Febbraio 7th, 2013 Riccardo Fucile
EMERGE UN DIFFUSO CLIMA DI SFIDUCIA, DUE ITALIA SU TRE NON SONO IN GRADO DI FARE PROGETTI PER IL FUTURO
Il lavoro anche quando c’e’ non consente di fare spese importanti come quella per il mutuo o
l’automobile.
È il clima di sfiducia che emerge dal Rapporto Italia 2013 diffuso oggi da Eurispes, in cui si legge che per oltre il 53% di quanti lavorano lo stipendio non basta per mantenere la famiglia.
Nel capitolo del Rapporto dedicato al lavoro alla domanda sulla possibilita’ di fare progetti per il futuro, il 64,1% degli intervistati risponde negativamente (24,5% per niente, 39,6% poco) e solo il 35,8% si mostra piu’ ottimista.
Comunque il timore di dover cercare una nuova occupazione non appare particolarmente diffuso: il 64,9% dichiara di essere poco/per niente “costretto a cercare un’altra occupazione”.
Ma quasi i due terzi dei lavoratori (61,3%) affermano che l’attuale occupazione non permette loro di sostenere spese importanti quali l’accensione di un mutuo, o l’acquisto di un’automobile (22,2% per niente, 39,1% poco).
La famiglia d’origine resta rifugio e fonte di sostentamento per quasi il 30% dei lavoratori (chiede abbastanza aiuto alla famiglia il 19,6%, molto aiuto l’8,6%).
Il 53,5% afferma di non essere piu’ in grado di sostenere adeguatamente il proprio nucleo familiare (37,1% poco, 16,4% per niente).
(da “Redattore Sociale“)
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Febbraio 7th, 2013 Riccardo Fucile
UN TEAM DI ECONOMISTI GUIDATi DA BRUNETTA, APPARIZIONI TV GESTITE DA BONAIUTI E PALMIERI CHE INVADE IL WEB
«I temi li detto io, stiamo facendo una campagna alla Tony Blair. Noi lanciamo e loro ci inseguono ». Gongolava Silvio Berlusconi prima di entrare negli studi di Ballarò, per un’altra tappa del tour nelle fosse dei leoni che si concluderà venerdì dalla Annunziata.
Altro giro al quale si è preparato per tutto il giorno a Palazzo Grazioli.
«La differenza col mio amico Tony – si vanta – è che lui ha vinto tre volte, io sto per fare il quarto colpaccio».
Dopo le due proposte shock, il Cavaliere si prepara a sganciare un paio di altre bombe negli ultimi 14 giorni.
Ma la fabbrica del suo «esplosivo» è assai artigianale.
Niente guru americano in stile Monti.
Al più, un “Casaleggio” in salsa forzista riconducibile a quel rullo compressore sul web che è Antonio Palmieri, dal quale dipendono i duemila volontari “virali” che stanno martellando su Twitter e Facebook rilanciando tutto quel che produce il motore Forzasilvio.it, sito al quale sono iscritti in 250 mila.
«È lì che sondiamo – racconta Palmieri – che raccogliamo suggerimenti, che lanciamo proposte e valutiamo le reazioni».
Il modello, spiegano a Grazioli, in questo caso è la campagna di Obama.
La macchina elabora sul web per poi rilanciare al grande pubblico.
Coi volontari che sui social «funzionano come duemila gazebo virtuali aperti giorno e notte» spiega il responsabile Pdl.
«Ma lavoriamo più su Facebook, che è assai più popolare, piuttosto che su Twitter, più elitario».
Troppo poco tempo per far breccia coi manifesti 3à—6, questa volta.
Sì ma chi detta i contenuti sparati poi dal Cavaliere, chi lavora alle proposte shock? Giuliano Ferrara non viene visto a Palazzo Grazioli da settimane, raccontano.
Non è un caso se sull’editoriale del Foglio di ieri si leggeva che «una campagna che finisca per girare attorno alle promesse irrealistiche di Berlusconi (…) non può fare altro che creare allarme».
Scettico, a dir poco.
Nelle 48 ore che hanno preceduto l’exploit di domenica da Milano sull’Imu, del resto, hanno lavorato altri fianco a fianco col leader: Luigi Casero, Renato Brunetta, Daniele Capezzone.
Sulle proposte economiche è di loro che si fida l’ex premier.
Chiamarli spin doctor è troppo e al contempo poco. Lui ascolta, valuta, ma poi decide. Da solo. Sempre di testa sua.
«Il guru è lui stesso, caso unico di autoguru» sintetizza Capezzone, capolista in Piemonte.
Ma un ruolo da protagonista come ai vecchi tempi lo ha ancora Paolo Bonaiuti.
Sua l’idea di affrontare gli studi televisivi più «ostili», da Santoro a Floris all’Annunziata, nonostante le opinioni contrarie dei vertici del Pdl.
«Lo spin doctor con Berlusconi non esiste e i guru nascono solo dalla fantasia provinciale italiana – dice il portavoce – Comunicare vuol dire occupare spazi e la vera novità della nostra campagna è stata andare a farlo anche negli spazi mai frequentati, nei contesti più difficili, con competitor di alto livello.
