Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
LA SINDACA SA SOLO CACCIARE ESSERI UMANI SENZA NESSUNA SOLUZIONE ALTERNATIVA AI CAMPI NOMADI, ALLA CASA DELLE DONNE E AI RIFUGIATI
Se qualcuno pensa che così a Roma si governi il problema dei campi nomadi o dei Rom sbaglia di grosso. Sbaglia anche il peggior razzista che plaude.
Perchè fino a ieri gli ‘zingari’ avevano un luogo, un’area, una zona, ora non più.
Ora andranno dove capita, magari sotto i giardini dei vostri confortevoli condomini. Grazie a Virginia Raggi, la sindaca nostro malgrado, quella che ha trasformato Roma nella Waterloo del Movimento 5 Stelle, la donna che ha bisogno dei maschi per confermare il suo esistere: da Grillo a Salvini, la peggiore sindaca della città di Roma, due scandali con cui fare i conti – Roma Capitale e lo Stadio della Roma – e la pretesa di restare in sella colpendo sempre i più deboli.
Dopo aver messo in mezzo alla strada i rifugiati politici di via Scorticabove, 350 Rom del Camping River ora caccia anche i disperati della ex Fiera di Roma.
A darne notizia il presidente dell’Ottavo Municipio, Amedeo Ciaccheri, su Facebook. Che scrive. “Proprio nel giorno in cui la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo sospende lo sgombero del Camping River, all’ex Fiera di Roma è andato in scena il teatro dell’assurdo: lo sgombero, senza nessun tipo di assistenza sociale, di 36 persone – tra le quali 20 bambini, 4 donne incinte e 2 diversamente abili – dagli alloggi di fortuna messi a disposizione da Roma Capitale nel 2012. Dalle prime ore della mattina, sono immediatamente intervenuto sul posto, insieme al Consigliere regionale Paolo Ciani, per assicurarmi che le operazioni avvenissero nel massimo del rispetto e della tutela delle persone coinvolte. Eppure ho trovato la solita situazione allo sbando: gli agenti della Polizia locale costretti ad intervenire senza il minimo supporto da parte dell’amministrazione capitolina e, cosa ancor più grave, l’allontanamento di queste 36 persone senza una reale soluzione alternativa, nonostante le ripetute promesse del Campidoglio di trovare alloggi per tutti i nuclei familiari
Credo sia giusto superare il modo di vivere non dignitoso in cui erano costrette donne, uomini e bambini all’ex Fiera, ma è obbligo di un’amministrazione seria fornire alternative adeguate soprattutto alle persone in condizioni di fragilità sociale.
Tutto il contrario rispetto a quanto fatto da Virginia Raggi, che continua a piegarsi alla logica dell’“amico” Matteo Salvini, mettendo in campo operazioni di pura propaganda contro gli ultimi e i più deboli. Ecco il bilancio di oggi della Sindaca Raggi: 36 persone, di cui 20 bambini, che da stanotte saranno costretti a cercare ripari di fortuna. Questa è la legge della giungla. Roma merita di meglio”.
(da Globalist)
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Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
LO SCRITTORE: “NELLE NOSTRE SCUOLE INSEGNIAMO GRATUITAMENTE L’ITALIANO AI NUOVI ARRIVATI”… “IN AFRICA HO VISTO MISERIA E SPLENDORE DI ESSERI UMANI CHE NON HANNO NULLA”
“L’appello di Saviano a parlare, denunciare le falsità sui migranti è sacrosanto. Ma non
basta. Io vorrei che le nostre parole fossero sempre legittimate da ciò che facciamo, altrimenti ogni pronunciamento rischia di essere vano. Oggi il discorso politico è svuotato di senso a causa di questo».
Eraldo Affinati, docente e scrittore, i problemi di chi proviene dall’altra parte del mare li conosce bene per esperienza diretta.
Nelle scuole di lingua che ha creato per insegnare l’italiano ai nuovi arrivati. Di loro ha anche scritto nella sua ultima opera: “Tutti i nomi del mondo”.
Che fare davanti a quello che accade oggi in Italia?
«Dipende dal carattere. Io preferisco agire in concreto. Con la nostre scuole Penny Wirton per l’insegnamento gratuito della lingua italiana agli immigrati, uno a uno, senza voti e classi, coinvolgiamo centinaia di persone in ogni parte d’Italia, anche studenti in alternanza scuola-lavoro».
