Febbraio 23rd, 2018 Riccardo Fucile
LO SKIPPER E IL SUO TEAM CHIUDONO LA ROTTA DEL TE’ HONG KONG-LONDRA IN 36 GIORNI, CINQUE IN MENO DEL PRECEDENTE PRIMATO
E’ record. 
Giovanni Soldini con il trimarano Maserati Multi70 ha tagliato alle 13 20′ ora locale, un’ora in più in Italia, la linea d’arrivo della Rotta del tè, la lunga corsa tra Hong Kong e Londra, migliorando di 5 giorni il precedente record, che apparteneva dal 2008 al francese Lionel Lemonchois su Gitana 13.
Si è bevuto oltre 13 mila miglia in trentasei giorni (per i rotti, il conto più tardi), stando sempre davanti al cronometro.
Un abbraccio corale, tre fumogeni, così nel pozzetto di Maserati è stato festeggiato oggi il passaggio sotto il Queen Elizabeth Bridge, un ponte autostradale desolato alla periferia di Londra, all’estuario del Tamigi, tra chiatte e navi alla fonda.
Cielo grigio, vento, aria gelata come deve essere stata quella che ha tagliato i volti dei velisti lungo la risalita della Manica, tutta di bolina, col vento in prua.
Ora c’è un’altra risalita, quella del Tamigi. Maserati Multi70 deve tagliare anche il Tower Bridge, il ponte più scenografico della capitale inglese. Una sfilata, ancora a vela, con il tricolore a poppa.
Venti contrari, freddo pungente, mareggiate, temporali e la rottura di un timone: ma Giovanni Soldini arriva lo stesso al traguardo che si prefiggeva, aggiungendo un altro record al suo ricco carnet. Il navigatore italiano raggiunge il ponte di Queen Elizabeth sul Tamigi alle 13:20 ora di Londra, in attesa di rimettere piede a terra un po’ più tardi al molo di St Catherine Dock, sotto il Tower Bridge, nel cuore della capitale.
Completa così la Hong-Kong-Londra in 36 giorni, 2 ore, 38 minuti e 2 secondi, cinque giorni meno del primato precedente. E quello fu stabilito, nel 2008 da Lionel Lemonchois, su un maxi catamarano di 32 metri con dieci uomini di equipaggio: mentre il 52enne skipper milanese realizza l’impresa su una barca più piccola, il Maserati Multi 70, un trimarano di 21 metri, con quattro formidabili compagni di viaggio, un italiano, due spagnoli e un francese, più un meteorologo a terra in costante contatto con lui.
Una cartografia online ha permesso agli appassionati di seguire in diretta ogni momento della traversata. Anche su Facebook. L’arrivo è stato un tripudio di “mi piace” e cuoricini, con un urlo di gioia dell’equipaggio.
La corsa di questa Maserati dei flutti ha ripetuto la mitica rotta dei clipper che trasportavano il tè dalla Cina all’Inghilterra nella seconda metà del diciannovesimo secolo.
Le gare su questo tracciato cominciarono allora: celebre fu la Great Tea Race del 1866 che vide affrontarsi cinque tra i più moderni e veloci velieri dell’epoca, suscitando un grande seguito sui giornali e concludendosi con i tre primi concorrenti che risalirono il Tamigi insieme, attraccando ai dock Londra a poche ore di distanza l’uno dall’altro.
Ma allora ci vollero 99 giorni di navigazione: Soldini ha impiegato circa un terzo del tempo per il suo mezzo giro del mondo di 13 mila miglia marine, il terzo percorso marino riconosciuto più lungo dopo la circumnavigazione del pianeta e la New York-San Francisco
Tra Hong Kong e lo Stretto della Sonda, porta d’ingresso nell’Oceano Indiano tra Giava e Sumatra, la navigazione attraverso il mar di Cina del Sud e il mar di Giava somiglia a uno slalom tra isole coralline in una zona dove il traffico marittimo è intenso. Per di più, in questa prima parte del viaggio, si deve attraversare l’Equatore, quindi una zona con poco vento e di grande instabilità meteorologica.
