Gennaio 19th, 2011 Riccardo Fucile
PER LA CHIAMATA NOTTURNA IN QUESTURA SCATTA LA CONCUSSIONE: ABUSO NON DI POTERE, MA DI FUNZIONE… L’ATTENZIONE DEI GIUDICI MILANESI PER EVITARE CONFLITTI DI COMPETENZA… ALLEGATE CARTE, RICEVUTE BANCARIE, FOTOCOPIE DI BANCONOTE, CANONI DI LOCAZIONE, REFERTI MEDICI, INTERROGATORI, RAPPORTI DI POLIZIA
Forse è rimasto deluso chi si aspettava di trovare tra gli atti allegati dell’invito a comparire per Silvio Berlusconi, fotografie imbarazzanti e registrazioni in diretta dei «bunga bunga parties» di Arcore.
Ma in realtà le 389 pagine del documento inviato alla Camera raccontano un’indagine ben più rigorosa del colpo ad effetto, consono magari a un settimanale di gossip ma non a una procura.
E allegano carte, ricevute bancarie, fotocopie di banconote da 500 euro, canoni di locazione, rapporti di polizia, referti medici, interrogatori e, infine, intercettazioni inequivocabili che spiegano meglio di qualche fotografia scollacciata, quanto avveniva ad Arcore e quanto successe la sera tra il 27 e 28 maggio scorso alla questura di Milano per la «liberazione» di Karima-Ruby Rubacuori.
La cui fragilità di ragazzina randagia appena diciassettenne, accecata dallo sberluccichio delle feste di Arcore, non passa tanto dalle vanterie con amici e genitori («Gli ho chiesto 5 milioni per sistemarmi») ma emerge da una decina di telefonate pietose e piene di timore al gelido cassiere del presidente, il ragionier Giuseppe Spinelli, per ottenere alla fine 5000 euro: «Pronto signor Spinelli, sono la Ruby…». Spinelli: «Sì, eeeeh, non ancora nessuna notizia, forse stasera…». Ruby: «Sì, sì, no, no, lo so, lo so. Gli volevo dire di non scordarsi di parlare con lui…».
E’ «nella merda» Ruby Rubacuori, perchè è già stata interrogata dai pm e nell’entourage del presidente lo sono venuti a sapere.
Non è più «la nipote di Mubarak» con cui prendere in giro i poliziotti, ma soltanto una figura imbarazzante, da tenere lontana.
E lei, per la quale Emilio Fede si commosse in pubblico quando la conobbe nel 2009 a un concorso di bellezza a Taormina (gli investigatori allegano persino il suo discorso: «’Sta ragazza di 13 anni non ha più i genitori… e allora mi sono impegnato, e lo farò senza pubblicizzarlo, per aiutarla») non sa più a chi rivolgersi.
I rapporti, le telefonate e i versamenti bancari di «Spin», come lo chiamano le ragazze di via Olgettina tra loro, valgono più di mille foto: se anche Ruby sapeva a chi rivolgersi per ottenere dei soldi è perchè per un certo periodo, da febbraio a maggio, è stata tra le favorite dell’harem del Cavaliere.
E a Spinelli è stata indirizzata da Nicole Minetti che gestisce capricci e appartamenti per le ragazze del «Boss of the bosses».
«Spin» paga tutte ma solo se lo dice «il Presidente».
In contanti, ovvio.
Ma anche con versamenti bancari: risultano persino due bonifici da 10 mila euro ciascuno, presso la filiale del banco di Sardegna di via Solferino, fatti a nome di Silvio Berlusconi come prestito infruttifero a favore della starlette Sarcinelli, una delle più assidue ad Arcore.
«Spin» paga persino Lele Mora in una riffa con Emilio Fede (come il Gatto e la Volpe: «800 mila a te, 400 mila a me»).
E soprattutto paga Ruby: non solo con le buste alla fine dei 9 o 10 incontri ad Arcore, ma altri 5000 euro in contanti all’inizio di ottobre, quando poi a Genova Ruby verrà fermata dalla polizia e dovrà giustificare quei soldi con una bugia: «Me li ha dati Lele Mora».
Invece la ragazza è già sotto controllo e le modalità di consegna del denaro vengono captate in diretta dagli inquirenti: «Signor Spinelli, sono qui a Milano 2 davanti all’hotel Jolly, ma non riesco a trovare il suo ufficio…».
Basterebbe questo per sostenere in aula l’accusa di aver avuto «rapporti sessuali con una minorenne».
Ma poi ci sono le telefonate in cui Ruby si vanta di aver «appena parlato con Lui», «con Papi», o anche «con il presidente».
Dove dice che il Cavaliere «la ricoprirà d’oro» e che le consiglia «di fare la pazza», di non raccontare.
Lei si eccita persino dopo la votazione per la fiducia al governo del 14 dicembre («Finchè c’è lui, io mangio!»).
E se ci sono le telefonate con gli amici, ci sono evidentemente anche le telefonate con Berlusconi visto che il cellulare della minorenne era costantemente controllato.
Registrazioni che però i magistrati, in ossequio alle nuove leggi, hanno deciso di non utilizzare. Almeno in questa fase.
Una mole di riscontri: per supportare l’accusa di concussione, il reato più grave e «blindato», ma anche per dimostrare che per indagare sul presidente del Consiglio si è proceduto con lo scrupolo dovuto a una alta carica istituzionale, andando financo a rintracciare le registrazioni delle prime conversazioni tra il magistrato del tribunale dei Minori, Fiorillo, e la pattuglia che fermò KarimaRuby il pomeriggio del 27 maggio scorso in corso Buenos Aires a Milano.
Dove le parole degli agenti e le indicazioni del magistrato sono chiare: «Quindi non la rilasciamo per niente, va in una comunità di pronto intervento».
O in alternativa, aggiunge il pm, va trattenuta in questura fino all’indomani.
E i poliziotti si attivano in questo senso fino a quasi mezzanotte, quando la telefonata di Berlusconi, che chiederà «l’affidamento» della giovane Karima al «Consigliere della Presidenza», Minetti, in quanto la ragazza «risulta essere parente o nipote del presidente egiziano Mubarak», non ingarbuglierà la procedura.
