TANGENTI MENSOPOLI: GLI INQUISITI CONFESSANO
Maggio 24th, 2008 Riccardo FucileL’INCHIESTA SI ALLARGA: UNA STRUTTURA PARALLELA AVREBBE PRESO DECISIONI PER ALTRI APPALTI DI MILIONI DI EURO…”ALLA POLITICA SERVONO SOLDI”… LA VINCENZI TENTA UN DISPERATO RIMPASTO IN GIUNTA
L’imprenditore Roberto Alessio, gli ex cons. com. diessini Massimo Casagrande e
Claudio Fredrazzoni, sono stati interrogati ieri a Palazzo di Giustizia, nell’ambito dello scandalo Mensopoli che sta travolgendo la Sinistra genovese. Alessio ha ammesso di aver consegnato 20.000 euro a Stefano Francesca che gli avrebbe chiesto soldi per la campagna elettorale della sindaco Vincenzi, ma in realtà il Francesca quei soldi se li sarebbe intascati, forse dividendoli coi suoi “compagni di merendine”. La Vincenzi nega che siano mai stati versati al suo Comitato elettorale. Sone le indiscrezioni che trapelano dalla prima giornata di interrogatori, i cui verbali sono stati secretati.Tutti gli imputati avrebbero parzialmente ammesso quanto era emerso dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, dando magari interpretazioni personali e diverse ai fatti contestati. Casagrande avrebbe cercato di ridimensionare il suo ruolo a semplice “commensale” di qualche cena, mentre burrascoso sarebbe stato l’interrogatorio di Fedrazzoni accusato di aver intascato una tangente di 219mila euro per aver favorito Alessi nell’appalto mense della Asl 2 di Savona: secondo l’accusa una parte di questa cifra il Fedrazzoni l’avrebbe dovuta girare a Profiti, presidente del Bambin Gesù e uomo vicino al card. Bertone ( il Vaticano ha preso ieri una netta posizione di estrema fiducia verso Profiti). La somma sarebbe stata pagata in più tranches. Continua »
I dati sono quelli ufficiali della relazione messa a punto dal Comitato istruttorio per l’amministrazione di viale Mazzini e composto, in formazione bipartisan, da Sandro Curzi, Marco Staderini, Nino Rizzo Nervo e Giuliano Urbani. Fatto un piccolo “inventario” di tutti coloro che, a vario titolo, lavorano in Rai, si arriva alla cifra pazzesca di 56.248 dipendenti, così suddivisi: 11.250 sono i dipendenti a tempo indeterminato, 1.998 quelli a tempo determinato. A cui vanno aggiunti circa 43mila con contratti di collaborazione. Come una media città italiana. Scendiamo nel dettaglio: la Direzione produzione Rai conta 3.851 persone, appena 800 in meno dell’intero gruppo Mediaset, cioè del principale concorrente, che ha a libro paga in totale 4.635 dipendenti. Si parla tanto di tagliare i rami secchi, ma l’azienda, non contenta di un’orchestra sinfonica di ben 116 elementi, peraltro inutilizzata da anni, ne mette sotto contratto un’altra, leggera, di 16 strumentisti. A Bolzano poi lavorano ben 5 annunciatori e a Firenze persino un geometra (sic).