Destra di Popolo.net

ALESSANDRA MUSSOLINI PRONTA A PASSARE NELLA LEGA: AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE

Luglio 19th, 2018 Riccardo Fucile

LA RIVELAZIONE DI STORACE: LA EUROPARLAMENTARE DI FORZA ITALIA STA LAVORANDO A UN PROGETTO SOVRANISTA DA PORTARE IL DOTE A SALVINI PER RIPRESENTARSI ALLE EUROPEE L’ANNO PROSSIMO

La Mussolini ha in animo di abbandonare presto il Cavaliere e tentare la ricandidatura nell’annunciato fronte sovranista annunciato da Salvini a Pontida.
A rivelare le mosse della Mussolini è stato Francesco Storace, che ovviamente ha un osservatorio privilegiatosulle questioni della destra: “Per ora si sta muovendo molto sulla rete. E nel territorio”
Ma di qui alle prossime settimane Alessandra Mussolini potrebbe combinarne un’altra delle sue, con la clamorosa uscita da Forza Italia.
È appena reduce da un convegno a Roma al quale hanno partecipato molti amministratori locali, con i suoi “comitati di base”. La parola più gettonata è stata “basta”. Per adesso sotto l’egida del Ppe, ma crediamo ancora per poco…
Il prossimo anno ci saranno le europee e Alessandra Mussolini non sembra affatto stanca della sua esperienza parlamentare ma vuole dare una svolta alla sua presenza nelle istituzioni e per ora sta facendo battaglia interna a Forza Italia. Per creare un gruppo, da portare magari in dote a Matteo Salvini. Verso l’alleanza sovranista in Europa.

(da Globalist)

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CANTIERI METRO C, IPOTESI TRUFFA, 25 INDAGATI, C’E’ ANCHE ALEMANNO

Luglio 19th, 2018 Riccardo Fucile

CONTESTATI ANCHE EPISODI DI CORRUZIONE, LEGATI AD ASSUNZIONE DI FIGLI E PARENTI

La Procura di Roma ha chiuso le indagini relative ai lavori legati alla Metro C di Roma. In 25 rischiano di finire sotto processo per i reati che vanno dalla truffa (per 320 milioni) alla corruzione e al falso.
Tra gli indagati anche l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, l’ex assessore alla Mobilità  Antonello Aurigemma (giunta Alemanno), l’ex assessore alla Mobilità  Guido Improta (giunta Marino), l’ex dirigente del ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza e dirigenti di Roma Metropolitane e Metro C all’epoca dei fatti.
L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Erminio Amelio, prende avvio da una nota del collegio sindacale risalente al 2013 e si concentra in particolare su due episodi: il primo è l’accordo transattivo del 6 settembre 2011, a seguito del quale Cipe, Stato, Regione Lazio e Comune di Roma hanno pagato 230 milioni di euro per la prosecuzione dei lavori partiti nel 2005.
Quei soldi, secondo la procura, non erano dovuti e per ottenere i finanziamenti gli indagati avrebbero presentato false documentazioni truffando gli enti pubblici.
Il secondo episodio risale al novembre del 2013 e riguarda il cosiddetto accordo attuativo da 90 milioni di euro quale tranche per la continuazione dei lavori. Anche in quel caso il denaro, assegnato ma mai erogato, secondo la procura era frutto di una truffa agli enti finanziatori delle metropolitana.
Sullo sfondo, i ritardi e gli extracosti della terza linea metro in costruzione a Roma dal 2007 con continui slittamenti della chiusura dei cantieri: un esempio per tutti, la nuova stazione San Giovanni è stata inaugurata due mesi fa, con un ritardo di ben sette anni rispetto ai tempi inizialmente previsti.
I pm contestano anche alcuni episodi di corruzione legati ad assunzioni di figli e parenti di funzionari pubblici.

