Luglio 11th, 2018 Riccardo Fucile
“IL POLLICE OPPONIBILE LO AVRA’ LEI” STRILLA CONTRO CHI LA CRITICA E SUI SOCIAL IMPAZZA LA PRESA PER I FONDELLI
Chi è PerlaTiziana (@perlatiziana su Twitter)? 
Se lo sono chiesti in molti ieri dopo aver scoperto che questo misterioso account li aveva bloccati apparentemente senza motivo.
O meglio forse un motivo c’è. Perchè Tiziana è diventata improvvisamente famosa grazie ad un suo folgorante tweet in difesa del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Lunedì il Segretario della Lega è andato all’attacco del procuratore capo di Torino Armando Spataro che aveva ricordato come secondo la legge «non si può respingere in mare gli immigrati e non vagliare la loro richiesta di status di rifugiato politico».
Sprezzante — e completamente fuori bersaglio — come al solito il commento del ministro che ha commentato la dichiarazione di Spataro cinguettando «forse il procuratore capo di Torino pensa che l’intera Africa possa essere ospitata in Italia? Idea bizzarra».
Qualcuno ha fatto notare che in realtà il procuratore non aveva detto questo, e nel farlo ha consigliato «di leggere tutto l’articolo prima di usare il pollice opponibile e twittare».
Ed è proprio a questo punto che entra in scena Tiziana. Un account che — pare di capire — appartiene ad una fan sfegatata del ministro.
Dimostrando di avere più di un pollice opponibile ma di non sapere che cosa sia la signora replica all’indicibile offesa nei confronti di Salvini dicendo che «il pollice opponibile lo avrà lei!!».
È l’inizio della fine perchè in molti hanno iniziato a prendere in giro Perla Tiziana. Troppo facili e scontate le battute sui leghisti che improvvisamente si trovano ad avere ben due pollici opponibili e non sanno bene che farci.
Fino a quel momento Tiziana aveva il profilo aperto e tutti potevano leggere e commentare quello che scriveva. Evidentemente l’assalto non è stato gradito e come prima reazione la signora ha deciso di bloccare tutti
Sono stati in moltissimi ad essere bloccati da Tiziana. Alcuni senza motivo (o forse perchè avevano messo like ad uno sfottò).
Lei, in uno degli ultimi post visibili faceva sapere che se ne fregava del numero di follow, «io blocco e basta».
Evidentemente Tiziana Perla non aveva ancora scoperto che si poteva mettere il “lucchetto” all’account limitandone la visibilità solo ai follower approvati. Lo farà successivamente, ma ormai era troppo tardi.
I bloccati infatti hanno iniziato a twittare su #perlatiziana e sul suo blocco preventivo e così l’hashtag è diventato tra i più popolari del giorno.
Molti hanno scoperto di essere stati bloccati, altri non capivano chi fosse questa #perlatiziana di cui parlavano tutti.
Anche Simona Ventura è stata catturata dal vortice e ha chiesto ai suoi follower di spiegarle chi fosse.
Non si sa se Perla Tiziana sia un troll, quello che è certo è che ha bloccato anche utenti che non avevano mai avuto a che fare con lei nè avevano espresso giudizi riguardo i suoi pollici opponibili.
(da “NextQuotidiano“)
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Luglio 11th, 2018 Riccardo Fucile
“SALVINI, IL MINISTRO DELLA MALA VITA E’ IN PREDA AL DELIRIO DI ONNIPOTENZA, BONAFEDE DORME”
“Il ministro della Mala Vita dice che i 67 migranti a bordo della Diciotti non sbarcheranno a Trapani se non avrà garanzie che verranno arrestati. Salvini anche oggi fa un’invasione di campo per avere visibilità ; questa volta a essere totalmente bypassata è la magistratura. Salvini, preso da delirio di onnipotenza e credendo di disporre personalmente di tutti i poteri dello stato, dice che ‘il governo agisce con una sola voce e una sola testa’, la sua”.
Lo scrive su Facebook Roberto Saviano, che posta una foto in cui l’attuale ministro della Giustizia dorme.
Ecco perchè, aggiunge, “lui chiede l’arresto per persone le cui vicende non sono ancora state valutate da nessun magistrato e, in casi come questo, di arresti si occupa la magistratura che è sottoposta solo alla legge e che non deve ‘garanzie’ a nessuno, neanche al ministro degli Interni.
