Gennaio 9th, 2019 Riccardo Fucile
VISITE MEDICHE E DISTRIBUZIONE VELOCE IN OTTO PAESI
Otto paesi di “buona volontà ” (e tra questi l’Italia nonostante il “no” di Matteo Salvini) hanno finalmente messo fine allo strazio dei 49 immigrati a bordo della Sea Watch e della Sea Eye che, nei prossimi giorni, saranno smistati negli otto Paesi europei che hanno dato la disponibilità ad accoglierli.
L’Italia, ovviamente, “andrà a prenderli in areo” per utilizzare le parole con le quali ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva rintuzzato la presa di posizione di Salvini che escludeva persino l’accoglienza delle donne e dei bambini come proposto dal premier.
In realtà non è ancora dato sapere chi arriverà veramente in Italia: nessun Paese si sceglie, come ad un mercato, i migranti da accogliere.
La prassi, già seguita in casi analoghi di suddivisione di migranti tra paesi europei, vuole che prima venga fatta l’identificazione delle persone, una prima valutazione dei requisiti tra chi è potenzialmente avente diritto ad una qualche forma di protezione e poi avvenga la ripartizione tenendo conto dei nuclei familiari ma anche di eventuali richieste dei migranti che, ad esempio, potrebbero voler raggiungere amici o familiari in un Paese o nell’altro.
Dunque, praticamente, entro il pomeriggio di oggi i 49 migranti, tra cui tre bambini piccoli di 1, 4 e 9 anni, che viaggiano con i genitori, verranno trasbordati sulle motovedette della marina militare maltese e portate e terra.
Le due navi umanitarie non entreranno invece in porto. La condizione posta dal premier Muscat è che dopo il trasbordo la Sea Watch e la Sea eye lascino immediatamente le acque maltesi.
Una volta a terra, i migranti ( le cui condizioni di salute sono molto precarie dopo 19 giorni passati in mare al freddo e con un moto ondoso che ha provocato a tutti gravi disturbi) verranno portati nel centro di prima accoglienza del porto de La Valletta per ricevere la prima assistenza. Poi si procederà come sempre alla loro identificazione. Nei prossimi giorni i Paesi che hanno dato la loro disponibilità ad accoglierne una quota invieranno dei propri funzionari per la valutazione dei requisiti e, man mano, si procederà ai voli verso gli otto Stati membri che hanno garantito l’accoglienza dei 49 ma anche di altri 131 migranti salvati nei giornni scorsi dalle forze armate maltesi mentre altri 44, tutti originari del Bangladesh e ritenuti non aventi diritto, verranno rimpatriati da La Valletta.
Le quote più rilevanti, 50 persone a testa, andranno in Germania e in Olanda, i due Paesi la cui bandiera è battuta dalla Sea Watch e dalla Sea Eye. Gli altri 80 saranno divisi tra Italia, Francia, Portogallo, Malta, Lussemburgo, Romania e Irlanda.
Nessuno ne prenderà più di 15. I tempi non saranno brevissimi.
Per i migranti sbarcati a Pozzallo furono necessari tre mesi. In Italia molte città avevano già dato la disponibilità ad accogliere i migranti, quindi quando arriveranno sul suolo nazionale, dopo le ulteriori operazioni di identificazione, le persone verranno smistate nei centri di accoglienza dove potranno avanzare richiesta d’asilo e attendere l’esito dei colloqui con le commissioni territoriali.
(da agenzie)
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Gennaio 9th, 2019 Riccardo Fucile
CONTE PREVALE NEL BRACCIO DI FERRO CON SALVINI: 15 ARRIVERANNO IN ITALIA
L’odissea dei 49 migranti da 19 giorni a bordo della Sea Watch e della Sea Eye sta per
finire. Il premier maltese Joseph Muscat ha appena annunciato che l’accordo con la Ue è stato trovato e che a breve gli immigrati verranno trasbordati dalle due navi umanitarie su mezzi militari maltesi e portati a terra per poi essere redistribuiti tra otto Paesi europei.
Tra questi, ha confermato Muscat, c’è anche l’Italia, qui i migranti arriveranno in aereo.
Il premier Conte, che ieri nel braccio di ferro con Salvini aveva ribadito la disponibilità dell’Italia a prendere una quindicina di persone, ha avuto dunque la meglio sul ministro dell’Interno.
