Gennaio 28th, 2011 Riccardo Fucile
I DOCUMENTI TAROCCO DEL FATTORINO FRATTINI E DEL MANOVALE LAVISOLA SI RITORCONO CONTRO IL MANDANTE DEL BUNGA BUNGA… ORA ANCHE BOSSI FRENA SULLE DIMISSIONI DI FINI: “BISOGNA FARE MENO CASINO E ABBASSARE I TONI”… HANNO FATTO LA FINE DEI PIFFERAI DI MONTAGNA: PARTITI PER SUONARE, SONO TORNATI SUONATI
Il contenuto degli atti inviati dal governo di Santa Lucia circa la titolarità delle
società off-shore che si sono succedute nella proprietà dell’immobile di Montercarlo ereditato da An nel 1999 “appare del tutto irrilevante circa il ‘thema decidendum'”.
E’ quanto sostiene la procura di Roma nelle deduzioni che hanno accompagnato la trasmissione degli atti al gip che dovrà pronunciarsi sull’opposizione alla richiesta di archiviazione delle posizioni di Gianfranco Fini e di Vincenzo Pontone.
E intanto, il leader della Lega Bossi frena sulla vicenda Fini: “Io penso che bisogna fare meno casino e abbassare i toni”, risponde ai giornalisti, all’indomani della tempesta di ieri alla Camera.
La richiesta di dimissioni era arrivata dopo che il ministro degli Esteri Frattini si è presentato in Senato a rispondere sul caso dell’appartamento del cognato di Fini, ma senza rivelare il contenuto dei documenti dello Stato caraibico.
Contenuti in pratica inesistenti, visto che nei fatti riciclano quelli precedenti, senza alcun appoggio probatorio.
Il solito tentativo di gettare fango sugli avversari per far dimenticare gli scandali che stanno sommergendo il partito degli accattoni.
Le opposizioni avevano ieri abbandonato l’aula per protesta, mentre il Fli aveva attaccato il premier “suo il dossieraggio” e il ministro degli Esteri “inadeguato, ha infangato la diplomazia”.
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Gennaio 28th, 2011 Riccardo Fucile
NEL MATERIALE SEQUESTRATO PRESSO L’ABITAZIONE GENOVESE DI RUBY IL BIGLIETTO DA VISITA PERSONALE DI FRANCESCO BELSITO, SEGRETARIO AMMINISTRATIVO DELLA LEGA….ORA POTREBBE ESSERE CHIAMATO A SPIEGARE IL SUO RAPPORTO CON LA RAGAZZA… BELSITO E’ NOTO PER LA SUA LAUREA FANTASMA
Scrive Massimo Martinelli sul “Messaggero” che tra il materiale trovato dagli inquirenti presso l’abitazione genovese di Ruby ci sono anche “i biglietti da visita di personaggi istituzionali, che potrebbero essere chiamati a spiegare i loro rapporti con la ragazza”.
“Uno è intestato al sottosegretario ‘dott. Francesco B. — Presidenza del Consiglio dei Ministri’ e un altro ‘Silvio C. . Ufficio di Polizia Giudiziaria’”.
Chi è Francesco B sottosegretario a Palazzo Chigi?
L’unico compatibile, tra quelli che figurano nell’organigramma governativo, è Francesco Belsito, genovese, sottosegretario alla presidenza del Consiglio per la Semplificazione Normativa, nominato il 22 febbraio 2010 al posto dello scomparso Maurizio Balocchi.
Belsito è esponente di spicco della Lega Nord: segretario amministrativo del partito, ovvero tesoriere, appartiene al cosiddetto “cerchio magico” che tutela il Senatur Bossi da quando si è ripreso dopo la malattia.
Come scriveva Tonia Mastrobuoni sul “Riformista” del 21 luglio 2010, “il ‘cerchio’ può contare su alcuni uomini chiave nella galassia leghista, a partire dal neo-tesoriere Francesco Belsito”.
Il “cerchio” è composto dalla pasionaria Rosy Mauro, i capigruppo Bricolo e Reguzzoni, il governatore piemontese Cota, e secondo le voci di palazzo rende conto solo alla moglie di Bossi.
Belsito è noto più che altro per aver fatto da autista ad Alfredo Biondi, quando era iscritto a Forza Italia, e per aver fatto da buttafuori in discoteca a Genova.
Passato con la Lega era diventato collaboratore dell’ex segretario amministrativo, Maurizio Balocchi, per poi prenderne il posto.
Belsito è noto alle cronache genovesi, oltre che per posteggiare la sua Porsche Cayenne negli spazi riservati alla Questura di Genova, suscitando le proteste degli agenti, per essersi definito laureato nel profilo della pagina del Governo.
In realtà , più volte sollecitato dalla stampa locale a mostrare la laurea, non l’ha mai esibita, anche perchè, per farla vedere, bisognerebbe averla conseguita.
Studi interrotti al’Università di Genova, Belsito prima sostenne di essersi laureato a Malta, poi in Inghilterra, in una università mai però indicata.
Ne ha parlato persino l’Espresso di questa vicenda, non solo noi più volte.
Il fatto che Ruby avesse il suo biglietto da visita non ci stupisce: conoscendolo, è evidente che Ruby voleva da lui consigli su come laurearsi velocemente senza che nessuno se ne accorgesse.
Sul genere delle lezioni non entriamo nel merito.
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Gennaio 28th, 2011 Riccardo Fucile
NELLE TELEFONATE EMERGE ANCHE CHE IL CASO RUBY ERA OGGETTO DI PREOCCUPAZIONE PER IL PREMIER ANCOR PRIMA CHE NE PARLASSERO I GIORNALI… LA CORSIA PREFERENZIALE IN QUESTURA E IL DIFFICILE RAPPORTO TRA BERLUSCONI E IL RISPETTO DELLE REGOLE ISTITUZIONALI
Non solo la telefonata alla Questura di Milano con «la balla» (parola del
questore) su Ruby «nipote di Mubarak».
Dai nuovi atti inviati dai pm alla Camera, emergono altri episodi (alcuni piccoli, altri di maggior spessore) di un difficoltoso rapporto del premier con le regole dei rapporti istituzionali.
