Luglio 25th, 2018 Riccardo Fucile
NON SOLO IL CASO DEL VELISTA GRILLINO… ECCO LA CLASSIFICA
La vicenda del deputato Andrea Mura ha sollevato un caso sull’assenteismo in Parlamento. Il pentastellato, nel 96% delle votazioni, non si è presentato a Montecitorio e in un’intervista rilasciata alla Nuova Sardegna ha giustificato così la sua scelta: “L’attività politica non si svolge solo in Parlamento. Si può svolgere anche su una barca. Io l’ho detto fin dall’inizio, anche in campagna elettorale, che il mio ruolo, più che quello di parlamentare, sarebbe stato quello di testimonial a difesa degli oceani”.
Mura, su cui si sono accese polemiche alimentate anche da colleghi di partito, non detiene in realtà il record di assenze, ma si piazza solo al quarto posto.
Alla Camera, la “maglia nera” appartiene a Michela Brambilla, che sinora, su 220 votazioni, ha preso parte solo a una, con una percentuale del 99,5% di assenze.
A pari merito, Leonardo Salvatore Penna del Movimento Cinque Stelle.
Segue Iolanda Nanni, sempre M5s, presente a 6 votazioni su 220.
Sui banchi del Senato, con una votazione su 201, detiene il record assoluto di assenze nella nuova legislatura il forzista Paolo Romani (senza tener conto dei senatori a vita sono Renzo Piano e Carlo Rubbia, sempre assenti).
Al secondo, terzo e quarto posto i colleghi di partito Giacomo Caliendo – 93,03% – Niccolò Ghedini – con il 92% di assenze – e Licia Ronzulli – 87,56%.
Sul quotidiano Repubblica, in un’intervista, Romani e Caliendo motivano il dato:
“Finora non c’è stato nulla di fondamentale da votare. Essere in Parlamento non significa fare politica. Io lavoro sul territorio, incontro i cittadini. In aula ci si va quando c’è qualcosa di specifico e utile”, dice Romani.
“Certo che non ci sono mai, mi sono rotto”, risponde invece Caliendo, “Sono inciampato sui sampietrini, frattura tripla malleolare. La sindaca m’ha fatto uno scherzetto”.
(da “Huffingtonpost”)
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Luglio 25th, 2018 Riccardo Fucile
TRA GLI ASSENTEISTI, GIACOMO CALIENDO ALMENO E’ GIUSTIFICATO
Il senatore di Forza Italia Giacomo Caliendo – 75 anni, originario della provincia di Napoli ma
milanese d’adozione, ex magistrato ed ex sottosegretario del quarto governo Berlusconi – conta il 93 per cento di assenze e le altre 7 in missione.
Un altro caso Andrea Mura?
Lui spiega in un’intervista a Repubblica di essere impossibilitato ad arrivare a Roma a causa di un infortunio subito per le buche in città :
«Il 30 maggio scorso verso le 11 e mezzo stavo andando ad una riunione del partito per discutere sugli atti del governo, ero in via delle Cappelle. E insomma sono inciampato sui sampietrini, fattura tripla malleolare. La sindaca m’ha fatto lo scherzetto (ora sorride, ndr)».
Colpa di Virginia Raggi
«No ma posso dirle che giorni dopo mi hanno mandato delle foto dal luogo del misfatto. Prima c’erano delle transenne. Poi hanno asfaltato quel pezzetto lì di strada. Non so se a causa della mia caduta eh. Magari c’era cascato anche qualcun altro…».
E adesso?
«Adesso sono bloccato a casa mia a Milano, ma sono stato in clinica a Roma fino al 16 giugno. Pensi che quando sono caduto sono rimasto per terra, avevo capito che era successo qualcosa di brutto. E per fortuna ero riuscito a non cascare faccia a terra». Ma prima del 30 maggio comunque non andava, però. O no?
«Le sedute delle commissioni me le sono fatte tutte quante. Poi sa, senza il governo, l’attività non era molta. Mi sono infortunato sul più bello ecco, diciamolo».