Una burla, se non fosse che proprio questo telefonare di Berlusconi perfeziona il reato di concussione per un abuso non di potere (che avrebbe portato il reato dritto davanti al tribunale dei ministri e sarebbe esistito se Berlusconi invece di chiamare direttamente la questura avesse esercitato le sue pressioni sul ministro degli Interni) ma di una «funzione», quella di primo ministro, per indurre la polizia a rilasciare al più presto Ruby ed evitare che potesse raccontare le sue serate ad Arcore.
Paolo Colonnello
(da “La Stampa“)
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Gennaio 19th, 2011 Riccardo Fucile
“LO SO, I VIDEO CI SONO: QUELLO DOMANI RICOMINCIA CON I BUNGA BUNGA” ….L’IMPRESARIO DEI PAPARAZZI: “BERLUSCONI AIUTA SEMPRE I SUOI SERVI”…”QUELLO E’ FUORI DI TESTA, E’ MALATO DI SESSO”
Corona: “Lo so, i video ci sono, quello ricomincia domani con i bunga bunga”, assicura
Fabrizio Corona, l’impresario dei paparazzi condannato nei processi dello scandalo Vallettopoli che di ricatti e segreti se ne intende.
Corona, perchè dice in giro che ci sono foto dei festini di Arcore?
Perchè ci sono eccome! E pure i video.
Ma lei li ha visti?
No, ma so che ci sono filmini e immagini dei bunga bunga, anche quelle più intime . È normale no? Sono così stupidi che non controllano.
Di chi parla scusi?
Della sicurezza di Berlusconi! Vi sembra logico che facciano entrare gente così con telefonini, registratori e telecamere?
A parte le registrazioni della D’Addario, però, non è emerso mai nulla.
Questo perchè, da tanti anni, le ragazze ci guadagnano molto di più a tenersi tutto per sè…
Ruby ha chiesto 5 milioni al Cavaliere per tacere. Pensa che lui paghi il silenzio di tutte?
Intanto molte hanno velleità artistiche, e se si mettono contro di lui avranno tutte le porte chiuse in faccia.
Lasci stare le cose ovvie.
E poi tutte loro, quando vogliono, vanno da Papi e gli chiedono contanti. In cambio tengono i telefonini nei cassetti.
Quindi lo ricattano
Ma no, perchè? Lui è generoso, è felice di farlo perchè ha proprio tantissimi soldi, neanche ci si immagina quanti.
A proposito, si dice che lo ricatti pure lei.
Io? Non l’ho neanche mai incontrato.
Quindi non c’è nessuna foto compromettente del premier nei suoi archivi?
Naaaaa… E poi i pm lo sanno che ho delle cosucce da parte, eppure i miei archivi segreti non li toccano.
Ogni volta che va ospite nei programmi Mediaset, come Matrix, viene pagato moltissimo.
Sì, 25 mila euro a botta.
Non è che la tengono buono così, o dandole una particina nelle fiction?
Ma lo sa lei quanto share faccio io? Ogni volta che vado in tv è un evento storico.
Addirittura
Sì, e poi quando ho bisogno di soldi mi faccio fare due foto con Belèn e le vendo: ci pago le vacanze e curo la mia immagine.
Ha visto che persino Emilio Fede fa la cresta a Berlusconi?
È la cosa più incredibile che è uscita nelle intercettazioni. Che uno a 79 anni si metta a spillare 400 mila euro al suo capo…
Che fa, il moralista?
Bè, lo trovo ridicolo. Berlusconi, da uno prostrato come Fede, non se l’aspettava di sicuro.
Pare siano in tanti a usarlo come presidente-bancomat.
Eh già ! I soldi a Mora però sono un’altra cosa: glieli ha dati perchè è lui che gli trova sempre le fighe. E Berlusconi aiuta sempre i suoi servi: Mora, Fede, Nicole Minetti.
Pensa che assista pure Noemi Letizia così, magari, non parla delle serate a Villa Certosa quando ancora era minorenne ?
Noemi ormai è finita, dimenticata. Sicuramente, però, Berlusconi le manda soldi ogni volta che glieli chiede.
Come trova l’annuncio della fidanzata?
Meraviglioooso. Strategia ge-nia-le.
Esiste davvero?
No.
Chi sarà la prescelta?
Una ragazza perbene, almeno apparentemente. Ci sta lavorando Alfonso Signorini, ma il nome non lo so.
Adesso, almeno per un po’, il Cavaliere dovrà smetterla con i festini.
Scherza? Quello è fuori di testa, è malato di sesso, ricomincia domani stesso a fare il bunga bunga. Ormai sa che è alla fine, vecchio, quasi morto: perchè dovrebbe smettere? Finchè può, si gode la vita.
Un po’ come lei, che rischia il carcere.
Eh già . Con la differenza che io probabilmente in galera ci finisco, Berlusconi, invece, si fa le leggi apposta e dietro le sbarre non lo vedrete mai.
Beatrice Borromeo
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Gennaio 19th, 2011 Riccardo Fucile
UNO SCIAME DI CAVALLETTE ASSATANATE E DI SANGUISUGHE PARASSITE TUTTE ADDOSSO AL POVER’UOMO CHE SI ILLUDE DEL “PIACERE DELLA CONQUISTA”…UN CLASSICO CASO DI CIRCONVENZIONE DI INCAPACE DI MASSA…SI PRESENTI IN TRIBUNALE CON UNA INFERMIERA STILE BUNGA BUNGA: PASSARE PER PAZZO PER LUI SARA’ FIN TROPPO FACILE
Per spiegare Tangentopoli, il pm più spiritoso di Mani Pulite ripete spesso: “In ogni economia il numero dei ladri non può mai superare il numero dei derubati. Quando i ladri arrivano al 51% cominciano a derubarsi fra loro e il sistema implode”.
Ora ci risiamo. Umilio Fede che fa la cresta sui “prestiti” del Caimano a Lele Mora è l’emblema di una corte famelica e predona, dove tutti derubano tutti e alla fine chi paga il conto è sempre Lui, il povero Berlusconi.