Il primo si percepisce nelle telefonate successive all’arresto il 3 agosto 2010 del dominicano Carlos Ramirez de la Rosa, cioè del fidanzato di Marystelle Garcia Polanco (una delle ragazze delle feste), trovato in possesso di 12 chili di cocaina (costatigli proprio ieri in primo grado 8 anni di carcere con il rito abbreviato).
Erano i giorni in cui l’uomo guidava una Mini Cooper verde affidatagli dalla Polanco, che a sua volta l’aveva avuta in prestito dall’ignara Minetti.
Nicole, che il 3 agosto era in vacanza alle Seychelles, racconta alla Polanco chi l’aveva avvisata dell’arresto e cosa (apparentemente un «falso») le sarebbe stato indirettamente raccomandato dal premier per allontanare da lei i sospetti.
«A un certo punto – dice Minetti – ero a cena, mi chiama la Barbara Faggioli (altra ragazza delle sere ad Arcore, ndr) e mi dice che lui (Berlusconi, ndr) l’ha chiamata e gli ha detto “chiama subito la Nicole e digli che deve denunciare la scomparsa della macchina”».
Significherebbe dire il falso, perchè Minetti non era stata derubata dell’auto, l’aveva invece incautamente prestata alla stessa Polanco che a sua volta l’aveva data al proprio fidanzato.
Minetti prosegue il racconto alla Polanco: «Allora io ho provato a richiamarlo e lui (il premier, ndr) non mi rispondeva, non mi rispondeva, l’ho richiamato e mi ha detto questa cosa, era già incazzato nero».
Quale cosa? Che cosa dice alla Minetti?
«Lui mi chiama e mi dice: “Guarda che mi ha chiamato un giornalista e mi ha detto che è successo questo e questo e questo, che hanno fermato un individuo sulla tua macchina con degli stupefacenti e che non è la prima volta. Subito fai questo, subito…”».
Cioè la denuncia della scomparsa dell’auto, che invece la Minetti non farà , certa di poter dimostrare (come avvenuto) di essere estranea all’uso della sua auto prestata due volte.
Il secondo episodio riguarda invece la raccomandazione del premier di cui Polanco si giova quando il 4 dicembre 2010 cerca e trova, presso il prefetto di Milano, una corsia preziosa (due colloqui diretti con Gianvalerio Lombardi) per ottenere la cittadinanza italiana, senza però raggiungere il risultato voluto perchè il prefetto correttamente poi le spiega che non ci sono i presupposti (10 anni di permanenza in Italia).
Alle tre del pomeriggio una voce da Palazzo Grazioli (una delle residenze del premier) chiama la Polanco: «Buonasera, le dovrei dare il numero di telefono del prefetto Lombardi».
Polanco chiama il giorno dopo e a risponderle è la segretaria del prefetto, che inizialmente frappone il filtro ovvio per ogni cittadino comune.
Fin quando però la segretaria – di fronte alla ragazza che insiste per «parlare personalmente con il prefetto, mi hanno dato questo numero…» – le chiede quasi una parola d’ordine evidentemente attesa perchè preannunciata.
«Sì, ma da parte di chi le hanno dato questo riferimento? Qualcuno che lei mi può essere d’aiuto, mi scusi, come riferimento?».
La ragazza allora si apre: «Io la chiamo da parte del presidente Berlusconi, non lo so se era giusto dirlo a lei».
Ma certo che era giusto, «signora – le spiega la segretaria del prefetto – me lo deve dire perchè ovviamente io ho avuto questo input ma… se lei non mi diceva questo… lei è la signora Garcia?».
In un attimo la telefonata passa al prefetto, che fissa un appuntamento alla ragazza, per poi congedarsi con un «grazie, mi saluti pure il presidente».
Ma la cortesia del prefetto non andrà oltre: il 17 dicembre le comunica che «io ho fatto fare le verifiche e purtroppo non ci sono i 10 anni di continuità ». Nonostante ciò, la ragazza tornerà a insistere e otterrà un secondo appuntamento dal prefetto, la cui segretaria il 13 gennaio le farà una cortesia logistica: «Lei lo sa che può entrare in macchina, non perda tempo a cercare parcheggio, può entrare in Prefettura con la sua auto».
Si moltiplicano, intanto, gli episodi che segnalano un tramestio di iniziative variamente difensive in epoca antecedente all’emergere dell’inchiesta su Il Fatto il 26 ottobre o a ridosso di sue tappe rilevanti.
Già erano emersi l’interrogatorio fantasma di Ruby la notte del 6 ottobre, la convocazione ad Arcore che il 15 gennaio Berlusconi (tramite Barbara Faggioli) fa delle ragazze perquisite il giorno prima, il mistero del verbale di indagini difensive reso ai legali del premier Ghedini e Longo da Barbara Guerra ma trovato a casa della Polanco e per giunta senza le firme nè della ragazza nè degli avvocati indicati nell’atto come coloro che avevano posto le domande.
E ancora le telefonate dal 7 al 12 gennaio tra Ruby e il suo ex avvocato Luca Giuliante nelle quali la ragazza chiede un aiuto economico che asserisce in passato già intermediato da «un avvocato» e accenna a «una grossa somma», gli appunti sequestrati il 14 gennaio a Ruby insieme a 20mila euro in contanti, con le note su «70.000 euro conservati da Dinoia», «170.000 euro conservati da Spinelli» (tesoriere di Berlusconi, ndr) e «4 milioni e mezzo da Silvio Berlusconi ke ricevo tra 2 mesi».
Adesso le intercettazioni colgono altri due passaggi.
Il primo segnala che già nella festa ad Arcore del 18 ottobre 2010 (una settimana prima che il caso diventasse pubblico) Nicole Minetti e le altre ragazze sapevano di un grosso problema creato dalle dichiarazioni di Ruby. Minetti il giorno prima spiega infatti alla Polanco che «lui me lo ha detto… è per questa cosa qua… perchè è successo un po’ un casino… perchè ‘sta stronza della Ruby… Ma comunque guarda che io oggi vado da quello che la segue… praticamente mi dice tutto quello che lei ha detto alla sua amica».
E la notte dopo, finita la festa, alcune ragazze in auto si abbandonano a lazzi e frizzi insultanti nei confronti proprio «della Ruby faccia di m…».
Sempre quel 17 ottobre, alle ore 18.18, Minetti telefona al direttore del Tg4, Emilio Fede, informandolo che «io sono qua in questo preciso momento da Luca Giuliante che ti saluta» (in quel momento Giuliante, legale di Lele Mora in altri procedimenti, assiste anche Ruby).