Ed è solo l’inizio: poi bisogna affrontare alisei che possono trasformarsi in cicloni tropicali al largo del Madagascar, doppiare il leggendario Capo di Buona Speranza, punto più sud del continente africano, che separa l’Oceano Indiano dall’Oceano Atlantico, superato per primo da Vasco de Gama nel 1497, risalire l’Atlantico, passare a fianco delle Azzorre, inoltrarsi nel golfo di Biscaglia, infine nella Manica, fino all’ingresso nel Tamigi.
In certi punti, il nemico sono le correnti e il maltempo. In altri, le reti e il traffico navale.
“Per entrare nel Golfo di Biscaglia e aggirare la punta nord occidentale della Spagna, abbiamo dovuto effettuare sei virate, andando prima verso est per potere andare poi verso nord”, spiega Soldini in diretta dallo scafo. “E nella Manica la navigazione è molto impegnativa, c’è molto traffico e ci sono regole da rispettare, ma il morale a bordo è rimasto sempre alto”.
La tecnologia ha aiutato, ma i momenti difficili fanno capire che navigare da un punto all’altro della terra rimane rischioso e complicato oggi come nel “Giro del mondo in 80 giorni” di Verne.
Il navigatore italiano, fortunatamente, se ne intende. Uno dei campioni assoluti di questo sport, Giovanni Soldini fece la sua prima traversata dell’Atlantico a 16 anni, ha compiuto due giri del mondo in solitario, ha vinto ogni genere di sfida.
Gli mancava la Hong Kong-Londra e ora anche questa è fatta.
(da agenzie)
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Febbraio 23rd, 2018 Riccardo Fucile
CHI VUOLE UN POSTO AL SOLE DEVE PAGARSI LA CREMA ABBRONZANTE: DA 5.000 A 30.000 EURO
Legislatura breve? È la previsione che va per la maggiore, dato che a quanto pare nessun partito, nessuna coalizione, nessun polo avrà in tasca i numeri per esprimere un governo.
E allora punto e a capo, dopo il voto c’è il rivoto. Sicuro?
Con quello che costa candidarsi alle elezioni, gli eletti faranno carte false pur di non stracciare il biglietto vincente della lotteria parlamentare.
Ecco, quanto costa un posto nelle liste elettorali?
Nei giorni scorsi è trapelata qualche cifra, benchè in genere le cifre siano più segrete dei conti correnti svizzeri.
E dunque, Forza Italia chiede 30 mila euro, pagamento anticipato.
La stessa cifra, parrebbe, dovrà sborsarla chi viene candidato dal Pd. Però si tratta del contributo medio, che in concreto può scendere o salire in base alla posizione in lista (il capolista paga più di tutti), al tipo di collegio (quelli “sicuri” sono i più salati), alla regione interessata (l’Emilia costa più della Toscana).
Come allo stadio, nè più nè meno.
Se vuoi un posto in tribuna, ti tocca mettere mano al portafoglio; altrimenti devi contentarti della curva.
Oppure non ti resta che cambiare stadio, seguendo squadre un po’ meno blasonate. Così, candidarsi nella Lega costa 20 mila euro, mentre con Fratelli d’Italia ne bastano 5 mila.
E i 5 Stelle? Nessun salasso per gli aspiranti deputati, tuttavia chi sgarra si beccherà un multone teorico da 100 mila euro.
Sicchè il denaro entra nella campagna elettorale, la impregna, ne condiziona gli esiti. Come sempre, però una volta della cassa s’occupavano i partiti.
Sparito il finanziamento pubblico, chi vuole posti al sole dovrà pagarsi l’abbronzante. Introducendo perciò un elemento collegato al censo, ai redditi del candidato, che in ultimo rende impossibile l’elezione per il disoccupato o l’indigente.
Succedeva, d’altronde, pure durante l’Ottocento, quando il suffragio censitario escludeva dal voto larghe fasce della popolazione.
Qui e oggi, però, il nuovo sistema sta virando verso una parola antica: plutocrazia. Significa potere della ricchezza, predominio del denaro (e di chi ne dispone) sulla vita pubblica.
Da Berlusconi a Trump, non mancano gli uomini d’affari che hanno conquistato le chiavi del governo, anche grazie al loro patrimonio. Eccezioni, che tuttavia ormai esprimono la regola, sia pure in scala ridotta.
