Novembre 14th, 2015 Riccardo Fucile
TUTTO CHIUSO IN CITTA’, MA LE FRONTIERE RESTANO APERTE
Parigi si blinda, chiude tutto nella giornata di sabato, all’indomani dell’attacco plurimo al cuore della città . Si cercano ancora complici o co-autori degli attentati, spiega il procuratore.
Tutti servizi pubblici della città di Parigi saranno chiusi oggi in seguito alla scia di attentati che hanno colpito questa notte la capitale transalpina, facendo almeno 120 morti secondo un bilancio provvisorio.
L’ha annunciato la municipalità con un tweet. “Da domani (oggi, ndr.), Chiusura di tutte le strutture della città : scuole, musei, biblioteche, palstre, piscine, mercati alimentari”, si legge.
Il profilo ha anche annunciato “l’annullamento delle manifestazioni e la chiusura di tutti gli uffici municipali, con l’eccezione dello stato civile e matrimoni, che sarannno aperti”.
Otto in tutto i terroristi morti negli attacchi a Parigi delle ultime ore, secondo i dati forniti dal procuratore Francois Molins e dai suoi servizi.
Almeno sei di loro si sono fatti esplodere con la cintura esplosiva.
Il procuratore Molins parla di altri terroristi probabilmente in fuga, al momento se ne ignora il numero.
L’inchiesta aperta dopo gli attacchi terroristici dovrà permettere di capire se ci sono ancora “complici o co-autori alla macchia” ha detto il procuratore, spiegando che la giustizia francese ha aperto un’inchiesta per “assassinii in relazione con attività terroristica” e “associazione per delinquere”.
La Francia non ha chiuso le sue frontiere, contrariamente a quanto inizialmente annunciato dal presidente Francois Hollande, ma sono stati ripristinati i controlli all’ingresso e all’uscita dal territorio francese, controlli che in realtà erano già previsti da ieri in vista della conferenza sul clima Cop21, che dovrebbe riunire in apertura 80 presidenti, capi di governo e leader da tutto il mondo.
“Gli aeroporti continuano a funzionare, i collegamenti aerei e ferroviari sono assicurati”, ha precisato il ministero degli Esteri francese stamattina.
Ma “controlli vengono effettuati ai punti di passaggio stradali, ferroviari, marittimi e aeroportuali”. American Airlines ha annunciato nella notte la temporanea sospensione dei voli su parigi, ma le altre compagnie continuano a volare regolarmente.
Viaggiano anche i treni, compreso l’Eurostar.
Stamattina però il treno Londra-Parigi era praticamente vuoto.
(da “Huffingtonpost”)
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Novembre 14th, 2015 Riccardo Fucile
“COLPITA CAPITALE DELL’ABOMINIO E DELLA PERVERSIONE”…E SU TWITTER I TAGLIAGOLE FESTEGGIANO
Non era ancora cessato l’allarme a Parigi che su Internet erano già iniziati a circolare i messaggi,
veri o presunti, dei fondamentalisti che si intestavano la paternità delle stragi. Tutti dello stesso tenore: “E’ il vostro 11 settembre”, “Colpita la capitale dell’abominio e della perversione”, “Bevete la stessa coppa delle vittime delle bombe francesi in Siria”.
L’ultima rivendicazione, ritenuta credibile, è arrivata tramite un comunicato dello Stato islamico diffuso dai media francesi: “Questo attacco non è che l’inizio della tempesta e un avvertimento”.
Gli obiettivi — a quanto si apprende — sono stati scelti minuziosamente: “Otto fratelli che portavano cinture esplosive e fucili d’assalto hanno preso di mira luoghi scelti nel cuore della capitale francese”.
“La Francia — prosegue il comunicato — e quelli che seguono la sua voce devono sapere che restano i principali obiettivi dello Stato islamico e che continueranno a sentire l’odore della morte per essersi messi in testa alla crociata, aver osato insultare il nostro profeta, essersi vantati di combattere l’Islam in Francia e aver colpito i musulmani nella terra del califfato con i loro aerei”.
E poi l’elenco dei luoghi colpiti dagli “otto fratelli” e dalla loro furia omicida: “Lo Stade de France durante la partita di due nazioni crociate al quale assisteva lo scemo di Francia, Francois Hollande. Il Bataclan dove erano riuniti centinaia di idolatri in una festa di perversione insieme ad altri obiettivi simultaneamente nel X, XI e XII arrondissment”.
Proclami farneticanti che, secondo gli esperti di terrorismo islamico di site.com, sono inseriti in una precisa strategia di comunicazione: una propaganda coordinata.
Fatto sta che il pubblico dei sostenitori degli attacchi al cuore della Francia era presente in gran numero su Twitter.
Subito, insieme agli hashtag #Paris e #ParisAttack, utilizzati dalla maggior parte degli utenti che hanno seguito l’evolversi degli attentati, ne sono apparsi subito altri come #ParisisBurning, #Caliphate_State_Strikes_France o #Crusader_France_OnFire.
È nel circuito di questi hashtag, utlizzati sia in inglese che, soprattutto, in arabo, che si è assistito alla felicità dei simpatizzanti dello Stato Islamico ogni volta che la conta delle vittime veniva aggiornata.
Una cronaca parallela, fatta di esultanze e continue minacce all’Occidente, che è continuata per tutta la durata degli attacchi, prima che molti dei profili più attivi venissero messi offline dal social network.
“Parigi sta bruciando e presto, con il volere di Dio, tutto il Paese brucerà . Vi faremo assaporare l’amaro”, si leggeva in un tweet pubblicato da un supporter del Califfato durante gli scontri a fuoco e le esplosioni nella capitale.
Poi le minacce ai Paesi impegnati nella lotta allo Stato islamico in Siria e all’Occidente, con la promessa di colpire di nuovo, presto, provocando ancora un alto numero di vittime: “Dopo Parigi, ora tocca a Roma, Londra e Washington”.
Un atto di vendetta, dicono, per i bombardamenti che questi Stati stanno conducendo o sostenendo nelle “terre del Califfato”: “Oggi, ogni kafir (miscredente, ndr) a Parigi e nel resto della Francia può provare quello che milioni di musulmani innocenti in Siria e Yemen provano ogni giorno”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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