Fede sa di cosa si parla: «Ah sì, eh, per quella vicenda lì, eh… La sto seguendo anch’io su un altro fronte».
Minetti: «Eh immagino… c’è da mettersi le mani nei capelli».
Fede concorda: «Sì, c’è da mettersi le mani nei capelli… Eh io parlo… ti dico subito… ci sono… nell’entourage tre telefoni sotto controllo da parte…». Minetti: «Ah sì?».
Fede: «Sì, sì, poi ti dico. Io non ho avuto notizie, ma lui stasera mi aveva accennato che ci vedevamo stasera (…) No, gli devo parlare assolutamente… per fortuna ho trovato delle strade…».
Luigi Ferrarella
Giuseppe Guastella
(da “Il Corriere della Sera“)
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Gennaio 28th, 2011 Riccardo Fucile
LE CARTE SOLLECITATE DA FRATTINI NON SCIOLGONO I DUBBI SULL’EFFETTIVA PROPRIETA’ DELL’APPARTAMENTO EX-AN, ANCHE PERCHE’ NON AGGIUNGONO NULLA DI NUOVO… SEMMAI PONGONO INTERROGATIVI SULL’INSOLITA PROCEDURA SEGUITA DA FRATTINI
Sarà pure «ininfluente», per dirla con la Procura di Roma che ha girato il carteggio del ministro degli Esteri Franco Frattini al gip, che il 2 febbraio dovrà decidere sull’archiviazione di Gianfranco Fini e Francesco Pontone. Forse inutile dal punto di vista giudiziario, di certo con tanti buchi neri che non sciolgono i dubbi sull’effettiva proprietà dell’appartamento di Montecarlo di Giancarlo Tulliani, genero del presidente della Camera.
Alla fine, la «prova regina» sussurrata in questi giorni da esponenti di governo, in realtà si è rivelata essere soltanto un grande atto di fede, di fiducia in Stephenson King, il primo ministro di Santa Lucia, lo statarello dei Mar dei Caraibi che sui segreti delle società off shore ha fatto la sua fortuna. Che, in una lettera inviata al ministro degli Esteri Frattini, sostiene che le società coinvolte nella proprietà e gestione dell’appartamento di Montecarlo sono riconducibili a Giancarlo Tulliani.
Inspiegabilmente, Santa Lucia si è spinta a giurare che l’«utilizzatore beneficiario» delle società in questione è il genero di Gianfranco Fini.
«Caro ministro Frattini, facendo seguito alla sua richiesta riguardante la questione delle indagini relative alle compagnie Printemps ltd, Timara ltd e Jaman Diretctors…».
Già l’incipit della lettera del primo ministro di Santa Lucia – datata 10 dicembre è arrivata alla Farnesina il 20 e tenuta fino a ieri da Frattini in cassaforte – è destinato a sollevare perplessità .
Sono stati utilizzati i canali diplomatici?
E’ stata attivata una rogatoria internazionale, i ministri di Giustizia sono stati coinvolti?
E perchè Frattini sollecita il premier di Santa Lucia sulla questione Montecarlo?
E per quale motivo il carteggio non passa attraverso la posta diplomatica?
Nella lettera di Stephenson King si riporta e allega quell’appunto riservato del 16 settembre scorso del procuratore generale e ministro di Giustizia Rudolph Francis «recuperato» da un personaggio ambiguo che si chiama Valter Lavitola, e che è direttore di un giornale che si chiama «L’Avanti».
E che già allora affermava il coinvolgimento di Giancarlo Tulliani nelle società «legate all’acquisto di un appartamento che era di proprietà di un partito politico italiano, che si trova a Monaco».
Il Guardasigilli di Santa Lucia riassumeva la polemica sul prezzo incongruo dell’appartamento.
A distanza di quattro mesi, il premier dello Stato caraibico non aggiunge nulla di nuovo rispetto alla lettera di settembre del suo ministro di Giustizia: «Lo scopo delle nostre indagini era accertare che le compagnie e i loro agenti fossero in regola con le nostre leggi. E dunque è venuta meno la nostra intenzione di occuparci ulteriormente della vicenda».
Guido Ruotolo
(da “La Stampa“)
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Gennaio 28th, 2011 Riccardo Fucile
SECONDO LUIGI CANCRINI, PRESIDENTE DEL CENTRO STUDI DI TERAPIA FAMILIARE E DI RELAZIONE “IL PREMIER PERDE IL CONTROLLO SE NON DISPONE DELLA SOSTANZA DA CUI DIPENDE. E’ COME UN TOSSICOMANE”
Luigi Cancrini, psichiatra e presidente del Centro Studi di Terapia Familiare e
Relazionale, ha tracciato il profilo psicologico del Presidente del Consiglio, affetto da un profondo narcisismo patologico che reca danni a se stesso e alla collettività .
“Un uomo adulto che per mesi ospita una minorenne assistito da un codazzo di persone non ha padronanza dei suoi comportamenti”, spiega Cancrini.
“In psichiatria succede in una situazione di ‘disturbo di personalità ‘ in cui gli individui perdono il controllo se non dispongono della sostanza da cui dipendono. Come un tossicomane”.
E cosa accade?
La persona non è più in grado di agire nel proprio interesse, nè tanto meno in quello collettivo. Nel caso di Berlusconi questo si ripercuote sul suo ruolo istituzionale. Mi pare ci siano elementi di preoccupazione psichiatrica, sta veramente male. E l’aspetto sessuale è soltanto una parte del problema. Date le evidenze, dovrebbe essere sottoposto a un controllo.
Eppure c’è chi continua a difendere il suo atteggiamento spregiudicato. Anzi, il ruolo di tombeur de femmes suscita ancora molte invidie.
Berlusconi ha tutte le caratteristiche cliniche del ‘disturbo narcisistico di personalità ‘ dalla smisurata richiesta di ammirazione alle fantasie di potere e successo illimitati. Oltre a questo ha evidenziato in più occasioni tratti antisociali che emergono nell’attitudine alla menzogna spudorata e nel comportamento con le minorenni. Nutre per sè una tolleranza straordinaria e sviluppa paranoie di complottismo, ad esempio contro i magistrati. Tutto questo lo porta a manipolare la realtà .