Il silenzio però ha conseguenze, diceva Sartre.
«A me non piace tanto Jean Paul Sartre. Io sono sempre stato dalla parte di Albert Camus. Bisogna superare le categorie novecentesche. Faccio un solo esempio: una nostra volontaria del Nord mi ha detto che fra gli insegnanti della sua Penny Wirton ci sono anche alcuni leghisti. Se noi connotassimo in chiave partitica la nostra azione didattica, non verrebbero. Invece così lo fanno: gratis. Riflettiamoci. L’essere umano è sorprendente».
Qual è il compito degli intellettuali verso il potere?
«Esistono le poetiche personali, le situazioni specifiche, non le categorie generali. Uno scrittore può formulare, se non la sua protesta, la sua ragione di stare al mondo, semplicemente restando fedele al proprio stile».
Se fosse nato in Africa?
«Ci sono stato, ho visto la miseria e lo splendore delle persone che non hanno niente e vivono, senza guerra sì, ma nella polvere e nel degrado. Se fossi nato lì, avrei cercato di venire qui. Noi parliamo spesso di ciò che non conosciamo. Consultiamo le tabelle. Guardiamo la tv. Navighiamo in Rete. Ma ciò che conta è come ti guarda Mohamed quando gli spieghi il verbo essere».
(da “La Repubblica”)
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Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DI CONFCOMMERCIO: TARI INGIUSTA E PARADOSSALE
La Tari? È la tassa più ingiusta e paradossale che c’è, denuncia Confcommercio.
Che lancia un nuovo portale (www.osservatoriotasselocali.it) proprio allo scopo di raccogliere ed analizzare dati e informazioni sull’intero territorio relative alla tassa rifiuti pagata da cittadini e imprese del terziario.
«Dal primo monitoraggio dell’Osservatorio — spiega una nota – emergono alcuni dati che evidenziano come costi eccessivi e ingiustificati per cittadini e imprese derivino, in particolare, da inefficienza ed eccesso di discrezionalità di molte amministrazioni locali, da una distorta applicazione dei regolamenti e dal continuo ricorso a coefficienti tariffari massimi».
In particolare la Tari è sempre più alta: nel 2017 è arrivata complessivamente a 9,3 miliardi di euro con un incremento di oltre il 70% negli ultimi 7 anni nonostante una significativa riduzione nella produzione dei rifiuti.
Per le imprese del terziario poi «sono sempre più evidenti distorsioni e divari di costo tra medesime categorie economiche a parità di condizioni e nella stessa provincia». Ad esempio, un albergo con ristorante di 1.000 mq paga 4.210 euro/anno a San Cesario (Le) mentre ne paga 7.770 euro/anno a Lecce, per la stessa attività in provincia di Padova si passa da 4.189 euro/anno di Abano Terme a 5.901 euro/anno del capoluogo.
Per Patrizia Di Dio, membro di Giunta di Confcommercio con delega all’ambiente, «i dati dell’Osservatorio sono la conferma di quanto le nostre imprese siano penalizzate da costi dei servizi pubblici che continuano a crescere in modo ingiustificato. Negli ultimi sette anni la sola Tari è cresciuta di quasi 4 miliardi di euro. Bisogna, dunque, applicare con più rigore il criterio dei fabbisogni e dei costi standard nel quadro di un maggiore coordinamento tra i vari livelli di governo, ma soprattutto è sempre più urgente una profonda revisione dell’intero sistema che rispetti il principio europeo ‘chi inquina paga’ e tenga conto delle specificità di determinate attività economiche delle imprese del terziario al fine di prevedere esenzioni o agevolazioni. In due parole, meno costi e meno burocrazia per liberare le imprese dal peso delle inefficienze locali di gestione».
Secondo Confcommercio l’inefficienza delle amministrazioni locali (in media, il 62% dei Comuni capoluogo di provincia registra una spesa superiore rispetto ai propri fabbisogni) costa a cittadini e imprese 1 miliardo l’anno a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi comunitari di raccolta differenziata (siamo al 52% contro il 65% fissato a livello europeo).
Non solo, ma in molti casi le imprese pagano costi per un servizio mai erogato (con aggravi di oltre l’80%) o per il mancato riconoscimento della stagionalità delle attività .