Una certa Faggioli ha fretta, “mi restano solo mille euro, devo fare cassa per forza”, e aspetta speranzosa un nuovo Bunga bunga.
Ma corre voce che Lui “voglia ridurre le cene” e soprattutto i dopocena, così una tale Iris medita: “È ora che iniziamo a rubare qualcosa in casa”.
Un’altra ipotizza la soluzione finale: “Che palle ‘sto vecchio, fra un po’ ci manda affanculo tutte quante… quella è la volta buona che lo uccido… vado io a tirargli la statua in faccia”.
Cioè: lui s’illude di averle fulminate col suo charme, “volete mettere il piacere della conquista?”.
E quelle, subornate dal partito dell’odio, lo chiamano “la nostra fonte di lucro”, “che schifo quell’uomo”, “l’ho visto out, ingrassato, imbruttito, più di là che di qua, è diventato pure brutto (prima invece era un figo pazzesco, ndr): deve solo sganciare. Spero sia più generoso, io non gli regalo un cazzo…”.
Uno sciame di cavallette assatanate e sanguisughe parassite, tutte addosso a quel pover’ometto, fra l’altro anziano e gravemente malato, a succhiargli il sangue (anche).
A lui che ha già dovuto pagare Craxi, finanzieri, giudici, Mills, un migliaio di parlamentari (i “responsabili” due volte, comprati e ricomprati), servi, giornalisti, giornalisti servi, papponi, ruffiani, mezzane, mignotte (due volte, per i Bunga bunga e poi per il silenzio), e ora deve pure comprarsi una fidanzata.
E cos’è, un bancomat?
Un caso di circonvenzione di incapace, ma di massa.
E dire che lui, a modo suo, tentava di comunicare la sua infermità : quando ne faceva travestire qualcuna da infermiera è perchè aveva bisogno di cure, altro che giochini erotici.
Solo che quelle non capivano, e nemmeno Lele Mora, che così erudiva una pupa: “Visto che sarai l’infermiera ufficiale, devi fargli uno scherzo… devi prenderti su… quello che misura la pressione finto e poi un camicione”. Roberta: “Quello da dottoressa… con sotto niente ovviamente…”. Lele: “Lo devi comprare oggi… poi ti metti lo stetoscopio sulla camicina da infermiera e sotto le autoreggenti bianche…”. Roberta: “Guarda Lele lo faccio, ti giuro… non mi manca il coraggio”. Lele: “Gli dici: ‘Sorpresa! Sono l’infermiera, la devo visitare…’”. Roberta: “Una visita privata per accertarmi il suo stato di salute…”. Lele: “Esatto… sai quanto si diverte lui… da ridere da morire”. Roberta: “Infatti per quel poco che l’ho conosciuto sta allo scherzo”. Lele: “Sì, sì, fa il finto malato”. Roberta: “Sì, l’ha già fatto proprio ieri sera”. Lele: “Comunque impressione ottima, meravigliosa. Si prevede un grande futuro per te, amore”.
Gente insensibile: quello sta male davvero e pensano che finga.
Ora il povero infermo rischia grosso, anzi può dirsi fortunato: chiunque altro, al posto suo, sarebbe già in galera.
Le richieste a Ruby “racconta cazzate, cerca di passare per pazza” in cambio di soldi sono un caso da manuale di inquinamento probatorio.
Per molto meno c’è l’arresto in flagrante. Ma lui, volpino, ha l’asso nella manica.
Dalla lettura delle carte già s’intravede l’arma segreta: basta coltivarla e tutto andrà per il meglio.
Dia retta a noi, Cavaliere, che le vogliamo bene. Lasci perdere i cattivi consigliori che le rubano parcelle da favola e la mandano a sbattere con le solite leggi ad personam o le solite ricusazioni che non funzionano mai.
Adotti la difesa di Michele Misseri modello Arcore.
Si presenti in tribunale con un’infermiera armata di stetoscopio e pompetta per la pressione.
Passare per pazzo, per lei, è più facile che per Ruby e per lo zio di Sarah: basta qualche cazzata di repertorio e il gioco è fatto.
La seminfermità mentale non gliela leva nessuno.
Marco Travaglio
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Gennaio 19th, 2011 Riccardo Fucile
I SINDACATI DI POLIZIA CHIEDONO CHE I PM FACCIANO CHIAREZZA SULLE SERATE AD ARCORE IN CUI L’UNIFORME SAREBBE STATA USATA IN GIOCHI EROTICI… “AGIRE NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COME SI AGIREBBE VERSO UN QUALSIASI CITTADINO”
Sono “scoraggiati” e “indignati” per lo scandalo che ha investito, ancora una volta, il
presidente del Consiglio.
Parlano a nome degli agenti, uomini e donne, che indossano la divisa della polizia di Stato, la stessa che, stando ai racconti di una testimone, sarebbe stata usata nel corso dei giochi erotici organizzati nella sala sotterranea del bunga bunga, nella villa di Arcore.
I sindacati di polizia chiedono che la magistratura vada avanti con il suo lavoro, e pretendono che venga fatta chiarezza su una pagina che li mette in imbarazzo.
Alcuni preferiscono non parlare. “Aspettiamo notizie certe” dicono, anche se poi, gli stessi, ammettono: “Se sarà tutto confermato, è una vergogna”.
Tra quelli che commentano le ultime rivelazioni dell’inchiesta sui festini di villa San Martino, c’è Sebastiano Di Luciano, segretario generale della Uilps (Unione italiana lavoratori polizia di Stato): “Sinceramente non riesco a crederci. Non voglio fare un discorso di tipo politico, perchè come sindacato noi siamo soltanto per la legalità . In un Paese democratico, con organi democratici – dalla magistratura alle forze di polizia – si deve agire nei confronti del presidente del Consiglio come si agirebbe verso un qualsiasi cittadino. Non ci sono legittimi impedimenti che tengano”.
“Provo sdegno e riprovazione rispetto a questo vicende – dice il sindacalista, che parla a nome dei suoi cinquemila iscritti – a maggior ragione perchè coinvolgono un premier che può contare su un servizio di polizia di prim’ordine”.
