Gennaio 20th, 2011 Riccardo Fucile
BERLUSCONI, DAL BUNKER DEL PRIVE’ DI ARCORE, INVOCA LA JIHAD CONTRO GLI INFEDELI E LA SOLIDARIETA’ DEL POPOLO DEI “PUTTA-COMBATTENTI”… MANCANO LE VERGINI DA OFFRIRE IN PREMIO AI MARTIRI AZZURRI: A DISPOSIZIONE PURTROPPO CI SONO SOLO ZOCCOLE
In fondo, in queste ore, è come un Bin Laden brianzolo asserragliato nel bunker che
comunica con il mondo per videomessaggi, digrignando i denti (niente sorrisi) e paventando sfracelli.
Il primo proclama lo aveva lanciato scegliendo come scenografia una nuova libreria laccata di bianco; il secondo, quello di ieri, costruendosi un set pseudoquirinalizio con bandiera tricolore e scrivania presidenziale.
Gli elementi di contorno non sono meno interessanti: c’è la solidarietà alle combattenti in lotta (le povere ragazze torturate ed inquisite dai satana della magistratura), c’è la minaccia di una vendetta implacabile contro il Tribunale di Milano (“I magistrati devono essere puniti!”), purtroppo mancano (per evidenti motivi) le “vergini” da offrire in premio ai martiri del verbo azzurro. Tutto il resto c’è: fiducia nella vittoria, mobilitazione delle truppe, sofisticati piani di battaglia sul fronte mediatico.
Quel che è certo — per cominciare — è che Silvio Berlusconi ha riunito ad Arcore (lo ha rivelato per primo il quotidiano online Lettera 43) la pattuglia di mischia dei superdirettori: Alessandro Sallusti de Il Giornale, Giorgio Mulè di Panorama, Alfonso Signorini di Chi, il numero uno dell’informazione Mediaset Mauro Crippa.
In fondo – a sentirlo ieri – sembrava davvero un capo guerrigliero che minaccia la Fatwa e annuncia la sua rappresaglia: “Il governo continuerà a lavorare e il Parlamento farà le riforme necessarie per garantire che qualche magistrato non possa più cercare di far fuori illegittimamente chi è stato eletto dai cittadini”.
Mica male per uno che dice di volersi far sentire dai magistrati (“Ma non da questi”).
In questa giornata di dura guerriglia, la strategia mediatica del Cavaliere si capisce alla luce di quel che ha detto e ripetuto ai suoi direttori e ai colonnelli del Pdl. Primo: “Fregatevene di quello che scrivono i giornali. Fra tre giorni ripeteremo i sondaggi e scopriremo che la mia popolarità cresce”.
E ancora: “Ai nostri elettori deve arrivare, ed è arrivato un solo messaggio: tutto quello che è uscito fuori sono solo tentativi di infangarmi per cercare di far cadere il governo per via giudiziaria”.
Terzo: “Bisogna intervenire in queste ore per cambiare l’immagine delle ragazze implicate nel caso, renderle più simpatiche, umane, innocenti”.
Era il passaggio più difficile. Ed è il vero tallone d’Achille del Cavaliere.
Così, è stato lo stesso Berlusconi a dettare la linea nel video messaggio, definendo le veline dell’Olgettina come militanti rivoluzionarie nelle mani della santa inquisizione: “Queste perquisizioni nei confronti di persone che non erano neppure indagate ma soltanto testimoni – ha esordito Berlusconi utilizzando in principio un impersonale non sessuato – sono state compiute con il più totale disprezzo della dignità della loro persona e della loro intimità . Sono state – ha aggiunto poi puntando sul martirio – maltrattate, sbeffeggiate, costrette a spogliarsi, perquisite corporalmente, fotografati tutti i vestiti, sequestrati tutti i soldi, le carte di credito, i gioielli, i telefoni e i computer . Sono state portate in questura, alcune senza neppure poter chiamare un avvocato e tenute lì dalle otto di mattina fino alle otto di sera senza mangiare e senza poter avere alcun contatto con l’esterno. Trattate, dunque, come criminali in una pericolosa operazione antimafia”.
Che la manovra sia coordinata e sinergica ieri è stato evidente.
In tv irrompevano una versione angelica di Ruby, ospite – guarda caso – di Signorini: non più l’extra-comunitaria che finiva in questura per furto e bidonava i tassisti facendosi scarrozzare senza pagare fra Genova e Milano, ma una cenerentola perfettamente calata nella parte della povera ragazza indifesa, abusata da tutti, e difesa solo dal Cavaliere galante.
Su Sky, invece, fatta sparire l’impresentabile (almeno per ora) Nicole Minetti, si è esibita ‘altra geniale interprete del cenacolo arcoriano, l’ape regina Sabina Began, provvidenzialmente reincarnata nel ruolo di principessa romantica e innamorata.
Attenzione: dopo due giorni di titoli, scompare dal menu dei media berlusconiani la caccia alla “nuova fidanzata”.
Aver evocato una figura che per ora non esiste, infatti, è stato giudicato anche dagli uomini più vicini al Cavaliere “un errore madornale”. Spiega uno di loro, sotto garanzia di anonimato: “Ti rendi conto come è difficile: tirare fuori dal cilindro una quarantenne, credibile, estranea alla folla delle arcorine, che si cali nella parte senza ricattarlo a vita?”.
Di fronte a questa difficoltà evidente, l’arrocco mediatico è stato geniale: se non possiamo esibire una che non c’è, rifacciamo l’immagine di quelle che ci sono (Ruby e Began, appunto) e facciamo sparire le altre.
Giorgio Stracquadanio grida già vittoria: “Finchè non c’è un leader delll’opposizione che le… cavalchi, mi scuso per la parola ma è quella giusta, le storie delle intercettazioni e delle ragazze restano confinate sui giornali. Il grande pubblico apprende solo che c’è un tentativo di golpe. Stamattina un signore abbassa il finestrino e mi fa: ‘A’ Giò, te seguo: mena, mena!’. Funziona”.
Eppure non tutto è facile come sembra.
Come nei giochi enigmistici bisogna riconsiderare la distanza fra l’oleografia e la realtà .
