Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
INTERVISTA AL FILOSOFO FRANCESE: “SFIDO SALVINI A INCONTRARMI PER DIRGLI IN FACCIA CHE E’ INDEGNO DELLA GRANDE CULTURA ITALIANA E CHE PRENDE ORDINI DA PUTIN E DA BANNON”
Il filosofo francese Bernard Henry Lèvy arriva in Italia per una tornèe teatrale e, intervistato dal Tempo, spara a zero su Salvini ed elogia alcuni politici italiani:
Lei sarà a Milano il 5 marzo, al Teatro Parenti: Milano è anche la città di Salvini, il leader della Lega. Cosa dirà ai milanesi su Salvini?
«Quello che mi piacerebbe di più è dirlo allo stesso Salvini. In faccia, direttamente. In pubblico o in privato. Al Teatro Parenti o altrove. Lo invito. Quello che devo dire alle persone, mi piace dirlo guardandole negli occhi. E mi garba che abbiano l’opportunità di rispondermi. A Salvini, voglio dire questo: che l’Italia merita di meglio; che è indegno della grande cultura italiana; e che si dice sovranista quando invece, come d’altronde lui stesso sa molto bene, prende ordini da Mosca (Putin) o da Washington (Steve Bannon)».
Crede che gli italiani che hanno votato Lega e 5 Stelle siano razzisti?
«Il razzismo è in tutti. Solo che alcuni resistono a questa parte di razzismo che è in loro. Altri no. Gli elettori di Salvini sono quelli del secondo caso. A proprio agio nel loro razzismo. Sentono quella vocina sporca in loro e la accolgono con favore».
Chi è il peggior politico europeo di oggi? Chi, invece, quello che lei salverebbe?
«Non voglio fare una hit parade. Tutto quello che posso dirle è che avete politici di alta qualità in Italia. Matteo Renzi, ad esempio, l’unico leader europeo che parli di Kant e Dante nei suoi discorsi politici, credo che verrà riabilitato rapidamente. Carlo Calenda con il suo Manifesto europeo. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, un ex “berlusconiano” che è entrato in conflitto con la Lega. Gregorio De Falco, l’uomo che ordinò al capitano della Concordia di tornare a bordo e che oggi si oppone alla politica anti-migranti di Salvini. O da voi a Roma, le voci di opposizione che cominciano a farsi sentire. La resistenza anti-populista è appena agli inizi. Vedrà . Venga anche lei; la aspetto il 24 aprile a Roma, alla Sala Umberto».
(da agenzie)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
“UNO DEGLI ELEMENTI INGANNEVOLI E’ QUELLO RELATIVO AL RITARDO DELL SBARCO, SI TRATTA DI SEQUESTRO DI PERSONA”
Una vera e propria requisitoria contro quelli che sono stati i suo colleghi di Movimento e che
adesso vogliono salvare mani e piedi Salvini.
Ha scritto De Falco: “Il testo del quesito posto agli iscritti del Movimento è fuorviante, poichè basato su fatti non veri o addirittura falsi ed è comunque suggestivo
Uno degli elementi ingannevoli è quello relativo al ritardo dello sbarco.
Infatti, bisogna specificare che non si è trattato di un “ritardo dello sbarco”, ma di un vero e proprio divieto imposto alla nave che era entrata in porto ed era andata ad un ormeggio operativo. Non un ritardo dunque, ma l’imposizione di un divieto, un atto volontario.
Si dice anche che non potesse essere consentito lo sbarco, al fine di evitare che se toccando il suolo italiano, lo Stato avrebbe dovuto prendersi carico dei naufraghi, secondo le regole di Dublino III.
Niente di più falso, poichè i naufraghi erano a bordo di una nave militare e dunque erano già in Italia. Tale circostanza, inoltre, rende ancor più chiaro che vi era l’obbligo di procedere senz’altro allo sbarco ed esclude che potesse esservi interesse a tutelare i confini della Patria.
