Settembre 1st, 2016 Riccardo Fucile
VIOLAZIONE DIRITTI DA PARTE DELLE AUTORITA’ ELVETICHE, CON RESPINGIMENTI DI MASSA E CONTROLLI ILLEGALI IN BASE AL COLORE DELLA PELLE
Il record è stato raggiunto il 19 agosto. In una sola giornata, 45 minorenni soli in cerca delle loro famiglie
in Germania e Svizzera sono stati respinti senza assistenza legale alla frontiera di Chiasso.
Affidati alla Caritas di Como, sono fuggiti alla prima occasione per riprovare a passare verso nord.
Per loro, come per tutti i migranti somali, eritrei e centrafricani bloccati da mesi a Como, a due passi dalla frontiera elvetica, quella che sta finendo sarà ricordata come l’estate dei diritti sospesi.
Respingimenti di massa e controlli illegali in base al colore della pelle alla dogana. Perquisizioni umilianti e abusi, con uomini e donne che raccontano di essere stati denudati e tenuti per ore in strutture simili a “bunker sotterranei”.
Diritto d’asilo e ricongiungimenti familiari negati.
Tutte violazioni gravi delle norme europee e internazionali — dal trattato di Schengen alla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, dagli Accordi di Dublino alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo.
Dopo mesi di voci e racconti sui duri metodi delle guardie di frontiera svizzere, ora la denuncia arriva da un report della onlus italiana Asgi, l’Associazione studi giuridici per l’immigrazione, e della svizzera Firdaus.
Negli ultimi mesi quasi 7 mila persone sono state bloccate sul confine senza possibilità di richiedere protezione internazionale per mancanza di informazioni e di un mediatore linguistico in grado di spiegare le procedure.
«Il diritto di chiedere asilo non è stato e non sarà garantito se ciascuna delle persone respinte non potrà esprimersi sulla propria volontà di chiedere protezione internazionale alla Svizzera», ha commentato la deputata ticinese Lisa Bosia Mirra.
Particolarmente gravi, per le associazioni, le violazioni dei diritti dei minori non accompagnati.
Dal 14 luglio al 23 agosto, 454 minorenni soli che volevano raggiungere i parenti sono stati respinti.
La portavoce di Amnesty International Denise Graf accusa: «La Svizzera non rispetta i diritti dei bambini e dei giovani che si presentano alle sue frontiere».
Quasi tutti hanno meno di 16 anni, molti sono in viaggio da mesi senza tutele e facile preda dei trafficanti di esseri umani. Ragazzini come Ismail, 17 anni.
Nato in Eritrea e sbarcato in Italia ad aprile, viaggia con i fratelli di 10 e 14 anni. Insieme hanno provato a entrare in Svizzera attraverso il valico di Chiasso per cinque volte, ma sono sempre stati identificati e respinti.
Ora vogliono aderire al programma europeo di “relocation” per raggiungere il fratello maggiorenne in Svizzera. Ma non sarà facile.
Il 73 per cento dei minorenni presenti a Como sono eritrei: per gli accordi europei del settembre 2015 avrebbero diritto ad essere accolti e ricollocati, in base a quote stabilite, nei vari paesi Ue.
Ma la “relocation”, prevista anche per siriani e iracheni, è di fatto negata a tutti.
E i dati forniti dalla Guardia di frontiera ticinese dicono che in quattro mesi è aumentata di dieci volte la percentuale di stranieri irregolari rispediti in Italia.
Il nostro Paese è così costretto a fare fronte da solo all’accoglienza.
«Sei Stati si fanno carico dell’80 per cento delle richieste di asilo», spiega Elly Schlein, europarlamentare di Possibile, che chiede una maggiore divisione delle responsabilità e un ripensamento delle norme Ue sull’accoglienza.
«A settembre 2015 furono promessi 160 mila ricollocamenti, ma ne sono stati attuati solo 3 mila. Era un impegno di tutti gli Stati membri e del Consiglio, una delle soluzioni per creare corridoi umanitari ed evitare situazioni come quelle viste a Como e Milano nelle ultime settimane».
Simone Gorla
(da “La Stampa”)
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Settembre 1st, 2016 Riccardo Fucile
L’ANZIANA PERCEPIVA DA 12 ANNI L’ASSEGNO DESTINATO ALLE PERSONE IN CONDIZIONI DI DISAGIO… INCASSATI 90.000 EURO, DENUNCIATA
Percepiva dal 2004 l’assegno sociale destinato alle persone in condizioni di disagio, pur essendo in possesso di circa un milione di euro in Svizzera.
Una donna di 80 anni è stata denunciata dalla guardia di finanza di Gallarate (Varese) con l’accusa di indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato.