Crede che la sua situazione clinica potrebbe degenerare?
Più di così credo sia difficile. Non capisco come riesca a vivere: sa di essere in una condizione di costante sorveglianza, eppure si mette nei pasticci chiamando al cellulare escort e ragazze. Potrebbe arrivare fino alla confusione mentale e alla totale perdita di controllo di sè, ma finchè la sua corte gli consente di rimanere nel suo mondo immaginario manterrà un certo equilibrio.
Viste le condizioni psichiche in cui versa perchè il suo entourage non se ne preoccupa?
Ho l’impressione che sia composto di persone legate a lui a doppio filo che non intendono metterlo in discussione.
Per la ex moglie Veronica Lario aveva bisogno di cure.
Infatti. Lei ci ha provato e lui l’ha eliminata, non è in grado di reggere una critica così aperta. E rifiuterebbe qualsiasi tipo di verifica medica, come chi è affetto da patologie psichiatriche gravi.
Lei ha studiato anche i disturbi della personalità che affliggevano i grandi dittatori della storia. C’è un tratto in comune che li lega anche a Berlusconi?
Oltre alle paranoie e al narcisismo, quelle dei despoti sono patologie legate a un esercizio del potere in cui sono stati smarriti i limiti del buonsenso. Ma un tratto comune a tutti c’è: nessuno di loro ha avuto a fianco una sola donna, ma tante o nessuna. Non c’è una compagna che sia rimasta con pienezza di diritti accanto a loro. Il sintomo è l’incapacità di vedere il rapporto con l’altro sesso in maniera paritaria che lascia spazio all’idea della donna oggetto. Il ‘culo di Ruby’, del resto, appartiene a fantasie primitive e immature.
Quali sono le conseguenze istituzionali nel caso del premier?
E’ un uomo ricattabile, non libero, e non riesce ad avere una visione realistica del mondo. Manifesta una ostinata negazione dell’esistenza della crisi, non capisce. E ciò che pare legato al tentativo di mistificare è, più semplicemente, la difficoltà a percepire la realtà .
Questo tipo di patologia ha anche generato una spirale ricattatoria nei suoi confronti, dalle escort fino a Lele Mora ed Emilio Fede. La patologia fa abbassare la soglia di attenzione nei confronti di chi ne diventa complice?
Si perchè prende corpo una distorsione cognitiva nella percezione della realtà . Chi ne è affetto è magnanimo con chi lo adora e tremendo con chi gli si oppone, non ha capacità di valutare oggettivamente il significato dei comportamenti degli altri e diventa facile vittima di piaggeria.
Il premier ha dichiarato di avere una fidanzata. Perchè ha scelto di scagionarsi così da tutte le accuse?
Probabilmente è un consiglio che ha ricevuto. Il messaggio era ad usum della televisione e colpisce la fantasia, come se vendesse un prodotto. Ma credo che sia stato un autogol, l’escamotage della compagna fissa non ha nessuna credibilità .
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Gennaio 28th, 2011 Riccardo Fucile
PARLANO LE RAGAZZE CHE PARTECIPAVANO AI FESTINI DI BERLUSCONI: “VOGLIAMO SOLDI, CASE, INCARICHI”….SCAMBIO TRA SESSO E SEGGI PUBBLICI…”SE PENSO CHE STASERA DEVO ANDARE AD ARCORE MI VIENE DA VOMITARE”
Denaro per ottenere il silenzio di chi minaccia di parlare troppo.
Accade a Ruby. Cosmesi dei fatti, testimonianze e ricordi falsificati per eclissare i reati.
Accade alle ospiti fisse del “relax” del presidente del Consiglio acquartierate nella Dimora Olgettina, Milano Due.
Reati per proteggere le riprovevoli ossessioni di Berlusconi, le assai discusse “scene hard” del presidente, gli “strusciamenti”, i toccamenti che decidono chi dovrà restare per la notte e per quanto sarà ricompensata.
Sono assilli, tormenti, manie da kamasutra chimico, che ad Arcore diventano la legge per tutte le partecipanti.
È il codice che accetta anche N. T.. Ha appena 21 anni e nemmeno il becco di un quattrino.
Va ad Arcore perchè Aris, l’amica di un tempo, le ha detto che può tirar su “cinquemila euro in una notte se fa sesso con il presidente”.
N. entra a Villa san Martino pronta a tutto, ma si smarrisce per timidezza, quando viene travolta dal triste spettacolo del “bunga bunga” (“Non sai che cos’è? Ma da dove vieni, tu?”) e ritrova se stessa per dignità quando guarda da vicino quel “vecchio”.
N. è un’eccezione, la mosca bianca perchè tutti, tutti, le ragazze certo, ma non solo loro, vogliono arraffare quel che si può: denaro, gioielli, magari una casa, un “prestito infruttifero” o incarichi politici o un seggio in Parlamento, qualcuna con il sorriso e una deliberata sottomissione, qualcun’altra con il piagnisteo, tutte pronte al ricatto.
Con il ricatto, soprattutto.
Lo covano freddamente, con lucidità .
Sono giovani e “Papi è vecchio”, dicono, “e se il governo cade e se gli succede qualcosa? Che cosa mi ritrovo io che in qualche mese non ho nemmeno i soldi per fare il pieno di benzina?”.
Le carte che il Paese sta leggendo lasciano “il re nudo”.
Lo spettacolo inquieta.
Berlusconi è come sorpreso in piena luce nella sua sbalorditiva vulnerabilità , dimentica di ogni responsabilità pubblica; colto in una sexual compulsivity che nessuno dei suoi prossimi o complici ha nè la voglia nè la convenienza di contenere.
Si scorge il capo del governo muoversi come prigioniero di una coazione all’illegalità .
Frequenta e fa sesso con una prostituta minorenne; manipola le indagini quando scopre che Ruby ha parlato con i pubblici ministeri di Milano; corrompe i testimoni, trucca le testimonianze; si ingegna per liberare una sua amica (Maristella Polanco) da un affare di droga e, spensierato, la consegna poi al prefetto di Milano per farle ottenere la cittadinanza italiana, come se quella giovane donna (30 anni) non avesse per compagno un trafficante di cocaina (ora in galera).
Il giorno dopo le perquisizioni (14 gennaio) convoca tutte le ragazze, le accoglie ad Arcore con i suoi avvocati.