Sull’utilizzo di una uniforme della polizia durante le ‘cerimonie’ erotiche che vedevano protagoniste le ragazze invitate dal premier, Di Luciano attacca: “E’ un’offesa allo Stato e alla polizia”.
Punto condiviso da Giuseppe Tiani, segretario generale del Siap: “Se venisse tutto confermato, saremmo di fronte ad un’offesa gravissima e gratuita agli uomini e alle donne che indossano, ogni giorno, la divisa. Una divisa che rappresenta l’unità dello Stato: è un simbolo e, se certe cose sono veramente accadute, sarebbe tutto molto degradante. La divisa non può essere usata come strumento di offesa per le donne. Ma sarebbe anche un’offesa anche nei confronti della Repubblica”.
E solleva un’altra questione: “Se è vero che nei festini sono state usate delle uniformi da poliziotte, bisogna chiarire se fossero vere o meno: nella prima ipotesi, infatti, saremmo di fronte alla violazione di una legge”.
Duro anche il giudizio della Consap, che “si schiera a tutela della professionalità delle donne in polizia, vilipesa dai verbali delle intercettazioni che corredano la chiamata a giudizio del presidente del Consiglio”.
“Qualora queste indiscrezioni di stampa rivelassero un fondamento – sostiene il segretario generale, Giorgio Innocenzi – sarebbe un fatto gravissimo che colpisce l’alta professionalità garantita dalle donne in polizia. Sarebbe altresì evidente il profondo disagio dell’intera categoria, nell’indossare una divisa che sarebbe stata ridicolizzata di fronte all’opinione pubblica nazionale ed internazionale. In tema di scelte di Governo sulla sicurezza, quelle che più ci stanno a cuore, i fatti che stanno emergendo appalesano nel nostro presidente del Consiglio, una personalità sempre meno attenta all’agenda di governo, che si era evidenziata anche nell’assenza in occasione dei provvedimenti che hanno riguardato la sicurezza e la specificità delle forze di polizia, che mai come in questo periodo si sono sempre chiuse con inaccettabili penalizzazioni economiche ed operative”.
Franco Maccari, segretario del Coisp (circa settemila iscritti, area centro-destra), si dice “scoraggiato”:
“Penso a vicende come quelle dei voli di Stato che hanno trasportato Mariano Apicella. Vicende che sono state archiviate. E’ scoraggiante vedere che le denunce, a volte, sono inutili”.
Sul caso di Villa San Martino, il rappresentante degli agenti punta il dito contro le carenze di uomini e mezzi, cui la polizia deve far quotidianamente fronte: “A fronte dell’uso improprio di uomini e macchine per servizi di scorte e tutela, penso al 113 che spesso non ha auto da inviare ai cittadini. Sono in polizia da 27 anni, e una situazione del genere non l’ho mai vista. E’ chiaro che intorno al premier ci devono essere degli agenti a garantire la sua sicurezza. Mi chiedo però cosa facciano. Il problema non è solo della scorta del premier: oggi, in Italia, più di due terzi dei poliziotti usati nelle scorte non servono, e si configurano come uno status symbol”.
Nel caso specifico del presidente del consiglio, Maccari lancia un appello ai poliziotti: “Rinunciate a qualche privilegio, come gli straordinari, e ribellatevi a questi servizi. E’ impensabile fare da scorta a personcine che non dovrebbero avere nulla a che vedere con queste attività di vigilanza. Non si sa chi si porta, chi sono queste persone”.
“La magistratura faccia un lavoro a tutto tondo – conclude il sindacalista – Non voglio sapere con quante persone va a letto Berlusconi, ma voglio solo avere la garanzia che la legge si uguale per tutti”.
Enzo Marco Letizia, che guida l’Associazione nazionale funzionari di polizia, si dice certo che “gli agenti abbiano rispettato la legge”, ma si chiede al tempo stesso quale sia il dispositivo di sicurezza intorno alla villa di Arcore: “Mi auguro che ci sia un sistema di metal detector, fissi o portatili, per verificare se chi entra, può avere con se oggetti atti ad offendere”.
Più netto il giudizio sull’utilizzo di una divisa durante da parte delle giovani amiche del premier: “Se venisse confermato, sarebbe una cosa penosa. Non si scherza con i simboli istituzionali”.
In passato, lo stesso sindacato sollevò forti perplessità in merito ad una posa sexy di Claudia Koll, fotografata in divisa da poliziotta: “Oggi, come allora, il nostro giudizio non può che essere critico”.
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Gennaio 19th, 2011 Riccardo Fucile
LO SCONTRO TRA PM E DIFESA: COSA DICE LA LEGGE SULLA COMPETENZA TERRITORIALE DEI GIUDICI DI MILANO, SUL TRIBUNALE DEI MINISTRI, SUL RITO IMMEDIATO, SUL RINVIO, SULLA GIUNTA AUTORIZZAZIONE DELLA CAMERA… SE I LEGALI DEL PREMIER SOLLEVASSERO CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE, PASSEREBBERO DIVERSI MESI PRIMA DELLA PRONUNCIA DELLA CORTE COSTITUZIONALE
Silvio Berlusconi potrebbe essere processato al massimo a fine marzo per concussione e prostituzione minorile, anche se il presidente del Consiglio ritiene che le accuse siano “risibili”.
La Costituzione e il codice di procedura penale sono la risposta agli ultimi insulti, in ordine cronologico, rivolti dal Cavaliere alla Procura di Milano, colpevole, secondo il premier di aver compiuto “una gravissima intromissione nella vita privata”.
Il procuratore Edmondo Bruti Liberati ha emesso un comunicato per dire che il suo ufficio “prosegue nel suo lavoro quotidiano, in piena serenità , nel saldo riferimento ai principi costituzionali dell’uguaglianza davanti alla legge (art. 3) della obbligatorietà dell’azione penale (art. 112) della presunzione di non colpevolezza (art. 27)”.
Accusa e difesa sono allo scontro frontale non solo dal punto di vista sostanziale (per Ghedini e Longo non c’è nè la concussione nè la prostituzione minorile), ma anche dal punto di vista procedurale.