Ad esempio, nel primo caso, a Roma, un distributore di carburante di 300 mq paga 2.667 euro mentre l’importo corretto dovrebbe essere di 446 euro; nel secondo caso, un campeggio di 5.000 mq nel Comune di Fiumicino paga 13.136 euro quando per i soli 5 mesi di attività dovrebbe pagare 5.473, oppure uno stabilimento balneare di 600 mq, nello stesso comune, paga 1.037 euro a fronte dei 432 che dovrebbe pagare.
(da agenzie)
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Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
IL RAPPORTO DELL’INTELLIGENCE SEGNALA CHE CRESCE L’ESTREMISMO NEL PAESE
La radicalizzazione e l’estremismo in Germania sono in aumento, è questa in sintesi la
conclusione del rapporto presentato dal presidente dei servizi di sicurezza interna, Hans-Georg Maas e dal ministro degli Interni Seehofer
Gli estremisti sono 126.000, un 9% in più rispetto allo scorso anno.
I ‘cittadini del regno’, il movimento che non riconosce il governo e i confini della Germania sanciti alla fine della seconda guerra mondiale, sono cresciuti nel 2018, passando dai 16.500 del 2017 agli attuali 18.000 di quest’anno.
Alla fine del 2017, secondo le autorità , gli appartenenti alla destra estrema in tutto erano circa 24.000 sull’intero territorio della Germania federale, 1000 in più rispetto all’anno precedente.
Anche la percentuale delle persone appartenenti a gruppi di estrema sinistra è aumentata nel corso dell’ultimo anno, secondo quanto presentato nel rapporto dei servizi di sicurezza, raggiungendo il numero di 29.500.
Segno evidente che il clima di intolleranza neonazista genere una crescita anche degli oppositori a tale visione, alimentando un circuito pericolos per la sicurezza dello Stato.
(da Globalist)
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Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
UN 29ENNE ITALIANO A TORINO INFRANGE MEZZO CODICE DELLA STRADA
Sono bastati pochi minuti per confezionare un insieme di infrazioni da quasi seimila euro e rischiare l’azzeramento dei punti sulla patente.
L’incauto automobilista ha infatti violato cinque articoli del codice stradale in un colpo solo sotto gli occhi di una pattuglia della polizia municipale a Torino, in corso Vercelli, quasi all’incrocio con via Oxilia, nella periferia nord della città .
L’automobilista, 29 anni, italiano, alle 2,30 di notte è sfrecciato a tutta velocità passando con il semaforo rosso (200 euro di multa e 6 punti sulla patente) e con i fari spenti (335 euro). Stava anche parlando al cellulare, il che gli è costato un altro verbale da 646 euro e un’altra manciata di punti sulla patente; lo stesso vale per la guida senza cinture (323 euro e 5 punti).
E infine gli agenti hanno scoperto che l’auto non era assicurata: multa di 3170 euro e immediato sequestro del veicolo.
Il conto alla fine del controllo è stato salatissimo. La polizia municipale, inoltre, è riuscita a fermarlo solo dopo averlo inseguito per un po’.
Il “recordman” alla rovescia è solo uno dei tanti finiti la notte scorsa nel mirino dei vigili, che tra i quartieri Vallette, Barriera di Milano e Aurora hanno controllato 273 veicoli e multato 42 persone.
(da agenzie)
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Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
IL QUIRINALE CHIEDE SOSTEGNO AI VERTICI DELLO STATO PER BLINDARE IL MINISTRO DELL’ECONOMIA DAI DELIRI SOVRANISTI
Le recenti esternazioni dei due capi della maggioranza Luigi Di Maio e Matteo Salvini sul
rapporto con Bruxelles in vista della prossima Legge di Stabilità sono state prese molto sul serio dal Capo dello Stato.
Pur non rappresentando dichiarazioni di guerra nei confronti dell’Ue e pur proiettando in un futuro imprecisato il superamento dei vincoli europei, il tono arrembante delle dichiarazioni ha indotto il Quirinale ad accendere i riflettori sul percorso che porterà alla stesura della Legge di Bilancio.
Ecco perchè il Capo dello Stato, per Costituzione garante del rapporto tra Italia e Ue in rapporto ai vincoli di bilancio, ha deciso un giro informale di incontri.
Col presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha già visto e con la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati e con quello della Camera Roberto Fico, che incontrerà nei prossimi giorni, al fine di prevenire degli attriti che potrebbero portare a una crisi di governo.