Nelle loro case si troveranno poi alcuni verbali d’indagini difensive che non sono stati presentati.
Quasi fossero delle bozze che le ragazze dovevano mandare a memoria. Tutte le ragazze sanno che Ruby ha parlato.
Nei loro conciliaboli “quella stronza” ritorna ossessivamente e, incaute, confermano dettagli delle sue rivelazioni: “Lo sai che ha parlato anche di Aida (Yespica)?”.
Berlusconi sa dai primi giorni di ottobre che Ruby se l’è cantata con i pubblici ministeri in un paio d’interrogatori tra luglio e agosto.
Nicole Minetti ne parla con Emilio Fede e il direttore del Tg4 sembra saperla lunga: “C’è da mettersi le mani nei capelli… tre telefoni dell’entourage sono sotto controllo, ma meno male che ho trovato io una strada… “.
Lo stato delle cose dovrebbe consigliare al capo del governo prudenza, misura, oculatezza.
Se non per custodire il decoro e l’onore del suo incarico, per proteggere se stesso, per tenersi lontano dal gorgo che lo annienterà . Non se ne cura.
Gli accadimenti, che – raccontano le carte – vive con apprensione, non lo dissuadono da una esaltazione oppressiva.
Corre sempre la stessa corsa, come il criceto sulla sua ruota.
Una telefonata dell’11 gennaio di quest’anno sarebbe sconcertante, se il premier avesse amici attenti al suo destino e non solo yes man e saprofiti. Accade questo.
Lo “scandalo Ruby” è esploso da due mesi, il premier è in affanno, i cortigiani gli stanno inventando una fidanzata per rendere credibile la fiction apparecchiata da Alfonso Signorini, e lui che cosa fa?
L’uomo che governa il Paese è “presissimo da una nuova”.
Chi è la new entry? Non si deve immaginare una maschera presentabile. Niente di questo.
È un’altra “scappata di casa”, proprio come Ruby-Karima: è una replica della pericolosa minorenne “esfiltrata” dalla questura con la concussione dei funzionari di polizia, con la “balla” della “nipote di Mubarak”.
“È presissimo”. Sono parole di Nicole Minetti, indagata con il premier per induzione alla prostituzione.
Dice Nicole alla sua assistente, Clotilde: “Lui è presissimo da quella, è una montenegrina. Sì vabbè, ma è una scappata di casa, io l’ho vista è una zingara, cioè hai presente una zingara?”.
Clotilde: “Eh appunto, è il suo tipo no? Non è il suo tipo?”.
Nicole: “Sì, sì ma infatti, più è disperata meglio è, per lui”.
Clotilde: “Finchè non lo metterà nei casini, questa sarà il suo tipo”.
Lasciamo perdere i toni razzisti, la rivelazione di Nicole ci dice quanto Silvio Berlusconi menta senza pudore.
Le sue parole palesano quanto egli sia ormai un uomo che ha perso il controllo di se stesso.
Lo ricordate quando affronta le tv con piglio padronale?
“Su quanto avviene a casa mia non devo chiarire niente perchè da me entrano solo persone che si comportano bene”.
Viene da chiedersi: quale gorgo psichico o incivile spudoratezza nasconde quella sua frase?
Ascoltiamo l’ultima testimone, N. T.: “Quella sera eravamo una ventina di ragazze a cena, molte straniere, e c’era il presidente, c’era Emilio Fede e c’era il cantante napoletano Apicella…. Dopo la cena il presidente ha detto “Ora andiamo tutti a ballare in discoteca”, ha usato anche il termine Bunga Bunga, ma io non so cosa significhi. (…) Mentre noi ballavamo, il presidente e Emilio Fede erano seduti e guardavano (…) alcune delle ragazze che facevano lo spogliarello e che erano poi nude si avvicinavano al presidente, che gli toccava il seno o le parti intime o il sedere (…) Io non ho avuto il coraggio di fare una cosa del genere perchè sono timida e quindi non mi sono spogliata, nè mi sono fatta toccare dal presidente. Avevo saputo da Aris che alle ragazze venivano date dal presidente delle buste contenenti denaro. Aris mi ha confidato di avere ricevuto molte volte delle buste contenenti denaro dal presidente, perchè Aris mi aveva detto di essere andata a letto col presidente in più occasioni… mi diceva però che andare a letto col presidente era stressante. Stressante, sì, perchè mi diceva che durava un bel po’ perchè il presidente aveva rapporti sessuali non solo con Aris, ma contestualmente anche con altre donne. Io sapevo che cosa mi sarebbe potuto capitare, cioè di fare sesso col Cavaliere anche in presenza di altre donne, ero preparata psicologicamente, ma quando sono arrivata lì è prevalsa la mia timidezza. E poi, vedendolo di persona sinceramente, nonostante il denaro che avrei potuto ricevere, io sinceramente non me la sono sentita”.
Quando accade tutto questo?
Il 6 gennaio di quest’anno, la notte della Befana, la notte che chiude il Natale, una delle notti in cui gli avvocati trattano con Ruby la sua buonuscita miliardaria.
Sempre negata, ma confermata dalle carte.
Da un appunto a casa di Ruby.
Che ha già ha intascato centinaia di migliaia di euro e si attende “nei prossimi mesi, quattro milioni e mezzo”.
Le carte mostrano Ruby che pretende dall’avvocato di Lele Mora (Luca Giuliante) e dall’avvocato che le è stato assegnato (Massimo Dinoia) che si muovano, in fretta, e le facciano avere quel che lei si aspetta.
Tutti in questa storia si attendono qualche cosa e non soltanto “le buste”.
Gli appartamenti della Dimora Olgettina sono gonfi di buste, ce ne sono dappertutto.
Le ragazze non si prendono neanche la briga di aprirle.
Il contenuto è segnato sopra con un numero: 5 (cinquemila), 10 (diecimila), tutte banconote viola da 500.
Barbara Faggioli nasconde il suo “tesoretto” dentro la fodera del cuscino, chi lo sa perchè. Le buste sono l’ordinarietà .
Quel che pretendono dal Drago al quale si sono concesse è ben altro.
È la straordinarietà di un finanziamento a fondo perduto per una speculazione immobiliare; un attico in centro; un ingaggio in Mediaset; un lavoro per il papà .