Ad avviso degli avvocati, la procura non ha alcuna competenza per indagare, quindi sono illegittime le perquisizioni di venerdì scorso, ed è illegittimo l’invito a comparire tra il 21 e il 23 gennaio…
Per i due legali sarebbe competente il Tribunale dei ministri, dunque i magistrati avrebbero dovuto trasmettere gli atti entro i 15 giorni dall’iscrizione nel registro degli indagati, avvenuta il 21 dicembre scorso.
Ghedini e Longo, ufficialmente non hanno ancora dichiarato se Berlusconi si presenterà al Palazzo di Giustizia, ma sarebbero orientati a sollevare sia la questione della competenza sia un legittimo impedimento per evitare l’interrogatorio e prendere tempo.
Per quanto riguarda la presunta incompetenza, in questo momento la difesa può solo inviare una memoria ai pm.
Sulle conseguenze non c’è una risposta univoca perchè manca una normativa relativa alla fase di indagine.
Secondo una sentenza delle sezioni unite della Cassazione, il gip potrebbe esprimersi in merito, dopo naturalmente aver ricevuto il fascicolo dell’accusa. Sulla possibilità di “saltare” l’interrogatorio fissato tra venerdì e domenica, Berlusconi, come tutti gli indagati può non presentarsi senza alcuna giustificazione.
In questo caso i pm sono legittimati a inviare al gip competente (Cristina Di Censo) quelle che ritengono “prove evidenti” per chiedere il giudizio immediato.
Oppure Berlusconi può (come tutti gli indagati) presentare un legittimo impedimento.
Se non è palesemente pretestuoso, i pm ne tengono conto e riconvocano il premier.
Verosimilmente, se anche per le nuove date proposte dalla procura, Berlusconi non si presenta, a quel punto i pm inviano il fascicolo al gip, scrivendo anche una “nota” sul perchè non c’è stata la possibilità dell’interrogatorio, che è anche a garanzia dell’indagato.
Il gip ha 5 giorni di tempo per decidere.
Può respingere la richiesta e rinviare gli atti in Procura.
In quel caso si procede per via “ordinaria”: udienza preliminare dove il giudice, con le parti presenti, decide se rinviare o meno a giudizio Berlusconi. Se invece il gip accoglie la richiesta della Procura, Berlusconi va direttamente a processo.
Nel momento in cui si apre il dibattimento, la difesa può sollevare tutte le eccezioni che il codice prevede, ma sarà sempre il Tribunale a dover decidere se ci troviamo di fronte a richieste legittime o a cavilli.
Potrebbe anche sollevare un conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato davanti alla Corte costituzionale.
Se la Consulta dovesse essere chiamata a decidere, il processo potrebbe restare fermo per mesi. Ma la prescrizione rimane bloccata come nei casi di legittimo impedimento.
Vediamo ora i punti contestati dai legali del premier e cosa dice la legge
Competenza
Il reato più grave è la concussione…
I legali del premier sostengono che la Procura di Milano non è competente da un punto di vista territoriale: Arcore è nel territorio della Procura di Monza.
Ma a Berlusconi vengono contestati la prostituzione minorile e la concussione (avvenuta a Milano).
Secondo l’art. 16 del c.p.p: “La competenza per territorio appartiene al giudice competente per il reato più grave” (in questo caso la concussione)…
Competenza tribunale dei ministri
Non è un caso ministeriale…
Quando una Procura accerta la possibile sussistenza di un reato a carico di presidente del Consiglio o ministri, deve trasmettere gli atti al Tribunale dei ministri.
Ma l’articolo 96 della Costituzione prevede quest’ipotesi quando i politici delinquenti sono indagati per reati commessi “nell’esercizio delle loro funzioni”. Non è il caso della presunta concussione del premier…
Il rinvio
Si deve chiedere per impossibilità …
Si parla di legittimo impedimento per l’interrogatorio di Berlusconi. Anche in questo caso (invito a comparire inviato prima della richiesta di giudizio immediato) c’è la possibilità per l’indagato che voglia presentarsi a rendere l’interrogatorio di chiedere un rinvio per legittimo impedimento (art. 420 c.p.p.). La sussistenza dei motivi sarà valutata dal pm che, qualora lo ritenga sussistente, fisserà una nuova data…
Il Parlamento
La giunta non decide sul processo…
Berlusconi sarà processato qualsiasi cosa dica la Giunta del Parlamento. L’art. 68 della Costituzione prevede che: “Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, nè può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale”. Ma il processo può essere celebrato senza alcun impedimento…
Rito immendiato
L’omessa comparizione.
L’art. 453 c.p.p. prevede che: “Quando la prova appare evidente, il pm può chiedere il giudizio immediato se la persona sottoposta alle indagini è stata interrogata sui fatti dai quali emerge l’evidenza della prova ovvero, a seguito di invito a presentarsi emesso con l’osservanza delle forme indicate nell’articolo 375 comma 3, la stessa abbia omesso di comparire”. Il giudice ha 5 giorni per decidere il rinvio a giudizio…
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Gennaio 19th, 2011 Riccardo Fucile
NEL 2009 I LAVORATORI FIAT HANNO PASSATO UN TERZO DELL’ANNO IN CASSA INTEGRAZIONE, NEL 2010 META’ DELL’ANNO, NEL 2011 SI PREVEDE UN ULTERIORE PICCO…A POMIGLIANO SONO 4.800 I LAVORATORI IN CASSA IN DEROGA, DA SOLI COSTANO 75 MILIONI…SENZA CONTARE LA CASSA ORDINARIA E STRAORDINARIA
La settimana scorsa sono tornati tutti a lavorare a Mirafiori solo giovedì e venerdì,
giusto i due giorni scelti per il referendum sull’accordo sindacale della vigilia di Natale.
Poi di nuovo in cassa integrazione.
Oggi sono di nuovo tutti alle catene di montaggio, ma solo fino a venerdì, la prossima settimane è di nuovo cassa integrazione per tutti.
Ma questo venerdì si fermano, un giorno prima degli altri, gli addetti alla linee della Lancia Musa e della Fiat Idea, che salteranno anche il 31 gennaio, il primo febbraio, il 7,8 e 9 febbraio.