(da agenzie)

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FARSA GRILLINA: I DECANTATI RISPARMI DEI VITALIZI RESTANO NEL CASSETTO

Luglio 19th, 2018 Riccardo Fucile

HANNO MESSO PER ISCRITTO CHE I 43 MILIONI L’ANNO STIMATI VERRANNO ACCANTONATI ALMENO PER TRE ANNI A TUTELA DI RICORSI… SONO TALMENTE SICURI DELLA PATACCA CHE LI CONGELANO IN CASO CHE IL PROVVEDIMENTO SIA DICHIRATO INCOSTITUZIONALE

“La spesa complessiva iscritta nel capitolo resterà  immutata”. Otto paroline nella variazione di bilancio che verrà  licenziata oggi dall’ufficio di presidenza della Camera per poi passare al voto dell’Aula racconta sui vitalizi una storia diversa da quella finora narrata.
È una questione tecnica, che travalica nel versante politico per la narrazione fatta dalla maggioranza di Governo e in particolare dal Movimento 5 stelle sulla misura introdotta lo scorso 12 luglio.
Quella per la quale, secondo Luigi Di Maio, il taglio dei “privilegi” sarebbe servito a “finanziare i diritti”.
Con tanto di dedica “alle vittime della riforma Fornero”. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro — che da questore ha istruito la pratica — ha parlato di “soldi che vengono sottratti alla politica per essere restituiti ai cittadini”. Il presidente della Camera Roberto Fico: “Ripariamo un’ingiustizia sociale”.
Che non accadrà  nulla di tutto questo è il bilancio di Montecitorio a metterlo nero su bianco.
Il perchè è presto detto: i 43 milioni di risparmio annuo verranno accantonati come fondo cautelativo in vista di eventuali ricorsi. Per cui i soldi verranno sì risparmiati, ma almeno fino al 2021 rimarranno congelati in vista di eventuali sconfitte in tribunale.
Si legge nel documento: “Il Collegio dei Questori ha tenuto conto dell’elevata probabilità  che la deliberazione in questione venga fatta oggetto di impugnazione in sede giurisdizionale e che un eventuale annullamento della deliberazione medesima possa pregiudicare i citati effetti di risparmio, determinando maggiori oneri per il bilancio della Camera conseguenti al ripristino totale o parziale dell’ammontare originario delle prestazioni previdenziali”.
Nonostante lo stesso Fico abbia più volte detto di non temere ricorsi e sconfitte in tribunale, i Questori di Montecitorio non la pensano così.
E, prudentemente, hanno deciso che quei soldi devono rimanere sotto chiave in un cassetto del Palazzo, per cautelarsi in caso di pollice verso di un giudice.
Ancora dalla nota di variazione al bilancio: “Il Collegio ha convenuto di iscrivere a decorrere dal triennio 2019-2021 una nuova voce analitica, in cui saranno accantonati ed evidenziati i risparmi di spesa derivanti dal ricalcolo dei trattamenti previdenziali, nell’importo annuo sopra indicato”.
Per “restituire ai cittadini i soldi con cui i politici si sono finanziati i privilegi in tutti questi anni della Seconda e della Prima Repubblica” (Di Maio dixit) il Movimento 5 stelle dovrà  aspettare almeno tre anni. Sempre che un tribunale non abbia nel frattempo altre idee su chi debba essere il destinatario.

(da “Huffingtonpost”)

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“SONO RUSSI”: IDENTIFICATI I RESPONSABILI DELL’ATTACCO AL GAS NERVINO CONTRO SERGEI SKRIPAL E SUA FIGLIA

Luglio 19th, 2018 Riccardo Fucile

NUMEROSI RUSSI COINVOLTI… E’ QUESTO IL MODELLO CHE I SOVRANISTI VOGLIONO IMPORTARE? E HANNO ANCORA IL CORAGGIO DI GLORIFICARE UN REGIME CHE FA FUORI I DISSIDENTI

La polizia britannica ha identificato i sospetti responsabili dell’attacco di marzo contro l’ex spia russa Sergei Skripal e sua figlia Yulia con l’agente nervino Novichok a Salisbury.
Una fonte anonima vicino alle indagini ha rivelato alla stampa britannica che la polizia ha identificato i presunti autori attraverso le immagini delle telecamere a circuito chiuso installate nelle strade della cittadina.
Gli inquirenti, scrive il Guardian, ritengono che numerosi russi siano coinvolti nel tentativo di avvelenamento.
La svolta nelle indagini arriva in seguito a un secondo avvelenamento da Novichok che ha causato la morte di un 44enne e il ricovero del suo compagno.
Gli investigatori sono sicuri che i sospettati siano russi”, ha aggiunto la fonte di Scotland Yard.

