Novembre 7th, 2015 Riccardo Fucile
CICLONE FRANCESCO ALL’UDIENZA INPS: “IL LAVORO NON DEVE ESSERE IN FUNZIONE DEL GUADAGNO DI POCHI”
E’ un Papa che sta con esodati, precari, persone a cui è stata spostata l’età della pensione, disoccupati e gente pagata in nero.
“Se si vive in una situazione di disoccupazione, precarietà , lavoro nero, come è possibile riposarsi? E’ vergognoso” dice Francesco nell’udienza in cui ha incontrato i lavoratori e vertici dell’Inps.
Bergoglio è chiarissimo: “Non è giusto “rinegoziare” l’età per la pensione fino ad “estremismi aberranti. Fino a qualche tempo fa era comune associare il traguardo della pensione al raggiungimento della cosiddetta terza età ” e invece “l’epoca contemporanea ha mutato questi ritmi. Da un lato l’eventualità del riposo è stata anticipata, a volte diluita nel tempo, a volte rinegoziata fino ad estremismi aberranti, come quello che arriva a snaturare l’ipotesi di una cessazione lavorativa”.
Il lavoro non è “un mero ingranaggio nel meccanismo perverso che macina risorse per ottenere profitti sempre maggiori; non può essere prolungato o ridotto in funzione del guadagno di pochi”.
La dignità dell’uomo “non può essere pregiudicata mai, neanche quando smette di essere economicamente produttiva”
E dunque è necessario tutelare il diritto alla pensione, le sovvenzioni ai disoccupati, l’assistenza alla maternità .
“Vostro difficile compito – ha detto il Papa – è contribuire affinchè non manchino le sovvenzioni indispensabili per la sussistenza dei lavoratori disoccupati e delle loro famiglie. Non manchi tra le vostre priorità un’attenzione privilegiata per il lavoro femminile, nonchè quell’assistenza alla maternità che deve sempre tutelare la vita che nasce e chi la serve quotidianamente”.
“Non manchi mai – ha detto ancora il Papa – l’assicurazione per la vecchiaia, la malattia, gli infortuni legati al lavoro. Non manchi il diritto alla pensione, e sottolineo: il diritto, perchè di questo si tratta. Siate consapevoli dell’altissima dignità di ciascun lavoratore, al cui servizio voi prestate la vostra opera. Sostenendone il reddito durante e dopo il periodo lavorativo, contribuite alla qualità del suo impegno come investimento per una vita a misura d’uomo”, ha concluso Francesco.
(da “Huffingtonpost“)
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Novembre 7th, 2015 Riccardo Fucile
IN PARLAMENTO SARANNO 41, STIGLITZ SARA’ IL CONSULENTE ECONOMICO…MOLTI PADRI NOBILI, DA VENDOLA A COFFERATI
Il teatro Quirino di Roma è pieno, fuori restano per motivi di sicurezza almeno in 500. Dentro le
facce note al grande pubblico sono poche: Fassina e Carlo Galli.
Poi molti parlamentari di Sel tra cui Nicola Fratoianni, Arturo Scotto e Loredana De Petris, ex del Pd come Alfredo D’Attorre e Monica Gregori e ex del M5s come Francesco Campanella.
Si chiama Sinistra Italiana: non è ancora un partito, ma ha buone possibilità di diventarlo. Simbolo: logo in rosso su fondo giallo.
Molti padri nobili. Mandano messaggi Sergio Cofferati, Laura Boldrini, Nichi Vendola.
Il consigliere economico dei gruppi parlamentari sarà il premio Nobel Joseph Stiglitz. Tra quelli che invece, in quell’area politica, non ci sono, si possono citare sicuramente i nomi di Pippo Civati e Maurizio Landini.
Questa nuova Sinistra che nasce, spiega l’ex viceministro Stefano Fassina, “ha una proposta di governo, alternativa al liberismo da Happy days del segretario del Pd”.
E’ la Sinistra per la quale “Enrico Berlinguer non è un pezzo museale” aggiunge Alfredo D’Attorre, finora bersaniano.
“Chiamateci pure ‘Cosa rossa’ — reagisce il vendoliano Arturo Scotto — a condizione che cominciate a definire il Pd di Renzi ‘Cosa bianca’. Oppure il M5s ‘Cosa grigia’, visti i proclami apocalittici e populisti di Beppe Grillo su Roma. E cominciate a chiamare ‘Cosa nera’ il sodalizio che domani nella Bologna democratica stringeranno Berlusconi e Salvini“.
Il teatro, comunque vada in futuro, è pieno. La capienza è di mille persone e si esaurisce. Platea e palchi sono stracolmi di militanti. Altri 500 devono rimanere fuori per motivi di sicurezza.
Così Fassina, D’Attorre, Fratoianni e Scotto hanno deciso di uscire, tra un intervento e l’altro, e “riprodurre” l’assemblea anche all’esterno, con un bis improvvisato in strada. Qualche momento di tensione, tra i vigili del fuoco che impedivano di entrare in teatro e chi voleva entrare.
Un pompiere chiude la porta in faccia anche allo stesso D’Attorre, che cerca di rientrare dopo aver tenuto l’intervento in piazza. E nei momenti più concitati, qualche militante insinua, ironico: “Non ci fanno entrare perchè sono renziani”.
In Parlamento i deputati di Sinistra Italiana saranno 41: 31 deputati e 10 senatori.