Invece quelli che lavorano alle presse, a monte delle linee di montaggio, saranno fermi anche giovedì e venerdì prossimi, ma anche il 26, 27 e 28 gennaio, il 3 e 4 febbraio, il 10 e l’11 febbraio.
Alla Fiat la cassa integrazione è come l’orario ferroviario, come un palinsesto televisivo.
Un cassintegrato avrebbe bisogno di una segretaria che gli tenga l’agenda per ricordargli quando è giorno di lavoro e quando no.
Nel 2009, mediamente, i lavoratori della Fiat hanno passato un terzo dell’anno in cassa integrazione.
Nel 2010, grosso modo, sono stati costretti all’ozio per metà delle giornate. Nel 2011 la dose di riposo forzato crescerà .
Termini Imerese è ormai ferma, Pomigliano d’Arco attenderà fino alla fine dell’anno la ripresa della produzione con la Panda, Mirafiori inizierà la spettrale attesa del Suv per il mercato americano, previsto per fine 2012.
Nel frattempo , cassa integrazione per tutti o quasi.
A spese dello Stato.
L’orgogliosa rivendicazione di Sergio Marchionne, l’uomo che, in Italia, non prende una lira dallo Stato, è infatti da correggere, almeno parzialmente.
Dal 15 novembre scorso a Pomigliano i 4.800 dipendenti sono entrati in cassa integrazione “in deroga”.
A differenza della cassa ordinaria e straordinaria, che vengono finanziate dall’apposito fondo dell’Inps basato su specifici contributi di imprese e lavoratori, la cassa in deroga è pagata fino all’ultimo euro dallo Stato.
I lavoratori di Pomigliano prendono l’80 per cento della retribuzione e contributi previdenziali pieni: tutto compreso costano attorno ai 1.300 euro al mese (non più di 900 netti in busta paga).
Fatta la moltiplicazione , si vede che per l’anno di attesa della Panda, la Fiat di Pomigliano da sola costerà allo Stato 75 milioni.
Più filosofica la discussione se la cassa integrazione ordinaria e straordinaria si possano considerare soldi pubblici o no.
Aziende e sindacati in genere sono d’accordo nel dire che quei soldi vengono da un fondo finanziato dagli interessati, con i conti perennemente attivi (almeno finora).
La Fiat, come tutte le imprese, versa circa il 2 per cento del salario dei dipendenti. Fiat Auto versa dunque all’Inps, per la cassa integrazione, una quarantina di milioni l’anno.
Sarebbe un calcolo interessante, ma complicato, vedere se la Fiat prende più o meno di quanto versa la fondo della cassa integrazione.
Ma soprattutto c’è da chiedersi se sia da sottoscrivere la linea di aziende e sindacati.
à‰ comprensibile l’intento di difendersi, da ambo le parti, dall’accusa di succhiare la mammella dei fondi pubblici, però dire che i soldi della cassa integrazione sono di chi li usa è come dire che quando uno fa un serio incidente stradale i danni se li paga da solo: in realtà la compagnia d’assicurazione usa anche i soldi versati da chi non fa incidenti.
Così come l’Inps usa per la cassa integrazione anche i fondi versati da chi non ne ha bisogno.
Rimane il dato produttivo.
Nel 2011 la Fiat produrrà pochissime auto.
A Pomigliano d’Arco metà degli addetti saranno richiamati in servizio per due o tre giorni al mese per produrre qualche Alfa 159. A Mira-fiori, a parte l’Alfa Romeo MiTo, prodotta a ritmi pressochè regolari, le linee di montaggio andranno a singhiozzo per produrre qualche unità della Lancia Musa e della Fiat Idea.
A questo proposito può essere utile ricordare che esattamente un anno fa, all’inizio del 2010, l’ennesima dose di cassa integrazione, decisa da Marchionne, fu così accolta dal ministro dei Trasporti Altero Matteoli: “La chiusura degli impianti è una specie di ricatto della Fiat”.
Erano i giorni in cui ci si chiedeva se il governo avrebbe o no confermato per il 2010 gli incentivi all’auto, che avevano sostenuto le vendite nel 2009.
Il governo italiano si accodò all’orientamento prevalentemente in Europa, di chiudere i rubinetti degli incentivi, anche se Marchionne fino a quel momento aveva ripetutamente reclamato l’aiuto pubblico.
Finiti gli incentivi, mentre gli altri produttori europei si davano da fare per vendere lo stesso le auto, anche perchè incoraggiati da aiuti statali mirati che l’Italia non ha dato alla Fiat, Marchionne ha semplicemente sistemato i ritmi produttivi della Fiat sottraendo dai preventivi l’effetto degli incentivi.
Il manager con il maglioncino dice che per spararsi nuovi modelli allettanti aspetta che la crisi finisca.
E così per l’auto italiana il tempo si è fermato.
Arrivederci al 2012 (forse).
Nel frattempo i dipendenti campano, male, di cassa integrazione.
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Gennaio 19th, 2011 Riccardo Fucile
ARTICOLI E CORRISPONDENZE SU TUTTI I PRINCIPALI GIORNALI DEL MONDO, DI VARI ORIENTAMENTI….LA BBC: “I MAGISTRATI MILANESI HANNO MORSO IL FRENO”
Il caso Ruby continua a conquistare spazio sulle pagine dei quotidiani e i siti web di mezzo mondo.
A seguire le vicende del premier con maggiore attenzione è in particolare la stampa britannica.
Aggiornamenti sulle novità emerse dal deposito degli atti giudiziari alla Camera dei deputati, corredate da gallerie di immagini delle donne che sono solite accompagnare Silvio Berlusconi, sono presenti sulle edizioni online di Finacial TImes, Guardian e Daily Mail , con tanto di dettagli sulle più scabrose conversazioni intercettate dagli inquirenti.
The Independent interviene invece anche con un commento di Peter Popham nel quale l’editorialista sostiene che “stavolta neppure Silvio se la può cavare”.
Altro editoriale sul sito della Bbc .
“Un premier miliardario di una grande nazione europea nasconde prostitute e fornisce loro appartamenti gratis o elargisce denaro? In un mondo socialmente collegato, iper-controllato e senza segreti potrebbe sembrare bizzarro che si scherzi con queste cose, come Berlusconi suggerisce. Eppure – scrive Duncan Kennedy – si ha la sensazione che i magistrati milanesi abbiano morso il freno sulla questione”.