L’anziana, che si dichiarava indigente, in 12 anni avrebbe percepito illecitamente circa 90mila euro.
Ultimamente aveva anche fatto richiesta per accedere ai fondi di sostegno all’affitto erogati dalla Regione di Lombardia e dal Comune di Gallarate.
Dai controlli delle fiamme gialle è emerso che la donna non versava in condizioni economiche disagiate: è titolare, infatti, di un conto corrente in Svizzera con depositato circa un milione di euro e ha presentato anche una richiesta di ‘voluntary disclosure’ per far emergere la somma detenuta all’estero.
(da agenzie)
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Settembre 1st, 2016 Riccardo Fucile
PEGGIO DELLA PRIMA REPUBBLICA, E’ GIA’ CRISI ANCOR PRIMA DI COMINCIARE: RAINERI E MINENNA SE NE VANNO, UNA SI ERA OPPOSTA AGLI STIPENDI FOLLI DELLO STAFF
A 70 giorni dalle elezioni, la squadra grillina comincia a perdere pezzi. 
Revocata la nomina del capo di gabinetto, Carla Raineri, già finita al centro delle polemiche per il suo mega stipendio da 193mila euro l’anno.
E si dimette l’assessore al Bilancio, Marcello Minenna che la magistrata aveva sostenuto nella corsa a capo di gabinetto.
Alle 5 del mattino l’annuncio della revoca della Raineri è su Facebook. Poi l’Ansa ha battuto che anche il titolare del Bilancio avrebbe gettato la spugna.
Poco dopo arrivano le dichiarazioni della Raineri, che precisa: “Ho rassegnato le mie irrevocabili dimissioni già ieri”, spiega all’Ansa la Raineri.
A chi le chiede i motivi della sua scelta risponde che li “espliciterà con un successivo comunicato ufficiale”.
Il motivo? Quei pareri discordanti sulla regolarità o meno della nomina della magistrata. Secondo le opposizioni, infatti, l’incarico di capo di gabinetto andava assegnato con un bando e non a chiamata diretta.
«Trasparenza. È uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo – scrive il sindaco in un post pubblicato nella notte -. Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, su tutte le nomine fatte finora dalla Giunta. Una richiesta per garantire il massimo della trasparenza: il “palazzo” deve essere di vetro, tutti i cittadini devono poter vedere cosa accade dentro. Questo è il M5S».
Peccato che non lo avesse fatto prima, invece che invocarlo a plemiche esplose.
E chissà perchè ancor oggi non abbia fatto sapere come ha fatto a farsi assegnare la consulenza dalla Asl di Civitavecchia senza far parte dell’apposito Albo cui l’Azienda Sanitaria era obbligata ad attingere.
Via due pedine strategiche della squadra della sindaca.
Proprio Minenna, considerato un assessore forte della giunta, si era battuto per rivedere gli stipendi troppo alti dello staff, soprattutto quello del caposegreteria Salvatore Romeo. Consigli non accettati dalla sindaca.
Alla fine dalla torre cade Minenna. Il cerchio magico della Raggi è salvo.
Immediato il commento di Francesca De Vito, grillina della prima ora e sorella del presidente dell’Assemblea capitolina Marcello.
L’attivista, che già aveva attaccato le nomine della sindaca Raggi e del vice Daniele Frongia, su Facebook condivide la notizia della doppia dimissione: “Senza parole. Se la qualità non si capisce… allora cosa? Adesso qualcuno mi venisse a dire che avevo torto!”.
(da agenzie)
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Settembre 1st, 2016 Riccardo Fucile
E SULLA SCUOLA CROLLATA E’ GIA’ SCARICABARILE
Un primo atto d’accusa arriva ai magistrati che indagano sul Grande Terremoto. È una voce che ora chiama (anche) ufficialmente in causa il Comune di Amatrice.
“Lavori per 150mila euro non sarebbero mai bastati a rendere la scuola Capranica impermeabile al sisma. La nostra è stata solo un’opera di ristrutturazione e di “miglioramento”, e non un adeguamento sismico”.
Scandito nero su bianco, in un memoriale depositato ieri in Procura.
Così scrive ai pm l’imprenditore Gianfranco Truffarelli, che con la sua azienda Edilqualità ha eseguito i lavori nell’istituto comprensivo in gran parte crollato la notte del 24 agosto.
In mattinata, il suo avvocato Massimo Biffa consegna il dettagliato dossier direttamente al procuratore capo.