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2018 Riccardo Fucile
SI CHIAMA FRANCESCA TOTOLO, E’ UNA BLOGGER CHE LAVORA ANCHE PER LE AGENZIE RUSSE… LA MAGISTRATURA ORA APRA UN FASCICOLO
L’ultima sua «prodezza» è stata quella di aver diffuso la fotografia di Josefa, la donna salvata dall’imbarcazione Open Arms, con lo smalto alle unghie.
Lei è Francesca Totolo, professione blogger, punto di riferimento dell’universo sovranista della rete.
In un’intervista a La Stampa ha spiegato come è nata la fake news su Josefa e ha anche chiarito alcuni aspetti della sua attività .
«Ho visto il servizio al TG5 — dice la Totolo — e ho fatto lo screenshot. Poi, l’ho pubblicato su Twitter. Ma non ho mai detto quello che poi mi hanno contestato. Parlavo di due ipotesi: o lo smalto lo aveva già o le è stato messo a bordo. Un fatto curioso, no?». In ogni caso, la versione che si è diffusa nella sua rete di contatti è stata la prima.
Con conseguente spiegazione degli operatori della ong e dei giornalisti presenti sulla Open Arms che hanno affermato che lo smalto è stato applicato alle unghie di Josefa in un secondo momento, per distrarla dopo lo shock subito.
La Totolo dichiara di non avere nessuna esperienza politica. Ma i legami con gli ambienti di estrema destra ci sono e sono di carattere lavorativo: «Collaboro principalmente con il Primato Nazionale, anche se ho altri progetti che a settembre diventeranno pubblici con un editore italiano».
Il giornalista de La Stampa le ha poi chiesto: «Quindi il finanziamento della sua attività viene dal giornale di CasaPound».
La Totolo ha risposto secca: «Sì».
Ma il mondo di cui Francesca Totolo è rappresentante è molto più vasto.
La blogger, infatti, è stata contattata sia dalla redazione moscovita, sia da quella britannica di Sputnik News.
Il bersaglio principale dei suoi articoli resta la Open Society Foundation di George Soros. E, ovviamente, gli sbarchi dei migranti.
Tra le sue ultime attività c’è anche quella del salvataggio della guardia costiera libica ripreso dall’emittente RTL. Il suo post lo metteva in correlazione con il ritrovamento dei due corpi e il salvataggio di Josefa: sono serviti parlamentari e rappresentanti delle ong per smentire il collegamento tra i due episodi e per restituire la verità dei fatti. Che molti followers della Totolo, tuttavia, ancora non conoscono.
«Io ci metto nome e cognome — dice la Totolo a La Stampa — perchè oggi questa è la mia attività lavorativa. Lavoro 18 ore al giorno sulla rete».
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2018 Riccardo Fucile
DONO DELL’UBIQUITA’, BOWLING E RACCOLTA DI SCONTRINI… GLI ACQUISTI A SPESE DELLA REGIONE DI MOLINARI (LEGA), TIRAMANI (LEGA) E MONTARULI (FDI)…SERATE IN DISCOTECA, BORSETTE DA 200 EURO, CENE
Magna magna, ma proprio in senso letterale: se uno scorre gli scontrini che si facevano
rimborsare i consiglieri regionali del Piemonte diventati poi deputati, mangiavano ai quattro palmenti.
Eppure restavano così in linea da essere incorporei: ordinavano la brioche nel Canavese, ma in realtà erano in Giamaica, chiedevano un cappuccino in un paesino in provincia di Vercelli, ma in realtà erano in Turchia, dormivano in Spagna, ma anche nel Monferrato.
Niente trucco, niente inganno. Cioè, sì, qualche trucco in realtà sà, secondo la Procura generale.
Lo svelamento dell’arcano stava nei cosiddetti “scontrini a catena” come li hanno chiamati i magistrati dell’accusa che hanno contestato una sfilza di episodi di possibile peculato.
Scontrini rastrellati a strascico sui banconi dei bar e dei ristoranti e serviti poi nelle cartelle dei rimborsi dei gruppi consiliari della Regione Piemonte.