Per dire: ad Arcore – per quanto sembri incredibile – non c’era Emilio Fede, coinvolto nell’inchiesta e “macchiato” dallo stigma del traditore.
E mancavano anche Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro, che tengono una linea smarcata: difendendo il premier, ma pubblicando tutto, a partire dagli atti più imbarazzanti.
A ministri e deputati, precettati per fare “testuggine” nei programmi tv il Cavaliere ha promesso questo timing: “Dobbiamo tenere duro per una settimana, poi tutto si placa. Hanno sparato le loro cartucce, l’inchiesta sarà tolta ai pm di Milano, non si arriverà al rinvio a giudizio”:
E anche questo progetto trova riscontro nel messaggio: “I giudici di Milano non hanno nè competenza territoriale, nè funzionale”.
I veri problemi, per Berlusconi, iniziano se il Tribunale di Milano mantiene l’inchiesta.
E se l’operazione di “angelicazione” delle rubacuori e delle apiregine non buca.
Il vero incubo del Cavaliere, la giornata critica è oggi: giovedì c’è l’ostacolo di Annozero.
Luca Telese
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Gennaio 20th, 2011 Riccardo Fucile
FRANCESCO ORSI AVEVA LA DELEGA AL “DECORO URBANO”: FU PROPRIO LUI A PRESENTARE A BERLUSCONI LA “DAMA BIANCA”, ORA E’ ACCUSATO ANCHE DI RICICLAGGIO E CORRUZIONE…SEQUESTRATO COMPUTER E AGENDE CON MOLTI NOMI ECCELLENTI
Forse è solo una coincidenza. O forse no.
Ma nelle stesse ore in cui, a Milano, lo tsunami Ruby libera il massimo della sua forza d’urto, la procura di Roma decide di tirare i fili di un affare che tiene insieme un uomo della cerchia stretta del sindaco Gianni Alemanno, la benevolenza politica del presidente del Consiglio e l’amicizia con una sua “dama bianca”, un giro di puttane e cocaina, opachi traffici su conti correnti della Banca Mediolanum, accuse di riciclaggio e corruzione.
È storia di martedì sera.
Quando a Francesco Maria Orsi, consigliere comunale del Pdl, già delegato con la prima giunta Alemanno al decoro urbano e all’expo di Shanghai 2010, militari del nucleo di polizia tributaria della Finanza notificano un avviso di garanzia firmato dal pm Paolo Ielo per “riciclaggio, reimpiego di proventi frutto di reato, corruzione, cessione di sostanze stupefacenti in occasione di festini con prostitute”.
Vengono perquisiti gli uffici e l’abitazione di Orsi (per altro, come riferiscono fonti investigative, “convinto sulle prime di dover essere arrestato”).
Gli vengono sequestrati computer, agende e documenti sulla dismissione di immobili del patrimonio pubblico, definite “di un certo interesse”.
La “pesca” è improvvisa, dopo cinque mesi di indagini a fari spenti.
Su un tipo il cui nome – Francesco Maria Orsi – ai più, dice poco o nulla.
E questo, nonostante si dia un gran da fare. Almeno a stare alle carte della pubblica accusa.
L’uomo, 45 anni a marzo, è arrivato in Campidoglio dal nulla.
Meglio, con 1374 voti, guadagnati nelle elezioni del 2008 dopo essere stato uno dei motori della campagna di Alemanno.
È un ex ufficiale dei carabinieri, riconvertito alla professione di broker assicurativo.
Nel 2004, ha fondato una sua società – la “Lloyd Team Broker” – e il suo business è l’immobiliare. Meglio, le aste con cui viene dismesso il patrimonio pubblico.
Ha un socio, un tale Vincenzo La Musta. Un “saltafossi” di professione “immobiliarista” che, finito nei guai (ha patteggiato a Roma una condanna per riciclaggio nei giorni scorsi), se lo tira dietro, raccontando che il lavoro dell’ex amico è un altro.
La Musta sostiene infatti che, come peraltro accertato da un’indagine che nasce a Benevento, su una serie di conti (alcuni intestati a nomi fittizi) della filiale di Roma della Banca Mediolanum vengono riciclati denari truffati in Campania a famiglie di disabili e di affetti da malattie per trasfusione di sangue infetto. Complessivamente intorno ai 2 milioni di euro, frutto di risarcimenti civili che le vittime non incassano e che, appunto, prendono la strada di Roma e, in parte (come accerta la Guardia di Finanza), rimangono appiccicati alle mani di Orsi.
Per farne cosa? “Nulla. Perchè si tratta di un equivoco”, scrive lui a “l’Unità ” che il 7 gennaio scorso solleva il problema di quegli strani conti.
“Per partecipare alle aste immobiliari “Scip1” e “Scip2″ bandite dal ministero del Tesoro”, sostiene l’accusa.
Per entrare negli incanti degli alloggi popolari Ater (per i quali, secondo il pm, avrebbe anche corrotto funzionari pubblici). Insomma, per un posto al sole, che, del resto, Orsi certamente ha guadagnato nel 2008. Perchè è in quell’anno che – come scrive nell’annunciare la sua candidatura – “Se aiutiamo un sogno, il sogno ci aiuterà “.
Diciamo che ad Orsi dà una mano Silvio Berlusconi.
Il presidente del Consiglio presta infatti la sua voce per un spot elettorale radiofonico in cui lo si ascolta dire: “Io penso che molti dovrebbero seguire l’esempio di Francesco Orsi e penso che avrà successo, perchè è conosciuto a Roma, soprattutto nella Roma che lavora”.
Di più, il presidente cede il suo nome per manifesti personalizzati in cui si legge: “Vota Pdl e scrivi Orsi, parola di Silvio Berlusconi”.
È un fatto che, alla fine di giugno dello scorso anno, Berlusconi scende dall’aereo di Stato che lo porta al G8 di Toronto con accanto una misteriosa “dama bianca” di 28 anni, neo assunta alla Regione Lazio dalla governatrice Polverini, che di nome fa Federica Gagliardi e che si “scopre” amica di Orsi (come lui stesso tiene a far sapere al “Corriere della Sera” in quei frangenti).
La circostanza viene rapidamente digerita dalle cronache.
Ma l’ex socio La Musta complica la vita di Orsi.