Quei due sono miliardari, ma fra la tassa che paghi al tuo partito e le spese della campagna elettorale (da 20 a 60 mila euro, per i candidati di collegio), difficile provarci se non sei quasi milionario.
Però un’alternativa c’è: lo sponsor.
Forza Italia (evviva la franchezza) l’ha messo nero su bianco in una dichiarazione da depositare nella sede romana del partito: il contributo da 30 mila euro potrà essere erogato anche da terzi, con assegno o con bonifico bancario.
E a quel punto il terzo, vestito da Befana, avrà diritto alle agevolazioni fiscali.
Oltre a qualche ricompensa da parte dell’eletto, giacchè la gratitudine dopotutto è una virtù.
Guai però a domandare ai finanziati i nomi dei loro finanziatori: c’è la privacy, che diamine. La stessa parolina magica che protegge le 65 fondazioni politiche, che raccolgono quattrini in gran segreto.
Del resto gli obblighi di trasparenza, quand’anche fissati dalla legge, vengono regolarmente disattesi: secondo uno studio di Openpolis, nelle elezioni del 2013 solo 4 politici hanno presentato un rendiconto, denunciando i propri mecenati. Eppure i contributi esterni, la volta scorsa, pesarono per il 72 per cento del finanziamento.
Da qui un esito perverso: la compravendita della libertà parlamentare.
Che oltretutto avviene in forme opache, oblique, surrettizie.
Anche perchè in Italia manca una legge sulle lobby (negli Usa c’è dal 1946), nonostante 55 progetti di legge via via depositati in Parlamento.
E perchè alle nostre latitudini non esiste una vera disciplina sull’anagrafe patrimoniale degli eletti, nè circa la loro anagrafe «pubblica», su cui i radicali insistono dal 2008. Morale della favola: ci siamo sbarazzati del finanziamento pubblico ai partiti, per adottare un finanziamento mascherato.
Paga l’eletto, che a sua volta viene pagato dal capetto.
Evviva.
(da “L’Espresso”)
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Febbraio 23rd, 2018 Riccardo Fucile
IL SEGRETARIO DEL PD DENUNCIA L’ENNESIMA BUFALA CHE GIRA SUL WEB E CHE HA AVUTO 50.000 CONDIVISIONI… POICHE’ SI CONOSCE L’AUTORE (LA FOTO E’ DELLA SUA FIDANZATA) CHISSA’ COME MAI E’ ANCORA A PIEDE LIBERO
Il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi sulla sua pagina Facebook oggi pubblica la foto
di un meme che gira da qualche giorno su Internet e che recita: “Questa è Francesca Renzi, cugina di Matteo Renzi. Assunta come portaborse al Senato, guadagna 23mila euro al mese! Se sei indignato anche tu, condividi!”.
Scrive Renzi:
Questa immagine sta girando in rete in modo impressionante. Ovviamente è una bufala galattica, una delle tante falsità che hanno appiccicato addosso negli ultimi anni. Eppure oltre quarantamila cittadini l’hanno già condivisa e rilanciata. E ha avuto centinaia di migliaia di visualizzazioni. Perchè? Perchè c’è un’organizzazione sotterranea che scommette sulla propaganda e la mistificazione. Ormai è sempre più evidente.”
La foto, ha già spiegato Bufale.net, proviene dall’account facebook di un tizio che ha utilizzato la foto della sua fidanzata per un meme che sta avendo, in effetti, un ottimo successo visto che le condivisioni sono intanto arrivate a oltre 50mila.
L’immagine quindi rappresenta un tipico esempio di quando una bufala “finta” viene presa per vera.
Il problema è che gli utenti che condividono bufale per definizione non sono molto attenti ai dettagli e che certe “finezze” stilistiche sono più inside jokes che solo il pubblico già vaccinato può cogliere.
(da agenzie)
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Febbraio 23rd, 2018 Riccardo Fucile
FLUSSI DI DENARO UTILIZZATI PER LA COMPRAVENDITA DI IMMOBILI E ATTIVITA’ COMMERCIALI A SIENA
Salvatore Caiata, candidato del MoVimento 5 Stelle in Basilicata, è indagato per riciclaggio. Il presidente del Potenza Calcio è indagato insieme a Igor Bidilo, imprenditore kazako con interessi nel settore del petrolio e gas in vari paesi dell’Est europa in un’inchiesta che riguarda i flussi di denaro utilizzati per la compravendita di immobili e attività commerciali a Siena.