Sulla stessa scrivania, poco dopo, arriva la risposta dell’amministrazione, guidata dal sindaco Sergio Pirozzi, che allontana da sè ogni sospetto. È il primo duello giudiziario che segna l’inchiesta sulle troppe vittime e i 115 edifici crollati, tra i crateri di Amatrice e Accumoli.
In Procura, intanto, stanno per piovere oltre 12mila pagine, 1.500 foto, due ore di riprese video. Documenti che potranno svelare la verità sui crolli.
Sono gli atti del Genio civile appena prelevati da carabinieri e Corpo Forestale sui 6 principali edifici gravemente lesionati o in macerie.
Si tratta dell’Hotel Roma di Amatrice, divenuto una tomba per i suoi ospiti: sul quale si concentrano ormai da giorni accertamenti su eventuali omissioni da parte del Comune per terrazzamenti e solai realizzati in cemento.
Non solo: il campanile e la parrocchia di San Pietro e Lorenzo ad Accumoli. Le caserme dei carabinieri dei due paesi. E ancora: l’ospedale Grifoni di Amatrice, e soprattutto la scuola Capranica.
Paradosso: sia l’Hotel Roma che la Capranica comparivano nel Piano di Protezione civile di Amatrice come “aree di accoglienza della popolazione” in caso di emergenza.
La montagna di carte. Furgoni carichi all’inverosimile. Autorizzazioni, progetti, provvedimenti e relazioni.
Sono i documenti che, su delega dei pm Cristina Cambi, Raffaella Gammarota, Ruocco Maruotti e Lorenzo Francia, serviranno a sciogliere i dubbi, accertare rischi e limiti di quei lavori eseguiti sugli edifici venuti giù.
I numeri: in tutto 5.101 documenti, ciascuno dei quali composto di più pagine. Dal Genio Civile sono stati acquisiti ben 2.234 documenti relativi agli appalti eseguiti, a partire dal luglio 2012, sull’ospedale di Amatrice; 1.692 atti sono stati ottenuti dagli investigatori sulla scuola Capranica; altri 490 sono stati prelevati per i progetti di ristrutturazione eseguiti alla caserma di Accumoli, e ancora 418 provvedimenti riferiti alle gravi lesioni all’altra caserma dell’Arma, ad Amatrice, mentre 267 riguardano il rifacimento della chiesa, con annesso campanile, di San Pietro e Lorenzo ad Accumoli: la stessa dove è franata la torre campanaria, travolgendo un’intera famiglia, i Tuccio, genitori e due bambini, uno dei quali di soli pochi mesi.
Scaribarile davanti ai pm.
L’imprenditore romano Truffarelli ha realizzato, per conto del consorzio Stabile Valori, i lavori di ristrutturazione e miglioramento sismico presso la scuola Capranica di Amatrice.
L’immobile – a forma di “U” costituito da un corpo centrale in muratura degli anni Trenta e due ali realizzate in cemento armato, in epoca successiva – fu inaugurato nel dicembre 2012.
Una targa-manifesto, apposta dall’amministrazione e tuttora presente tra le macerie, parla però di un’opera di “adeguamento”: lavori che secondo Truffarelli avrebbero richiesto ben altri impegni economici.
Ecco perchè il suo dossier inviato in Procura, e nel pomeriggio la richiesta, subito accolta, di essere sentito dalla Guardia di Finanza su delega dell’Anac presieduta da Raffaele Cantone.
“Nessun illecito” è stato commesso, insiste Truffarelli. “Il miglioramento sismico non può essere confuso con l’adeguamento”. Di diverso avviso l’amministrazione comunale, difesa dagli avvocati Francesco Lettera e Mario Cicchetti, che vorrebbe costituirsi parte civile e chiede un incidente probatorio sulla scuola.
Ecco perchè la scuola è crollata.
Qui le posizioni divergono in maniera radicale. Mentre Truffarelli ribadisce di aver semplicemente proceduto al “rinforzo del cemento armato delle ali laterali”, che difatti non sono crollate, il Comune mette l’accento sui “danni gravissimi” subiti “nonostante gli interventi di ristrutturazione”.
Lo stesso collaudatore parla di “buona riuscita dei lavori fatti a esclusione di un intervento previsto in copertura: che per lo stato delle strutture si è ritenuto opportuno non effettuare”.
Tuttavia, secondo una prima lettura, la parte centrale dell’istituto potrebbe essere crollata sotto il peso di quella “pesante copertura” realizzata negli anni Settanta in sostituzione di quella originaria, con tetto e sottotetto in cemento.
Lavori di cui, si scopre oggi, non si trova alcuna autorizzazione.
L’ultima beffa per quell’area che doveva “accogliere i cittadini nell’emergenza”.
(da “La Repubblica”)
argomento: terremoto | Commenta »