(da agenzie)

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TUTTE LE BALLE DI MATTEO SALVINI SUL SALVATAGGIO DI OPEN ARMS, LA GIORNALISTA TEDESCA LO SMENTISCE

Luglio 19th, 2018 Riccardo Fucile

ECCO LE PROVE CHEl LA NAVE MERCANTILE “TRIADES” HA ALLERTATO LA GUARDIA COSTIERA LIBICA CHE PERO’ NON E’ INTERVENUTA…E ORA ESCE FUORI CHE IL COORDINAMENTO LIBICO E’ ALLESTITO ALL’INTERNO DELLA NAVE MILITARE ITALIANA “CAPRI” ORMEGGIATA A TRIPOLI

«Bugie e insulti di qualche Ong straniera confermano che siamo nel giusto». Non aveva perso tempo il ministro dell’Interno (e papà ) Matteo Salvini alla notizia del ritrovamento in acque internazionali dei cadaveri di un bambino e di una donna e del salvataggio di Josefa, una 48enne camerunense.
Secondo il Viminale si trattava di fake news e Salvini ha promesso subito che avrebbe mostrato le prove. Sono passati due giorni e il Ministero quelle prove non le ha ancora fornite.
In compenso ieri sera Salvini è tornato sulla vicenda annunciando che «una ricostruzione dei fatti andrà  in onda sulla televisione tedesca. Non c’era nessuno in mare com’era prevedibile».
Il ministro dell’Interno quindi, non solo non ha fornito alcuna prova che la ricostruzione fatta da Open Arms, da Erasmo Palazzotto di LEU e dalla giornalista di Internazionale Annalisa Camilli sia falsa.
Preferisce invece demandare il racconto della verità  ad una giornalista tedesca. Perchè? Perchè   la giornalista tedesca dell’emittente N-tv, Nadja Kriewald nella notte tra il 16 e il 17 luglio era a bordo della motovedetta libica “Ras Sdjeir” che ha tratto in salvo 158 persone.
L’annuncio del salvataggio era stato dato proprio dalla Guardia Costiera libica, tant’è che inizialmente anche Oscar Camps — presidente di Open Arms — riteneva che i resti del gommone, i cadaveri e Josefa fosse quello che rimaneva in mare dopo quell’operazione di soccorso.
Molti si sono attaccati a quel primo tweet per spiegare che la Ong spagnola aveva mentito. Come prevedibile poi altri utenti hanno iniziato a commentare sulle “strane coincidenze”; Open Arms tornava nel Mediterraneo con le sue due barche e subito si imbatteva nel cadavere di un bambino.
I sovranisti dell’Internet, quelli bravi ad usare siti come Marine Traffic hanno mostrato come il luogo del ritrovamento di Josefa fosse incompatibile con l’operazione di salvataggio effettuata dai guardacoste libici.
La conclusione era ovvia: la Ong stava mentendo, i libici (e il governo italiano) erano stati incolpati ingiustamente
I dati che dimostrano che il salvataggio della Open Arms non è una bufala
Ma Open Arms (e Internazionale) hanno raccontato anche altri dettagli. Ad esempio di aver ascoltato per molte ore del 16 luglio una conversazione radio tra un mercantile diretto a Misurata, il Triades. Si tratta di una nave cargo da quasi 30mila tonnellate lunga 170 metri.
Questo è quello che ha scritto la giornalista di Internazionale, che era a bordo e quindi è anche una testimone diretta dell’accaduto: «Il mercantile Triades diceva di essere stato allertato dalla guardia costiera italiana e chiamava la guardia costiera libica per intervenire in soccorso dei gommoni. Le imbarcazioni con i migranti a bordo sembravano partite da Khoms, una città  a est di Tripoli».
La rotta del mercantile Triades
Dopo parecchie ore la guardia costiera libica ha detto all’imbarcazione di proseguire la rotta verso Misurata perchè sarebbe presto intervenuta una motovedetta. Come si vede dal tracciato di Marine Traffic il Triades ad un certo punto compie una diversione dalla rotta, sono le ore 15:18 (UTC) del 16 luglio.
L’inizio della deviazione dalla rotta del Triades
L’imbarcazione rimane nell’area (indicativamente intorno ai 34°11″ N) per diverse ore. Solo alle ore 20 (UTC) il Triades riprende la rotta verso il porto di Misurata. Per la cronaca il limite settentrionale dell’area SAR libica è posto alle coordinate 34° 20″ N.
Confrontando il tracciato del Triades con la rotta delle due navi di Pro Activa Open Arms (il veliero Astral, che si vede sullo sfondo nella foto postata da Camps, e la Open Arms) si vede in maniera chiara come le due imbarcazioni si siano dirette nel punto in cui il mercantile panamense ha compiuto quella improvvisa e lunga deviazione dalla sua rotta. Sì, le due navi non avevano “il trasponder spento” come spesso si sente dire da chi accusa le Ong.