Il nome di Caiata, secondo quanto scrivono oggi Corriere, Stampa e Messaggero, compare insieme a quello di Cataldo Staffieri, rappresentante per l’Umbria e la Toscana de “La Cascina”, la cooperativa bianca finita al centro delle indagini sul Mondo di Mezzo che proprio a Siena gestisce i locali più in vista del centro storico. Scrive Valentina Errante sul Messaggero:
Due anni fa è il protagonista dell’affare del quale nelle contrade si chiacchiera per mesi: la “Birreria” di piazza del Campo, locale storico della città , dopo alcuni mesi di chiusura, viene ceduta da Andrea Bellandi.
L’acquirente, ufficialmente mediatore, sarebbe proprio Caiata, ma il locale verrà gestito da “Villa dell’Ombrellino srl”, il marchio di prestigio della ristorazione commerciale del “Gruppo La Cascina”.
La cooperativa cattolica, che ha visto gli ex amministratori condannati nel processo “Mondo di Mezzo”, e che ha già la gestione del “bar Nannini”, di proprietà della Sielma, controllata da Bidilo e dall’imprenditore romeno Maxim Costant Catalam, il“Conca d’Oro”, “Nannini Toselli” e “Nannini Massetana”.
Caiata nel 2016 aveva annunciato di voler lasciare Siena in quanto deluso dalla città . Nell’occasione sono accaduti i fatti per i quali oggi è indagato.
Spiega Gianluca Paolucci sulla Stampa:
A subentrare in alcune delle attività era stato il gruppo La Cascina, grossa coop romana associata alla Compagnia delle Opere e finita anche nell’inchiesta di Mafia Capitale — viene citata 167 volte nell’ordinanza di custodia capitale, restando però formalmente come «consulente» delle attività rilevate.
Il tramite tra La Cascina e Caiata sarebbe stato Cataldo Staffieri, manager di La Cascina ma anche socio, direttamente, di alcune società coinvolte nella compravendita di attività come la Ansa & Colt di Bari a cui faceva capo anche la Birreria.
Altro personaggio chiave, secondo quanto ricostruito, è Igor Bidilo, imprenditore kazako che ha comprato da Caiata un complesso immobiliare alle porte di Siena.
A lui fa capo il 51% della Sielna srl, proprietaria tra l’altro di alcuni dei bar Nannini, storica pasticceria e industria dolciaria senese, una delle «istituzioni» cittadine.
Socio con il 49% della Sielna è Constantin Maxim, un cittadino romeno che risulta anche socio e amministratore di una serie di scatole societarie alle quali fanno capo attività nel settore della ristorazione, della consulenze e delle pulizie.
Secondo Fiorenza Sarzanini un anno fa Bidilo ha partecipato alla gara per aggiudicarsi il monastero Sant’Orsola di Firenze “dove voleva aprire una scuola internazionale e una Spa con impiantotermale. Nella sua azienda ha come socio il rumeno Maxim Constantin Catalin. Le indiscrezioni assicurano che il coinvolgimento di questi personaggi nell’indagine porti ad alcuni investimenti all’estero e non è escluso che su questo siano giunte anche segnalazioni per operazioni sospette.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 23rd, 2018 Riccardo Fucile
BARBAGALLO ERA STATO ELETTO CON UNA LISTA CIVICA APPOGGIATA DAL CENTROSINISTRA
Otto persone sono state arrestate dalla Guardia di finanza di Catania per corruzione e turbativa
d’asta a conclusione di indagini sui Comuni di Acireale e Malvagna (Messina).
Tra i destinatari del provvedimento cautelare, cinque in carcere e tre ai domiciliari, emesso dal Gip su richiesta della Procura distrettuale etnea, anche il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, eletto con una lista civica.