Il trattenimento è stato quindi una inutile violenza ed ha bloccato una nave militare per giorni impedendole di assolvere ai propri compiti di istituto.
Ancora, nel programma il Movimento aveva da tempo deciso di voler abrogare sia l’insindacabilità parlamentare (art. 68 Cost.) che l’immunità dei Ministri (art 96 Cost.). Quest’ultima è proprio la fattispecie in questione e riguarda le ipotesi di reato commessi nell’esercizio delle funzioni ministeriali, per qualunque finalità siano commessi, quindi non solo reati patrimoniali come la corruzione, ma anche i delitti contro la persona.
Il criterio per stabilire se un reato commesso attraverso l’esercizio di una pubblica funzione possa essere considerato lecito, è costituito dalla verifica di preminenza dello specifico interesse pubblico tutelato, rispetto al diritto sacrificato.
In concreto, nel caso Diciotti, il limite alla libertà personale è stato imposto arbitrariamente e senza ordine di giustizia ed è stato usato come elemento di forza per pretendere che altri Paesi europei si facessero carico dei naufraghi.
Il reato ministeriale non costituirebbe illecito, poichè si varrebbe della scriminante “politica”, quando il sacrificio imposto, il sequestro di persona ipotizzato dal Tribunale dei Ministri, avesse rappresentato l’unica modalità per evitare un danno allo Stato, oggettivamente molto più grave, quale avrebbe potuto essere ad esempio un attacco terroristico, o una minaccia di epidemia, in concreto inesistenti.
Ad ogni modo, il criterio di bilanciamento deve essere comunque basato su ragionevolezza e proporzionalità . Il quesito proposto suggerisce già di per sè la risposta ed è inteso a sottrarre il ministro Salvini al suo Giudice naturale”.
(da Globalist)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
ERA PERCHE’ SALVINI SI FACESSE PROCESSARE, ORA SI NASCONDE
Qualcuno ha notizie di Alessandro Di Battista? L’ex deputato del MoVimento 5 Stelle non pubblica più nulla su Facebook dal 13 febbraio, giorno del figurone da Giovanni Floris a DiMartedì, quando si è lamentato della scarsità di applausi (finti) e il conduttore gli ha risposto chiedendogli se volesse invitare altri suoi sostenitori, e poi ha detto che la lotta al cancro non fa crescere il PIL.
Da quel giorno il Dibba è desaparecido.
Un po’ perchè i giornali raccontano che molti eletti grillini puntano il dito su di lui per spiegare il fallimento del M5S in Abruzzo, un po’ forse perchè Di Battista si è schierato a favore del processo a Salvini mentre il M5S organizzava il solito voto-farsa a democrazia limitata per salvargli il deretano.
Il Dibba quindi oggi è assente ingiustificato, ma una spiegazione per la sua volontà di farsi uccel di bosco c’è: non vuole mettersi in mezzo facendo una scelta di campo su una questione che sta spaccando gli attivisti e sulla quale lui ha tutto da perdere in qualsiasi modo finisca.
Come Di Maio, del resto, che però — raccontano oggi i giornali — si prepara a una grande offensiva in mattinata per convincere i suoi fans a votare nel modo giusto, ovvero per salvare Salvini.
E Dibba che fa, non si schiera? Forse attenderà l’ultimo minuto per compiere la giravolta del millennio, forse farà passare la nottata e parlerà solo a risultato acquisito per fare la figura dell’eroe dopo aver abbandonato temporaneamente la nave.
Magari per dire che lui ha votato per processarlo, cominciando così a costruire sui fatti una leadership alternativa a quella attuale che governa il M5S.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
IL SINDACO DI PARMA: “E’ IL PUNTO PIU’ BASSO MAI TOCCATO DA QUESTO GOVERNO”
Parole durissime di una brava persona che sulla sua pelle ha conosciuto il fanatismo grillino, le
regole fatte per cacciare chi è scomodo e favorire i leccapiedi e i protetti.