Naturalmente il Capo dello Stato non ha alcuna intenzione di interferire sul percorso legislativo e neppure su quello che precede la presentazione alle Camere del testo della Legge di stabilità , ma la sua moral suasion sarà indirizzata ad evitare un combinato disposto di norme fuori dai parametri e di dichiarazioni che suscitino pericolosi corti circuiti.
Anzitutto con la Commissione europea. Ma anche con i mercati.
Da Bruxelles la raccomandazione che ha raggiunto anche il Quirinale negli ultimi giorni è chiara: davanti ad atteggiamenti di sfida la prima sanzione verrebbe dai mercati e dallo spread.
Una sanzione sostanziale che rischierebbe di manifestarsi prima di quella formale da parte della Commissione europea, chiamata a pronunciarsi in autunno sul progetto di Legge di Stabilità che il governo è tenuto a presentare entro il 15 ottobre.
Se l’imperativo del Capo dello Stato è scongiurare corti circuiti pericolosi per la stabilità del Paese, del tutto conseguente la sintonia tra il Quirinale e il ministro dell’Economia Giovanni Tria.
Nell’intreccio di dichiarazioni ed interviste ad opera dei principali ministri del governo, proprio Tria non ha dato margini ai “contestatori” di Bruxelles.
In una intervista al “Washington post”, il ministro dell’Economia ha messo a verbale alcune affermazioni inequivocabili.
La prima: «Non c’è nessuna discussione sul fatto che l’Italia appartenga o meno all’Ue o all’Eurozona».
Come finanziare una riforme costosa come la flat tax? «Se abbassi alcune tasse devi aumentare il gettito proveniente da altre tasse».
Dichiarazioni che, non soltanto al Quirinale, sono parse distanti da quelle dei due leader di governo, ma anche da un personaggio influentissimo tra i Cinque Stelle come Davide Casaleggio.
Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato: «Andremo oltre i numeri Ue». Una frase che può voler dire tante cose: al momento opportuno può essere rincarata ma anche occultata.
Certo, Salvini ha usato parole di sfida, anche rispetto a tabù che finora sono stati tollerati in silenzio: «Cercheremo di cambiare anche alcuni numeri scelti a tavolino a Bruxelles, che molti paesi Ue – come Francia, Spagna e Germania – ignorano bellamente».
E Di Maio, pur usando espressioni da Prima Repubblica («Non dobbiamo tirare a campare») si è messo sulla stessa sintonia, indicando come obiettivo la modifica dei «parametri europei».
Posizioni distanti da quelle di Tria e che ripropongono quella solitudine dei ministri dell’Economia che è una caratteristica di molti degli “inquilini” di via Venti Settembre.
Nel passato diversi di loro, compreso Pier Carlo Padoan (solidissimo e apparentemente imperturbabile), sono stati presi dalla tentazione di gettare la spugna davanti alla generale ostilità che circonda tutti i propugnatori di una spesa misurata.
È ancora presto per capire se un sentimento di questo tipo abbia preso anche il ministro Tria, ma indubbiamente il “monitoraggio” del Capo dello Stato e la sua iniziativa con i tre presidenti (Consiglio, Senato e Camera) se non può essere banalizzata come una “blindatura” del ministro dell’Economia, segnala però un sostegno di Mattarella a Giovanni Tria.
(da “La Stampa”)
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Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
“VA ORGANIZZATA UN’ALTERNATIVA EUROPEISTA E SOLIDALE CHE GUARDI AL FUTURO CONTRO I SOVRANISTI CHE VOGLIONO DISGREGARE IL CONTINENTE”
“Forza Italia deve guardare al Pd per costruire un’alleanza che contrasti Lega e Cinquestelle». Ha lasciato decantare le aperture dei forzisti, assaporando il rientro nel recinto del centrodestra.
Ma Claudio Scajola, quando parla del futuro azzurro, sveste i panni da sindaco di Imperia e guarda oltre, verso il Pd.
Un orizzonte che forse potrà piacere dalle parti di Arcore. Non certo al governatore Toti, con il quale l’ex ministro usa più il fioretto che la spada.
Venerdì c’è stata l’assemblea forzista: sia Tajani che Toti l’hanno riammessa nel centrodestra. Che ne pensa?