Ai pm racconta infatti che il consigliere comunale benedetto da Berlusconi, nel frattempo delegato da Alemanno al “decoro urbano” e all’expo di Shanghai 2010 (vicenda oggetto di un’inchiesta di “Repubblica” nel dicembre scorso), si fa voler bene animando “a Roma, almeno fino al 2009”, “festini con prostitute” in cui – scrive il pm nel decreto di perquisizione – “cede ai presenti cocaina”.
Chi siano gli invitati, al momento, non è dato sapere (la procura sta cercando di ricostruirlo).
Sicuramente un “non ancora identificato” ufficiale della Finanza che “corrompe” (Orsi, come documentano le intercettazioni telefoniche ha frequenti contatti con il maggiore Luca Berriola, arrestato nella vicenda Mokbel).
Altrettanto sicuramente, uomini del suo sistema di relazioni le cui identità , dopo le perquisizioni di martedì e il sequestro di computer e agende, potrebbero presto non essere più un segreto.
Carlo Bonini
(da “La Repubblica”)
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Gennaio 20th, 2011 Riccardo Fucile
LELE MORA, EMILIO FEDE E TANTE “ARCORINE”: TUTTI A CHIEDERE, MA POI IN PRIVATO A DISPREZZARE IL PADRONE DI CASA…”L’HO VISTO MALE, E’ PIU’ DI LA’ CHE DI QUA”…E CHI TRAMA PER FREGARSI LA CAPARRA RICEVUTA PER LA CASA DI VIA OLGETTINA
“Amoooo'”. Si chiamano tutte così: «amore, amo’, amo». «Amore, mi ha detto
Maryisthell che il nostro amico domenica sera fa la cena a casa sua e vuole che noi coloradine andiamo a fargli vedere uno stacchetto… cosa devo dirgli, che vado??? Tvtttb!».
«Ok tesorino, digli tutto ok».
“Amo’”: amore a metà . Tra la voglia di soldi e quella di fregarlo.
«Amo’, ti ho detto di dormire con me, una da cinque (mila, ndr) divisa in due». La “bunga” vita delle ragazze di via Olgettina passa tra studi estetici, studi di posa e studio del “nemico”.
«A una cert’ora ce ne siamo andate via tutte. E’ rimasta… c’era la Fico, Raffella Fico»
«Eh, te pareva!»
«Non puoi capire, non puoi capire che cacchio fa quella… Proprio si sbatte, cioè stessi atteggiamenti di Pasqualina, proprio uguale, proprio… sono due napoletane di m…».
Una concorrenza spietata, alla corte pettegolissima e ruffiana di “Papi”.
Che tutte bramano, fingono di adorare, ma poi disprezzano: «Perchè si sono fermate un sacco di donne… E lo stronzo non mi ha portato nella sua stanza».
L’allarme è massimo quando “Papi”, per un po’ sceglie una favorita: «Secondo me ha perso la testa di brutto», si dicono Nicole Minetti e Barbara Faggioli, due “veterane” di Arcore, commentando l’ultima sbandata del “capo” per Roberta, la miss torinese: «Eh va beh, ma io non l’ho mai visto andare in Sardegna con una sola… praticamente due settimane che sono insieme, mattino, pomeriggio e sera… Ieri ha detto che sono fidanzati».
E’ un circo variegato quello di Arcore, che non risparmia nessuno, nemmeno «la valchiria bionda», come viene chiamata la fidanzata del “Trota”, ovvero il Renzo Bossi.
«Allucinante», è una delle parole più frequenti: «Allucinante, ci vanno tutte, dalla cubana alla venezuelana, un puttanaio».
Allucinata è T. M., la giovane studentessa della Bocconi che Nicole Minetti porta a una serata hard e che confiderà all’amica di essersene andata «disgustata».
«Di più: se non ci sei stata non puoi capire».
Eppure l’onnipresente Minetti l’aveva avvertita: «Giurami che non ti prende male nel senso che ne vedi di ogni, cioè ti fai i cazzi tuoi e io mi faccio i cazzi miei per l’amor del cielo, però ne vedi di ogni… cioè nel senso, la disperacion più totale, cioè capirai c’è gente per cui è l’occasione della vita quindi ne vedi di ogni. Fidati di me punta su: A) il francese che lui sbrocca… e digli della seconda laurea, digli che sei stata alla Sorbona che anche lui c’è stato e si esalta di brutto…».
Senilità .
Sabina Amato invece si eccita per la presenza, una sera di Carlo Rossella: «Pensa c’era anche Rossella, dice che ho un viso davvero interessante per il cinema…»
Perfino Emilio Fede, che organizza spesso le serate con Lele Mora, lo trova “allucinante”: «Che brutto gruppo quello di Marystelle, gente pericolosa. Io gli dico: “devi informarti prima, almeno”».
Iman gli da ragione: «Gente di cui non sai niente, pensa se viene fuori? Come si fa a stare con delle persone che non sai chi sono?»
E già : come si fa? Emilio poi, parla male di tutte, a turno.
Marystelle è agitata, chiama Nicole: «Praticamente Emilio l’aveva detto a Papi… non mi fido di Marysthelle… Io comunque, lui sa che non sono cretina».
Minetti: «Amo, no, ma tu devi stare tranquilla, figurati sbattitene il cazzo!».
Ma “allucinante” è soprattutto il fatto che le ragazze, dopo le nottate folli di Arcore, chiamano i fidanzati, le mamme, le sorelle, per informare del guadagno: «Iris ha avuto 6,5, ok?», scrive Imma De Vito alla sorella.
Iris Berardi invece racconta al suo uomo della lettera scritta a Berlusconi: «Amore, inizio questa lettera ringraziandoti di cuore per avermi cambiato la vita, sei una persona buonissima, veramente unica però ho un forte bisogno di lavoro… mi rivolgo a te capendo perfettamente che siamo in tante e abbiamo tutte delle esigenze…».
Poi chiama sua madre: «Tra un po’ dovevo mettermi a piangere per avere quello che ho avuto».
La madre: «Cosa ti ha dato? Cinque?».