”Scambiano la democrazia, che è partecipazione ma conoscenza, trasparenza ma discussione, con il voto online di X Factor per decidere se un ministro può stare dentro o fuori. Svuotano il Parlamento delle sue più nobili funzioni, dopo aver urlato per anni che era il luogo in cui discutere, perchè non si vogliono prendere la responsabilità di decidere”.
Così in un post su Facebook il sindaco di Parma ex Cinque Stelle, Federico Pizzarotti in merito alla scelta del M5S di affidare al voto sulla piattaforma Rousseau la decisione sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Salvini per il caso Diciotti.
”Hanno paura di farlo. Chi ha paura stia fuori dalle istituzioni. L’Italia, una delle potenze economiche mondiali, in mano a populisti senza vergogna e con la paura di assumersi le proprie responsabilità . È il punto più basso mai toccato da questo governo”.
(da agenzie)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
QUALCUNO HA ANCORA UNA DIGNITA’
Virginia Raggi, Chiara Appendino e Filippo Nogarin – i tre sindaci M5s rispettivamente di Roma, Torino e Livorno – scrivono al Fatto Quotidiano e spiegano perchè direbbero No all’impunità per Matteo Salvini nel caso Diciotti.
Raggi spiega:
Ho affrontato un processo e mi hanno assolta. Le responsabilità , anche politiche devono restare personali. (…) Avevo già annunciato che avrei rimesso il mio mandato in caso di condanna. Ma ero fiduciosa dell’assoluzione perchè mi sono sempre comportata onestamente.
Nogarin cita Orwell e afferma:
Salvini non è un ministro più uguale degli altri. Ci si deve sempre difendere nei processi, non dai processi. Dunque negare l’autorizzazione a procedere nei confronti di un ministro significa rendere insindacabile il suo operato e questo rende, di fatto, questo ministro più uguale degli altri.
Appendino commenta:
Non entro nel merito della questione perchè so quanto sia complesso governare e non voglio dare un giudizio politico sull’atto alla base della richiesta di autorizzazione a procedere. Ritengo corretto, però che a esprimersi nel merito siano i giudici, nei diversi gradi di giudizio.
(da agenzie)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
“MANDATE A PROCESSO IL CAPITANO DE STICAZZI”
Rogue0 va all’attacco del voto di Rousseau per salvare Salvini. Stamattina gli iscritti alla
piattaforma Rousseau saranno chiamati a votare per salvare Matteo Salvini dal processo Diciotti come da post apposito pubblicato dai grillini sul Blog delle Stelle che non a caso “consiglia” di votare sì.
Ma nel frattempo torna a farsi sentire una vecchia conoscenza dei grillini e di Casaleggio, ovvero l’hacker Black Hat Rogue0, che ha già violato pesantemente la piattaforma impadronendosi anche dell’utenza di Davide Casaleggio e pubblicando il numero di telefono di Alessandro Di Battista.
«#LOL , a ridaje. Nessun allarmismo cari amici di #Rousseau! Mandar a processo il povero Cristo @evaristegal0is è stato facile, ripetervi per il #Capitano della Marina di Sua Maestà de Sticazzi non sarà quindi così complicato. Venghino signori venghino, votate! #pisQAnon Never Die», scrive Rogue0 riprendendo il post del M5S in cui si mentiva, sostenendo che la decisione della Giunta per le autorizzazioni a procedere non decide su Salvini ma sulla responsabilità del governo (è vero il contrario).
E la sua è una vera e propria minaccia, perchè Rogue0 cita EvaristeGalois, ovvero il primo hacker che era entrato in Rousseau ma senza leakare dati o danneggiare il sistema: il direttivo di Rousseau l’ha segnalato alla polizia postale e l’hacker è finito indagato.