«Sono lieto che adesso più d’uno dica quello che io vado dicendo da tre anni, cioè da quando Forza Italia è rimasta in mano a pochi autoreferenziali: che non c’era programma, disegno, prospettiva, rete. Sono contento della nomina di Tajani, siamo amici e lo ritengo un segnale forte: è un convinto europeista, moderato ma rinnovatore. Un buon inizio».
Anche le parole inclusive di Toti lo sono?
«Ascolto con piacere quelli che oggi parlano di includere e non escludere, di aprire e non chiudere. Avrebbero potuto dire le stesse cose tre anni fa, sarebbe stato meglio. Ma poichè, per natura, guardo il bicchiere mezzo pieno, credo che se alle parole seguiranno i fatti potrà nascere un movimento nuovo».
Oltre Forza Italia?
«Ormai è evidente che le posizioni del M5S, ma anche della Lega, sono sovraniste, anti-europeiste, con concetti espressi sopra le righe, con una violenza verbale nell’affrontare i problemi. Guardi la vicenda Ilva, che perde un milione al giorno: se i ministri sono sempre in giro, come fanno a studiare i problemi? Se l’alleanza Lega-M5S dovesse durare, va organizzata un’alternativa europeista, atlantica, solidale, che guardi al futuro con responsabilità »
(da “Il Secolo XIX”)
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Luglio 25th, 2018 Riccardo Fucile
“FIN DA SUBITO AVEVO AVVERTITO DI MAIO CHE AVREI CONTINUATO LA MIA ATTIVITA’ DI VELISTA PROFESSIONISTA, MI HANNO CANDIDATO PER QUESTO, ORA MI SCARICANO”
Andrea Mura, il velista italiano tra i più famosi al mondo approdato in Parlamento alle ultime
elezioni, ma da allora recordman di assenze passa al contrattacco: “La notizia secondo cui avrei il 97% di assenteismo è totalmente falsa e infondata”, si difende intervistato dall’Ansa. “La mia presenza fino al 19 luglio è pari al 59%, basta vedere i dati ufficiali della Camera dei Deputati. Poi non è vero che sto veleggiando perchè la mia barca è ferma dal 30 settembre 2017”.
Il caso Mura comincia con un attacco nei suoi confronti del deputato forzista Ugo Cappellacci che lo aveva accusato appunto di disertare Montecitorio preferendo vivere in barca.
In un’intervista a La Nuova Sardegna Mura si era difeso sostenendo di fare politica navigando in difesa degli oceani e di aver concordato questa scelta con il M5s.
Ma dopo essere stato criticato sui social, oggetto di una denuncia in procura del Codacons, e al centro di una bufera politica, i 5 Stelle ne avevano preso le distanze. I capigruppo di Camera e Senato e il vicepremier Luigi Di Maio ne avevano chiesto le dimissioni.
Il deputato-skipper precisa: “La stampa mi ha attribuito delle affermazioni false da me mai pronunciate. Ho grande rispetto per l’attività del Parlamento e delle Istituzioni e non mi sognerei mai di dire cose del genere”.
“Sulla vicenda ci sono state varie fake news. A fronte di questa tempesta mediatica violentissima il Movimento mi ha ingiustamente abbandonato in mezzo al mare. Sono un navigatore solitario degli oceani, abituato ad affrontare con pazienza le burrasche più dure. Ho chiesto un confronto con i vertici del Movimento per chiarire presto l’intera vicenda”.
“Sono un uomo di sport, velista professionista, per questo mi è stato chiesto di candidarmi con il Movimento. Ho sempre detto che avrei continuato questa attività una volta eletto perchè credo sia un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della tutela del mare”.
“In Sardegna – aggiunge lo skipper cagliaritano – il movimento ha vinto una campagna elettorale durissima anche grazie al mio contributo con circa 60 mila voti”.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2018 Riccardo Fucile
LA SPAGNA E’ AL 2,2%, LA FRANCIA AL 2,6%… L’ITALIA HA POI UN DEBITO/PIL DEL 131,8% MENTRE LA FRANCIA APPENA DEL 97%, LA SPAGNA DEL 98,3%, LA GERMANIA DEL 64,1%
Salvini, dalle pagine del Corriere, ha sostenuto: “Cercheremo di cambiare anche alcuni numeri scelti a tavolino a Bruxelles, che molti Paesi Ue ignorano bellamente”. Quali? “Francia, Spagna, Germania“.