Restano accesi i riflettori sul presidente del Consiglio anche negli Stati Uniti. Se il Washington Post si limita a pubblicare un breve articolo ripreso dall’agenzia Ap, va invece in profondità il Wall Street Journal che arricchisce la sua corrispondenza da Roma con una mappa interattiva della carriera politica di Berlusconi, delle sue disgrazie giudiziarie e dei ripetuti tentativi di sottrarsi alle inchieste attraverso leggi ad personam.
Spazio alla difesa del premier anche sul sito della Cnn .
Molto seguito lo scandalo Ruby pure In Germania, nazione abituata a dimissioni di politici e uomini delle istituzioni per molto meno.
La Sudduetsche Zeitung titola: “Prove contro Berlusconi”, mentre la versione web del settimanale Spiegel sottolinea che ieri “nuovi dettagli hanno messo in imbarazzo” il Cavaliere.
Il tabloid popolare Bild nel titolo di un breve articolo, si chiede: “Berlusconi e Putin si sono incontrati nell’affare sexy?”.
In Francia l’edizione online di Le Monde parla di una situazione che “si fa più e più imbarazzante per Berlusconi”.
In Spagna articolo sia sull’edizione cartacea che su quella telematica per El Pais . Secondo il corrispondente da Roma Miguel Mora “la vicenda ha assunto dimensioni enormi”, e quelle attuali sono “ore decisive per la sopravvivenza politica di Berlusconi”.
Il catalano La Vanguardia si concentra invece sulla possibile “fidanzata” del Cavaliere e sostiene – indicando Nicole Minetti – che “potrebbe essere la sua igienista dentale e consigliera regionale lombarda”.
Ma il caso Ruby balza alle cronache anche in Sud America, ed è riportato dall’argentino El Clarin e dal messicano El Milenio, mentre il foglio brasiliano La Folha de Sao Paulo titola in prima pagina: “Secondo la procura, Berlusconi ha indotto alla prostituzione diverse giovani ragazze”.
Lo sputtanamento del nostro Paese continua.
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Gennaio 19th, 2011 Riccardo Fucile
A RACCONTARE DEI FESTINI A LUCI ROSSE NON CI SONO SOLO RAGAZZE ED ESCORT…NELLE CARTE DELLA PROCURA ANCHE IL RACCONTO DI CARLO FERRIGNO, PREFETTO E COMMISSARIO ANTI-RACKET, OSPITE A SETTEMBRE A UNA SERATA AD ARCORE
“C’erano orge, lì dentro…!”. Non ci sono soltanto le voci di ragazze a caccia di soldi e
successo, nelle carte mandate dalla Procura di Milano alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera.
Altri ospiti delle feste di Arcore raccontano il Bunga-bunga.
In telefonate che sono state intercettate dagli investigatori e ora a disposizione dei deputati.
C’è, a raccontare i riti dei festini a luci rosse, anche la voce di un uomo che è stato a lungo funzionario dello Stato: Carlo Ferrigno, poliziotto, poi prefetto ad Asti, a Napoli (2000-2003), commissario anti-racket (2003-2006).
Una carriera non senza guai e incidenti di percorso.
“C’erano orge…! Non con droga, non mi risulta”, racconta Ferrigno al suo interlocutore il 29 settembre 2010. “Ma bevevano tutte mezzo discinte… Berlusconi si è messo a cantare e a raccontare barzellette. C’erano loro tre”, e dalla conversazione si capisce che erano Silvio Berlusconi, Lele Mora ed Emilio Fede, “e 28 ragazze.
Tutte ragazze che poi alla fine erano senza reggipetto, solo le mutandine strette”.
La terminologia (“discinte”, “reggipetto”) è quella di un uomo di una certa età . Ferrigno è un settantenne che ne ha viste tante nella sua vita.
Eppure si mostra stupito. “Capito…? Bella roba, tutta la sera…!”.
Poi il prefetto racconta i particolari. Descrive al suo interlocutore la scena dell’“orgia” a cui ha assistito.
Gli dice di “Maria… mezzo araba”, che faceva la danza del ventre mentre gli altri “stavano a guardarla”. Con regalo finale di Silvio: “Un anello e un bracciale”…
A essete perfidi, si potrebbe ipotizzare che Ferrigno sia stato invitato a quella che chiama “orgia” per meriti acquisiti sul campo.
Sì, perchè da commissario anti-racket è stato accusato di essere un “prefetto a luci rosse”: di aver preteso prestazioni sessuali da donne vittime di usura che si rivolgevano a lui.
A far scoppiare lo scandalo, due uomini simbolo della lotta all’usura: Frediano Manzi, animatore del comitato Sos racket e usura, e Paolo Bocedi, presidente dell’associazione Sos Italia Libera.
“Non potevamo più tacere, come associazioni anti-racket abbiamo il dovere di denunciare questo scandalo fatto di ricatti, minacce, intimidazioni e richieste di natura sessuale, che sono state perpetrate nel tempo dal commissario straordinario anti-racket Carlo Ferrigno”.
Così Manzi e Bocedi scrivono in una lettera aperta del febbraio 2010. “Era abitudine del commissario anti-racket inviare il suo fido segretario e autista, Tonino, con la macchina in dotazione del ministero a prelevare prostitute giovani e soprattutto minorenni, per fare orge e festini presso l’abitazione del prefetto a Roma; e si afferma che il prefetto facesse abitudinariamente uso di cocaina”. Ora spetterà ai magistrati stabilire se è vero quanto raccontato da Manzi e Bocedi, sulla base delle testimonianze di alcune presunte vittime…
Prima di questa vicenda, Ferrigno era stato protagonista di un’altra disavventura, questa volta non a luci rosse, ma nere.
Nel 1996, Aldo Giannuli, consulente del giudice di Milano Guido Salvini a caccia dei terroristi di Piazza Fontana, aveva scoperto, sulla circonvallazione Appia, a Roma, l’archivio segreto dell’Ufficio affari riservati del ministero dell’Interno: decine di migliaia di reperti, mai messi a disposizione della magistratura.