Allora mi domando: ma il ministro Bonafede, ministro della Giustizia, quindi colui il quale dovrebbe far rientrare Salvini nei ranghi, non ha nulla da dire? Ha capito Bonafede cosa sta accadendo? Se non l’ha capito, qualcuno può essere così gentile da spiegarglielo?”.
(da agenzie)
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Luglio 11th, 2018 Riccardo Fucile
A BOLOGNA LA BORGONZONI SCAPPA DAL CONFRONTO CON ZUPPI… IL VESCOVO: “LE ONG NON SONO COMPLICI DEGLI SCAFISTI E I BAMBINI SI SALVANO IN TUTTO IL MONDO CIVILE”
Il confronto sul tema dei migranti tra Borgonzoni e Zuppi non c’è stato: la senatrice leghista ha detto
la sua, cioè quella di Salvini, e se n’è andata prima della replica del vescovo di Bologna. Delusa l’attesa del centinaio di presenti nella sala della musica della Basilica di San Petronio.
Garbato il rammarico del prelato.
“Quella di questa sera non è una sfida. Siamo a questo tavolo perchè tutti noi vogliamo trovare una soluzione al problema dell’immigrazione irregolare, che ha portato tanti problemi a noi e anche a chi arriva nel nostro Paese”.
“Le Ong non sono complici degli scafisti”, ha replicato a distanza don Matteo Zuppi, con durezza, alle affermazioni di Borgonzoni. “Ci sono Ong ingenue? Questo è un altro discorso. Ma se stanno lì è perchè c’è un problema, non per convenienza. Non dobbiamo mai rinunciare a quell’intervento umanitario. Se uno sta in mezzo al mare va soccorso, è legge, non c’è niente da fare”.
Detto questo, ammette l’arcivescovo, “è giusto che il nostro Paese non si faccia carico della situazione da solo, una risposta unitaria dell’Europa è necessaria. Ma mai sulla disperazione di qualcuno. Anzi, saremmo più forti a chiedere il coinvolgimento degli altri Paesi difendendo la vita di chiunque”.
Zuppi rilancia poi l’istituzione di corridoi umanitari, che è “l’unica risposta praticabile e condivisibile da tutti”, e sottolinea la necessitaà di un “Piano Marshall per l’Africa. Se ne parla molto, ma vengono sempre realizzati interventi poco strategici, che non rappresentano una risposta. La cooperazione a spot, qualche volta applicata a interessi nazionali nostri, fa peggio perchè aiuta di più altri tipi di interesse. Ci dobbiamo interrogare su quanto poco facciamo per la cooperazione internazionale, per la quale il finanziamento è scandalosamente al di sotto di quanto previsto. Non diamo nemmeno le briciole”.
Gli allarmismi “generici o scientifici o quelli fatti a uso e consumo non servono – ha argomentato ancora Zuppi -. Anzi avvelenano, confondono, inquinano e ci fanno vedere non più un bambino che muore, ma un profugo. E questo per un cristiano è inaccettabile. Bisogna uscire da questa logica”.
Secondo Zuppi, dunque, “occorre avere realismo. Non accetto che la bontà e l’umanesimo siano ridotti a buonismo. Certamente la questione richiede un affronto sapiente, capace, determinato e intelligente. Non si può affrontare il tema con la semplificazione di Twitter, ma usando un linguaggio proprio e corretto”.
Ricordiamo che la Borgonzoni è nota per i suoi trascorsi nel centro sociale Link, quelli che ora Salvini vorrebbe chiudere, prima di riconvertirsi in camicia verde (anche se in verità è vestita come una radical chic).
(da agenzie)
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Luglio 11th, 2018 Riccardo Fucile
“NEI NOSTRI BILANCI NON SONO MAI SPARITI 49 MILIONI DI EURO”
Durissimo j’accuse del fondatore di Emergency, Gino Strada, contro il governo e in particolare il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
Ospite di In Onda (La7), Strada difende strenuamente l’operato delle ong: “Se adesso qui in questo studio uno dei tecnici cade per terra e io chiedo aiuto per sollevarlo, di fronte al diniego di qualcuno, mi devo sentire autorizzato a non provare a soccorrerlo? Sulle ong si stanno dicendo bufale e bugie. Un procuratore di tendenze non certo democratiche (Carmelo Zuccaro, ndr) ha fatto un casino sulle ong e non è saltato fuori niente. Io parlo ovviamente per Emergency. E non permetto a nessuno, ministro o non ministro, di fare illazioni e valutazioni sulla nostra integrità morale. Nei bilanci di Emergency non sono mai spariti 49 milioni di euro, tanto per capirci. Le ong”- continua — “non hanno fatto altro che cercare di salvare persone. Ed è quello che dovrebbero fare i governi, prima ancora di decidere come poi sfangarla, smistando i migranti in altri Paesi. Ma siamo pazzi? Il diritto di essere salvato deve essere garantito a tutti. Se si discute su questo, allora guardiamoci alle spalle, perchè questa non è più una società , ma una giungla feroce dove tutti sono contro tutti”.