A confermare che sono proprio quelle le coordinate del recupero di Josefa e del ritrovamento dei due corpi senza vita dei migranti il tweet del parlamentare di LEU Erasmo Palazzotto, anche lui a bordo della Open Arms; come il cestista NBA Marc Gasol che ha direttamente partecipato all’operazione di salvataggio di Josefa.
A Repubblica Gasol ha raccontato che l’equipaggio dall’ascolto della conversazione radio ha «appreso che la motovedetta libica ha riportato i naufraghi indietro dopo aver distrutto la barca su cui erano rimasti per due notti».
Secondo Matteo Salvini — che, lo ricordiamo, non ha ancora fornito le prove — quella della Ong «è meschina propaganda di qualcuno che ha un altro genere di interessi». Quali? Secondo il ministro dell’Interno   Palazzotto invece «è attendibilissimo il parlamentare di Liberi e uguali. È al di sopra di ogni sospetto. A me risulta che la Guardia costiera libica lavori per salvare vite e non fare affogare nessuno».
Perchè la televisione tedesca non può smentire Open Arms
Al ministro però risulta male. Perchè anche dal racconto della giornalista tedesca Nadja Kriewald emerge come anche durante l’operazione di salvataggio cui ha preso parte alcuni bambini non siano stati salvati in tempo e quindi siano morti.
Non è una novità , era già  successo qualche settimana fa: morirono tre bambini e ci fu chi disse che in realtà  erano bambolotti.
Ma la cosa più interessante della testimonianza della Kriewald è che smentisce Salvini.
La giornalista tedesca infatti è stata testimone di un’altra operazione di salvataggio. E lo dice lei stessa quando racconta che il capitano della motovedetta le ha riferito «che un paio d’ore prima, nella stessa area, c’era stata un’altra missione da parte di un’altra imbarcazione della guardia costiera libica».
Missione di salvataggio compiuta in un’altra zona, distante da quella dove si trovava l’imbarcazione sulla quale si trovava la Kriewald. Che quindi non può smentire — anzi si rifiuta di commentare — l’episodio raccontato da Open Arms.
Ed è curioso notare che mentre la Guardia Costiera libica ha dato notizia del salvataggio di 160 persone nulla abbia detto rispetto la seconda operazione.
Perchè?
Eppure riuscire a compiere con successo due salvataggi notturni sarebbe stata sicuramente una dimostrazione delle capacità  e della competenza dei guardiacoste libici. Palazzotto denuncia senza mezzi termini un tentativo di depistaggio da parte dei libici. Ma ovviamente si tratta di un’ipotesi.
Quello che sappiamo è che un mercantile ha ricevuto dalla Guardia Costiera italiana le istruzioni di contattare quella libica.
Successivamente i libici invece che dare il via libera al salvataggio ad una nave che si trovava sul posto e che era diretta in Libia (e che sarebbe stata obbligata a farlo in base alla convenzione UNCLOS) hanno annunciato che sarebbero intervenuti loro. Quello che è successo dopo — tra l’intervento libico e quello di Open Arms — lo sanno solo i libici, che però tacciono.
Forse se la guardia costiera fosse intervenuta prima quelle persone si sarebbero potute salvare.
Forse se ci fossero ancora le Ong in zona quel bambino sarebbe ancora vivo.
Il premier Giuseppe Conte oggi sul Fatto dice di non avere informazioni risolutive su quella vicenda. Quindi di fatto smentisce il suo ministro che sostiene di avere le prove.
Conte però dice che è inaccettabile che si incolpi il governo italiano.
Ma chi è che ha chiuso i porti alle Ong?
Chi è che ha fatto pressioni affinchè la Libia, che non è nemmeno uno stato unitario, prendesse il controllo di un’area SAR?
Cosa fanno i marinai italiani a Tripoli, a bordo dell’unità  navale che fornisce supporto alla JRCC libica?
Qualche tempo fa il Gip di Catania, nel confermare il sequestro di Open Arms (poi l’inchiesta venne archiviata)   ha scritto che   — riferisce Internazionale — il coordinamento della guardia costiera libica era di fatto allestito all’interno della nave militare italiana Capri ormeggiata nel porto di Tripoli, in Libia, nell’ambito della missione Nauras.