Non c’erano solo i pantaloncini verdi dell’allora governatore Roberto Cota. C’era il cd di Guccini che Riccardo Molinari (da poco diventato capogruppo della Lega a Montecitorio) comprò con i soldi della Regione in un autogrill di Desenzano.
C’erano le serate al bowling e i drink alle 3 di notte in discoteca di Paolo Tiramani (ora deputato del Carroccio, ma anche sindaco di Borgosesia).
C’erano anche i libri di Augusta Montaruli (avvocata e ora deputata di Fratelli d’Italia), tra cui Sexsploration, il cui acquisto non è un reato, ma chissà se ha a che fare con la linea sovranista del partito dei patrioti.
Così facevano tutti, forse, visto che i condannati in appello per l’uso “eccentrico” di quei fondi sono stati 25 e c’è una seconda inchiesta che ha preso in pieno il centrosinistra.
Così facevano, dice nel frattempo una sentenza di secondo grado, tre consiglieri diventati deputati della Repubblica.
Resta da aspettare le motivazioni per sapere per cosa sono stati condannati (Molinari a 11 mesi, Tiramani a 17, Montaruli a 19) e poi resta ancora la Cassazione fino a quando chiunque è innocente.
Non tutto è questione giudiziaria, d’altra parte: piuttosto è questione politica, quella di tre deputati poco più che trentenni che promettono di essere la nuova classe dirigente e nel frattempo portano avanti le vecchie tradizioni. Nonostante questo, promossi dai rispettivi partiti, fino a Montecitorio.
In Castilla e nel Monferrato allo stesso tempo
In un anno e mezzo, dal giugno 2010 al gennaio 2012, Riccardo Molinari si è fatto rimborsare 9mila euro, di cui 4400 tra ristoranti, al bar “e similari” come recita il verbalese dei magistrati, 1400 in notti in albergo e 2500 “senza alcun documento giustificativo” secondo la Procura generale.
Molinari, in rappresentanza della Lega Nord e del consiglio regionale del Piemonte, in pieno agosto mangia prima in un ristorante di Otranto (73 euro) e dopo una quindicina di giorni a Sanremo.
E poi che vuoi, a seconda delle sere, una grappa, una birra, una bevuta in un pub di Alessandria. Prima il Nord-Ovest.
E finalmente risponde alla domanda su chi potrà mai essere che si ferma all’Autogrill e si compra un cd.
Ecco: uno è l’onorevole Molinari che proprio alla stazione di servizio di Desenzano non potè fare a meno di comprare — con i soldi della Lega nel consiglio regionale piemontese — quel rarissimo disco di Francesco Guccini che gli piaceva così tanto.
Hanno raccontato le cronache del dibattimento che Molinari è anche capace di essere contemporaneamente al di qua e al di là dei Pirenei, attitudine che ha un certo valore, non essendo appartenuta neppure a San Giacomo quando molti secoli prima ha indicato la via verso la Galizia.
Dal 15 al 17 maggio 2011, dicono gli atti, l’allora vicepresidente del consiglio regionale dormì — in solenne rappresentanza leghista piemontese — per due notti di seguito ad àvila, in Castilla y Leon.
Eppure, mentre sganciava quei 120 euro che poi i fondi della Lega gli hanno ripagato fino allo spicciolo, era anche a Castelletto Monferrato, in provincia di Alessandria, a meno che non sia caduto in errore il registro mensile delle presenze della Regione Piemonte, consultato durante le indagini dalla Guardia di Finanza.
Molinari non ha mai risposto alle domande del pm nè a quelle dei giudici, però ha depositato una memoria, nella quale tra l’altro ha spiegato che quando passò quel weekend estivo a Bardonecchia (cena, albergo, pranzo) era solo per ritirare un faldone da una collaboratrice. Un’operazione di ore.