Il medico aggiunge: “Qui siamo proprio nel surreale: chi aiuta sta compiendo un atto criminale. E questa è esattamente la logica del ministro dell’Interno, perchè lui si diverte a sputare veleno e odio su tutti, senza la minima ragione. Lo dica chiaro il ministro: Emergency, quando ha fatto attività anche in mare, ha collaborato con gli scafisti. Così lo denuncio domani mattina. Questo è falso e non permetto a nessuno di dare lezioni di moralità a Emergency, che ha curato 9 milioni di persone bene, gratis, con bilanci trasparenti pubblicati su giornali indiscutibili come Il Sole 24 Ore.
E arriva un buffoncello che si permette di fare illazioni sulla qualità morale del nostro lavoro? Ma stiamo scherzando?”.
E rincara: ” Viviamo in un momento in cui si calunnia e si diffondono notizie false, ma quando l’esempio viene dai vertici dello Stato, e non mi riferisco certamente al presidente della Repubblica, è chiaro che qualcosa poi penetra. C’era un vecchio detto che diceva: “sparla, sparla, qualcosa resta”. Ho visto anche la mia faccia col titolo ‘Radical chic’ sulla copertina della rivista Primato Nazionale, vicina a Casapound. Se tutti quelli di Casapound, insieme, avessero fatto la metà di quello che ho fatto io personalmente e un centesimo o un millesimo di quello che ha fatto Emergency, probabilmente avrebbero qualche motivo per parlare. Altrimenti è meglio che stiano zitti”.
Finale stoccata anche al ministro M5s alle Infrastrutture, Danilo Toninelli: “Oggi per un po’ la si è menata coi migranti “facinorosi”. Ma mi chiedo: se dopo tutto quello che hai passato, sei su quel rimorchiatore e uno ti dice che ti devono riportare in Libia, non gli dai un cartone?”
(da agenzie)
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Luglio 11th, 2018 Riccardo Fucile
L’EX TESORIERE: “HO LASCIATO QUANDO IL PARTITO ERA RICCHISSIMO, C’ERANO ANCHE ALTRI 30 MILIONI IN BENI”… “TUTTI SAPEVANO CHE I COLLABORATORI ERANO PAGATI IN NERO, COMPRESI SALVINI E MARONI E GIORGETTI”
Nel 2012 la Lega era ricchissima. Parola di Francesco Belsito, l’ex tesoriere del Carroccio condannato
in primo grado grado per i fondi dei rimborsi elettorali. E aggiunge che il ‘tesoretto’ accumulato sotto la sua gestione e cercato dalla magistratura, 49 milioni di euro come affermato dalla sentenza della Cassazione, è stato speso.
“Quando ho lasciato il Carroccio nel 2012 – ha detto Belsito in un’intervista a La Stampa – la Lega Nord era un partito ricchissimo. Ricordo che sui conti c’erano più di 40 milioni di euro di cui dieci solo di riserva legale. C’erano inoltre immobili di proprietà prestigiosi come la sede di via Bellerio e le frequenze di Radio Padania che acquistai personalmente. Insomma, altri 30 milioni almeno”.
Poi il passaggio sul ‘tesoretto’ della Lega. “Secondo me li hanno spesi. È un dato – ha aggiunto Belsito – che ha sorpreso anche me. Al tempo stesso, però, basta consultare i bilanci per capire come hanno speso i loro soldi. Ma non dimentichiamo che ci sono state molte campagne elettorali”.
“Con Maroni – ha ricordato ancora l’ex tesoriere della Lega – i rapporti erano limitati perchè all’epoca era ministro dell’Interno. Con Salvini invece erano più frequenti. Lui come europarlamentare si occupava di Radio Padania ed era molto attento a ricevere i fondi ”
Parlando della sua gestione dei fondi, per la quale è finito sotto accusa, Belsito ha sottolineato che “in via Bellerio tutti sapevano che i collaboratori venivano pagati in nero”.