Barbagallo, 42 anni, è stato eletto sindaco di Acireale nel giugno del 2014. Con i suoi 15.573 voti, appoggiato da liste civiche del centrosinistra, aveva quasi doppiato, nel turno di ballottaggio, il candidato del centrodestra, Michele Di Re (8.939 preferenze). Laureato in ingegneria civile all’università degli Studi di Catania con una specializzazione in idraulica è un libero professionista.
Nel 2009 era stato il primo degli eletti al consiglio comunale di Acireale. Politicamente è considerato vicino al deputato regionale Nicola D’Agostino.
(da agenzie)
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Febbraio 23rd, 2018 Riccardo Fucile
UNO INSEGUITO E BLOCCATO DA UN GIOVANE PASSANTE, LA RISORSA ARIANA HA 17 ANNI
La sequenza dei fatti è rapidissima. Maria (il nome è di fantasia, ndr) 78 anni da poco compiuti, esce dal pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena dove si è recata per una visita medica .
Sono le 14 e l’anziana cammina sul marciapiede per raggiungere la sua abitazione in via Balbi Piovera, a poche decine di metri dall’ospedale.
E in questo momento che si materializzano due giovani. Sbucano fuori dai giardini davanti all’ospedale.
Uno ha appena diciassette anni (sarà appurato in seguito dai carabinieri) ed è iscritto ad un istituto tecnico della zona. Non ha precedenti penali.
L’altro, invece, è ancora ad identificare. Ma, secondo una descrizione sommaria fornita dai testimoni, «sarebbe un suo coetaneo».
L’azione è fulminea. Dopo aver pedinato l’anziana per un centinaio di metri, si avvicinano alla donna fingendo di chiedere una semplice informazione stradale. A questo punto agiscono. Uno dei due immobilizza l’anziana, l’altro invece le strappa la borsetta che porta a tracolla.
Maria è terrorizzata ma tenta di reagire. Nella concitazione, però, i due la scaraventano a terra e poi fuggono.
All’aggressione assistono però numero si passanti. E mentre qualcuno si prende cura dell’anziana ferita e sotto choc, gli altri si lanciano all’inseguimento dei due giovanissimi scippatori. In particolare è un ragazzo di vent’anni che rincorre i ragazzini e riesce a bloccarne uno.
L’altro, invece, continua la fuga fino a far perdere le proprie tracce. In quel momento, tra l’altro, sta transitando una pattuglia dei carabinieri della stazione di Sampierdarena. Sono impegnati in un controllo della zona e notano il capannello di persone che cerca di trattenere il giovanissimo ladro.
I militari intervengono, lo prendono in consegna e lo portano in caserma dove viene denunciato per furto aggravato.
(da “Il Secolo XIX”)
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Febbraio 23rd, 2018 Riccardo Fucile
NELLA NOTTE APPICCATE LE FIAMME: “INFAME ATTACCO FASCISTA E RAZZISTA”… E IL COPIONE VA AVANTI
Nella notte è stato appiccato un incendio all’interno del centro sociale Magazzino 47 di Brescia. 
Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri che stanno indagando, qualcuno sarebbe entrato all’interno del centro sociale, avrebbe raggruppato alcuni libri al centro di una stanza e avrebbe dato fuoco.
L’incendio è stato contenuto dal tempestivo intervento del custode che ha chiamato i vigili del fuoco. Sul posto è arrivata anche la Scientifica dei carabinieri.
“Si è trattato dell’ennesimo infame attacco di fascisti e razzisti che cercano di seminare un clima di odio razziale e intolleranza in città “.
Lo scrivono i militanti di Magazzino 47 sulla pagina Facebook del centro sociale. “Possiamo affermarlo con certezza”, continuano gli attivisti, che ieri avevano annunciato per sabato mattina una manifestazione in centro contro la presenza nel quartiere Carmine di un banchetto di Forza Nuova.
“Questa notte dei topi di fogna si sono introdotti nel centro sociale e, dopo aver forzato una finestra, hanno appiccato un incendio all’interno del locale che ospita la libreria e l’enoteca – si legge nel post -. La finestra forzata, gli evidenti segni di effrazione e un intenso odore di benzina non lasciano dubbi sulla natura dolosa, come immediatamente notato dagli stessi vigili del fuoco”.