Il procuratore generale ha anche squadernato le cartine del Piemonte del sussidiario delle medie per convincersi: Ma, ha rilevato nel ricorso contro l’assoluzione, “Bardonecchia è a 45 minuti di auto da Torino e, per prendere un faldone, non pare congruo prevedere un soggiomo di due giorni a spese della Regione”.
Tiramani, l’appassionato di bowlin
In poco più di due anni Tiramani, l’ex consigliere che ora è deputato ma è anche sindaco, ha ottenuto dal gruppo consiliare della Lega in Regione Piemonte un po’ meno di 35mila euro in rimborsi, calcola la Procura generale.
Per tre quarti (25mila euro) sono pranzi, cene, colazioni, merende, ma 2mila vanno via in — aperte le virgolette — “abbigliamento, profumerie, generi alimentari, prodotti di elettronica, manutenzione autovettura privata, fiori, contravvenzione al CdS, giocattoli, ricariche telefoniche persone estranee al gruppo tra cui la moglie”.
Però no, ha precisato in una memoria scritta consegnata in tribunale, io in quei giorni di settembre del 2011 a Venezia non sono mai stato. E infatti lui non c’era: c’era la moglie.
Una formidabile mangiatrice, documentano gli scontrini finiti tra i rimborsi della Regione Piemonte. Il 17 settembre paga due scontrini a distanza di mezz’ora a pranzo, al ristorante Ae Oche Santa Lucia. Poi al Caffè Pedrocchi, 24 euro.
Poi ripaga quasi 40 euro, sempre al Pedrocchi. Non sazia, chiude con un gelato (2 euro, forse solo due gusti per mantenersi leggera). In famiglia, comunque, si mangia e si beve tutti in abbondanza.
Tiramani stesso per esempio passa le serate alle casse dei bar: il 23 ottobre 2010 paga tre scontrini in mezz’ora al Cortile Caffè di Novara, anche se il record personale di cui può fregiarsi il sindaco-deputato avviene davanti al pubblico del bar Le Muse dove paga tre scontrini in 18 minuti.
“Non è forse altamente plausibile pensare — si è chiesta prima della sentenza d’appello la Procura generale — che la consapevolezza dell’assenza di possibili controlli, legittimasse la produzione di qualsiasi scontrino, proprio o di terzi, relativo a spese rientranti in determinate categorie in quanto quello era l’unico modo per poter aver accesso alla propria quota di fondo?”.
Solo i giudici hanno potuto dare una risposta, mentre gli elettori possono comunque contare sull’iperattività politica dell’onorevole primo cittadino che per mesi è stata a tappeto: il vessillo della Lega con lui è sventolato al Ryan’s Club Luxury Disco, “locale cool ed elegante” promette il sito ufficiale (due pagamenti in 10 minuti alle 3 di notte, totale 48 euro), al bowling di Serravalle Sesia, ma anche in profumeria (88 euro), al mercato, allo Juventus Store, al ristorante dell’Ikea di Corsico e, immancabile, l’Autogrill, crocevia di tutte le ricevute.
No, fermi tutti: Tiramani ha giurato di non essere stato nemmeno all’Ikea di Corsico. E nemmeno al bowling, anzi forse il bowling gli fa anche un po’ schifo, perchè quella sera di febbraio del 2012 lui era a casa sua, a Borgosesia.
E il barista dello “Gnomo” di Scopa, in provincia di Vercelli, non l’ha mai visto godersi tutte quelle colazioni e mica è colpa sua, povero diavolo: Tiramani sarà stato pure in un bar, ma forse in Turchia, dove in realtà si trovava in viaggio. Una bilocazione, come prima solo di Natuzza Evolo, che lo porta a Cagliari ma anche al bar del Benzinat, sempre a Scopa, in Friuli e poi in Slovenia, ma anche (ancora) a Scopa. Miracolo.
Leggere fa sempre bene
In poco più di due anni (giugno 2010-settembre 2012) l’ex consigliera ora onorevole Augusta Montaruli si è fatta rimborsare un po’ più di 41mila euro, di cui 20mila euro in ristoranti, bar, take-away, mille in negozi di abbigliamento, gioielleri, articoli per la casa, un apparecchio microtouch, il meccanico, dei fiori, 2mila euro in alberghi.