E poi, chi ha tenuto un libro in mano pensa di aver diritto ad ottenere da “papi” un incarico pubblico, una responsabilità nel Pdl, un seggio parlamentare.
Perchè no, un ministero.
In fondo, discutono tra loro Barbara Faggioli e Nicole Minetti, “non è stato così anche per Mara (Carfagna)?”.
Parlano sul serio, non per burla.
Ammesso che ci fosse ancora bisogno di una conferma dello scambio tra sesso e incarico pubblico, queste carte ce la mostrano in tutto il suo realismo. Le ragazze lo ritengono un atto dovuto, il seggio in Parlamento.
Berlusconi non le smentisce, lascia che coltivino quest’ambizione e d’altronde, dice Nicole, non sono già consigliere regionale?
In questo groviglio, che fa della vita privata un affare pubblico e degli obblighi pubblici una convenienza privata, la dignità della responsabilità dell’uomo di governo è sfidata ad ogni passo.
Non è storia passata o dimenticata, è cronaca di queste settimane l’arrivo a Villa San Martino di decine di ragazze, “moltissime straniere” (ma da dove vengono? chi le ingaggia? a chi davvero rendono conto?), che allietano il Sultano.
Senza che ci sia chi sappia davvero chi sono.
Addirittura, quale sia il loro nome.
Possono scendere di sotto, nel sotterraneo del “bunga bunga”, ma anche rimanere per la notte, per più notti, testimoni senza volto e nome del tragico decadimento dell’uomo che governa il Paese.
Quasi arrogante nel pretendere che le sue dimore siano residenze di Stato, Berlusconi ha in odio il rigore che un edificio con la bandiera tricolore solitamente osserva.
Uno dei responsabili dei tre turni della sua sicurezza – è un dirigente dei servizi segreti – dice: “Oggi l’ingresso compete al servizio di vigilanza privato e non alla sicurezza del presidente… Non c’è controllo di documenti, ma una lista di invitati che viene comunicata dalla segreteria”.
È un tableau che sarà difficile da rimuovere.
L’uomo che governa il Paese è nudo.
Come nella favola di Hans Christian Andersen, tutti i “sudditi” possono vedere, se responsabilmente lo vogliono, quanti azzardi e emergenze ci siano in questa “nudità “.
Berlusconi non è ricattabile: Berlusconi è già ricattato.
È sotto ricatto anche in queste ore, da parte di Ruby, cui ha promesso milioni di euro.
È schiacciato dalla pressione coercitiva di decine di “falene”, che temono, con il declino del Sultano, il disastro di una giovinezza venduta inutilmente a una servitù volontaria (“stressante”).
Quel tempo perduto lo trasformano in ira, in risentimento, in alcuni giorni in odio assoluto: “Quel vecchio ci ha rovinato la vita”; “Se penso che stasera devo andare ad Arcore mi viene da vomitare”.
Tutto è cominciato con una telefonata in questura, che annuncia un primo reato (concussione), dimostrato per tabulas.
Un reato necessario per nasconderne un altro (l’abuso di una minorenne che si prostituisce) e per impedire il disvelamento di condotte che svergognano il Paese e l’uomo che lo governa.
Sarà difficile rivestire il re e le sue vergogne.
Piero Colaprico e Giuseppe D’Avanzo
(da “La Repubblica”)
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Gennaio 28th, 2011 Riccardo Fucile
“NONOSTANTE I SOLDI HA PREVALSO LA MIA TIMIDEZZA E POI, VEDENDOLO DI PERSONA, NON ME LA SONO SENTITA”…IL VERBALE DELLA TESTIMONIANZA DI UN’AMICA DI ARIS
Si chiama N., è una ragazza che non ha compiuto 21 anni. 
Ecco il verbale della sua testimonianza:
“Mi sono diplomata l’anno scorso, sono stata compagna di scuola di Arisleida Espinoza e una sera mi ha invitato a partecipare ad una serata a casa del Presidente del Consiglio ad Arcore.
Era il 6 gennaio 2011, eravamo una ventina di ragazze a cena, tutte abbiamo ricevuto in dono una borsa e dei gioielli, di cui ricordo la marca Nicotra di San Giacomo.
Io in particolare ho ricevuto un bracciale, presumo d’oro, e un anello uguale al bracciale.
C’era il Presidente, c’era Emilio Fede e c’era il cantante napoletano Apicella… Aris mi aveva detto che se fossi andata lì il Presidente mi avrebbe dato del denaro.
Io chiesi che cifra avrei potuto avere e lei mi disse che poteva oscillare da mille euro a cifre più consistenti”.
La ragazza ha bisogno e ci va.
A cena una ragazza le dice “che però io non dovevo fare domande, che il Presidente era una brava persona, che aiutava tutti e che comunque dovevo stare zitta e non essere curiosa…
Dopo la cena il Presidente ha detto “Ora andiamo tutti a ballare in discoteca”, ha usato anche il termine Bunga Bunga…
Quando io ho chiesto “Ma che cos’è questo Bunga Bunga?” mi hanno preso in giro, dicendo più o meno testualmente “Ma dove vivi?” …
Alcune delle ragazze che facevano lo spogliarello e che erano poi nude si avvicinavano al Presidente, che gli toccava il seno o le parti intime o il sedere…
Non ho avuto il coraggio di fare una cosa del genere, non mi sono fatta toccare”.
“Io sapevo perfettamente da quello che mi aveva raccontato Aris che avrei potuto fare sesso con il Presidente del Consiglio e ricevere in cambio denaro e quindi quando ho accettato di andare ad Arcore sapevo che avrei potuto fare questo.
Quando sono arrivata lì e ho visto tanta gente e ho visto il contesto in cui si è celebrata la serata ha prevalso la mia timidezza, quindi a un certo punto Aris mi ha detto “Andiamo a casa””.
“Aris mi diceva però che andare a letto col Presidente era stressante… il Presidente aveva rapporti sessuali contestualmente anche con altre donne. Quindi mi si chiede se nel momento in cui ho accettato di andare ad Arcore io sapevo che cosa mi sarebbe potuto capitare, cioè di fare sesso col Cavaliere anche in presenza di altre donne.
Rispondo: Sì, lo sapevo, ero preparata psicologicamente, ma quando sono arrivata lì è prevalsa, come dico, la mia timidezza.