Iris: «Sette». Iris è il paradigma della mentalità delle “arcorine”: «Che palle, che palle! Ho bisogno veramente… cioè non è che ho bisogno veramente perchè alla fine, voglio dire, c’ho comunque 19 anni, non è che muoio se non ho una casa di proprietà adesso, un lavoro. Però ci voglio pensare, cavolo! Se non mi aiuta lui, chi mi aiuta?».
Ma non è l’unica: cosa dire della Minetti e di Marysthelle che tramano per tenersi la caparra degli appartamenti di via Olgettina versata dalle altre amiche?
«Diciamo a Papi che ce la teniamo noi, tanto…»
Diventano tutte spietate in vista del compleanno di “Papi”.
Le sorelline De Vivo riassumono così: «Vai pure, amore. L’ho visto un po’ out… L’ho visto un po’ ingrassato, capito? Imbruttito, capito? Che di solito lui sta più in forma, fino all’anno scorso stava più in forma, adesso sta proprio più in là che di qua».
Eleonora: «Eh lo so, ma appunto per questo è diventato pure brutto, deve solo sganciare…»
Imma: «Deve solo sganciare, brava…».
Iris: «Speriamo che per il compleanno sia generoso, io non gli regalo un cazzo…»
Eleonora: «Nemmeno io, dopo l’ultima volta…».
Povero Silvio.
Paolo Colonnello
(da “La Stampa“)
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Gennaio 20th, 2011 Riccardo Fucile
CON IL TERZO POLO ADDIO MAGGIORANZA AL SENATO E ADDIO PALAZZO CHIGI… CALCOLANDO REGIONE PER REGIONE, SULLA BASE DELLA MEDIA DEI SONDAGGI DEGLI ULTIMI DUE MESI, IL TERZO POLO SAREBBE DETERMINANTE…E TENDE AD AUMENTARE I CONSENSI
Terzo polo anche solo intorno al 14 per cento e Senato senza maggioranza. Sarebbe questo il risultato più probabile di eventuali elezioni politiche anticipate secondo una proiezione di Ipr Marketing basata su un sondaggio eseguito tra dicembre e gennaio.
Il dato era nell’aria anche perchè, mentre alla Camera il premio di maggioranza garantisce un largo successo alla coalizione o al partito che prende più voti qualunque sia la percentuale, il meccanismo per Palazzo Madama è su basi regionali e anche il premio di maggioranza si applica regione per regione. Sondaggio e proiezioni danno vita a tre scenari: uno “normale”, uno molto favorevole al centrodestra, uno molto favorevole al centrosinistra.
In nessun caso uno schieramento supererebbe quota 155 senatori quando per una maggioranza risicata ce ne vogliono 158 (sui 315 seggi del Senato), e almeno 165/170 per reggere davvero un governo.
Ipr Marketing ha dunque “certificato” quello che appariva probabile: col sistema di voto del Senato, infatti, lo sbarramento al di sotto del quale non si ottengono seggi in ciascuna regione è del 20% per una coalizione, dell’8% per un singolo partito e del 3% per ciascun partito all’interno di una coalizione.
E’ chiaro che il Terzo Polo, in caso di voto anticipato, si presenterà dappertutto come un unico partito per garantirsi seggi in tutte le regioni.
E ci riuscirebbe.
Stando ai dati Ipr, infatti, solo in Molise, Trentino e Valle d’Aosta i centristi uscirebbero a mani vuote.
E in almeno dieci regioni otterrebbero più di un seggio con punte di 5 in Piemonte e Campania e addirittura 6 in Sicilia.
Una situazione che si conferma in tutti e tre gli scenari presi in esame: il Terzo Polo raggiungerebbe sempre i 44 seggi, largamente sufficienti per impedire il prevalere di una delle due coalizioni.
Secondo il sondaggio, il centrodestra (Pdl o quel che sarà più Lega) si attesterebbe intorno al 42,5 per cento, il centrosinistra (allargato a una sorta di Nuovo Ulivo dall’Idv al Sel e a Rifondazione passando per il Pd) sul 40% e i centristi al 14%.
Altre forze più piccole (dai grillini alle liste locali) si dividerebbero il restante 3,5%. Ipr ha preso i dati relativi a ciascuna regione e ha provato a costruire gli scenari di cui sopra.
Nello scenario considerato più “normale” e più probabile), il centrosinistra vincerebbe in 13 regioni: Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, tutte quelle dove già governa più quelle (Lazio, Abruzzo, Calabria e Sardegna) dove il Terzo Polo diventerebbe determinante a sfavore del centrodestra che uscirebbe battuto proprio a causa del voto ai centristi. L’esempio tipico è quello del Lazio dove alle ultime regionali la Polverini (centrodestra) vinse con il 51,1%: qui, all’attuale maggioranza andrebbe sottratto il 6,12% ottenuto dall’Udc (che sosteneva la candidata del centrodestra) più la quota dei finiani.
Applicati tutti i correttivi e l’effetto del voto politico è abbastanza probabile (e il sondaggio Ipr lo conferma) che il Lazio sfugga alla coalizione governativa.
I totali vedrebbero il centrodestra con 137 seggi, il centrosinistra con 134 e il centro con 44.
Nel secondo scenario, il Terzo Polo mantiene i suoi 44 seggi sempre grazie al superamento dello sbarramento dell’8% in quasi tutte le regioni e il centrodestra riesce a vincere anche in Liguria, Lazio, Abruzzo, Calabria e Sardegna.
Ma neppure questo sarebbe sufficiente a portare a casa una maggioranza ancorchè risicata.
Tirate le somme, infatti, il centrodestra raggiungerebbe 155 seggi e il centrosinistra scivolerebbe a quota 116. Il terzo Polo, a quota 44, sarebbe determinante.
L’ultimo scenario è quello più favorevole al centrosinistra che riuscirebbe a conquistare anche la Campania arrivando a quota 143 contro i 128 del centrodestra, ma, di nuovo, la maggioranza sarebbe impossibile a meno di un’alleanza col Terzo Polo.
Quella di allargare la maggioranza ai centristi sarebbe così l’unica strada rimasta al centrodestra per evitare nuove elezioni che rischierebbero di precipitare il Paese nel caos.
Ma è chiaro che il Terzo Polo presenterebbe un conto salatissimo.