(da “NextQuotidiano”)

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SALVINI E IL COMPLOTTO DELL’OSSITOCINA DI CITTADINANZA (PER AMARE GLI IMMIGRATI)

Luglio 19th, 2018 Riccardo Fucile

IL MINISTRO ORA SI OCCUPA DI COMPLOTTI E AMPLIFICA UNA FAKE NEWS: “VOGLIONO DROGARCI PER FARCI DIVENTARE BUONISTI”

Giuseppe Conte è l’avvocato del popolo italiano. Matteo Salvini, ministro dell’Interno e vicepremier, è il papà  degli italiani.
Non sappiamo ancora cos’è Luigi Di Maio, ma nel frattempo papà  Salvini, come ogni bravo papone, continua a preoccuparsi della salute dei suoi concittadini.
Il ministro dell’Interno da due giorni promette di fornire prove circa il complotto della Ong Open Arms e giornalisti e piccoli fan attendono con ansia e trepidazione che il Viminale ci faccia sapere cosa è davvero successo in acque internazionali nella notte ta il 16 e 17 luglio alle coordinate N 34’13,4 E 013’55,2.
Salvini però evidentemente ha altri problemi. Ad esempio quello di continuare a convincere il suo elettorato che gli immigrati e i migranti sono un problema perchè in Italia c’è l’invasione.
La sostituzione di popolo — come la chiama Salvini — è un piano malefico congegnato dai buonisti. Ma il popolo italiano è sveglio e ha votato la Lega proprio perchè fermi Ong e migranti invasori.
Tutto bene? Niente affatto.
Perchè gli scienziati professoroni della casta del CNR hanno scoperto che c’è un modo per “drogare” gli italiani e far loro accettare la presenza degli immigrati. Salvini non ci sta e su Facebook denuncia l’orrido complottone: «Qualche “scienziato” vorrebbe farvi inalare una sostanza, la ossitocina, per accogliere meglio gli immigrati clandestini e fare donazioni».
Roba da matti! E del resto c’è da riflettere sul fatto che il ministro dell’Interno, che già  ha inventato la storia dell’Invasione (ma il suo è un condizionamento evidentemente non pericoloso) si preoccupi di una fake news di tale portata
Cos’è davvero la storia dell’ossitocina che rende “buonisti”
Questa potentissima droga, che non è nemmeno nelle tabelle ministeriali degli stupefacenti, si chiama ossitocina. Nota anche come “ormone dell’amore” ha un ruolo fondamentale nelle ultime fasi della gravidanza quando stimola le contrazioni uterine durante il travaglio.
Ieri su Wired Gilberto Corbellini, storico della medicina e bioeticista, ricercatore del Cnr e dell’Università  Sapienza di Roma, ha scritto un lungo articolo per spiegare cosa potrebbe (condizionale) fare la scienza per risolvere un problema intrinseco alla razza umana: la xenofobia.
Corbellini racconta di un esperimento condotto dall’Università  di Bonn nel quale è stato studiato il ruolo dell’ossitocina nel modulare le risposte razziste nei confronti di chi è straniero. Non criminale, spacciatore, ladro, stupratore: solo straniero.
A quanto pare funziona. Ma si tratta appunto di un esperimento, come ne vengono condotti tanti.
Da qui al complotto del programma di condizionamento mentale sullo stile Mk Ultra il passo è breve.
Ed infatti oggi ne scrive sulla Verità  Francesco Borgonovo, già  autore di un libro nel quale spiega come gli stranieri ci stanno invadendo senza che nessuno faccia nulla per fermarli. Qualche tempo fa l’Autore ci spiegava come i flussi migratori fossero manovrati dai signori della finanza, dai vari Goldman Sachs a Soros, tutti impegnati a cospirare contro l’Europa per sostituire i cittadini europei con manovalanza e persone di origine straniera.
Oggi riprende un suo vecchio pezzo (dell’agosto del 2017) dal titolo   “Vogliono drogarci con l’ossitocina per farci accogliere chi ci uccide“. Ovviamente nessuno vuole drogare nessuno, tanto meno Corbellini che si limita a dire che su queste scoperte “ci si può ragionare”.
Questa volta Borgonovo mette in moto la macchina del fango contro lo scienziato che ci vuole drogare tutti.
La volta scorsa aveva scoperto che l’ossitocina — essendo un ormone fondamentale per il parto — provoca una “femminilizzazione forzata” della nostra società  rendendoci più restii “alla chiusura”.
Insomma non solo ci vogliono rendere più accoglienti verso i migranti, ma anche più “femminili”.
Perchè tutti sanno che le donne sono anatomicamente più “aperte” degli uomini.
Fa sorridere che chi manipola da anni l’opinione pubblica sui pericoli dell’immigrazioni oggi si preoccupi dell’utilizzo di una “droga” per renderci tutti buonisti.
Peccato che nessuno voglia davvero usare l’ossitocina.