E poi, vedendolo di persona sinceramente, nonostante il denaro che avrei potuto ricevere dal Presidente, io sinceramente non me la sono sentita”.
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Gennaio 28th, 2011 Riccardo Fucile
SULL’EDIZIONE ON LINE DEL PIU’ IMPORTANTE QUOTIDIANO AMERICANO, AMPIO SPAZIO DEDICATO AGLI SCANDALI DEL PREMIER SOTTO IL TITOLO “DECADENCE AND DEMOCRACY IN ITALY”… INTERVENTI DI GIORNALISTI, STUDIOSI E SOCIOLOGI… IL RUOLO “DECORATIVO” DELLE DONNE…GLI ITALIANI SUL PUNTO DI ROTTURA
“Perchè gli italiani lo perdonano ancora? Perchè tollerano da così tanto tempo tutto quel che ruota intorno a Silvio Berlusconi?”
Se questo, e in che misura, rappresenti un punto critico per il nostro Paese se lo chiede il New York Times che al tema dedica un ampia discussione nelle pagine “Room for Debate” dell’edizione online.
Titolo: “Decadence and Democracy in Italy”.
Sette interventi, da quello di Federico Varese, ordinario di Criminologia alla Oxford University e autore di “Mafia on the Move: How Organized Crime Conquers New Territories”, a quello di Chiara Volpato, che insegna Psicologia sociale a Milano Bicocca e il cui contributo si intitola, in modo eloquente, “Women’s Decorative Role”, alle analisi di Clare Watters dell’università di Birmingham e dei giornalisti Maurizio Molinari, Alexander Stille, Antonio Monda, Eloisa Morra.
Il New York Times parte dal cosiddetto Rubygate, cita le intercettazioni “secondo le quali Berlusconi avrebbe avuto rapporti con Karima el-Mahroug, una ballerina di nightclub, da quando questa era minorenne”, parla dell’inchiesta e delle altre ragazze.
“Tuttavia – si legge – meno del 50 per cento degli italiani chiede le sue dimissioni. E, al momento, il suo futuro politico sembra sicuro”.
Quindi, l’interrogativo: perchè gli italiani – in particolare le donne – continuano a sopportare da così tanto tempo le “buffonate” di Berlusconi?
“Il profilo dell’Italia nel mondo non è mai stato tanto basso – scrive Varese – in una democrazia matura, i leader del Pdl gli avrebbero suggerito di fare un passo indietro per il bene del partito. Ma in Italia lui ‘possiede’ il suo partito. Le opposizioni potrebbero essere un’alternativa ma non lo sono”.
E i media, aggiunge Varese, potrebbero avere un ruolo, usando il materiale che proviene dalle indagini sugli scandali recenti, “ma Mr. Berlusconi possiede le tv private e controlla quella pubblica e i suoi oppositori spesso vengono umiliati a mezzo stampa”.
A tutto questo si aggiunge la riluttanza degli altri attori della scena italiana a “sbarazzarsi di lui”, dagli imprenditori “che in ogni caso preferiscono un governo guidato da Berlusconi che dalla sinistra” al Vaticano, “che dopo le misure a sostegno delle scuole cattoliche si è mostrato estremamente timido nel criticarlo”, alla Lega, “della quale resta il partner favorito”.
“Gli italiani, dunque, potrebbero essere arrivati al punto di rottura. Ma non le elite economiche, sociali e politiche. Speriamo – conclude Varese – che ci arrivino presto”.
Sul ruolo delle donne si concentra l’intervento di Chiara Volpato, “le donne che, come i minori, sono ridotte a mera decorazione e ciò conferma la loro posizione subordinata nella società italiana”, tant’è che “l’Italia appare al 74esimo posto nel rapporto 2010 del World Economic Forum sulle disparità di genere, basato su fattori come la possibilità di partecipazione politica”.
In questa situazione, osserva Volpato, “alcune donne provano a migliorare la loro condizione attraverso relazioni personali con uomini di potere”. L’opinione della studiosa è che l’Italia sia “un gigantesco esperimento sociale, un laboratorio politico per un regime basato sul controllo da parte dei mass media, il cui uso, e il cui potere, rischia di fare da modello ad altre democrazie. Quel che sta accadendo in Italia – conclude Volpato – domani potrebbe accadere in qualsiasi altro luogo”.
E Antonio Monda (giornalista di Repubblica e docente presso il Film and Television Department alla New York University), che nel suo intervento parla di “neo paganesimo”, osserva che Berlusconi “ha saputo cogliere meglio di chiunque altro il carattere ‘di pancia’ degli italiani, e plasmarlo negli anni a sua immagine attraverso il suo impero mediatico”, sottolinea pure l’atteggiamento del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che nel condannare il lassismo morale dei politici ha anche, però, puntato l’attenzione su quella “guerra fra potere esecutivo e potere giudiziario che destabilizza il Paese”.
I sondaggi non mentono, ma “non ci danno neanche un quadro completo della situazione”, sostiene Clare Watters dell’università di Birmingham.
Che “ancora una volta” si chiede come sia possibile la sopravvivenza politica di Berlusconi “dopo scandali che avrebbero coperto di vergogna qualsiasi altro capo di una domocrazia”.
Ma “ci sono tanti italiani che si oppongono a lui e agli effetti del suo governo sull’Italia”.
E cita Sabina Guzzanti, “che rappresenta solo una parte di una larga fetta di persone che si rifiuta di restare seduta a guardare lo spettacolo”.
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Gennaio 28th, 2011 Riccardo Fucile
SONO 2.773 LE CONSULENZE ESTERNE DEL COMUNE DI MILANO, MOLTI A FAVORE DEGLI “AMICI DEGLI AMICI”….530.000 EURO PER UNA “PROMOZIONE DI PROGETTI SUL TEMA DELLA LUCE CONNESSA ALL’ILLUMINAZIONE NATALIZIA”…95.000 EURO PER “GESTIONE DELLE RELAZIONI TERRITORIALI” ASSEGNATA NON A UN GIORNALISTA QUALIFICATO MA A CHI VENDEVA FONDI D’INVESTIMENTO… 277.577 EURO PER PROVARE A “RAFFORZARE L’IMMAGINE DEL SINDACO”
Dall’elenco spuntano addirittura 13.124 euro pagati alla cantante-cuoca Wilma
De Angelis e rubricati alla voce spot per i vigili.