Non tutto è contestato, non tutto è contestabile. La Guardia di Finanza, per esempio, non si mette a verificare la voce “libri”.
Ma tra gli atti spunta uno scontrino di Feltrinelli per due libri. Uno è Mia suocera beve — “un altro pirotecnico romanzo costruito intorno alle divagazioni di un personaggio irresistibile” lo descrive la casa editrice Einaudi -, l’altro è Sexsploration — “Il matrimonio è la tomba dell’amore. E la coppia fissa spegne i bollenti ardori. Chi l’ha detto? Anche dopo anni di convivenza, e magari persino di fedeltà , il sesso può riservare sorprese” è la promessa della quarta di copertina.
“Due libri — scrive la procura generale nel ricorso contro la sentenza di primo grado — che difficilmente possono essere funzionali alla formazione ed all’aggiornamento di un gruppo consiliare”.
Le spese di rappresentanza sono sempre una bella scocciatura, specie sotto Natale. Un acquisto nella boutique di Torino di Olympic il 18 dicembre (del 2011), due da Swarowski qualche giorno prima e qualche giorno dopo. E poi una borsa di Borbonese un mese prima delle feste.
Ma no, signori giudici — si è difesa l’avvocata Montaruli — quella borsetta da 200 euro era per un banco di beneficenza. La Procura — arida di cuore — l’ha definita una tesi “inverosimile e stucchevole“.
Ma se un collega avvocato ti invita all’inaugurazione dello studio legale, cosa fai, ti presenti a mani vuote? “E cosa gli portiamo adesso?”, “Un mazzo di fiori?”. Ecco, una pianta, per esempio in quell’angolo dello studio del collega, ci starebbe proprio bene. Si poteva chiamare la Pianta del Pdl, d’altra parte i soldi vengono da lì, ma poi forse è successo che il Pdl è durato meno della pianta.
Anche la Montaruli è come Houdini: è in un posto, ma et-voilà in realtà è in un altro. Il giorno di Santo Stefano del 2010, per dirne una, è in Giamaica, ma fa anche colazione in un bar di Ceretta, frazione di San Maurizio Canavese, che ha molto di invidiabile, ma può contare su un clima un po’ meno caraibico.
Per dirne un’altra, nel giorno della festa della Donna del 2011 gusta un’ottima pizza a Bra, in provincia di Cuneo, nonostante sia partita per Roma da 4 ore.
La specialità che la procura generale attribuisce all’onorevole Montaruli è il cosiddetto “Scontrini a catena”. Non un gioco da tavola: per la Procura Montaruli è infallibile quando c’è da aiutare il personale di sala, a fine consumazione. “Risulta evidente — scrivono a un certo punto nel ricorso — che Montaruli ha riversato, chiedendone il rimborso, tutti gli scontrini relativi alle spese che ogni giorno chiunque affronta, nonchè quelli che trovava sui banconi”.
(da “La Repubblica”)
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Luglio 25th, 2018 Riccardo Fucile
INDIGNAZIONE PER L’AUMENTO DEI VINCOLI E DEI COSTI PER I CONTRATTI A TERMINE… BEN GLI STA, COSI’ IMPARANO A FIDARSI
“Vi abbiamo votato, ma così ci rovinate. Per due immigrati in meno vi siete venduti ai 5 Stelle. Ci sentiamo traditi”.
Sono questi i toni usati da 600 industriali veneti per manifestare il loro dissenso nei confronti del governo, e in particolare – come si evince dal riferimento ai 5 Stelle – dei ministri leghisti.
Nel mirino degli imprenditori, si legge sul Corriere della Sera, il decreto dignità .
Lo scontento era evidente in due riunioni di Confindustria Venetocentro, che si sono svolte a Treviso e a Padova.