A Montecitorio saranno i 25 di Sel e 6 ex Pd. Al Senato la componente nascerà in un secondo momento e includerà i 7 di Sel, Mineo e due ex M5s.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Novembre 7th, 2015 Riccardo Fucile
ALLEANZA DEFINITA IN SICILIA CON ALFANO… IL PONTE SULLO STRETTO PER DIMOSTRARE CHE LUI IL “SOGNO DEI MODERATI” LO REALIZZA
L’annuncio è affidato al libro di Bruno Vespa, il grande notaio, ai bei tempi, del contratto con gli italiani di Silvio Berlusconi: “Investiamo — dice Matteo Renzi – 2 miliardi nei prossimi cinque anni in Sicilia per le strade e le ferrovie. E poi faremo anche il Ponte, portando l’alta velocità finalmente anche in Sicilia e investendo su Reggio Calabria, che è una città chiave per il sud”.
È il Ponte della Nazione, che unisce il partito di Renzi all’elettorato che fu del centrodestra.
Prima ancora che i tempi del progetto, prima ancora delle divergenze nel governo, prima di tutto questo è la rottura di un tabù.
Il sondaggista Luigi Crespi, l’inventore con Silvio Berlusconi del contratto con gli italiani, ricorda: “Allora facemmo questo ragionamento. Il primo a ipotizzarlo era stato Carlo magno, ma sono passati mille anni e nessuno ci è riuscito, nemmeno Craxi che ci ha provato, dicemmo: facciamolo così si passa alla storia. Chi lo fa passa alla storia più di Carlo Magno”.
Il ministro Delrio non è mai stato d’accordo e, subito, ha puntualizzato che “bene Renzi ha fissato le priorità ”, ovvero dicendo prima le strade, di fatto, lo ha rimandato sine die.
Mezza sinistra è rimasta basita, perchè l’opposizione all’opera faraonica sinonimo, in un paese come l’Italia, di puro business è sempre stata un cavallo di battaglia del Pci, Pds, Ds, e anche Pd.
Basita ancor di più dopo che il governo Monti escogitò l’annullamento del contratto con Eurolink per decreto, mossa che ha aperto la strada al contenzioso pilotato dal numero uni di Impregilo Pietro Salini.
Una fonte di governo dice, a microfoni spenti: “Renzi aveva di fronte due strade. O chiedere all’Anticorruzione di Cantone che chissà come mai si occupa di tutto tranne che dello stretto di andare a vedere come si è creato un immane debito per lo Stato o riaprire il dialogo con Salini”.
Il premier ha scelto la seconda, riaprendolo informalmente negli ultimi mesi.
E il dossier Ponte sullo Stretto è stato affrontato anche nei viaggi in Cina, da sempre si parla di capitali cinesi nell’operazione Ponte, e in Sud America dove, tra i rappresentanti di varie imprese, c’erano anche quelli di Impregilo.
E chissà se è un caso che l’annuncio avviene nei giorni in cui si prende forma, a livello regionale, la prima, vera sperimentazione del Partito della Nazione.
In Sicilia dove, con la regia del segretario regionale Fausto Raciti e dell’ex ministro e pupillo casiniano D’Alia, è stata varata una nuova giunta, con l’ingresso di un “tecnico” vicino ai centristi, l’avvocato Carlo Vermiglio, come assessore alla Cultura. È, di fatto, la nascita dell’alleanza tra Pd e centristi che porterà , nella prossima primavera, al voto con D’Alia candidato presidente.
Nell’Isola i centristi hanno ancora un consistente granaio di voti e il Ponte è sempre stato un cavallo di battaglia di Castiglione, l’uomo forte di Alfano, indagato per turbativa d’asta sulla vicenda del Cara di Mineo.
Qualche giorno fa, in occasione della direzione di Ncd, Alfano si è lasciato andare all’entusiasmo, parlando con i sui: “Oggettivamente — ha detto — avere a che fare con Renzi ci pone qualche problema. Quando dicemmo di togliere la tassa sulla prima casa con Letta lui convocò riunioni su riunioni e poi disse no. Ora invece…”.
Ora invece è arrivata l’abolizione dell’Imu, la misura coi contanti, per non parlare dell’abolizione dell’articolo 18 e del bonus bebè.
In vena di racconti, il ministro dell’Interno prosegue: “Renzi aveva proposto di dividere in due la discussione della legge di stabilità . Un giudizio politico sulla manovra e poi di merito sulle singole misure. Io chiesi la parola e vi assicuro che a me fa parlare sempre, non come ai colleghi della sinistra Pd. E dissi sono contento perchè con questa manovra ho realizzato i 6X3 della mia giovinezza: via la tassa sulla prima casa, meno tasse…”.
Sono così tanti gli ideali che mezzo partito è pronto a entrare nel Pd. O comunque, come Fabrizio Cicchitto, a sciogliere Ncd per dar vita a un centro alleato con la sinistra in modo stabile.
E ora, Ponte sullo Stretto. Non si contano le dichiarazioni entusiastiche di quelli di Ncd.
Luigi Crespi, l’uomo del contratto con gli italiani, dice: “Renzi si presenta come un Berlusconi ripulito. Lo schema è semplice: lui realizza quello che Berlusconi ha fatto sognare. E aggredisce l’elettorato disorientato che fu di Forza Italia. Paradossalmente il grande complice è proprio Berlusconi, che dice a Renzi ‘mi sta imitando’ e lui, come ha fatto a Otto e Mezzo, risponde ‘io lo sto facendo’”. Ora il Ponte.
Quello della Nazione già si vede.
Quello sullo Stretto chissà .
(da “Huffingtonpost”)
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