Novembre 25th, 2018 Riccardo Fucile
NON SEMPRE ANNEGANO PRIMA, COME SI AUGURANO I RAZZISTI
Quattrocento migranti sbarcati in Italia in 24 ore. Non era mai accaduto da quando Salvini ha chiuso i porti italiani.
Ma questa volta ben quattro imbarcazioni sono riuscite autonomamente ad arrivare a Pozzallo, Lampedusa e Crotone.
Il barcone, scortato questa sera fin dentro il porto di Pozzallo dalle motovedette italiane, è lo stesso che era stato intercettato nel primo pomeriggio in zona Sar maltese e che le autorità de La Valletta, scatenando l’ira di Salvini, non avevano intercettato.
A bordo ben 236 persone, quasi tutte eritreee, uno dei numeri piu’ consistenti registrati negli ultimi mesi.
Quando e’ arrivato in vista del porto di Pozzallo era pericolosamente inclinato di 30 gradi e la capitaneria di porto lo ha fatto subito entrare in porto. Prima sono stati fatti scendere le 50 donne e i 12 bambini tra cui 5 neonati, poi anche gli uomini. La polizia ha gia’ individuato i due scafisti, un libico e un tunisino.
E’ stato un weekend di partenze massicce. Qualche ora prima, di fronte Crotone, era stato intercettato e scortato in porto un veliero con 79 persone, quasi tutte pakistane, mentre a Lampedusa con due imbarcazioni sono arrivati in 82.
Resta incerto il destino delle 70 persone che, secondo la segnalazione di Alarm phone, si troverebbero da due giorni a bordo di un’imbarcazione in difficolta’ partita dal Marocco.
Secondo il sito che è punto di riferimento di molti migranti che affrontano il Mediterraneo, “molti sarebbero gia’ morti”.
(da agenzie)
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Novembre 25th, 2018 Riccardo Fucile
SONO GIA’ 14 I BALZELLI SU CASE, TERRENI, AUTO E INVESTIMENTI E SI RIPARLA DI PRESTITO FORZOSO PER FINANZIARE LE CAZZATE DEL GOVERNO
Le tasse patrimoniali che gravano sulla ricchezza posseduta dai cittadini sono in totale 14:
l’imposta di registro e sostitutiva, le imposte di bollo, l’imposta ipotecaria, i diritti catastali, l’Ici/Imu/Tasi, il Bollo auto, il canone Radio Tv, l’imposta su imbarcazioni e aeromobili, l’imposta sulle transazioni finanziarie, l’imposta sul patrimonio netto delle imprese, le imposte su successioni e donazioni, l’imposta straordinaria sugli immobili, sui depositi e quella sui beni di lusso.
Una selva di balzelli che già colpisce case, terreni, auto, moto e investimenti finanziari.
Le ha riepilogate ieri la CGIA di Mestre, notando che tra tutte le patrimoniali, quelle che incidono di più sui risparmi degli italiani sono l’Imu e la Tasi (21,8 miliardi di gettito), il bollo auto (6,7 miliardi), l’imposta di bollo (6,3 miliardi) e l’imposta di registro (5,3 miliardi).
A livello storico, dal 2010 al 2017, c’è stata un’impennata di tasse corrispondente all’insediamento del governo tecnico di Mario Monti nel 2012.
In quell’anno, rispetto al 2011, il peso della tassazione patrimoniale è cresciuto di 12,8 miliardi di euro, pari a un aumento del 40 per cento se confrontato con l’ultimo esecutivo Berlusconi.
Il conto torna utile perchè in questi giorni si torna a parlare proprio di una tassa patrimoniale, come spiega oggi Francesco Forte sul Giornale:
Bruxelles potrebbe sostenere che il prestito forzoso potrebbe convenire ai risparmiatori italiani, in quanto serve a ridurre il debito e perciò lo spread, dato che, secondo i calcoli della Banca d’Italia, il calo dei prezzi delle attività finanziarie nei primi sei mesi dell’anno «ha determinato una riduzione del valore della ricchezza delle famiglie italiane del 2 per cento, poco meno di 85 miliardi» rispetto alla fine del 2017.
Per la prima parte dell’anno, sino a settembre, e 60 miliardi ulteriori per il restante periodo: un totale di 145. Ma il vampiro che ha assaggiato il sangue, poi ne ha bisogno di altro. Le social card del reddito di cittadinanza hanno bisogno di sangue finanziario fresco. Questa prospettiva mette i brividi. Urge dare risposte sane e credibili ai cittadini italiani prima ancora che all’Europa.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 25th, 2018 Riccardo Fucile
CONTE AMMETTE: “NON E’ STATO UN INCONTRO RISOLUTIVO”…CONTINUA LA SCENEGGIATA PER PRENDERE TEMPO E ARRIVARE ALLE EUROPEE CON LA MANOVRA PATACCA
«Non è stato un incontro risolutivo» ammette Giuseppe Conte poco dopo le dieci di sera, al termine della cena con Jean-Claude Juncker.