L’elenco prosegue per 195 pagine zeppe di nomi e cifre, la cui contabilità complessiva, a partire dal primo giugno 2006, supera il tetto dei 48milioni di euro.
Tanto vale il tesoretto speso dal sindaco di Milano Letizia Moratti per le 2.773 consulenze esterne, tutte pubblicate sul sito del Comune.
Tra le varie, quella di Fabio Massimo Saldini (379mila euro), già architetto di fiducia di Paolo Berlusconi, e ora delegato per moda e design nella Regione governata da Roberto Formigoni.
La giunta Moratti gli ha affidato l’incarico “di assistenza e supporto specialistico” legata ai progetti del “piano della qualità urbana”.
Un bell’investimento che ricade sotto l’ombrello dell’assessorato al Decoro di Maurizio Cadeo, fratello di Cesare, giornalista della prima ora delle reti Mediaset.
Lo stesso assessorato artefice della consulenza (quasi 530mila euro) a Cosimo Ambrogio Majorano. Per lui il compito “di promozione di progetti sul tema della luce connessa alla tradizionale illuminazione natalizia”.
Una consulenza seconda solo a quella di Paolo Glisenti: 987mila euro.
Una bella paga per l’ex amministratore unico della società Expo 2015, e soprattutto fedelissimo della Moratti.
Una nomina, quella di Glisenti, che nel 2009 spaccò politicamente il cda della società .
Al sindaco fu contestato di voler gestire la partita Expo attraverso il suo braccio destro.
Da qui le dimissioni e, non pubblicata sul sito del Comune, questa consulenza.
Dunque, ci risiamo. Non è la prima volta che il sindaco viene pizzicata a elargire incarichi esterni e ben pagati.
Capita già nell’inverno del 2006, ad appena sei mesi dalle elezioni, quando la Moratti viene iscritta nel registro degli indagati per abuso d’ufficio.
Con lei anche il capo di gabinetto Alberto Bonetti Baroggi, il direttore generale Giampiero Borghini e il suo vice Rita Amabile.
Le quattro posizioni verranno archiviate definitivamente nell’agosto scorso. Anche se nel decreto firmato dal giudice Maria Grazia Domanico si legge come il sindaco, assieme ai suoi stretti collaboratori, abbia tenuto “condotte illegittime e pregiudizievoli”, operato con “la volontà di recare vantaggio a terzi”, seguito “percorsi oscuri per la nomina di nuovi dirigenti”.
Il tutto assumendo un “comportamento colposo” per mettere in piedi una “forma mascherata di spoil system”, collocando “nelle funzioni dirigenziali soggetti vicini”.
La Corte dei conti nel 2009 calcola un danno all’amministrazione pubblica per 262mila euro.
Cifra che comprende i 95mila euro annui pagati al responsabile del servizio gestione delle relazioni territoriali. Lavoro di prestigio.
Peccato però che il signore non risulti laureato e il suo curriculum non presenti caratteristiche adatte.
In passato ha fatto addirittura il giornalista radiofonico, dopodichè ha lavorato per un’industria farmaceutica per poi finire in una società specializzata in fondi d’investimento.
Dall’elenco di oggi emergono anche nomi di giornalisti e dj.
Su tutti il conduttore radiofonico e televisivo Red Ronnie, al secolo Gabriele Ansaloni.
Per lui, il sindaco prevede un compenso complessivo di 105mila euro (30mila all’anno). Un bella cifra che si giustifica con l’incarico “di ideazione e progettazione di strumenti e supporti multimediali tesi a migliorare l’informazione e la comunicazione dell’ente”.
Il tutto motivato, in parte, con la prossima manifestazione di Expo 2015 che metterà Milano “al centro dell’attenzione internazionale”.
L’appuntamento dell’Esposizione internazionale occupa molto i pensieri di Letizia Moratti.
Immagine e comunicazione sono il suo pallino.
Quindi ecco serviti i 37.498 euro annui per Alain Elkann.
A lui sono richiesti consigli sulla “comunicazione strategica”. La determina viene firmata il 19 maggio 2010 e andrà a scadenza con il mandato del sindaco.
Altro giornalista, altra consulenza: 277.577 euro. Tanto incassa Alessandro Usai. Tra i suoi compiti principali c’è quello di “sviluppare un programma di comunicazione per rafforzare l’immagine del sindaco”.
Non solo ma anche “individuare occasioni di visibilità pubblica del sindaco”. L’immagine della Moratti viene affidata anche all’architetto Tanja Michela Solci tra i cui incarichi di consulenza (in totale 380.700 euro), oltre alla progettazione di tre sedi di anagrafe “ha prestato la propria professionalità per il coordinamento tecnico artistico di promozione di immagine dell’Ente”. In coda troviamo almeno due consulenze obbligate e imposte per risolvere situazioni problematiche all’interno del Comune.
Su tutte il fallimento della municipalizzate Zincar che in pochi anni dilapida investimenti per oltre venti milioni di euro.
All’epoca ha come presidente il consigliere comunale del Pdl Vincenzo Giudice.
Oggi il comune paga come consulente liquidatore l’ex rettore dell’Università Bocconi Angelo Provasoli.
Mentre il sindaco versa 160mila euro all’avvocato Carlo Federico Grosso per seguire la difesa nel processo contro le banche per i derivati.
L’ultimo listone del Comune, per ora, non finisce in procura.
Al contrario di quello di Regione Lombardia che da qualche settimana è stato acquisito dai magistrati.
E se la partita oggi si gioca sul tavolo delle consulenze comunali rese pubbliche grazie alla legge Brunetta, il vero scandalo rischia di emergere dalle consulenze all’interno delle società partecipate.
Proprio ieri infatti Giulio Gallera, capogruppo del Pdl in consiglio comunale è stato nominato presidente di Ecodeco partecipata al 100 per cento da A2A. Mentre consulente per l’informazione di Atm (160mila euro) è stato nominato il giornalista ed ex parlamentare con i Verdi Roberto Poletti, direttore della tv del sindaco ribattezzata Milano 2015.
Letizia Moratti tira dritto e ribadisce: “In quattro anni abbiamo tagliato le consulenze risparmiando 18 milioni di euro”.
Davide Milosa
(da “il Fatto Quotidiano“)
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