E, in cima alla lista delle sue richieste ci sarebbe quella che il Pdl non vorrebbe mai vedere: un altro premier al posto di Berlusconi.
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Gennaio 20th, 2011 Riccardo Fucile
IL VERBALE DI CATERINA PASQUINO, LA DONNA CHE HA CONOSCIUTO E FREQUENTATO LA RAGAZZA MAROCCHINA…I COMPITI DI ROBERTA, LE RICHIESTE DI FEDE A LELE MORA
«Ruby mi disse di aver fatto sesso» con Silvio Berlusconi. 
È quanto racconta Caterina Pasquino, la donna che ha denunciato la giovane marocchina per il furto di tremila euro e di alcuni oggetti in oro, in uno dei verbali contenuti nell’invito a comparire spedito al premier dalla procura di Milano.
Alla Pasquino gli inquirenti chiedono di dire se, durante il periodo in cui ha conosciuto e frequentato Ruby, la minorenne marocchina le avesse raccontato di alcune sue amicizie con gente famosa.
«Ricordo che diceva – risponde la donna – di essere molto amica del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il quale, a suo dire, è stata spesso a casa del premier dove ha cenato, ballato e fatto sesso con lui, il quale le dava molto denaro».
Nuovi particolari continuano a emergere dagli atti che i pm di Milano hanno allegato alla richiesta di autorizzazione a procedere alla perquisizione degli uffici di Giuseppe Spinelli.
Molto materiale è composto da trascrizioni di intercettazioni (mentre il ministro della Giustizia Angelino Alfano fa sapere che il governo intende «andare avanti sulla strada della riforma della normativa sulle intercettazioni»).
Dalle 389 pagine che compongono l’invito a comparire nei confronti del premier, in cui i magistrati di Milano elencano le «fonti di prova» che secondo la procura proverebbero i reati di concussione e prostituzione minorile contestati a Berlusconi, emerge tra le altre cose, per esempio, che il Cavaliere ha effettuato due bonifici da diecimila euro ciascuno a favore di Alessandra Sorcinelli, una delle ragazze che, secondo la procura di Milano, frequentavano le feste ad Arcore.
Sul conto corrente della ragazza presso il Banco di Sardegna di via Solferino a Milano «si rilevano due bonifici in entrata, il 16 luglio 2009 e il 17 settembre 2009 entrambi dell’importo di 10 mila euro».
Entrambi, scrivono gli agenti di polizia giudiziaria, riportano la descrizione dell’operazione: «Bonifico o/c Berlusconi Silvio….favore di Sorcinelli Alessandra….prestito infruttifero».
Dagli accertamenti eseguiti è emerso che i bonifici sono partiti da due filiali del Monte dei Paschi di Siena di Segrate, una delle quali si trova «nelle immediate vicinanze degli uffici della Spa “Dolcedrago”, dove risulta operare Spinelli Giuseppe».
Nel frattempo, parla ma senza prendere posizione Melania Tumini, l’amica riminese di Nicole Minetti, intercettata al telefono mentre raccontava a un’altra conoscente di una serata passata ad Arcore assieme a Berlusconi. Conversazione finita nel faldone inviato dai pm milanesi a Roma per chiedere alla Camera l’autorizzazione a procedere contro il premier.
«Parlerò nelle sedi opportune. Aspetto anche di vedere come si porrà Berlusconi. Io ho solo partecipato a una cena, non sapevo nemmeno fosse una festa» ha detto la Tumini.
La giovane ha frequentato il liceo classico Giulio Cesare a Rimini insieme alla Minetti. Poi si è laureata in legge e ora sta studiando economia. Raggiunta al telefono dall’Ansa, non ha voluto approfondire la vicenda in attesa degli sviluppi giudiziari
E intanto ha ridimensionato l’amicizia con la consigliera del Pdl lombardo: «Anche sull’amicizia con la Minetti – ha precisato – ci sarebbero cose da chiarire. Un conto è l’amicizia del liceo, lasciata nel dimenticatoio, eravamo quasi bambini e poi i rapporti si erano molto allentati. Abbiamo fatto il liceo insieme. Questo sì, basta».
Dagli atti che i pm di Milano hanno allegato alla richiesta di autorizzazione a procedere alla perquisizione degli uffici di Giuseppe Spinelli emerge inoltre che era anche Silvio Berlusconi a contattare le ragazze e a invitarle direttamente alle serate nella sua villa ad Arcore.
Inquirenti e investigatori nelle carte ricostruiscono, tra le tante, anche la serata del 26 settembre scorso a Villa San Martino alla quale hanno partecipato 12 ragazze e un giornalista di Mediaset.
«L’invito a partecipare alla cena – si legge nel documento – è giunto da Silvio Berlusconi che contatta o viene contattato dalle ragazze, invitandole direttamente o tramite alcune di loro (nel caso specifico gli inviti sono stati formalizzati nel corso di una cena svoltasi il 25.09.2010 ad Arcore)».
In un’intercettazione riportata negli atti della procura di Milano Roberta Bonasia, una delle ragazze che hanno frequentato i festini del premier (da alcuni indicata come la fidanzata del Cavaliere), riferisce che Berlusconi le chiese di procurargli numeri di telefono di giovani che partecipavano a Miss Italia. Bonasia è entrata tra le 60 finaliste del concorso nel settembre scorso. Parlando il 20 settembre al telefono col fratello Stefano, lo informa della richiesta di Berlusconi. «…Poi mi fa “me l’hai preso allora qualche numero di telefono”?
“Guarda te ne ho presi un paio ma non è che c’era questo granchè di fighe”, gli ho detto».
Successivamente, sempre parlando al telefono con il fratello, la ragazza torna sull’argomento. «Mi devi aiutare, devo trovare delle ragazze da portargli perchè adesso sabato e domenica..lui adesso va a Roma oggi pomeriggio..poi sabato e domenica deve tornare, torna su. Siccome mi aveva chiesto alcune ragazze…gli ho detto che i numeri ero riusciti a prenderli». Continuando a parlare del premier, Roberta Bonasia racconta: «E poi lui mi fa: “eh ti avevo detto di occuparti delle ragazze, non sei riuscita a fare niente!” Sai, mi ha trattata un po’ così; gli faccio: “non è vero, te li ho presi i numeri, no? Te li ho presi di tre ragazze, ma perchè le altre facevano schifo. Sono tre ragazze, ma di alto livello”.