Dure, in particolare, le parole del presidente Massimo Finco
Ha attaccato il vicepremier Luigi Di Maio (“non ha mai lavorato in vita sua”) e se l’è presa anche con il presidente della Regione, il leghista Luca Zaia, “che non può far finta di niente in cambio di un barcone di immigrati in meno”
A suscitare l’indignazione maggiore è l’aumento dei vincoli e dei costi per i contratti a termine. A rilanciare le critiche anche il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, che sul decreto, in altre sedi, ha detto:
“È antitetico al contratto di programma, che verte su due elementi, reddito di cittadinanza e flat tax . Invece si aumenta il costo dei contratti a tempo indeterminato e il costo dei licenziamenti”.
(da “Huffingtonpost”)
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Luglio 25th, 2018 Riccardo Fucile
“I CONTENUTI DEL PROVVEDIMENTO SONO STATI FORTEMENTE AMPLIATI RISPETTO AL TESTO ORIGINARIO”
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato in data 24 luglio la legge di
conversione, con modificazioni, del c.d. decreto terremoto e ha contestualmente scritto una lettera al Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte. “Signor Presidente- scrive il Capo dello Stato-, ho promulgato in data odierna la legge di conversione, con modificazioni, del decreto legge 29 maggio 2018, n. 55 recante ‘Ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016′, approvata in via definitiva lo scorso 19 luglio.
Si tratta di un provvedimento legislativo i cui contenuti sono stati, in sede di conversione, notevolmente ampliati rispetto a quelli originari del decreto legge, composto da un solo articolo volto a prorogare e sospendere i termini per adempimenti e versamenti tributari e contributivi.
All’interno della legge di conversione trovano sede numerose altre disposizioni — contenute in ventuno ulteriori articoli — che disciplinano in chiave emergenziale, tra l’altro, i contributi e i finanziamenti per gli interventi di ricostruzione e recupero degli immobili, il ripristino dell’agibilità degli edifici, la riduzione degli oneri burocratici e amministrativi”.
“Non posso fare a meno- aggiunge- di segnalare taluni aspetti di criticità dell’articolo 07 che, pur non costituendo una palese violazione della legittimità costituzionale, suscitano forti perplessità . Detto articolo sostituisce integralmente l’art. 8-bis del DL n. 189 del 2016, relativo a interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016”.
“La nuova previsione — sottolinea Mattarella-, in tema di “Interventi eseguiti per immediate esigenze abitative”, stabilisce al comma 1 che, nelle aree colpite dal terremoto e in deroga alla necessità della previa comunicazione all’amministrazione dell’avvio dei lavori, possono essere utilizzati, in sostituzione di immobili destinati ad abitazione principale e dichiarati inagibili, opere, manufatti leggeri, anche prefabbricati, e analoghe strutture, realizzati o acquistati nel periodo compreso tra il 24 agosto 2016 e la data di entrata in vigore della disposizione, purchè amovibili e diretti a soddisfare esigenze contingenti e meramente temporanee.
Si prevede altresì l’obbligo di demolire o rimuovere dette opere nonchè di ripristinare lo stato dei luoghi entro novanta giorni dall’emanazione dell’ordinanza di agibilita’ dell’immobile distrutto o danneggiato.
Il comma 2 stabilisce poi l’inapplicabilità delle sanzioni penali di cui all’articolo 181 del codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. n. 42 del 2004), limitatamente al periodo di emergenza e comunque fino al novantesimo giorno dall’emanazione dell’ordinanza di agibilita’ dell’edificio distrutto o danneggiato”.
Infine, continua, “il comma 3 prevede che “le ordinanze di demolizione e restituzione in pristino e le misure di sequestro preventivo emanate fino alla data di entrata in vigore della disposizione, per i lavori e le opere che rispettino le condizioni di cui al comma 1, sono inefficaci”. I profili di criticita’ della disciplina concernono le previsioni dei commi 2 e 3″.