(da “NextQuotidiano”)

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CONTE SI ARRAMPICA SUGLI SPECCHI PER NEGARE QUELLO CHE DI FATTO E’ UN ORRENDO CONDONO FISCALE

Luglio 19th, 2018 Riccardo Fucile

LA MISURA CHE FAVORISCE GLI EVASORI: BASTA PAGARE DAL 6% AL 25% E I DEBITI CON IL FISCO SONO SANATI

Oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte rilascia una lunghissima intervista al direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio. Il colloquio tocca tanti temi interessanti, ma ce n’è uno in particolare in cui si estrinseca non tanto la linea politica del premier, quanto la vera cifra stilistica dell’esecutivo Lega-MoVimento 5 Stelle. Si tratta della domanda sul condono fiscale:
Può giurare che non farete il condono fiscale?
Giuro che non ci saranno condoni. Siccome abbiamo in cantiere una riforma organica, direi rivoluzionaria, del fisco basata su due aliquote e una no tax area, consentiremo a chi ha col fisco pendenze senza colpa di azzerarle. Ma nessun condono come in passato, cioè interventi un a tantum a quadro normativo invariato. Si azzera tutto, quale premessa necessaria e imprescindibile della riforma. Si ricomincia su basi nuove e si aumentano le pene per gli evasori.
Conte infatti scrive che non ci sarà  nessun condono fiscale, mentre la sua maggioranza e il suo governo preparano un condono fiscale che riguarderà  i contribuenti che avranno la possibilità  di chiudere tutti i conti in sospeso con il fisco, portando a casa sconti dal 70 al 94% sugli importi dovuti per una lite tributaria pendente.
E sconti dall’82 al 96%, a seconda delle condizioni economiche di chi è chiamato a versare.
Quando si dà  la possibilità  a chi ha debiti con il fisco di chiuderli pagando soltanto una parte del debito si sta facendo un condono e tutti i giochi di parole del mondo non impediranno al premier Conte di cambiare la realtà  dei fatti.
Il fatto che la Lega e il M5S si riferiscano a questo provvedimento con il nome di “pace fiscale” non vuol dire che non sia un condono: vuol dire soltanto che sono convinti che se chiami “cane” un gatto, questo cominci ad abbaiare.
In più Conte sa benissimo che il governo Lega-M5S non ha intenzione di “consentire a chi ha pendenze con il fisco di azzerarle” perchè questo, a rigor di logica, vorrebbe dire far pagare tutto il dovuto al contribuente moroso.
La Lega ha invece stra-annunciato in più occasioni senza essere smentita dal M5S che si tratterà  un “saldo e stralcio” al 25%: paga un quarto e «pace fatta», come ripete il vicepremier Salvini.
Non solo: in alcuni casi di particolare difficoltà  famigliare o aziendale l’aliquota potrà  scendere anche al 6% o al 10%.
Conte sta dicendo una bugia, e fin qui si tratta di politica. Quello che è insopportabile però è che lui, come il resto del suo governo e della maggioranza che lo regge in parlamento, sia convinto di poterti fregare cambiando il nome alle cose. Il provvedimento che preparano Lega e M5S consente ad alcuni contribuenti di pagare una piccola parte di un debito con il fisco e chiuderlo definitivamente, alla faccia di quelli che hanno pagato tutto in tempo.
Si chiama condono fiscale, e non puoi farci niente, bellezza.

(da “NextQuotidiano”)

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ASSUNTA MONTANARINO, LUIGI DI MAIO E LA “DIGNITA’ DI ANDARSI A NASCONDERE”

Luglio 19th, 2018 Riccardo Fucile

LEI SI DIFENDE MA E’ STATA ASSUNTA SENZA SELEZIONE E CONFRONTO TRA CURRICULUM… IL GIORNALE: “72.000 EURO SONO LO STIPENDIO DI UN PRIMARIO, I GRILLINI NON HANNO VINTO LA CASTA, L’HANNO SOLO SOSTITUITA”