Lui fa: “sabato portamele”. Perchè quindi le vuole sabato e domenica. Mi ha detto: “tu digli che si paghino il viaggio fin qua, no digli che”, mi ha detto, “digli che gli paghi tu il viaggio fin qua e poi ci penso io”».
«Volevo dirti una cosa, c’è una persona?… che valga la pena?».
Così Emilio Fede lo scorso 10 agosto si rivolge a Lele Mora per l’organizzazione di una delle tante serate nelle residenze di Silvio Berlusconi. Nella telefonata, una delle tante nelle carte inviate dai pm di Milano alla Camera, Fede chiede a Mora se ha nella sua scuderia una ragazza speciale, «che valga la pena.. che non gli voglio portare troppe persone, una sola!»
Il giorno successivo Fede, sempre al telefono con Mora, commenta, scrivono gli inquirenti, «che, nonostante non siano piaciute hanno avuto “due sottoscrizioni due mila a ciascuno”».
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Gennaio 20th, 2011 Riccardo Fucile
SECONDO LA FIORILLO CHE SI SCONTRO’ CON LA QUESTURA PER L’AFFIDO DI RUBY, ALLA LUCE DELLE ULTIME VERITA’ EMERSE, ANCHE I POLIZIOTTI VANNO PERSEGUITI…E MARONI HA DETTO IL FALSO IN PARLAMENTO
«Penso che il ministro Maroni debba lealtà ai suoi elettori. È il leader di un movimento popolare che ha sostenuto un disegno di legittimazione della politica contro la burocrazia corrotta, contro quella che chiamavano “Roma ladrona”. E qui è in gioco il rispetto delle regole e della legalità ».
Annamaria Fiorillo, il pm del minorile che a novembre ricorse al Csm contro la ricostruzione della notte in questura di Ruby fornita in parlamento dal responsabile del Viminale, ha appena letto l’invito a comparire per Berlusconi.
Dove, già nel primo capo d’imputazione, si legge che l’affido della minorenne marocchina fu «disposto ed attuato in palese violazione delle istruzioni impartite dal pm presso il tribunale per i minorenni, dottoressa Annamaria Fiorillo, di turno quella notte».
Più avanti, è riportato il concitato dialogo tra lei e i funzionari di polizia che cercavano per lei – malgrado le resistenze del magistrato – una soluzione che assecondasse le richieste del premier.
Cos’ha provato, leggendo gli atti? Si è sentita tradita?
«È una conferma di quel che pensavo. E cioè che sia stata calpestata l’autorità giudiziaria. A questo punto voglio andare avanti. Tuttavia, negli atti è riportata solo la prima telefonata, non la seconda, quella in cui io mi scontro con il funzionario di polizia Giorgia Iafrate e mi oppongo all’affidamento alla Minetti. Spero siano accertate le responsabilità anche dei funzionari di polizia che mi hanno nascosto la telefonata di Berlusconi: lì l’abuso è più evidente».
Come avrebbe reagito, se gliel’avessero detto?
«Mi sarei comportata esattamente allo stesso modo: avrei negato l’affido della ragazzina».
Ritiene responsabile anche Maroni?
«Lui ha avallato il comportamento delle forze dell’ordine, che hanno disatteso le mie prescrizioni. Lo ha fatto, credo, perchè è ministro dell’Interno e doveva rispondere alla ragion di Stato o alle alleanze politiche. Lo dico perchè ritengo sia un uomo intelligente, non credo che non si sia documentato su quel che realmente è avvenuto quella sera. A me, però, adesso interessa solo la ricostruzione della verità ».
Annamaria Fiorillo si definisce un’idealista.
«Credo nell’utopia – ha scritto nella sua richiesta d’intervento al Csm, destinato a un’archiviazione che nel merito, però, potrebbe darle ragione – Cambiano gli uomini al potere, cambiano i governi e le istituzioni, ma la legge ci preserva dal caos. E noi magistrati, persone comuni, quando esercitiamo la nostra funzione, siamo i custodi della legge».
Dopo che ha contestato pubblicamente la versione di Maroni, l’hanno accusata di voler mettersi in mostra.
«Lo avevo messo in conto. E forse avrei potuto starmene bella tranquilla, la verità sarebbe venuta egualmente a galla, grazie alla competenza dei miei colleghi. Ma io non potevo resistere: quando il ministro dell’Interno è andato in parlamento che l’affido l’avevo autorizzato io, non ce l’ho fatta…».
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Gennaio 19th, 2011 Riccardo Fucile
“NON ASPETTAVA L’ORA DI DIFENDERSI IN TRIBUNALE”, MA ORA SCAPPA CON L’AVALLO DEL “PARTITO DEI CONIGLI”… SOMMERSO DA INTERCETTAZIONI VERGOGNOSE CHE AVREBBERO FATTO SCOMPARIRE QUALSIASI LEADER POLITICO OCCIDENTALE, ORA SE LA PRENDE COI FINIANI PER AVER BLOCCATO LA CENSURA SULLE INTERCETTAZIONI… DOBBIAMO ESSERE GRATI A FINI, ALTRIMENTI QUEL PUTRIDUME EMERSO SUI FESTINI AD ARCORE GLI ITALIANI NON L’AVREBBERO MAI CONOSCIUTO
Il partito degli accattoni di voti, dopo aver comprato quattro disperati e superata la
prova del voto di fiducia, ora si accinge a tentare di nascondere sotto il tappeto dell’intrallazzo, il lurido polverone sui festini di palazzo, sollevato dalla Procura di Milano.
Mentre domani si forma il gruppo dei venduti, alias degli irresponsabili, senza essere riusciti ad aggregare nessun nome nuovo rispetto al mercato di meretricio che li ha visti battere intorno ai lampioni di Montecitorio in attesa del “prezzo giusto”, e mentre l’opinione pubblica ( 8 italiani su 10, secondo la Ipsos) chiede al premier di presentarsi in tribunale a Milano per chiarire la sua posizione sul caso Ruby, qualcuno cerca l’ennesimo giochino.
