il simbolo della Lega per i suoi eventi in giro per l’Italia.
Tutto, dunque, sembra pronto. Eppure, Matteo Salvini vuole fare un ultimo tentativo per ricucire lo strappo. «Lo vedrò in settimana», dice lasciando il palco di Rivisondoli, in Abruzzo, dove il leader chiude la tre giorni leghista organizzata sugli Appennini abruzzesi da Claudio Durigon, il maggiorente del partito nel Centro-Sud.
Salvini si è scritto con Vannacci in questi giorni, mentre le notizie di una scissione rimbalzavano da una parte all’altra della Lega. Sa che un addio del suo vice creerebbe un danno alla Lega, perché toglierebbe voti e, soprattutto, la nuova creatura del generale occuperebbe uno spazio politico a destra, proprio dove il leader stava traghettando il partito.
Anche ospitando gli estremisti xenofobi nel suo ministero, come quello avvenuto con l’esponente dell’ultradestra inglese Tommy Robinson, un criminale più volte passato dal carcere, che ha attirato le critiche di mezzo Parlamento, comprese quelle di Forza Italia. Ma Salvini difende l’allargamento del dialogo tra la Lega e i neofascisti europei: «Posso invitare chi voglio?» .
Vuole quindi fissare un incontro per mettere tutte le carte sul tavolo, senza però passare per quello che implora il generale di restare. «C’è chi pensa solo alla poltrona, ma la storia ci insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla. Auguri, buon viaggio, senza rancore».
Non si rivolge direttamente a Vannacci, che ovviamente non avrebbe problemi a trovare una poltrona nella Lega, ma – indirettamente – ai vannacciani che – secondo i vertici del partito – stanno soffiando sulla scissione per meri calcoli personali.
Anche di questo, scommettono nella Lega, Salvini parlerà con il generale. Nel mirino del leader ci sono soprattutto i due deputati del Carroccio Edoardo Ziello e Rossano Sasso, che alle prossime elezioni «sono quasi sicuri di non essere rieletti», fanno notare i fedelissimi del segretario. Lui dal palco rincara la dose: «Qualcuno ritiene che sia più garantito il suo seggio da altre parti? Vai, sciocco».
Chi ha parlato con Vannacci negli ultimi tempi sostiene che il vicesegrerario si senta sempre più fuori posto nella Lega, in sofferenza per la poca libertà di muoversi. Come anticipato da questo giornale, i suoi fedelissimi considerano tradito il patto che il generale aveva con Salvini: i sostenitori dell’associazione Mondo al Contrario si sarebbero potuti iscrivere alla Lega diventando “militanti” con diritto di voto nel partito dopo soli 3 mesi, invece dei 2 anni previsti.
Vannacci contava di usarli per ottenere rapidamente potere, ma questa corsia preferenziale per i membri del Mac non si è mai vista. I vannacciani vorrebbero poi per il loro leader più incarichi di peso e un’agibilità politica vera dentro la Lega, ma l’unico banco di prova che Salvini gli ha offerto – dicono – è stato quello da responsabile della campagna elettorale in Toscana alle ultime Regionali: «È andata male ma sapevano che era impossibile fare un risultato migliore. A posteriori – sospettano – somiglia più a una trappola per mandarlo a sbattere e indebolirlo». Insomma, lo spiraglio per trovare la pace è minimo e Salvini già serra i ranghi per prepararli allo scossone: «Ci sono capitani, generali e marescialli, ma la forza della Lega è la truppa, è il popolo».
(da La Stampa)
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