Quindi, spiega Rogue0, visto che loro hanno “mandato a processo” Evariste Gaulois, lui in risposta (e per vendetta) manderà a processo Salvini (ovvero manipolerà il voto per far vincere il no).
Per salvare Salvini su Rousseau si vota oggi dalle 10 alle 19 e«tempo due ore», fanno sapere dal Movimento, si saprà già stasera se avranno vinto i No, cioè quelli a favore dell’autorizzazione a procedere, oppure i Sì, cioè quelli contrari a che il ministrodell’Interno finisca sotto processo per il caso Diciotti.
Il diritto di voto ce l’hanno gli iscritti al M5S. Alla piattaforma si può accedere come «ospiti» ma per poter prendere parte alle attività è necessario essere iscritti al M5S.
L’anno scorso, per costruire il programma che ha portato il Movimento al governo, gli iscritti hanno espresso oltre2,4 milioni di preferenze distribuite su 26 votazioni.
Qualche tempo fa il Garante della Privacy aveva concesso 15 giorni di tempo a Rousseau per mettersi in regola con una serie di prescrizioni tecniche segnalate da mesi, almeno da dicembre. Se ciò non avvenisse potrebbero scattare sanzioni ulteriori.
Tutto questo riguarda l’hackeraggio dell’estate del 2017, ovvero quello che vide protagonisti prima Evariste Gaulois e poi Rogue0, e non quello del 2018, che è ancora senza sanzioni.
Il presidente dell’Associazione Rousseau Davide Casaleggio ha inviato il 7 settembre una mail al Garante della Privacy, che lo aveva già multato, per ammettere il furto di dati come prevede la nuova normativa del GDPR.
Il data breach, secondo quanto detto pubblicamente dallo stesso Casaleggio, dovrebbe riguardare i centomila iscritti alla piattaforma voluta da Gianroberto per essere il sistema operativo del M5S. Le ispezioni sul precedente hackeraggio avevano accertato varie irregolarità , Cms Movable Type obsoleto, mancanza di trasparenza, segretezza del voto violabile.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
IL VOTO PARTE CON UN’ORA DI RITARDO MA TRA MILLE PROBLEMI COME SEMPRE
Tutti quelli che paventano i rischi di impicci nel voto su Rousseau per salvare Salvini dovrebbero osservare la plastica immagine che mostriamo qui sotto: rappresenta gli incredibili problemi tecnici che il primo partito d’Italia non riesce a risolvere da anni ogni volta che c’è una votazione piuttosto sentita su Rousseau.
Le due risorse internet del MoVimento 5 Stelle sono down da alcune ore, come regolarmente accade in queste situazioni.
La società di informatica Casaleggio Associati non è mai riuscita a risolvere questi problemi; da quando la gestione è passata a Rousseau la situazione è discretamente peggiorata visto che il numero degli utenti iscritti è diminuito ma l’errore nello stabilire una connessione al database continua a fare bella mostra di sè.
Mentre Davide Casaleggio svolge periodicamente le sue indagini su fantomatici su fantomatici sicari informatici, il re è nudo.
Intanto, nota l’Adn Kronos, è cambiato il quesito su Rousseau dopo le proteste di ieri. Nel quesito è stata aggiunto il seguente inciso ”è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato” in caso di risposta affermativa e ”non è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato” in caso di risposta negativa.
La modifica, a quanto si apprende, è stata apportata in seguito alle frizioni che ieri hanno accompagnato il post in cui veniva annunciato il voto sul caso Diciotti.
È facile pronosticare che i problemi sul sito di Rousseau proseguiranno da oggi alle 11 (la votazione è stata rimandata di un’ora) fino alla fine della votazione.
Accade sempre, ma il M5S fa sempre finta di nulla.
Impossibile non vedere in tutto ciò non una semplice metafora, ma un vero e proprio metodo di governo.
(da “NextQuotidiano”)
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