Dopo aver dichiarato “non vedo l’ora di presentarmi in tribunale a Milano per difendermi da certe infamità “, adesso, dopo ampi consulti legali, si è deciso di scappare come i vigliacchi.
Il “Partito dei conigli” cercherà di trasferire l’inchiesta al tribunale dei ministri e far votare in tal senso la Camera: questa operazione permetterebbe di rendere nulle tutte le intercettazioni fatte.
Mentre Napolitano e il Vaticano chiedevano chiarezza, mentre la stampa internazionale ormai ci considera peggio dei Paesi del Terzo Mondo, mentre il popolo italiano e lo stesso elettorato di centrodestra voleva che il premier non si sottraesse al confronto con la magistratura, ha vinto la fuga e la diserzione, tipica dei furbetti del quartierone.
Con il contorno di menzogne sparse dai servi di corte del tipo “non esiste concussione se il funzionario di polizia nega di essere stato corrotto”.
Palle: il funzionario puo’ anche non ammettere, ma la realtà lo smentisce. Non ci fu procedura regolare se una minorenne viene “affidata” prima che la Questura di Milano mandi un fax a quella di Messina per avere l’autorizzazione dei familiari di Ruby (che arriverà quando ormai Ruby dormiva tranquilla a casa della prostituta brasiliana che la ospitava).
Sono circostanze chiare e certe, quindi i conigli tacciano per pudore almeno.
Oppure la tesi “non esiste prostituzione minorile se Ruby nega di aver avuto rapporti con il premier”
Palle, visto che negherebbe dopo aver dichiarato di aver chiesto “5 milioni di euro al premier per tacere sia dei rapporti sessuali avuti che del fatto che il premier fosse a conoscenza che non era maggiorenne”.
Quanto sopra attestato da numerose e collimanti dichiarazioni fatte a più persone e intercettate.
E la Procura di MIlano è stata corretta a non allegare agli atti le 100 telefonate tra Ruby e Berlusconi, altrimenti ne avremmo lette delle belle.
Ci sono italiani che vogliono farsi prendere per il culo dal partito degli accattoni diventato pure dei conigli?
Sprofondino pure nella loro melma, giustifichino pure tutto.
Vorremmo solo vedere la loro reazione se venissero a conoscenza che la propria figlia sedicenne frequenta un 72enne e concede prestazioni sessuali in cambio di denaro.
A parte qualche rifiuto umano, immaginiamo l’indignazione di questi bravi borghesi contro il vecchietto debosciato e perverso che ha osato insidiare la propria figliola.
Lo aspetterebbero sotto Palazzo per sputargli in faccia, se non peggio.
Invece si è risvegliata l’Italia dei puttanieri che giustifica il vecchietto, basta che la parte della troia non la interpreti la propria figlia.
Ma che bella etica pubblica ci ha insegnato questo governo di pseudodestra, ma che bella immagine dell’Italia sta facendo veicolare nel mondo.
E sapete di chi è la colpa?
Di Fini, ovvio, che “ha impedito l’approvazione” di quella canagliesca legge che vietava le intercettazioni.
Così oggi gli italiani non saprebbero una mazza di cosa succede a Palazzo.
E allora, se ancora un piccolo spicchio di libertà esiste nel nostro Paese, grazie Gianfranco per aver impedito che agli italiani venisse negata anche questa verità .
E si vada presto a votare per ristabilire il decoro della nostra nazione e ridare dignità a una destra vera.
Una destra di uomini, non di vigliacchi e di disertori.
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Gennaio 19th, 2011 Riccardo Fucile
UN REPORTAGE SUGLI ULTIMI SVILUPPI DELL’INDAGINE RELATIVA AL PREMIER ITALIANO SULL’AUTOREVOLE QUOTIDIANO STATUNITENSE… “GLI ITALIANI PREOCCUPATI DALLA FRATTURA TRA I MALI DEL PAESE E LE PRIORITA’ DEL CAPO DEL GOVERNO”
“In Italia, dove una facciata di moralità cattolica nasconde una alta tolleranza di rapporti illeciti, Berlusconi è stato segnato dagli scandali per anni. Ma questa volta, con il premier che rischia l’incriminazione e con le intercettazioni che presentano un quadro di un sordido mondo di orge e ricatti di prostitute, le cose cominciano ad apparire diversamente”.
E’ lucido e impietoso il reportage di Rachel Donadio da Roma sugli ultimi sviluppi delle vicende italiane.
“Berlusconi è sopravvissuto a stento a due voti di fiducia a dicembre e ora potrebbe vedersi costretto a nuove elezioni se uno degli alleati della sua incerta coalizione si dovesse ritirare”.
La sintesi della vicenda, compito non certo semplice, porta il Nyt a concludere che “Lo scandalo ha un cast di personaggi che riempirebbe un’intea soap opera”.
La sostanza dell’inchiesta – basata su “intercettazioni stupefacenti” – appare incontrovertibile: “Le intercettazioni pubblicate danneggiano l’immagine da superman che Berlusconi ha aiutato a coltivare”.
“In un messaggio televisivo, un Berlusconi teso, il volto ricoperto di fondotinta, ha attaccatoi magistrati che stanno indagando su di lui (….) Seduto davanti a uno sfondo di foto di famiglia Berlusconi ha aggiunto che le sue feste si svolgevano “nella più assoluta eleganza, decoro e tranquillità “.
Oltreoceano, si fa fatica evidentemente a concepire l’evidenza di quel che sta accadendo in Italia.
“Spiegare questa storia ai lettori americani è una vera sfida”, ci dice Rachel Donadio .
Ad esempio, la ormai nota frase di Ruby riportata dalle trascrizioni delle intercettazioni in cui la ragazza così si riferiva a Noemi Letizia “Per lui lei è la pupilla e io il culo”, ha creato dibattito tra Roma e New York.
“Il New York Times ha un codice di stile molto rigoroso che non permette di riportare parolacce o volgarità compreso ass (culo), nè consente formule tipo ‘c….’ o eufemismi allusivi (“ha usato un altro termine per fondoschiena”).
Ho sostenuto un dibattito piuttosto divertente con i miei editor su quella frase. Alla fine, hanno vinto loro.
Hanno detto che “culo” non era così essenziale ai fini della storia perchè ci fosse bisogno di stamparlo.