Assia, cioè Assunta Montanino, batte un colpo. Dopo aver prudentemente ristretto la privacy del suo profilo, su Facebook la segretaria particolare di Luigi Di Maio ieri oggetto di un articolo del Giornale e poi della difesa pubblica del ministro si difende con le unghie e con i denti: “La cifra netta che prendo mensilmente- pari a circa tremila e trecento euro — copre un impegno che va ben oltre i tempi previsti nel contratto, e che si protrae 7 giorni su 7, senza limiti di orario. E con responsabilità  importanti. Il fatto di avere “solo” 26 anni credevo fosse un elemento positivo e non di demerito, in un Paese in cui non si fa altro che dire “largo ai giovani”. Vengo dallo stesso paese del ministro Di Maio e questa è stata senza dubbio una ‘fortuna’: perchè così lui ha conosciuto diversi anni fa mio padre, che si era appena ribellato contro gli usurai, e mi ha dato un’opportunità , come l’ha data ad altri studenti universitari per uno stage presso la vicepresidenza della Camera”.
Assunta minaccia anche di querelare chi ha messo in dubbio le sue competenze e accusa di sessismo il Giornale per aver pubblicato le sue foto “private”: “Purtroppo certi media contribuiscono non solo a diffondere falsa informazione, ma anche a inchiodare l’Italia a un medioevo culturale“.
E qui è difficile darle torto, anche se le foto a quanto pare erano pubbliche su Facebook.
Ma oggi il Giornale torna sull’argomento e contesta lo stipendio da 72mila euro lordi che riceve per il suo primo lavoro:
In effetti un chirurgo ospedaliero alla prima esperienza (che per un medico richiede comunque una lunga pratica) non arriva a guadagnare 38.000 euro lordi l’anno, poco meno della metà  di quanto percepirà  Assia Montanino per il suo lavoro. L’emolumento assegnatole grazie all’amicizia con Luigi Di Maio si avvicina invece ai circa 75.000 euro che guadagna un qualunque primario con un posto da dirigente ospedaliero
Normale che scattino i confronti, visto che il Movimento ha spesso attizzato l’odio sociale per chi guadagna grazie alla politica. E la giovane predestinata a 5 stelle può ben dirsi fortunata. Un primo incarico da segretaria di direzione in un’azienda le avrebbe fruttato al massimo un terzo della somma, dai 18 ai 25mila euro. E la fortuna della giovane laureata in economia emerge anche nel confronto con un incarico analogo al suo, capo di una segreteria di direzione, che presuppone però ben altra esperienza: in questo caso la retribuzione mediamente è di 58.400 euro, 15mila in meno di quanto percepirà  lei.
E infine, chiude il Giornale:
Certo, Assia Montanino è stata ingaggiata legittimamente, sia chiaro: niente di diverso da quanto accaduto in passato con altri ministri. Ma dove sono finiti i curriculum, le selezioni online, la meritocrazia a ogni costo usati come clava dai Cinquestelle contro gli avversari politici? Fonti M5s provano a replicare che lei ha dalla sua «disponibilità  h24, 7 giorni su 7».
Ma come, si osserva in Rete, Di Maio non vuole limitare il lavoro domenicale?
Ma la reprimenda più dura è quella che arriva dal direttore Alessandro Sallusti nell’editoriale di prima pagina intitolato “La dignità  di andarsi a nascondere”
La verità  purtroppo è un’altra. Di Maio e i grillini non hanno vinto la casta, l’hanno solo sostituita. Piazzano amici e amiche ovunque e li pagano a peso d’oro, lottizzano la Rai e le società  pubbliche, si scannano con i soci leghisti per una presidenza e fanno pagare il conto ad imprese, famiglie e pensionati. Che almeno la smettessero di martoriarci i santissimi con la loro diversità .

(da “NextQuotidiano”)

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LA FOLLE IDEA DI TONINELLI SU ALITALIA “ITALIANA” COSTERA’ TRE MILIARDI AI CONTRIBUENTI