Anche perchè dalla parte opposta del tavolo il presidente della Commissione, accompagnato da Pierre Moscovici e da Valdis Dombrovskis, gli ha fatto capire chiaramente che senza una modifica significativa della manovra la procedura sarà inevitabile.
Il premier parla di «dialogo che continua». Di «passi in avanti». Della necessità di «tempi più distesi». E chiede, a tutti, «toni bassi» per far abbassare lo spread. Ma ammette che «non si è parlato dei saldi» della manovra, confermando l’indisponibilità del governo a toccare il deficit al 2,4%.
Per questo l’iter della procedura non potrà essere fermato.
Lui stesso – sotto sotto – confessa che si tratta di un’impresa impossibile: «Confido che il dialogo possa servire a evitare la procedura», ma riconosce che si tratta di un obiettivo «ambizioso».
Con lui c’era il ministro Giovanni Tria, che ben conosce la posizione della Commissione. Ma soprattutto il clima tra gli altri governi, dopo aver sperimentato l’isolamento al tavolo dell’Eurogruppo. Oggi Conte proverà a sondare gli umori a un livello più alto. §
A margine del summit dedicato alla Brexit «avrò senz’altro la possibilità di incontrare gli altri leader europei – preannuncia -, con i quali potremo avere degli scambi in ordine all’aggiornamento di questa sera».
Un portavoce della Commissione ha confermato il carattere interlocutorio della cena, spiegando che «il lavoro continuerà per avvicinare i rispettivi punti di vista per cercare una soluzione di prospettiva».
C’è un particolare significativo che è indice dell’assenza di passi avanti. I cinque si sono seduti a tavola alle 19,50 e proprio in quel momento Martin Selmayr lasciava il palazzo del Berlaymont.
Il segretario generale della Commissione è considerato il vero capo politico dell’esecutivo Ue e nei momenti decisivi non manca mai.
Ieri, per esempio, era presente all’incontro tra Juncker e Theresa May, utile a sciogliere gli ultimissimi nodi sulla Brexit in vista del vertice di oggi.
Ma non ha ritenuto fondamentale la sua presenza nel palazzo durante la cena tra Juncker e Conte. Con Selmayr se n’è andata Clara Martinez Alberola, capo di gabinetto del presidente della Commissione.
«Non litighiamo, we are friends» ha provato a sdrammatizzare Conte durante la foto di rito con Juncker, appena arrivato al Palazzo Berlaymont. Ma una volta lontani dai flash, i sorrisi sono spariti. I due leader si sono appartati per parlare tàªte-à -tàªte per una decina di minuti. Chi li ha visti assicura che entrambi i volti si sono incupiti. Poi si sono messi al tavolo con i rispettivi accompagnatori e il trio della Commissione ha spiegato che l’iter della procedura ormai è inarrestabile.
La Commissione ha il pieno sostegno dei governi, hanno ribadito Moscovici e Dombrovskis. Gli hanno annunciato che ciò emergerà ancor più chiaramente la prossima settimana, quando il Comitato economico e finanziario (in cui sono rappresentati i Ventotto) esprimerà la sua opinione sul rapporto sul debito.
Anche questo organo, salvo sorprese, dirà che l’apertura di una procedura è «giustificata». Il successivo passaggio formale toccherà alla Commissione.
Che aspetterà di avere un ulteriore sostegno politico dall’Eurogruppo/Ecofin in agenda il 3-4 dicembre, ma anche dal Consiglio europeo del 13-14.
Poi, nell’ultima seduta di quest’anno, il 19 dicembre, scriverà nero su bianco la Raccomandazione. In quel documento saranno elencati i tempi e l’entità delle manovre correttive da imporre all’Italia. E pure la scadenza per la prima verifica, che potrà arrivare già dopo tre mesi dalla data di approvazione dell’Ecofin, oppure dopo sei mesi. Ossia a fine aprile o a fine luglio (In mezzo ci sono le Europee).
L’Ecofin approverà la Raccomandazione il 22 gennaio e su questa data non possono esserci margini di trattativa: il Consiglio, al più tardi, deve esprimersi entro il 1° febbraio.
(da “La Stampa”)
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