(da agenzie)
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Febbraio 23rd, 2018 Riccardo Fucile
ALCUNI AGENTI FERITI, UN PAIO DI FERMI… IDRANTI E CARICHE, BOTTIGLIE E SASSI
Scontri a Torino durante il corteo antifascista contro CasaPound.
Circa 500 manifestanti sono arrivati a ridosso del cordone con cui le forze dell’ordine hanno sbarrato corso Vittorio Emanuele per tentare di raggiungere l’albergo dove stava parlando il leader di CasaPound Simone Di Stefano.
I disordini sono iniziati poco dopo le 20 di giovedì sera, quando i manifestanti hanno tentato di superare lo sbarramento di polizia su corso Vittorio e dal corteo sono partiti petardi e bombe carta, ma anche sassi, bottiglie e tubi da un vicino cantiere.
Più volte i manifestanti hanno cercato di forzare il blocco di polizia, ma gli agenti hanno risposto prima con gli idranti, poi con lacrimogeni e una brevissima carica di alleggerimento.
Due poliziotti sono rimasti feriti, mentre altrettanti manifestanti, una ragazza e un giovanissimo, sono stati fermati dalle forze dell’ordine
Dopo i primi scontri con gli agenti, il corteo di protesta ha cambiato percorso cercando di raggiungere l’albergo da una via laterale. Giunti a poca distanza dall’hotel, i manifestanti hanno lanciato fumogeni, posto bidoni dell’immondizia in mezzo alla strada e fatto scoppiare alcuni petardi, lanciando bottiglie di vetro in direzione delle forze dell’ordine.
Gli agenti, in tenuta antisommossa, sono hanno risposto con il lancio di alcuni lacrimogeni. Gruppi di manifestanti hanno divelto le recinzioni di un cantiere stradale vicino alla stazione ferroviaria di Porta Susa. La polizia ha risposto ancora con idranti e lacrimogeni, cercando di disperdere i manifestanti che si sono diretti verso corso Inghilterra, dove si trova la stazione dei terminal dei bus.
Dopo quasi due ore di tafferugli e scontri, il corteo si è allontanato dall’area dell’albergo del comizio di CasaPound e si è diretto verso il quartiere Vanchiglia, luogo di abituale ritrovo.
La manifestazione era partita intorno alle 19 di giovedì sera, sotto la pioggia, dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova diretta all’hotel, lontano poche centinaia di metri, dove c’era il leader di CasaPound Di Stefano.
(da agenzie)
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Febbraio 23rd, 2018 Riccardo Fucile
SCONTRI COI TIFOSI BASCHI, UN AGENTE COLPITO HA UN ARRESTO CARDIO-RESPIRATORIO
Gravi incidenti hanno funestato il pre-partita della sfida di ritorno dei 16′ di Europa League tra
Athletic Bilbao e Spartak Mosca.
Un poliziotto è morto e tre persone sono rimaste ferite negli scontri tra le due tifoserie, verificatesi intorno alle 19.50, poco più di un’ora prima del calcio d’inizio
.Ultrà russi neonazisti, noti per le loro intemperanze, sono venuti a contatto con alcuni esponenti dell’Herri Norte, uno dei gruppi che rappresenta la frangia più estrema dei tifo basco nei pressi di un bar vicino a San Mames.
A un iniziale lancio di bicchieri e bottiglie è seguita una serie di lanci di razzi e bengala. Solo il pronto intervento della polizia ha evitato il peggio.
Non è andata bene, però, ad un agente di 50 anni che, a causa di un forte colpo al volto, ha subìto un primo arresto cardio-respiratorio. Rianimato e trasportato d’urgenza all’ospedale Basurto è spirato a causa di un secondo arresto cardiaco.
Gli incidenti sono stati provocati soprattutto da un gruppo di 400 sostenitori russi, presentatisi allo stadio privi di biglietti.
La polizia per ora ha arrestato 5 persone di cui 3 teppisti russi.
L’atmosfera era molto calda gia da giorni. I messaggi incrociati da una parte e dall’altra della tifoseria era solo fuoco che covava sotto la cenere ed è bastato poco per scatenare un vero e proprio inferno.
Non a caso nelle ore precedenti alla partita la polizia basca aveva requisito ai tifosi locali bastoni, barre e pugni di ferro.
(da agenzie)
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