VANNACCI ORA ATTACCA ANCHE IL CANDIDATO GOVERNATORE DEL CENTRODESTRA IN TOSCANA: “HA PATROCINATO IL GAY PRIDE”
CENTRODESTRA DA DELIRIO TRA FAIDE INTERNE E FUGHE: LA TOSCANA SVELERA’ QUANTO CONTA DAVVERO VANNACCI, OVVERO UNA MAZZA
L’ennesimo sgambetto di Roberto Vannacci. Questa mattina, l’ex generale e
vicesegretario del Carroccio è tornato a far discutere, dicendosi «imbarazzato» per quella volta in cui il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, oggi candidato alla presidenza della Regione per la coalizione di centrodestra, «aveva patrocinato il gay pride».
Il riferimento è al corteo che si è svolto tra Prato e Pistoia lo scorso giugno, durante il mese internazionale dell’orgoglio Lgbtq+, che aveva radunato oltre 30mila persone nelle due città.
Una sfilata arcobaleno che già allora aveva creato malumori all’interno del centrodestra toscano (soprattutto nella Lega) proprio per il patrocinio ufficiale arrivato da Tomasi, oggi candidato in quota Fratelli d’Italia.
Una scelta che, per molti, cozzava con i valori e i principi da sempre rivendicati dal partito di Giorgia Meloni.
Ieri il diverbio su «Piazza della passera»
In realtà, quella di stamattina ha tutta l’aria di una frecciatina: solo ieri, il primo cittadino di Pistoia aveva preso le distanze da un post sessista pubblicato dall’ex generale Vannacci, in cui scherniva la sindaca di Montopoli in Val d’Arno, Linda Vanni, e l’assessora regionale della Toscana (nonché candidata del Pd alle prossime elezioni) Alessandra Nardini.
La campagna elettorale turbolenta
In realtà, i contrasti vanno ben oltre questi due episodi. La campagna elettorale in Toscana è stata complicata per il centrodestra, a partire dal caso di Fratelli d’Italia a Prato. Qui il partito puntava a vincere con il capogruppo in Consiglio comunale Tommaso Cocci, ma una faida interna lo ha travolto: accuse pesanti (pedofilia, droga, massoneria) e minacce come «ti distruggeremo la vita» lo hanno costretto a ritirarsi dalla corsa. Poi le tensioni nella Lega, dove alcune consigliere comunali hanno lasciato il partito in aperto dissenso con la linea rappresentata dal generale Roberto Vannacci, responsabile della campagna elettorale in Toscana. Una serie di inciampi che hanno
reso la corsa ancora più complessa, in una partita che, peraltro, non aiuta alimentando così la riconferma del presidente uscente Eugenio Giani.
(da agenzie)
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