Ma – conclude – con tanta abbondanza di altro ottimo materiale, non penso proprio che la storia ne abbia sofferto!”.
Lo sputtanamento del nostro Paese continua: grazie Silvio.
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Gennaio 19th, 2011 Riccardo Fucile
“HO FATTO SESSO CON LUI, SAPEVA CHE ERO MINORENNE”….LE TELEFONATE CON IL RAGIONER SPINELLI CON IL QUALE LA RAGAZZA BATTE CASSA… “FREQUENTO SILVIO DA QUANDO AVEVO 16 ANNI, MA HO SEMPRE NEGATO PER SALVAGUARDARLO”
Un’utenza telefonica dove contattare il presidente. Ma anche decine e decine di
conversazioni dirette, cristallizzate dai tabulati acquisiti dagli investigatori milanesi, almeno fino all’ottobre scorso, tra Ruby Karima e Silvio Berlusconi. Per non parlare, infine, dell’inizio delle visite ad Arcore che, con tutta probabilità , sarebbero partite quando la ragazza aveva ancora 16 anni.
Ruby ha azzardato richieste ai più stretti collaboratori del Cavaliere fino al 19 ottobre scorso, quando con insistenza si fa sotto con il tesoriere personale del premier, Giuseppe Spinelli.
La marocchina non ha timore a chiamarlo, nonostante il premier sia da diverse settimane a conoscenza della sua testimonianza ai magistrati e, secondo quelle che sono le sue parole, l’abbia pregata in tutti i modi di ritrattare.
Dal tenore delle telefonata, la giovane marocchina, batte insistentemente cassa: “Non ha novità ?”.
E Spinelli: “Non sono stato autorizzato a fare nulla, ecco….”.
“Ma c’ha parlato? (con Berlusconi, ndr)”, chiede allarmata Ruby.
“Ho accennato, ma avevo molte cose e il tempo era pochissimo”.
Ma non è tutto.
Che ci siano stati contatti diretti con il premier è un dato certo, ma soprattutto inedito.
Il contenuto è coperto dall’immunità , ma Berlusconi ha sentito, almeno circa un centinaio di volte, la giovane marocchina.
Tra le testimonianze raccolte, anche quella di un’amica di Karima.
“Ricordo – spiega agli inquirenti che le chiedono di dire se Ruby le avesse raccontato di alcune sue amicizie con gente famosa – che diceva di essere molto amica del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. È stata spesso, a suo dire, a casa del premier dove ha cenato, ballato e fatto sesso con lui, che le dava molto denaro”.
In più, lo scorso 13 dicembre si aggiunge un altro tassello non proprio secondario.
I tre pm titolari dell’inchiesta (Ilda Boccassini, Pietro Forno e Antonio Sangermano), convocano anche un carabiniere, Floriano C., che dai tabulati telefonici acquisiti agli atti, risulta avere avuto un rapporto stretto con la ragazza marocchina.
La data del suo interrogatorio è importante.
Avviene una settimana prima dell’iscrizione nel registro degli indagati di Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile.
Floriano ricorda di aver incontrato “per la prima volta Ruby nel maggio\giugno 2009 nella discoteca di Milano Old Fashion”.
I due si “annusano”, fanno due chiacchere e poi si scambiano i rispettivi numeri di telefono.
“Dopo circa due settimane – ricorda a verbale il carabiniere -, Karima mi contattò e mi chiese se potevamo andare a bere qualcosa insieme”.
Il racconto registra una prima brusca frenata degli investigatori: “Lei sapeva che Ruby era minorenne?”.
“Non l’ho saputo subito, me lo ha detto però nel 2010 intorno a gennaio\febbraio”.
Floriano conferma anche di aver ricevuto delle confidenze dalla giovane. “Ricordo che quando mi parlò della sua conoscenza con il presidente del Consiglio e del fatto che aveva anche un’utenza dove poterlo contattare mi fece vedere anche un numero sul suo display (del telefonino, ndr) – assicura il carabiniere -. Non avevo creduto a quello che lei mi aveva raccontato circa l’invito, ora che mi viene in mente forse mi aveva detto due volte, che era andata alla residenza del presidente insieme ad altre ragazze. Soltanto quando sui giornali ho letto il coinvolgimento di Ruby ho pensato “allora quello che mi raccontava era vero””.
Le date vanno focalizzate. Sono fondamentali.
Secondo le sue parole, tra il “gennaio-febbraio” del 2010, Ruby avrebbe confidato la sua età e le frequentazioni altolocate.
L’atto d’accusa formulato dalla procura di Milano per il reato di “prostituzione minorile”, in realtà , si ferma al febbraio scorso.
Il carabiniere, invece, fissa antecedentemente l’evolversi della conoscenza tra il Cavaliere e Ruby, senza incertezze.
“Ruby le disse se anche altre persone sapevano che era minorenne?” viene incalzato il testimone.
“Mi confidò che all’inizio della sua conoscenza con il Presidente del Consiglio, neanche lui sapeva che era minorenne, dopo di che Ruby lo aveva informato”.
Falso, vero? Il carabiniere, sotto giuramento, è certo del suo ricordo.
“Queste confidenze Ruby me le ha fatte proprio quella sera in cui venni a conoscenza che lei non aveva ancora 18 anni. Sono certo di poter collocare il fatto tra il gennaio-febbraio 2010, ed in questo frangente, lo ripeto, che mi confidò anche del fatto che il Presidente aveva saputo da lei che era minorenne”.
Se questa ricostruzione corrisponde al vero, l’autodifesa del Cavaliere viene smentita. Non solo.
Le frequentazioni, giura il testimone a verbale, tra Ruby e Silvio Berlusconi, erano antecedenti al gennaio 2010. Ruby, nata il primo novembre del 1992, vuole dire che ha varcato per la prima volta il cancello di Arcore quanto meno poco dopo aver compiuto i 17 anni.
Un dato che confermerebbe un’altra intercettazione captata dalla sezione di polizia giudiziaria della procura milanese.
Il 26 ottobre scorso, con un’amica, la giovane confessa “… io frequento casa sua da quando c’avevo 16 anni….”.
Emilio Randacio
(da “la Repubblica“)
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