Decisiva è stata la mediazione di Bruxelles che è riuscita a trovare la quadra e a redistribuire oltre ai 49 delle Ong anche i 200 salvati nei giorni precedenti da motovedette delle forze armate de La Valletta.
Questa mattina il premier maltese Joseph Muscat ha incontrato a La Valletta il premier libico Al Serraji in un vertice bilaterale convocato nel tentativo di trovare una soluzione al traffico di essere umani. “Dobbiamo trovare accordi per la sicurezza di tutti i Paesi del Mediterraneo e parlare di come i migranti vengono trattati nel vostro Paese”, ha detto Muscat consapevole che la Libia non può essere considerato un porto sicuro e dunque nessuno stato europeo e nessuna Ong consegnerebbe migranti alle motovedette libiche.
“Siamo disponibili al dialogo ma dobbiamo valutare tutto passo dopo passo, abbiamo grossi problemi di stabilità politica”, ha risposto Al Serraji.
“L’Unione europea rilascia i suoi 49 ostaggi”. Così Sea Watch ha commentato su Twitter la notizia del via libera di Malta allo sbarco dei migranti fermi da giorni in mare.
“Dopo 19 giorni in mare – si legge nella nota – i nostri ospiti hanno trovato finalmente un porto sicuro. E’ una testimonianza di fallimento dello Stato, la politica non dovrebbe mai essere fatta a spese dei bisognosi. Grazie a tutti quelli che erano con noi in questi giorni. In questi giorni difficili abbiamo sentito forte il sostegno della società civile. Ringraziamo infinitamente @rescuemed, i sindaci italiani e la loro attivazione @leolucaorlando1 @demagistris, gli skippers, le ong, chi non ci ha lasciati soli offrendo supporto concreto”.
Anche gli sforzi del presidente della commissione europea per l’immigrazione Avramopoulos sono da tempo tesi a trovare una soluzione definitiva condivisa, un meccanismo automatico di redistribuzione dei migranti a prescindere dal porto di sbarco. Ma gli Stati membri nicchiano e dunque, ogni volta, tocca mettere insieme le singole disponibilità . Ieri Germania e Olanda hanno aumentato la loro a 50 migranti a testa, l’Italia prenderebbe una quindicina di persone e altri quattro paesi hanno acconsentito a prendere piccoli gruppi. Gli altri Paesi che hanno dato la disponibilità sono Francia, Portogallo, Irlanda, Romania e Lussemburgo.
“In segno di buona volontà da parte di coloro che hanno riconosciuto le missioni di salvataggio effettuate da Malta nei giorni scorsi — ha precisato Muscat — altri 131 migranti già a Malta saranno trasferiti in altri stati membri”. Gli altri resteranno a La Valletta e 44, provenienti dal Bangladesh, verranno rimpatriati.
Muscat ha sottolineato che Malta ha dato il via libera allo sbarco nonostante “il caso delle navi Sea Watch 3 e Prof Albrecht Penck è avvenuto fuori dalle zone di responsabilità di Malta” perchè “non eravamo le autorità responsabili e non eravamo il porto sicuro più vicino”.
§La Valletta ha sollevato la questione di altri 249 migranti salvati da Malta e attualmente sull’isola. “Durante il nostro impegno con la Commissione Ue per la risoluzione di questa crisi (dei 49 sulle navi di Sea Watch e Sea Eye ndr.), abbiamo ricordato a tutti che Malta ha salvato unilateralmente altre 249 persone in mare, le cui vite erano chiaramente in pericolo. Queste missioni sono avvenute in zone in cui Malta è responsabile: abbiamo allora sottolineato che non ha senso che un meccanismo di solidarietà ad hoc venga applicato solo nel caso in cui viene negato un porto sicuro, mentre quando gli Stati membri rispettano i loro obblighi vengono ignorati”, ha detto Muscat
Intanto su Twitter il Commissario Ue per le Migrazioni, Dimitris Avramopoulos dichiarava: “Sono felice che i nostri sforzi per far sbarcare i migranti a Malta abbiano portato risultati e che tutti coloro che sono a bordo vengono sbarcati adesso. Elogio Malta per avere consentito questo sbarco e gli Stati membri che hanno mostrato solidarietà attiva accettando i migranti”.
(da agenzie)
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