“Nel comma 2- scrive ancora il capo dello stato- si stabilisce una inedita sospensione della punibilita’, testualmente riferita solo alle sanzioni penali di cui all’art. 181 d.lgs. n. 42 del 2004, mentre nulla si prevede in riferimento ad altre fattispecie (in materia di edilizia, urbanistica e tutela di aree protette) che sovente ricorrono nelle ipotesi di realizzazione di opere in assenza delle prescritte autorizzazioni in zone soggette a vincoli. Pertanto, la ratio dell’intervento, volta a consentire l’utilizzo temporaneo di tali manufatti, potrebbe essere vanificata dalla possibile configurabilita’ di altre responsabilita’ penali non precluse da questa norma. Inoltre, la opportuna limitazione temporale dell’inapplicabilita’ delle sanzioni prevede quale termine finale il “novantesimo giorno dall’emanazione dell’ordinanza di agibilita’ dell’edificio distrutto o danneggiato”.
Tale evento, tuttavia, potrebbe non verificarsi mai, come ad esempio nel caso di assegnazione di una diversa soluzione abitativa rispetto a quella originaria, determinando, di fatto, la protrazione della inapplicabilita’ sine die e il conseguente utilizzo perpetuo dell’immobile “abusivo”, che diverrebbe, in tal modo, una seconda abitazione.
La disciplina andrebbe quindi opportunamente rivista al fine di escludere le conseguenze prima esposte”. “Il comma 3 prevede l”inefficacia’ — oltre che dei provvedimenti amministrativi — anche del sequestro preventivo. La disposizione risulta asistematica e lesiva della intangibilita’ ex lege dei provvedimenti giudiziari, sottraendo alla magistratura la esclusiva competenza a valutare i presupposti per il permanere delle misure di sequestro (articoli 321 e 355 c.p.p.).
Peraltro, la norma contempla il solo sequestro preventivo, non prendendo in considerazione quello “probatorio” (art. 354 c.p.p.), che ben può essere disposto in caso di attività edilizia svolta in assenza delle necessarie autorizzazioni”. “Tanto Le rappresento, rimettendo alla valutazione del Governo l’individuazione dei modi e delle forme di un intervento normativo idoneo a ricondurre a maggiore efficacia, in tempi necessariamente brevi, la disciplina in questione”.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 25th, 2018 Riccardo Fucile
ABUSATE QUANDO ERANO SOLE IN CASA CON L’INDAGATO
Ha abusato sessualmente di due sorelline di 7 e 8 anni, figlie della sua compagna.
Per questo motivo un uomo di 55 anni è stato arrestato dai carabinieri in provincia di Caserta.
A sporgere denuncia sono stati i genitori delle due bambine, ora adolescenti. Le piccole hanno raccontato agli inquirenti di essere state abusate quando erano sole in casa con l’indagato, che avrebbe usato violenza fisica e verbale anche contro la loro mamma.
La donna, che nulla sospettava, lasciava in casa le sue due figlie con l’uomo, nel quale riponeva piena fiducia.
L’uomo è stato fermato ad appena 48 ore dall’iscrizione della notizia di reato, si legge in una nota della Procura di Santa Maria Capua Vetere, a causa della gravita’ dei fatti.