Ma in realtà nessuno dei tre attualmente sfora il parametro di Maastricht sul deficit — quello che impone di tenerlo sotto il 3% del pil — nè ha annunciato di volerlo fare.
E tutti e tre gli Stati hanno un debito di gran lunga inferiore a quello italiano rispetto al pil prodotto dalle loro economie.
Un fattore cruciale per gli investitori che quel debito lo finanziano acquistando i titoli di Stato della Repubblica italiana.
Peraltro la Spagna cresce intorno al 3% l’anno, e la Francia e la Germania sono intorno al 2%, contro lo striminzito 1,3% previsto nel 2018 per l’Italia, ancora una volta fanalino di coda tra i Paesi Ue.
La Francia è rientrata nei ranghi. Berlino viola solo una “soglia raccomandata”
Parigi lo scorso anno, dopo un decennio di sforamenti, è tornata a rispettare il parametro di Maastricht che prevede di tenere il rapporto deficit/pil sotto il 3%: la Commissione europea ha chiuso la procedura per deficit eccessivo nei confronti del Paese e nelle “pagelle” della scorsa primavera ha attestato che nel 2017 la Francia di Macron l’ha portato al 2,6% e per il 2018 prevede un 2,3%.
Berlino è più che ligia alle regole sul bilancio dello Stato mentre supera solo la “soglia raccomandata” prevista per il surplus commerciale (differenza tra export e import), che dovrebbe restare sotto il 6% del pil mentre nel caso della Germania è da anni intorno al 9 per cento. Si tratta però, appunto, solo di una raccomandazione, non di un parametro imposto dai trattati.
In Spagna deficit/pil su dello 0,5% rispetto alle previsioni, ma su le tasse per le imprese
Quanto alla Spagna, in realtà il governo socialista di Pedro Sanchez ha sì annunciato un aumento della spesa pubblica, ma non ha intenzione di violare di nuovo Maastricht dopo che le manovre del predecessore Mariano Rajoy hanno riportato in carreggiata i conti (nel 2014 il deficit aveva toccato il 6% del pil).
Il nuovo primo ministro si accontenterà di portare il deficit/pil 2019 al 2,7%, rispetto al 2,2% previsto dal predecessore Rajoy, un livello che ha definito “non realistico” perchè obbligherebbe “ad adottare manovre di aggiustamento di notevole portata”. In parallelo al minor sforzo strutturale che verrà messo in campo dalla ministra dell’Economia Nadia Calvià±o, poi, Sanchez ha promesso di aumentare le tasse per le imprese “in modo che l’aliquota effettiva per le grandi corporation sia vicina al 25% e in nessun caso inferiore al 15%”. In Italia l’Ires sulle imprese è scesa nel 2017 dal 27,5% al 24 per cento e come è noto il contratto di governo tra Lega e M5s prevede una dual tax con due aliquote, al 15 e al 20%.
La zavorra del debito riduce i margini di manovra
Va aggiunto che sia la Francia sia la Spagna hanno un debito/pil inferiore al 100%, rispettivamente al 97% e al 98,3%. Mentre la Germania nel 2017 ha ridotto il rapporto al 64,1% contro il 74,7% del 2014.
Contro il 131,8% dell’Italia, che è seconda dietro alla Grecia per ammontare della zavorra che pesa sulla crescita e che ogni anno va rifinanziata.
Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, quest’anno e il prossimo l’Italia dovrà vendere titoli per circa 380 miliardi annui su un totale di oltre 2.300 miliardi di euro. Numeri che richiedono disciplina di bilancio non perchè “lo chiede Bruxelles” ma perchè se si sfora è di fatto inevitabile un ulteriore aumento dello spread, il differenziale tra il tasso che la Penisola deve pagare agli investitori e quello offerto dai Bund tedeschi, ritenuti più sicuri.
E pagare più interessi (complice anche la fine del quantitative easing di Mario Draghi) riduce gli spazi per interventi in favore dell’economia reale, quelli giustamente invocati dagli esponenti del nuovo esecutivo.
Lo sa bene il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che domenica a margine dei lavori del G20 ha ribadito la “volontà di applicare il programma del governo mantenendosi ovviamente quei limiti di bilancio necessari per conservare la fiducia dei mercati ed evitare l’instabilità ”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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