Gennaio 5th, 2018 Riccardo Fucile
VALUTA UNA CANDIDATURA NEL PD O IN LIBERI E UGUALI, MA “SAREBBE MEGLIO ENTRAMBI”
In una bella intervista a Repubblica, l’ex ministro delle infrastrutture del governo Prodi
Antonio Di Pietro dice che ha intenzione di ricandidarsi ma sembra avere le idee piuttosto confuse sulla coalizione a cui vuole dare il suo apporto: dice che valuta una candidatura nel Partito Democratico o in Liberi e Uguali, ma “sarebbe meglio entrambi”.
«In effetti sto valutando se candidarmi. Nel mio Molise».
Con chi?
«Come indipendente per il centrosinistra. Nel maggioritario, ovviamente».
Quale pezzo, di grazia?
«Partito democratico o Liberi e Uguali. Sarebbe meglio tutti e due insieme».
Ma sono avversari. Se la staranno litigando.
«Me l’hanno chiesto tutti, di candidarmi. E non è ancora detto che lo faccia. Ripeto: sto valutando. Ma sono nato politicamente con il centrosinistra e la mia scelta non può essere che questa».
La parte più curiosa dell’intervista è però quella in cui Di Pietro dice (giustamente) che l’Italia dei Valori è stata l’apripista del MoVimento 5 Stelle.
Ho riletto l’intervista che ha rilasciato qualche mese fa alla nostra Giovanna Casadio: “Mani pulite ha prodotto un vuoto: è da lì che sono cominciati i partiti personali. Ma sono partiti che durano lo spazio di un mattino, io ne sono la prova vivente”. Lo sa, vero, che l’Italia dei valori sulla carta esiste ancora? Nostalgie?
«Acqua passata. Sono stati tutti figli miei, è stata una esperienza davvero bella, abbiamo fatto un sacco di cose buone».
Un sacco?
«L’Italia dei Valori è stata l’apripista del Movimento 5 stelle. Certo, abbiamo compiuto anche scelte sbagliate. E credo che proprio da quella mia esperienza i grillini abbiano imparato molte cose. A cominciare da quello non si deve mai fare in politica»
Sarebbe quindi piuttosto curioso per il PD o per LeU dirsi alternativi al populismo e, insieme, candidare l’apripista del 5 Stelle.
Sarebbe come dirsi a favore della scienza e poi andare in coalizione con un free vax.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 5th, 2018 Riccardo Fucile
PER LA SERIE “DIO LI FA O POI LI ACCOPPIA”…. “CANDIDATA A MIA INSAPUTA”, POI “MI SONO CANDIDATA, MA DEVO CAPIRE SE SONO ADATTA”
Claudia Federica Petrella, attrice di teatro e cinema che ha studiato “onestà &conoscenza presso il MoVimento 5 Stelle” ieri ha pubblicato un video su Facebook nel quale prima ha sostenuto di essere stata “candidata a sua insaputa” e poi, intorno al minuto 5,20, ha confermato invece di aver dato “disponibilità ” a una sua candidatura con i grillini.
“Sono candidata a mia insaputa e non ho mai pensato di farlo, anche se sono un’amica del Movimento”.
Ma poco dopo conferma di aver cliccato sulla presentazione dell’autocandidatura. “Comunque ora devo decidere se fare un passo di lato o un altro per mettermi a disposizione in prima persona”.
Insomma, Petrella si è “pre — candidata”. Ma ora deve capire “se sono adatta”.
Il video si conclude dicendo che sono girate “informazioni non vere” perchè lei non si è candidata ma ha dato la disponibilità ad una candidatura.
Il che equivale, appunto, a candidarsi per le parlamentarie M5S.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 5th, 2018 Riccardo Fucile
IL PIANO ROM DELLA GIUNTA FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI E SI FA STRADA UNA PROPOSTA A CINQUESTELLE
Il famoso piano rom fa acqua da tutte le parti. 
Il Camping River, primo campo destinato a chiudere entro il 30 settembre 2017 è ancora lì: soltanto quattro o cinque famiglie hanno abbandonato i lotti mentre 400 persone vivono ancora nelle baracche ma senza i servizi che erano prima garantiti.
Il piano prevedeva la cancellazione di due tra i sette campi “ufficiali” per 3,8 milioni di investimenti presi dai fondi europei.
A ottobre però il bando per la Monachina è andato deserto mentre quello di La Barbuta se l’è aggiudicato la Croce Rossa Italiana.
E allora per mantenere la promessa il Campidoglio sta pensando, scrive oggi il Messaggero, a un bonus di diecimila euro per chi se ne va:
Ai nomadi stranieri in sostanza verrebbe offerto il biglietto aereo e l’affitto pagato per un paio d’anni nel paese di origine, oppure in alternativa un assegno una tantum (fino a diecimila euro) per liquidare la pratica.
La misura è stata discussa in una serie di riunioni tra i funzionari comunali e i dirigenti della Polizia locale. Certo è che la strategia sui nomadi della giunta grillina deve cambiare, dopo il flop della fase 1 del piano annunciato prima dell’estate dalla sindaca Virginia Raggi.
E quindi l’ipotesi che circola è questa:
L’amministrazione ora è pronta a rimodulare la strategia, inserendo tra gli strumenti del piano rom anche i rimpatri. Volontari e ben remunerati, sia chiaro.
I fondi sono sempre quelli messi a disposizione da Bruxelles tramite il cosiddetto Pon, il Piano Operativo per la Città Metropolitana.
Con queste risorse il Campidoglio pagherebbe ai rom stranieri il viaggio di ritorno nel paese di origine e garantirebbe l’affitto di un alloggio per un periodo di circa due anni.
In teoria ogni nucleo famigliare a basso reddito può incassare fino a 10mila euro, così dice la delibera già votata dalla giunta, ma l’importo potrebbe calare, a seconda del paese straniero in cui il Comune si ritroverebbe a saldare la pigione.
La maggior parte degli ospiti del Camping River viene dalla Romania, dove un affitto medio si aggira tra i 100 e i 150 euro al mese.
Quindi per ogni famiglia il governo capitolino potrebbe liquidare un importo spalmato su 24 mesi tra i 2400 e i 3600 euro.
(da “NextQuotidiano”)
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