Anche Salvini o Maroni? “Ma certo. Anche Giorgetti, Calderoli, Bossi”.
“Dopo lo scandalo – ha concluso Belsito – in tanti mi hanno rinnegato prendendo le distanze. E però quasi tutti i parlamentari hanno fatto investimenti personali identici a quelli della Lega. C’era la fila per chiedermi consigli”.
(da Globalist)
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Luglio 11th, 2018 Riccardo Fucile
MOLTI SI SCHIERANO CON LUI: “VERO UOMO DI LEGGE CHE NON SI FA INTIMIDIRE”… I LEONI DA TASTIERA VANNO PRELEVATI A CASA UNO PER MENO, NESSUNA PIETA’, DEVONO MARCIRE IN GALERA, SEQUESTRO DEI BENI E PERDITA DELLA PATRIA POTESTA’
C’è chi scrive “Spataro crepa” e chi si rivolge al ministro della Giustizia per affermare che “va rimosso”: insulti al magistrato Armando Spataro, procuratore capo a Torino, arrivano dal web dopo l’annuncio, ieri, di una nuova organizzazione del lavoro della Procura in materia di contrasto ai reati di odio razziale ed etnico.
Le offese, sotto forma di commenti, sono piovute soprattutto sui profili Facebook e Twitter dei media che hanno dato la notizia.
“Mandatelo a casa ‘sto …”, scrive un utente su Twitter, mentre un altro definisce il magistrato “un altro idiota alla ricerca di notorietà “.
C’è chi insinua che il procuratore in vista della pensione stia preparando una discesa in politica, chi si affida all’ormai abusatissimo refrain “Quanti immigrati ospita a casa sua?”
La maggior parte dei commenti si riferisce all’affermazione di Spataro secondo cui “nessuno può vietare a un barcone di attraccare”, perchè “la convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati prevede il diritto al non respingimento”.
Ci sono comunque anche consensi, anche se in misura minore rispetto alle ingiurie dei “leoni da tastiera”: ad esempio “io sto con Armando Spataro, un vero uomo di legge che non si fa intimidire da strepiti”.
Ribadiamo: identificarli, prelevarli a casa e sbatterli in galera, sequestro dei beni e perdita della patria protestà .
Dirette Tv dei rastrellamenti e campi di rieducazione: in un mese razzisti in giro non se ne troverebbero più.
(da agenzie)
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Luglio 11th, 2018 Riccardo Fucile
I DATI UFFICIALI CERTIFICANO LO STERMINIO IN ATTO, FRUTTO DELL’INTESA TRA CRIMINALI LIBICI E ITALIANI
Questi sono i numeri, questi sono i dati confermati da Unhcr. Il resto sono chiacchiere e purtroppo
propaganda razzista.
“La nave Sea Watch è bloccata nel porto di Malta, la nave Open Arms in attesa di ripartire da Barcellona, la Acquarius a Marsiglia. In questo momento non ci sono navi di Ong in missione di soccorso nel Mediterraneo.
Sapete quanto ci costa tutto questo? 564 morti nel solo mese di giugno, erano stati 8 nel mese di maggio e con questi sono quasi 1000 dall’inizio dell’anno”.
E’ questo il costo in termini di vite umane della chiusura dei porti del governo italiano. Ma davvero possiamo pagare questo prezzo? Permettere che l’Italia passi alla storia come responsabile di questo genocidio e voltarci dall’altra parte?
Veramente qualcuno può pensare che il problema di questo Paese siano le 16mila persone che sono arrivate dall’inizio dell’anno e non la barbarie e il cinismo di chi ci governa?
Mi rifiuto di credere che questo paese non riesca a vedere cosa sta accadendo o peggio che sia diventato un paese razzista e xenofobo, un Paese che ha perduto la sua umanita’”
Venerdì, se tutto va bene, salperemo con la Open Arms da Barcellona per tornare in quel maledetto tratto di mare dove sta naufragando anche la nostra civilta’”.
(da Globalist)
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Luglio 11th, 2018 Riccardo Fucile
LA MINISTRA DELLA DIFESA RILASCIA UN’INTERVISTA AD AVVENIRE: “L’ITALIA NON SI GIRA DALL’ALTRA PARTE”
La linea razzista di Matteo Salvini sui porti chiusi agita il governo. Stavolta è Elisabetta Trenta, in un’intervista ad Avvenire, a utilizzare parole che suonano come una sfida al Viminale: “La strada non è chiudere i porti”, afferma.
