ABUSI SESSUALI DI GRUPPO SU UNA TREDICENNE
Maggio 7th, 2008 Riccardo FucileIL GIUDICE DI ANCONA CONDANNA 11 MINORENNI AD ANDARE BENE A SCUOLA E A…TANTE COCCOLE
Nel 2006, in un parco di Ancona, avevano in 12, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, stuprato una 13 enne e avevano pure immortalato la scena coi loro videotelefonini, per farne motivo di vanto con gli amici. Si sono presentati, qualcuno con piercing, qualche altro con pettinature originali, all’udienza fissata dal tribunale di Ancona; il giudice avrebbe potuto processarli per violenza sessuale singola e di gruppo, lesioni psicologiche gravissime, detenzione di materiale pedopornografico. Ha deciso invece di dar loro la possibilità di evitare il processo, concedendo “la messa in prova” per un periodo tra i 6 mesi e 1 anno. Se si atterranno al “percorso” suggerito, eviteranno ogni conseguenza ulteriore, basta “rigare dritto”, secondo i canoni del Tribunale. Ovviamente tutti gli imputati hanno aderito alla proposta ( strano eh?), salvo un diciassettenne che nel settembre scorso è precipitato dalla finestra della sua abitazione e che il buon Dio ha richiamato a sè, risparmiandoci la sua presenza terrena.
I vincoli “severi” stabiliti dal tribunale sono i seguenti. Rientrare a casa prima delle 22 dal lunedì al giovedì, estensione alle 24 per venerdì, sabato e festivi, in modo da non impedire di andare a divertirsi il fine settimana. Se accompagnati dai genitori nessun limite di orario per il rientro (non vorrete mica costringere i genitori a rientrare di corsa dalla discoteca… meglio la famiglia unita nel divertimento). Continua »
bullismo, di precaricazione verso i più deboli e i portatori di handicap, di stupri, di rapine e scippi perpetrati da minorenni: ormai addirittura sotto la soglia dei 14 anni di età . Quando accadono i fatti più gravi, quelli che “turbano” l’opinione pubblica, ascoltiamo interviste a genitori ” che non immaginavano” e “non sapevano”, a madri che dichiarano ” non posso credere che mio figlio abbia commesso un fatto del genere”, a padri che li giustificano. E allora ecco le solite stronzate ” è colpa della scuola”, ” è causa della società “, mai una volta che tali comportamenti siano determinati dal fatto che madri e padri se ne fottono della educazione dei figli, pensando che basta riempirli di soldi per adempiere al proprio ruolo, invece che dialogare con loro, fissando rigidi paletti educativi e comportamentali. Il ruolo “autorevole” e di “esempio” del padre è scomparso, troppo presi come sono gli uomini a fare quattrini, quello ” di seguire l’educazione dei figli” della madre è andato in archivio da tempo, per rincorrere il mito della “donna in carriera”. E poi tutti davanti alla TV a rincoglionire immaginando per i figli un futuro da velina, da cantante, da ballerino, da suonatore di cornamuse o da raccattapalle.