TRIBUNALE SANTA MARIA C V
II Giudice delle Indagini Preliminari, in data odierna, condividendo la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di S. Maria C.V., in seguito al fermo di indiziato di delitto disposto dal P.M. ed eseguito dai Carabinieri della Stazione CC di Alife in data 20.7.2018, ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere a carico di G. M. ci. ’63, ritenuto responsabile dei delitti di cui agli artt. 81, 609 bis e 609 ter c.p. in danno di due sorelle dell’età di anni 7 e 8, all’epoca in cui sono iniziati gli abusi sessuali, figlie della compagna dell’indagato, cui era legato da una relazione sentimentale. Il procedimento penale origina dalla querela sporta dai genitori delle minori, in seguito alla quale, con assoluta tempestività , questo Ufficio escuteva a sommarie informazioni le ragazze, oggi adolescenti, con le modalità protette previste dal codice di rito. Nel corso dell’audizione, le minori ricostruivano, in maniera precisa e concordante, seppur con notevoli sforzi dovuti alla gravita dei fatti che per la prima volta si trovavano a raccontare per intero, i drammatici abusi sessuali che l’indagato le aveva costrette a subire o compiere nella fascia di età dai 7 ai 10 anni, commessi quando si trovava da solo con le minori, approfittando dell’assenza della madre, la quale riponeva in lui piena fiducia, tanto da affidargli le figlie. L’indagine diretta da questo Ufficio di Procura, dopo appena 48 ore dall’iscrizione della notizia di reato, ha condotto al fermo dell’indiziato di delitto, imposto dalla gravita dei fatti emersi, nonchè dalla personalità allarmante e pericolosa dell’indagato, il quale, peraltro, aveva la 1 disponibilità di diverse armi e, in diverse occasioni, nel corso della stabile relazione intrattenuta con la madre delle minori abusate, aveva utilizzato violenza fisica e verbale anche nei confronti della stessa, la quale, infatti, pure ascoltata nel corso delle indagini, riferiva di un soggetto dalla personalità manipolatoria, vendicativa e pericolosa.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2018 Riccardo Fucile
HA RISCHIATO IL LINCIAGGIO PRIMA DELL’ARRESTO… LA BIMBA ERA SEGUITA DA TEMPO DAI SERVIZI SOCIALI
Un prete di 70 anni ha rischiato il linciaggio dopo essere stato sorpreso in auto con una
bambina di 10 anni, seguita da tempo dai servizi sociali. Il sacerdote è stato arrestato in flagranza di reato
E’ successo lunedì scorso intorno alle 22.30 tra Prato e Firenze.
Secondo quanto accertato il prete si era appartato in macchina con la bimba di 10 anni in un’area di sosta dietro a un supermercato. Un residente della zona avrebbe però notato i due e, insospettitosi, avrebbe aperto lo sportello e fatto uscire la piccola dall’auto.
Ne è seguita una colluttazione, che ha attirato altre persone e il prete ha rischiato il linciaggio
Sul posto, oltre ai carabinieri, sono giunti anche sanitari del 118 per soccorrere la piccola e alcune persone rimaste lievemente ferite.
Per la bambina, seguita da tempo dai servizi sociali, è stato disposto un sostegno psicologico. L’inchiesta è seguita dalla procura di Prato.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2018 Riccardo Fucile
ERA STATO RICOVERATO IL 27 GIUGNO PER UN INTERVENTO
Aveva pianificato tutto, una pausa di pochi giorni per poi tornare immediatamente al lavoro. Marchionne, 66 anni compiuti a giugno, è morto all’ospedale universitario di Zurigo dove era stato ricoverato il 27 giugno per un intervento alla spalla destra. L’ultima sua uscita pubblica era stata due giorni prima, a Roma, alla consegna di una Jeep all’Arma dei carabinieri.
Era già affaticato, chi lo ha visto quel giorno ricorda che parlava con difficoltà .
Ma per lui, figlio di carabiniere, quell’appuntamento era irrinunciabile. È stato il suo ultimo saluto, per molti aspetti simbolico, la chiusura del cerchio di un’esperienza umana e professionale.
Dopo l’intervento alla spalla destra, a fine giugno, le sue condizioni parevano nella norma.
Dieci giorni fa l’aggravamento per quelle che i sanitari hanno definito “complicanze postoperatorie”.
La situazione sarebbe precipitata all’inizio di questa settimana. L’amministratore delegato di Fca ha perso conoscenza. Venerdì John Elkann ha constatato che “Marchionne non potrà tornare a fare l’amministratore delegato”.
Sabato i consigli di amministrazione hanno nominato i successori. Negli ultimi giorni Marchionne è stato assistito dai due figli, Alessio Giacomo e Johnatan Tyler, e dalla compagna Manuela.
Oggi il suo successore, Mike Manley, debutta ufficialmente davanti ai mercati come nuovo amministratore delegato, presentando i risultati semestrali del gruppo Fca, gli ultimi raggiunti sotto la guida di Marchionne.
(da agenzie)
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