Luglio 19th, 2018 Riccardo Fucile

OLTRE AI SETTE GIA’ BUTTATI DALLA FINESTRA

Scende in campo il ministro Danilo Toninelli e per Alitalia si profila una soluzione spettacolare: il vettore nazionale avrà  «l’italianità  come punto fondamentale» e «la compagnia tornerà  di bandiera» perchè «il 51% sarà  in mani italiane» mentre il restante 49% andrà  ad un partner industriale.
Questa l’avete già  sentita, vero?
In effetti è proprio così: la maggioranza Lega-M5S si è messa in testa una pazza idea che è identica a quella di tanti governi che l’hanno preceduta e che fallirà , come sono fallite tutte le iniziative coraggiose intraprese dai ministri dei Trasporti e dai presidenti del Consiglio che hanno ricevuto in mano il dossier della compagnia.
E fallirà  facendo perdere altri soldi al contribuente italiano oltre a quelli che ha già  buttato, ovvero, secondo uno studio di Mediobanca che risale al 2017, la sontuosa cifra di 7,4 miliardi di euro, quasi l’intero importo della manovrina che oggi la UE chiede all’Italia per mettere a posto i conti.
Come intende muoversi Toninelli? L’idea che circola negli ambienti ministeriali, ampiamente accreditata sui quotidiani di oggi, è che il 51% sia distribuito tra soggetti pubblici e parapubblici, ovvero Cassa Depositi e Prestiti, che già  è chiamata a salvare ILVA, e Invitalia, braccio finanziario del ministero dello Sviluppo.
Sul restante 49%, spiega oggi il Corriere della Sera, gli scenari sono infiniti.
Ai soliti noti che avevano già  manifestato il proprio interesse (easyJet, Lufthansa, Delta Air Lines, non il fondo Cerberus) se ne aggiungono potenzialmente mille altri. La procedura di vendita è aperta. Con la scadenza del 31 ottobre, data entro la quale si dovrebbe individuare un compratore,previo accordo con i sindacati e il via libera dell’antitrust Ue.
Tecnicamente« l’operazione 51%» è fattibile sotto il profilo della legislazione Ue. C’è da segnalare che ieri notte sono saltati di nuovo gli accordi tra Lega e M5S per le nomine proprio in CdP.
Hai per caso tre miliardi da buttare?
Lucio Cillis su Repubblica segnala intanto che i sindacati preferiscono come partner i londinesi di EasyJet,   che garantiscono contratti e relazioni sindacali di buon livello.
Ma occorrono molti soldi per ripartire — minimo 3 miliardi di euro — un menu indigesto per il popolo 5 Stelle.
Parte di questo investimento servirà  per l’acquisto dei velivoli che saranno impiegati sulle rotte del Nord America.
Ma qui il gioco si sposta al livello più alto coinvolgendo i capi di Stato: perchè non si deciderà  solamente se e come concedere più rotte agli italiani, ma anche la tipologia e il costruttore dei nuovi aerei, tra Boeing e Airbus. Conte, quindi, dovrà  vedersela con Trump e Macron
Non solo: il problema dovrà  essere risolto mentre pende sulla testa la questione «aiuti di Stato» già  ventilata da Bruxelles per il prestito ponte da 900 milioni concesso dal governo Gentiloni.
Gianni Dragoni sul Sole 24 Ore invece avverte:
Dopo quasi un anno nella ricerca di un compratore, i commissari di Alitalia il 10 aprile hanno ricevuto tre proposte di acquisto, ma non offerte vincolanti, da Lufthansa, easyJet e Wizz Air. Le proposte prevedono una riduzione della flotta e tagli all’occupazione. Non si sa se Lufthansa e gli altri accetterebbero di avere una quota di minoranza a fianco di soci italiani.
Questi, secondo voci, potrebbero essere la società  statale Cdp (con il 25%) e un altro socio pubblico (qualcuno ipotizza le Fs) o un altro da individuare. Di certo Lufthansa non verrebbe a fare il socio-finanziatore di un’impresa controllata dallo Stato senza avere la gestione e un piano industriale credibile. Al momento pare non esserci nulla di concreto.
L’anello al naso delle cordate internazionali
Già , perchè il progetto di Toninelli sconta un vulnus di partenza piuttosto importante: il ministro ritiene davvero che dopo tutti i salvataggi e i fallimenti di Alitalia, che sono conosciuti perfettamente dal contribuente italiano così come dai suoi concorrenti, ci sia qualcuno che intende lasciare lo Stato a fare il manager con i suoi soldi di partner internazionale. Tuttavia ad occhio parrebbe da escludere che ci sia ancora qualcuno con l’anello al naso pronto a farsi fregare proprio da Toninelli.
E infine: Alessandro Barbera sulla Stampa segnala un altro piccolo problema da risolvere con Bruxelles: ” Se la Cassa acquisisse una quota della compagnia, il rischio concreto è la cancellazione dello status di società  privata e il ritorno sotto il cappello dello Stato. Secondo alcune stime riservate, potrebbe significare un aumento del debito pubblico di oltre cento miliardi”.
Ce li mette Toninelli?

(da “NextQuotidiano”)

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