Tra questi, una parte di un ordigno esploso nella notte tra l’8 e il 9 agosto del 1969 su un treno a Pescara, in uno dei primi attentati eseguiti dal gruppo di Franco Freda durante la campagna terroristica culminata in Piazza Fontana.
E documenti sullo strano incidente aereo in cui perse la vita, nel 1962, il presidente dell’Eni Enrico Mattei.
In seguito al ritrovamento, viene avviata un’indagine nei confronti di Ferrigno, che all’epoca è capo della Direzione centrale della polizia di prevenzione, erede degli Affari riservati.
Nel 1977, il giudice di Venezia Carlo Mastelloni sequestra altri dossier illegali, aggiornati fino al 1994.
Nessuna conseguenza penale per il prefetto, che si dimette ma poi continua la sua carriera.
Fino agli inviti ad Arcore, fino alle “orge” del Bunga bunga…
Gianni Barbacetto
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Gennaio 18th, 2011 Riccardo Fucile
UN PARTITO PADRONALE, UNA CLASSE DIRIGENTE CHE AVEVA IN GRAN PARTE LE PEZZE AL CULO O CHE IL CULO LO MOSTRAVA PER FARE CARRIERA, UNA POLITICA AFFARISTICA, UNA DILAGANTE CORRUZIONE E L’ASSOLUTA MANCANZA DI VALORI: QUESTO IL PRODOTTO DI ANNI DI BERLUSCONISMO… RISPETTO AL RESTO D’EUROPA, L’ITALIA HA PERSO L’OCCASIONE DI COLTIVARE UNA DESTRA MODERNA E PLURALISTA PER ANDARE DIETRO A PUTTANIERI E RAZZISTI
Mentre l’Italia civile è travolta dai dettagli bunghisti che emergono dagli atti e dalle intercettazioni della Procura di Milano, l’elettore di destra assiste sconcertato alle prese di posizione di chi dovrebbe rappresentarli.
C’è un premier che, asserragliato nel bunker con un manipolo di servi che ha tolto dalla strada e che gli devono pertanto più riconoscenza di Ruby, essendo in gran parte dei profughi e dei rifugiati politici della vecchia Dc e del Psi sottratti all’accattonaggio molesto, continua a recitare la parte del perseguitato politico, invece che recarsi da un buon pschiatra come aveva giustamente consigliato la ex moglie Veronica.
Di fronte a testimonianze convergenti, persino di un prefetto, sulle serate di Arcore, il premier continua a sostenere la tesi dei giudici comunisti complottisti.
Diamo per un attimo credito a questa tesi: se anche fosse, sapendo che non aspettano altro per incastrarti, quale politico o uomo di buon senso sarebbe stato così presuntuoso o coglione da farsi beccare con una minorenne o a gestire festini di quel genere?
Persino i killer seriali, quando sanno di essere incalzati dagli investigatori, talvolta rinunciano alle loro abitudine per qualche anno.
Ma la colpa non è tutta del premier che pensava di poter gestire il governo come un consiglio di amministrazione di Mediaset: lui che comanda, gli altri che eseguono. Con la differenza che di Tv Silvio era competente, di politica non capisce una mazza, come ha ampiamente dimostrato, gestendo otto degli ultimi dieci anni di governo del nostro Paese.
E’ responsabile anche la classe dirigente del Pdl, prona ai suoi imput farseschi: un partito senza democrazia interna, dove chi dissente viene cacciato e dove i parlamentari vengono scelti tra chi è prono a 90 gradi e tra chi deve gratitudine eterna a Silvio perchè aveva politicamente (e non solo) le pezze al culo.
Nonchè tra chi il culo (e non solo) lo ha mostrato nei tempi e nei modi adeguati.
Mai una critica, mai una obiezione che potesse migliorare il partito, solo faide interne, correnti e corsa all’acchiappo dei posti e delle relative remunerazioni.
Bei tempi quando i partiti avevano le correnti, almeno c’era talvolta una motivazione di linea politica, di diversa visione del partito e della società .
Allora magari si discuteva per lunghe serate se era giusta una posizione del partito su un problema, ora non si riunisce più nessuno e si commentano sole le tette svolazzanti della igenista mentale, casualmente consigliera regionale del Pdl, addetta al reclutamento di ninfette in carriera ed esibite ad Arcore sotto il travestimento da poliziotta sexy.
Immaginare un Cameron, un Sarkozy, una Merkel in uno scandalo del genere porterebbe tanti elettori borghesi del Pdl a invocarne le immediate dimissioni. Se si trattasse di Zapatero o Prodi per costoro non basterebbe neanche la impiccagione del reo.
E qui veniamo al principale imputato: un certo tipo di elettore di centrodestra che da anni accetta tutto, subisce tutto, si tappa il naso su tre narici, ma alla fine vota Berlusconi (o peggio Bossi).
Se questo elettore lo avesse a tempo debito preso a schiaffi, forse oggi le cose sarebbero diverse.
Invece sta ancora a cantare “meno male che Silvio c’è”, a parlare di magistratura comunista, a far finta di credere a tutte le palle che gli raccontano.
Invece che dare una scossa e raddrizzare la barca, ha finito, con il suo servilismo, per ampliare la falla a bordo.
Senza capire che senza valori, etica, socialità , rispetto dell’unità nazionale e dei più deboli, legalità , rispetto delle istituzioni non ci si può neanche definire di destra.
L’Italia vive una anomalia in cui si fa passare per governo di destra una coalizione affaristico-razzista che di destra non ha nulla.
Serve definirla tale solo a chi carpisce così i voti di un elettorato non di sinistra e che dopo 15 anni di rincoglionimento pensa che la destra sia questa.
Ecco perchè riteniamo che Berlusconi abbia pesanti responsabilità nell’aver bloccato per almeno un decennio la crescita della destra italiana, complice un elettorato cieco e sordo.
Ecco perchè ci auguriamo che tolga presto il disturbo e restituisca una speranza alla destra nel nostro Paese.
Una destra che con Cosentino, mafiosi, corrotti, affaristi, arrivisti, veline e puttane in libera uscita non vuole avere nulla a che fare.
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