E in mattinata a La7 anche Luigi Di Maio precisa la sua posizione: “Non vorrei un altro titolo contro ministro dell’interno. Non è immaginabile che noi chiudiamo i porti ad una nave italiana”
“Il Mediterraneo è sempre stato un mare aperto e continuerà ad esserlo – dice Trenta – L’apertura è la sua ricchezza. La strada è regolamentare, non chiudere. La parola accoglienza è bella, la parola respingimenti è brutta. Poi accogliere si può declinare in mille maniere. E si può, anzi si deve, legare accoglienza a legalità “.
La ministra della Difesa avverte Salvini e l’ala intransigente del governo: “L’Italia non si gira dall’altra parte. Non l’ha fatto e non lo farà . C’è il diritto di assicurare un asilo a chi fugge dalla guerra. E il diritto di arrivare e trovare un lavoro. Ho guardato cento volte le foto di migranti e ho pensato sempre una cosa: una famiglia che mette un figlio su un barcone sperando di regalargli la vita va solo aiutata”.
Secondo indiscrezioni, il presidente del Consiglio sarebbe preoccupato dalla linea disomogenea che ha portato ieri ad una frizione tra il capo del Carroccio e il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli sul tema degli approdi per la Guardia costiera, in seguito all’intervento da parte della nave Diociotti nel caso della Vos Thalassa: la capitaneria ha dato ordine di caricare a bordo i migranti salvati dal rimorchiatore italiano in seguito a un sos per una presunta rivolta a bordo ma a questo punto la chiusura imposta da Salvini è stata di fatto annullata.
(da agenzie)
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Luglio 11th, 2018 Riccardo Fucile
IL GALERA C’E’ SOLO POSTO PER CHI VIOLE LE LEGGE, CONSEGNATI A REBIBBIA PRIMA CHE TI VENGANO A PRENDERE … NAVE DIRETTA A TRAPANI, DI MAIO E TRENTA SCARICANO IL RAZZISTELLO FIGLIO DI PAPA’
Un porto di attracco per la nave Diciotti ancora ufficialmente non c’è, anche se secondo indiscrezioni
la nave sarebbe diretta a Trapani.
Ci sono però le deliranti dichiarazioni del ministero dell’Interno Matteo Salvini che tiene in sospeso la decisione sul porto nel quale far sbarcare i migranti alla luce dei disordi avvenuti a bordo, quando le persone salvate si sono accorte che sarebbero state riconsegnate ai libici: “Se su quella nave c’è gente che ha minacciato e aggredito non saranno persone che finiranno in albergo ma in galera – dice Salvini – quindi non darò autorizzazione allo sbarco fino a che non avrò garanzia che delinquenti, perchè non sono profughi, che hanno dirottato una nave con violenza, finiscano per qualche tempo in galera e poi riportati nel loro paese”.
E non è tutto perchè ce n’è anche per le Ong. Aprire i porti a quelle che rispettano le regole, come sostiene Di Maio? “No, i porti sono aperti solo alle navi delle autorità italiane”.
Il pattugliatore della Guardia costiera italiana che lunedi ha preso a bordo i 67 migranti soccorsi il giorno prima dalla Vos Thalassa, naviga da ieri a cinque miglia all’ora in direzione della Sicilia in attesa dell’indicazione di un porto in cui far sbarcare i migranti che avevano creato una situazione di pericolo per l’equipaggio del rimorchiatore Vos Thalassa dopo aver capito che stavano per essere riconsegnati alle motovedette libiche.
Una vicenda, quella dell’ultimo soccorso in mare, che aveva anche diviso Salvini e il ministro dei Trasporti Toninelli. E che fa dire oggi a Di Maio: “E’ impensabile non far attraccare una nave italiana in un porto italiano”, contestando di fatto un altro passaggio dell’approccio salviniano alla questione
In caso di soccorsi in acque di zona Sar libica – continua a ripetere il ministro – devono fare solo le motovedette libiche.
Un assunto che cozza con la legge del mare secondo la quale qualsiasi nave è vicina ad una imbarcazione in difficoltà è tenuta a prestare soccorso.
Questa mattina intanto una cinquantina di attivisti della Rete Restiamoumani sta protestando con salvagente al collo e magliette rosse davanti la sede del Ministero dei Trasporti innalzando cartelli contro i “naufragi di Stato”.
(da agenzie)
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