Pubblico e elettori hanno apprezzato: è il motivo per cui siamo passati in un mese e mezzo dal 12 al 23 per cento».
Solo oggi Alessandra Ghisleri, altra ascoltatissima consigliera, fornirà l’atteso sondaggio post-shock, ma il primo dato che trapela è che, nelle 36 ore successive, la botta sull’Imu avrebbe «penetrato», ovvero raggiunto, il 40 per cento degli elettori. Per il resto, il capo dice di ispirarsi a Blair ma rilascia interviste al free press Pocket, ordina una campagna alla Obama e parla da Toscana tv.
Tanta tv e radio, soprattutto al mattino, «perchè poi viene ribattuto dai siti e resta in circolo per tutto il giorno», secondo la ricetta Bonaiuti.
Uno dei risultati sta nella ricerca WebPolitics secondo cui Berlusconi è il politico più citato online a gennaio (42,8 per cento).
Tutto, è il vero paradosso berlusconiano, questa volta a costo zero.
O quasi.
Carmelo Lopapa
(da “La Repubblica“)
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Febbraio 7th, 2013 Riccardo Fucile
INTIMIDAZIONI CONTRO I GAZEBO DI SCELTA CIVICA CHE IN VENETO SFIORA IL 20% NEI SONDAGGI CONTRO IL 14% DELLA LEGA
«La crisi economica è coincisa con il fallimento del federalismo di stile leghista. Ma la risposta a
questo disagio, l’antipolitica, non può essere cercata forzando risposte che indebolirebbero prima proprio le Regioni del Nord». Mario Monti, malizioso, punta il dito contro i nordisti.
E lo fa in Veneto, dove la tensione tra i leghisti e i suoi sostenitori negli ultimi giorni si è impennata vistosamente, così come i toni tra i due partiti avversari.
Il fatto è che questa sembra essere la nuova terra promessa del Professore, che proprio da queste parti, a Oderzo e poi a Padova, ha fatto registrare un pienone decisamente al di sopra di tutte le attese.
E così, il capolista della Lega al Senato, il già sindaco di Cittadella Massimo Bitonci, ha ritenuto di dare il «benvenuto» a Monti a colpi di cannone.
Osservando che «la provincia euganea più di tutte sta pagando un tributo di sangue in termini dei cosiddetti “suicidi per crisi”».
E consigliando all’ex rettore della Bocconi di visitare «i capannoni abbandonati, i camion fermi, le strade vuote. E poi, magari, chieda scusa per i disoccupati, gli operai, i commercianti, gli artigiani e gli imprenditori che grazie alle politiche scellerate del suo governo si sono suicidati».
Gli ha risposto a stretto giro il candidato alla Camera per Scelta civica, il consigliere regionale ex pd Andrea Causin: «Chi ha le mani sporche di sangue e il coltello ancora in pugno non può accusare un altro, che è accorso a prestare aiuto, di essere l’assassino».
Di più: «È indecente che la Lega, crollata nei sondaggi per gli scandali del malaffare che hanno travolto la sua classe dirigente e per il malgoverno di cui ha dato prova, usi la tragedia degli imprenditori suicidi per fare propaganda elettorale».
Tra l’altro, negli ultimi giorni, si sono verificati alcuni episodi spiacevoli ai danni dei montiani.
Una violenta aggressione verbale a un gazebo, e ben due episodi contro lo stesso furgone attrezzato per la propaganda a Treviso.
Prima un’auto ha tagliato la strada al mezzo costringendolo a fermarsi.
Dalla macchina è sceso un energumeno che ha aggredito la volontaria sul furgone a barricarsi dentro.
Allo stesso veicolo, poco tempo dopo, sono state bucate le gomme con un punteruolo.
Ma qui, precisa il coordinatore della campagna elettorale montiana in Veneto, Diego Bottacin, «non possiamo affermare che siano stati leghisti o altri, semplicemente non lo sappiamo. Resta il fatto che il clima si è eccessivamente surriscaldato».
I recenti sondaggi Swg dicono che la coalizione che guarda al presidente del Consiglio in Veneto arriva a sfiorare il 20%, il massimo in Italia.
Con fenomeni che possono sorprendere: a Belluno, per esempio, la propensione a votare per il Professore è addirittura doppia che nelle altre province.
Al contrario, il Carroccio è senza dubbio in una fase di riflusso, con i sondaggi che lo inchiodano intorno al 14% (nel 2010 era al 35%).
Colpa, dicono i nordisti, del rinnovato accordo con Berlusconi che porterebbe acqua soltanto al mulino di Roberto Maroni, candidato governatore della Lombardia.
Del resto, il segretario della Liga, Flavio Tosi, ieri ha detto a chiare lettere che «Berlusconi sull’Imu l’ha sparata grossa».
Peccato che a Maroni, invece, la restituzione dell’imposta sulla prima casa fosse sembrata «una buona idea».
Opinione confermata a Ballarò: «Sono assolutamente d’accordo, è coerente con il nostro programma».
Marco Cremonesi
(da “il Corriere della Sera”)
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